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  1. #171
    PENULTIMO VALLIGIANO COMUNISTA
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    Predefinito Ecco cosa hoimparato dopo 60 anni di libero mercato

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Risultati artificiosi, al di fuori delle regole del mercato. Nei primi anni della dittatura sono positivi, ma dopo poco iniziano a degradarsi e diventare insostenibili.

    In una dittatura statalista si costruiscono industrie su industrie, e magari si abbassano per legge anche i prezzi, facendo ricadere tutto sulle congetture temporaneamente positive (nel caso venezuelano, il prezzo del petrolio).

    Peccato che, essendo al di fuori delle regole del mercato (domanda e offerta), la produzione inizia presto a diventare fine a sé stessa. Enormi industrie che producono non tanto perché le aziende hanno successo nel mercato, con richiesta, quanto perché il Governo ha deciso così. In altre parole, produzione inutile e che diventa facilmente una perdita netta.

    Dopo 60 anni avreste dovuto impararle queste cose, ma a quanto vedo le svariate lezioni non vi sono bastate.
    di Juan Gelman da Red Voltaire

    Ci sono record mondiali che il Libro dei Guiness dei primati non registra. Trascura, per esempio, la spesa militare degli Stati Uniti o il fatto che il pianeta ospita - o meglio, patisce - 6000 milioni di abitanti, di cui 2800 hanno un'entrata inferiore ai due dollari al giorno.

    Ci sono record mondiali che il Libro dei Guiness dei primati non registra. Per esempio: la spesa militare degli Stati Uniti per l'anno fiscale 2004-2005 arriverà a 500.000 milioni di dollari, cioè 1360 milioni al giorno, 56,6 all'ora, più di 940.000 dollari al minuto e quasi 16.000 al secondo. Nel giugno scorso, George W. Bush ha approvato la spesa di 417.000 milioni di dollari per il Pentagono, ai quali bisogna sommare altri 10.000 milioni che verranno investiti in costruzioni militari, 20.000 milioni utilizzati dal Dipartimento per l'Energia e circa 60.000 milioni che riguardano la guerra e l'occupazione dell'Iraq e dell'Afghanistan. Per spendere, spendono.

    Il pianeta ospita - o meglio, patisce - 6 miliardi di abitanti, di cui 2800 hanno un'entrata inferiore ai due dollari al giorno (fonte: Banca Mondiale).

    La caduta del muro di Berlino nel 1989 ha tagliato le spese militari in tutto il mondo che sono passate da più di 900.000 milioni di dollari negli anni '70 - il picco più caldo della guerra fredda - a 780.000 milioni nel 1999. Alla fine del 2004 saranno di 950.000 milioni di dollari, 50.000 milioni in più del 2003, soprattutto per la considerevole espansione militare statunitense. “Gli Stati Uniti producono oggi circa la metà della spesa militare globale e investono quasi quanto tutto il resto del mondo” (Natalie J. Goldring, direttore esecutivo del Progetto Sicurezza Globale e Disarmo dell'Università del Maryland). Alla fine del 2003 c'erano, in America Latina e nei Caraibi, 20 milioni di poveri in più che nel 1997 (Josè Luis Machinea, segretario esecutivo della Commissione Economica per l'America Latina - CEPAL, organismo che fa capo all'ONU). Ripetendo i calcoli fatti sopra, si osserva che la povertà è cresciuta per 9100 latinoamericani al giorno, 380 all'ora e più di 6 al minuto.

    Le cinque potenze che hanno maggiormente investito in armi e nell'espansione dei propri confini, fino a coprire il 62% del totale mondiale, sono gli Stati Uniti (500.00 milioni di dollari all'anno), il Giappone (44.000 milioni), la Francia (40.000 milioni), il Regno Unito (35.000 milioni) e la Cina (26.000 milioni). Da notare: eccetto il Giappone, questi paesi sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L'assemblea generale richiede, anno dopo anno, la fine della corsa agli armamenti, il disarmo nucleare e il rispetto della convenzioni internazionali. Fate quello che dico, non quello che faccio.

    Il 44,4 % dei latinoamericani e caraibici -227 milioni - vive sotto la soglia di povertà e il 79% di loro - 177 milioni - sono bambini e adolescenti o giovani minori di 20 anni. Il numero degli indigenti arriva a 100 milioni, il 19,4 % degli abitanti della regione. La metà degli anziani sessantenni non ha alcuna entrata. Alla fine dello scorso decennio, l'11% della popolazione dell'America Latina e dei Caraibi -55 milioni - soffriva di denutrizione, grave per il 9% dei minori di 5 anni e cronica nel 19,4% dei bambini oltre ques'età (studi della CEPAL e del Programma Mondiale di Alimento della FAO).

    È la regione del pianeta dove regna la maggiore ineguaglianza - o iniquità - rispetto alla distribuzione della ricchezza generata: il 20% ricco possiede il 60% dei profitti totali e il 20% povero arraffa il 3. L'economista americana Nancy Birdsall ha realizzato una proiezione economica per comparare la situazione dell'America Latina alla fine degli anni '60, quella instaurata dai militari dopo le dittature degli anni '70 e '80 e l'applicazione delle politiche neoliberali. Risultato dello studio: le dittature e la globalizzazione duplicarono il livello di povertà prodotto dalla politiche economiche precedenti (citato da Bernardo Kliksberg, direttore di Iniziativa sul Capitale Sociale, Etica e Sviluppo che collabora con la Banca Interamericana di Sviluppo).

    Lo scrittore americano Gore Vidal osserva: “siamo stati costantemente coinvolti nella guerra perché, secondo la nostra politica, questa è la forma per fare soldi”. Così faranno soldi i padroni e gli azionisti del grande e fraudolento consorzio Halliburton, ma non molti altri: una statistica dell'Ufficio del Censo degli Stati Uniti diffusa giovedì scorso indica che, nel 2003, il numero di statunitensi sotto la soglia di povertà è aumentato di 1,3 milioni rispetto a quelli del 2002. Ora sono 35,8 milioni di americani, il 12,5 % della popolazione totale.

    “Le relazione tra il disarmo e lo sviluppo nel contesto internazionale attuale”, titola il documento di 30 pagine che un gruppo di 16 esperti militari, convocati dall'Onu, presenterà alla 59esima Assemblea Generale a metà settembre. “In un'epoca in cui lo sradicamento della povertà e lo sviluppo in tutto il mondo sono mete non raggiunte per la mancanza dei fondi necessari, l'aumento delle spese militari globali costituisce una tendenza inquietante”, si legge in questo documento. “Alla fine della guerra fredda ci si aspettava che la diminuzione della spesa militare e un'atmosfera internazionale meno conflittuale avrebbero dato impulso a risorse finanziarie, tecnologiche e umane a fini di sviluppo”. Ma, sostengono gli autori dello studio “nonostante i decenni di dibattiti e di proposte, la comunità internazionale non èstata capce di raggiungere un accordo che limiti a spesa militare o che fissi una percentuale di queste spese da destinarsi allo sviluppo nazionale”.

    Forse perché i governi bellicisti, il complesso militare-industriale, le forze armate, i conglomerati petroliferi e altri interessi fanno parte della comunità internazionale... La statistica del reddito pro capite internazionale più antica che si conosce è del 1780. A quei tempi, la disuguaglianza tra i paesi più ricchi e quelli più poveri era di tre a uno, oggi è di settanta a uno (Javier Iguíñiz, economista, direttore della rivista Sur de Medicus Mund). E tutti questi fanno parte della comunità internazionale... Juan Gelman è un poeta e scrittore argentino. In Italia ha pubblicato “Lettera a mia madre” (Guanda, 1999) e “Nel rovescio del mondo” (Interlinea, 2003).

    Fonte: http://www.redvoltaire.net/article1996.html



    Tradotto da Nuovi Mondi Media




    Povertà, le cifre dello scandalo - ecplanet.ch - Sabato 18.8.2007 -
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  2. #172
    Orgogliosamente Bannato .
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    [quote=resistente71;6196814]di Juan Gelman da Red Voltaire

    Ci sono record mondiali che il Libro dei Guiness dei primati non registra. Trascura, per esempio, la spesa militare degli Stati Uniti o il fatto che il pianeta ospita - o meglio, patisce - 6000 milioni di abitanti, di cui 2800 hanno un'entrata inferiore ai due dollari al giorno.

    Ci sono record mondiali che il Libro dei Guiness dei primati non registra. Per esempio: la spesa militare degli Stati Uniti per l'anno fiscale 2004-2005 arriverà a 500.000 milioni di dollari, cioè 1360 milioni al giorno, 56,6 all'ora, più di 940.000 dollari al minuto e quasi 16.000 al secondo. Nel giugno scorso, George W. Bush ha approvato la spesa di 417.000 milioni di dollari per il Pentagono, ai quali bisogna sommare altri 10.000 milioni che verranno investiti in costruzioni militari, 20.000 milioni utilizzati dal Dipartimento per l'Energia e circa 60.000 milioni che riguardano la guerra e l'occupazione dell'Iraq e dell'Afghanistan. Per spendere, spendono.

    Il pianeta ospita - o meglio, patisce - 6 miliardi di abitanti, di cui 2800 hanno un'entrata inferiore ai due dollari al giorno (fonte: Banca Mondiale).

    La caduta del muro di Berlino nel 1989 ha tagliato le spese militari in tutto il mondo che sono passate da più di 900.000 milioni di dollari negli anni '70 - il picco più caldo della guerra fredda - a 780.000 milioni nel 1999. Alla fine del 2004 saranno di 950.000 milioni di dollari, 50.000 milioni in più del 2003, soprattutto per la considerevole espansione militare statunitense. “Gli Stati Uniti producono oggi circa la metà della spesa militare globale e investono quasi quanto tutto il resto del mondo” (Natalie J. Goldring, direttore esecutivo del Progetto Sicurezza Globale e Disarmo dell'Università del Maryland). Alla fine del 2003 c'erano, in America Latina e nei Caraibi, 20 milioni di poveri in più che nel 1997 (Josè Luis Machinea, segretario esecutivo della Commissione Economica per l'America Latina - CEPAL, organismo che fa capo all'ONU). Ripetendo i calcoli fatti sopra, si osserva che la povertà è cresciuta per 9100 latinoamericani al giorno, 380 all'ora e più di 6 al minuto.

    Le cinque potenze che hanno maggiormente investito in armi e nell'espansione dei propri confini, fino a coprire il 62% del totale mondiale, sono gli Stati Uniti (500.00 milioni di dollari all'anno), il Giappone (44.000 milioni), la Francia (40.000 milioni), il Regno Unito (35.000 milioni) e la Cina (26.000 milioni). Da notare: eccetto il Giappone, questi paesi sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L'assemblea generale richiede, anno dopo anno, la fine della corsa agli armamenti, il disarmo nucleare e il rispetto della convenzioni internazionali. Fate quello che dico, non quello che faccio.

    Il 44,4 % dei latinoamericani e caraibici -227 milioni - vive sotto la soglia di povertà e il 79% di loro - 177 milioni - sono bambini e adolescenti o giovani minori di 20 anni. Il numero degli indigenti arriva a 100 milioni, il 19,4 % degli abitanti della regione. La metà degli anziani sessantenni non ha alcuna entrata. Alla fine dello scorso decennio, l'11% della popolazione dell'America Latina e dei Caraibi -55 milioni - soffriva di denutrizione, grave per il 9% dei minori di 5 anni e cronica nel 19,4% dei bambini oltre ques'età (studi della CEPAL e del Programma Mondiale di Alimento della FAO).

    È la regione del pianeta dove regna la maggiore ineguaglianza - o iniquità - rispetto alla distribuzione della ricchezza generata: il 20% ricco possiede il 60% dei profitti totali e il 20% povero arraffa il 3. L'economista americana Nancy Birdsall ha realizzato una proiezione economica per comparare la situazione dell'America Latina alla fine degli anni '60, quella instaurata dai militari dopo le dittature degli anni '70 e '80 e l'applicazione delle politiche neoliberali. Risultato dello studio: le dittature e la globalizzazione duplicarono il livello di povertà prodotto dalla politiche economiche precedenti (citato da Bernardo Kliksberg, direttore di Iniziativa sul Capitale Sociale, Etica e Sviluppo che collabora con la Banca Interamericana di Sviluppo).

    Lo scrittore americano Gore Vidal osserva: “siamo stati costantemente coinvolti nella guerra perché, secondo la nostra politica, questa è la forma per fare soldi”. Così faranno soldi i padroni e gli azionisti del grande e fraudolento consorzio Halliburton, ma non molti altri: una statistica dell'Ufficio del Censo degli Stati Uniti diffusa giovedì scorso indica che, nel 2003, il numero di statunitensi sotto la soglia di povertà è aumentato di 1,3 milioni rispetto a quelli del 2002. Ora sono 35,8 milioni di americani, il 12,5 % della popolazione totale.

    “Le relazione tra il disarmo e lo sviluppo nel contesto internazionale attuale”, titola il documento di 30 pagine che un gruppo di 16 esperti militari, convocati dall'Onu, presenterà alla 59esima Assemblea Generale a metà settembre. “In un'epoca in cui lo sradicamento della povertà e lo sviluppo in tutto il mondo sono mete non raggiunte per la mancanza dei fondi necessari, l'aumento delle spese militari globali costituisce una tendenza inquietante”, si legge in questo documento. “Alla fine della guerra fredda ci si aspettava che la diminuzione della spesa militare e un'atmosfera internazionale meno conflittuale avrebbero dato impulso a risorse finanziarie, tecnologiche e umane a fini di sviluppo”. Ma, sostengono gli autori dello studio “nonostante i decenni di dibattiti e di proposte, la comunità internazionale non èstata capce di raggiungere un accordo che limiti a spesa militare o che fissi una percentuale di queste spese da destinarsi allo sviluppo nazionale”.

    Forse perché i governi bellicisti, il complesso militare-industriale, le forze armate, i conglomerati petroliferi e altri interessi fanno parte della comunità internazionale... La statistica del reddito pro capite internazionale più antica che si conosce è del 1780. A quei tempi, la disuguaglianza tra i paesi più ricchi e quelli più poveri era di tre a uno, oggi è di settanta a uno (Javier Iguíñiz, economista, direttore della rivista Sur de Medicus Mund). E tutti questi fanno parte della comunità internazionale... Juan Gelman è un poeta e scrittore argentino. In Italia ha pubblicato “Lettera a mia madre” (Guanda, 1999) e “Nel rovescio del mondo” (Interlinea, 2003).


    Fonte: http://www.redvoltaire.net/article1996.html



    Tradotto da Nuovi Mondi Media


    Ignoranza si chiama , che è quella che porta i paesi del terzo mondo a continuare a produrre bambini pur sapendo che non li possono poi allevare stanti le condizioni in cui versano .
    Cominciamo ad esportare un po' di intelligenza sotto forma di pillole anticoncezionali e magari ci invece di esserci tot persone che devono vivere con meno di 2 dollari al giorno ce ne sarà un terzo che matematicamente avrà a disposizione 6 dollari , che se in assoluto non sono un gran che per loro sarebbe IL TRIPLO.

  3. #173
    PENULTIMO VALLIGIANO COMUNISTA
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    La decrescita è un argomento condivisibile se analizzato e proposto in modo corretto.
    quello che dici è vero,voglio pero' fare un paio di considerazioni opportune;:
    1-Se hai avuto la fortuna di vivere o vedere le condizioni delle popolazioni rurali di alcuni paesi mantenuti nel sottosviluppo,ti sarai accorto che istruzione ed informazione,arrivano con la stessa puntualità dei beni di prima necessità e cioè -0-
    2-Le missioni religiose sono talvolta le uniche in grado di arrivare nei luoghi piu' inaccessibili del globo:quante di queste sono favorevoli alla decrescita?
    3-Quanti paesi usano la spada religiosa per far leva sulle popolazioni (piu' o)meno istruite?
    4-Quanti,tra questi soggetti sarebbero favorevoli ad ignorare i precetti religiosi in favore di una decrescita controllata?
    5-In fine ricollega tutti questi punti al primo ed alla necessità dei paesi industrializzati di mano d'opera a basso costo e avrai la risposta.

  4. #174
    MORS TUA VITA MEA.
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    Citazione Originariamente Scritto da albertob Visualizza Messaggio
    Ignoranza si chiama , che è quella che porta i paesi del terzo mondo a continuare a produrre bambini pur sapendo che non li possono poi allevare stanti le condizioni in cui versano .
    Cominciamo ad esportare un po' di intelligenza sotto forma di pillole anticoncezionali e magari ci invece di esserci tot persone che devono vivere con meno di 2 dollari al giorno ce ne sarà un terzo che matematicamente avrà a disposizione 6 dollari , che se in assoluto non sono un gran che per loro sarebbe IL TRIPLO.

    discorso sempliciotto.
    Considerando che nei paesi terzomondisti c'è una media di mortalità infantile rapportabile a 2 su 5 bambini, è normale che gli adulti prolifichino più. Dicesi conservazione della Specie.
    Per il resto... chi ti dice che se la popolazione diminuisce aumenta automaticamente il reddito pro capite? è plausibile (se non ci mette la mano qualche forza "estranea") ma non logicamente obbligatorio.
    Anche se avvenisse quello che dici tu... non credi che il costo della vita si adeguerebbe, riportando lo stesso identico rapporto precedente?
    ad esempio: adesso il reddito è di 2 dollari pro capite
    mettiamo che un Kg di pane (esempio) costi 20 centesimi di dollaro.
    Rapporto---> 2/0,20 $=10 (che sarà il coefficente esemplificativo della situazione odierna)
    Facciamo pure che in un futuro il reddito sia di 6 dollari pro capite...
    Mettiamo che il prezzo del pane rimanga invariato:
    Rapporto---> 6/0,20 $=30 (il coefficente è triplicato, così come è triplicato il reddito) Stando così la situazione ci sarebbe sicuramente un vantaggio.
    Ma se il prezzo del pane (che è solo un esempio) dovesse salire, in quanto il Paese è più ricco (è la prima legge del mercato e del capitalismo), e si dovesse stabilire sui 60 centesimi di dollaro avremmo questa situazione:
    Rapporto---> 6/0,60 $=10. Abbiamo lo stesso coefficente della situazione odierna.
    Come vedi è un cane che si morde la coda, almeno finchè ci sarà qualche longa manus straniera.

    Comunque per tua informazione il Venezuela non è un paese del terzo mondo, quindi il tuo esempio che ci azzecca?

  5. #175
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    Hugo Chavez e RCTV, censura o decisione legittima?
    http://www.prensa-latina.it/paginas/...Legittimal.htm
    Hugo Chavez ha accusato ripetute volte, non senza fondamento, le quattro principali emittenti televisive del paese, Globovision, Televen, Venevision e RCTV -che controllano circa il 90% del mercato e dispongono d'un monopolio mediatico "di facto"- di portare avanti una "guerra psicologica" contro la sua amministrazione.
    Rctv continua le trasmissioni via cavo e satellite:

    RCTV Internacional al aire desde ayer
    http://www.rctv.net/Noticias/VerNoti...CategoriaId=21
    http://www.milenio.com/index.php/2007/08/01/101196/
    El máximo tribunal anunció que “suspendió” los efectos administrativos de la Conatel, que ordenaba a las operadoras de cable exigir a la televisora su inscripción como productor nacional audiovisual.
    Presentan en Venezuela recurso de amparo a favor de RCTV
    RCTV nuevamente ante inminente salida del aire



    disinformazione:

    http://www.guardian.co.uk/commentisf...150655,00.html

    La disinformazione che ha contribuito a distruggere Allende ed a provocare gli orrori di Pinochet, come in Nicaragua, per i Sandinisti...
    In entrambi i paesi, la CIA ha costituito un fondo per favorire l' opposizione...

    .....

    Nell'esaminare 500 articoli che si sono occupati del Nicaragua all'inizio degli anni 80, lo storico Mark Curtis ha trovato una soppressione quasi universale dei successi del governo Sandinista - "remarkable by any standards" - per il la falsa minaccia di un "cambio di gestione comunista„.

    Colpiscono le somiglianze nella campagna contro l'aumento fenomenale dei movimenti democratici popolari oggi. Mirato soprattutto al Venezuela, particolarmente a Chávez, la virulenza degli attacchi suggerisce che qualcosa simile sta avvenendo; ed è così.
    Migliaia di poveri Venezuelani stanno vedendo per la prima volta un medico nelle loro vite, stanno facendo vaccinare bambini e stanno bevendo acqua pulita.
    Le nuove università hanno aperto le porte ai poveri...
    .....
    Più di 25.000 consigli comunali sono stati installati parallelamente alle vecchie burocrazie locali corrotte.
    .....
    questa esplosione di potere popolare ha cominciato a cambiare le vite....

    ....
    80% delle reti di radiodiffusione e quasi tutti i 118 giornali sono posseduti da privati. Fino a poco tempo fa un presentatore della televisione ha denominato Chávez... “una scimmia„. Le prime pagine descrivono il presidente come Hitler, o come Stalin (il collegamento che è che entrambi gradiscono i bambini).
    ....

    In Washington, the old Iran-Contra death squad gang, back in power under Bush, fear the economic bridges Chávez is building in the region, such as the use of Venezuela's oil revenue to end IMF slavery. That he maintains a neoliberal economy, described by the American Banker as "the envy of the banking world" is seldom raised as valid criticism of his limited reforms. These days, of course, any true reforms are exotic. And as liberal elites under Blair and Bush fail to defend their own basic liberties, they watch the very concept of democracy as a liberal preserve challenged on a continent about which Richard Nixon once said "people don't give a shit". However much they play the man, Chávez, their arrogance cannot accept that the seed of Rousseau's idea of direct popular sovereignty may have been planted among the poorest, yet again, and "the hope of the human spirit", of which Roberto spoke in the stadium, has returned.

  6. #176
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    VENEZUELA; CINQUECENTOMILA IN PIAZZA CONTRO RIFORMA COSTITUZIONE
    Domenica appuntamento cruciale con referendum
    postato 1 giorno fa da APCOM
    ARTICOLI A TEMA

    * venezuela: uomo ucciso durante…
    * venezuela - scontri in piazza contro…
    * venezuela: referendum,si' oltre 55%
    * Altri

    Caracas, 29 nov. (Apcom) - Almeno cinquecentomila persone sono scese in piazza a Caracas per manifestare, un ultima volta, prima del referendum di domenica, contro le riforme costituzionali promosse dal presidente Hugo Chavez. I dimostranti hanno invaso il viale Simon Bolivar, una delle principali arterie della capitale, rispondendo all'appello degli studenti che incarnano il movimento d'opposizione contrario al capo dello Stato. "Libertà, Libertà" è lo slogan più scandito dai dimostranti.

    L'appuntamento di domenica con le urne sarà una battaglia cruciale per "la rivoluzione socialista" del presidente venezuelano. Nel caso in cui le riforme fossero approvate, Chavez otterrebbe la possibilità di essere rieletto a tempo indefinito, assieme al potere di proclamare lo "stato d'eccezione illimitato" che sospende il diritto all'informazione, in caso di golpe, invasione, guerra o disastro naturale. Per le forze di opposizione sono misure che portano all'instaurazione di una dittatura totalitaria.

    "Il mio solo obiettivo è quello di dare più potere al popolo. Io non voglio niente per me", ha detto Chavez, mentre nel Paese si moltiplicano le manifestazioni contro quella che viene definita "una dittatura alla cubana".

    Se domenica dovesse prevalere il "sì", il "Venezuela si sveglierà sotto un regime socialista autoritario con il potere concentrato nelle mani di un solo uomo", ha detto Leopoldo Lopez, consigliere comunale di un quartiere di Caracas.

    Ma gli ultimi sondaggi, diffusi dall'Istituto Hinterlaces, prevedono che sarà un voto sul filo di lana, con una possibile clamorosa sconfitta per il presidente. Il "no" alle riforme raccoglie il 46% delle intenzioni di voto, mentre il "sì" è al 45%. (Con fonte Afp)
    http://notizie.alice.it/notizie/top_...,13545031.html
    Chavez ipocritamente crede di abbindolare il popolo dicendo che non vuole nulla per se.

    Di certo il malcontento in Venezuela sale e con esso la peoccupazione per una nuova dittatura.

  7. #177
    Simply...cat!
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    Mi auguro che il dittatore comunista Chavez perda.
    Vergognoso che come sempre i comunisti nostrani lo sostengano.

  8. #178
    Vedo la mano invisibile
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    In Italia puoi essere eletto infatti quante volte si vuole.

    Caro compagno, questi burloni dei detrattori di Chavez leggono quel che vogliono leggere.

    Compito di noi comunisti e socialisti far loro quotidianamente notare le colossali figure di ignoranti ed ipocriti che si fanno.

    Costantemente.
    sospensione dei diritti costituzionali in caso di stato di assedio... pari pari da hitler l'ha presa questa idea...
    vergognati comunista

  9. #179
    Omia Patria si bella e perduta
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    Contro l'Unione Europea prigione dei Popoli Per un'Europa di Nazioni libere, eguali e sovrane!
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    sospensione dei diritti costituzionali in caso di stato di assedio... pari pari da hitler l'ha presa questa idea...
    vergognati comunista
    Dire che la tua ideologia ti acceca vuol dire farti un complimento....

    Costituzione della Repubblica Francese (fonte)

    Articolo 16
    Quando le istituzioni della Repubblica, l'indipendenza della nazione, l'integrità del territorio o l'esecuzione degli impegni internazionali sono minacciati in maniera grave ed immediata e il regolare funzionamento dei poteri pubblici costituzionali è interrotto, il Presidente della Repubblica adotta le misure richieste dalle circostanze dopo aver ufficialmente consultato il Primo ministro, i Presidenti delle assemblee ed il Presidente del Consiglio costituzionale.

    Mi permetto di notare che per la Costituzione francese la sospensione delle garanzie costituzionali e la proclamazione delle stato di assedio viene fatta dal Presidente della Repubblica quando lui ritiene che sia opportuno.

    La proposta di modifica costituzionale di Chavez dice solo nei casi previsti dalla costituzione (guardate un po' qua).

    La Costituzione Francese concede quindi al suo presidente un potere discrezionale maggiore.

  10. #180
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Mi auguro che il dittatore comunista Chavez perda.
    Vergognoso che come sempre i comunisti nostrani lo sostengano.
    Sei male informato, Rifondazione fa da anni campagne contro Chavez..... se non ci credi compra il prossimo numero di Liberazione con i commenti sulle elezioni venezuelane.

 

 
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