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Risultati da 31 a 40 di 92

Discussione: Ceausescu

  1. #31
    Nec Descendere Nec Morari
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    Citazione Originariamente Scritto da oggettivista Visualizza Messaggio
    E' però importante sottolineare come lo Stato socialista sappia comunque assicurare una viva dignitosa a tutti i propri cittadini.

    Evidentemente la dignità è un concetto relativo.

  2. #32
    anarchico
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    Citazione Originariamente Scritto da Cangrande Visualizza Messaggio
    Evidentemente la dignità è un concetto relativo.
    In questo caso significa disporre di quel tanto che basta per non essere costretti a prostituirsi.

  3. #33
    Klearchos
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    Citazione Originariamente Scritto da Stan Ruinas Visualizza Messaggio

    tutti i rumeni che conosco lo rimpiangono e con lui tempi in cui non erano costretti ad emigrare
    Confermo.

  4. #34
    Nec Descendere Nec Morari
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    Citazione Originariamente Scritto da oggettivista Visualizza Messaggio
    In questo caso significa disporre di quel tanto che basta per non essere costretti a prostituirsi.
    Ti ho già detto che hai ragione.
    Se un libro ha scritto che Ceausescu era socialista, evidentemente era un genio.
    Sono io che non lo capisco.

  5. #35
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    Feci una vacanza di 2 settimane in Romania sul Mar Nero,nel lontano 1977.
    Quando quindi il dittatore era in "auge"!
    Posso dirvi solo una cosa:vidi i rom(gli zingari!)lavorare!!!Pulivano le strade e curavano le aiuole che costeggiavano il manto stradale!
    In altre nazioni non credo che codesta etnia faccia o sia costretta a fare la stessa cosa,vero?
    Per onore di obiettività questo fatto,che mi colpì all'epoca,ho dovuto raccontarvelo.

  6. #36
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    Questo articolo risale a una decina d'anni fa, ma è utile per comprendere qualcosa circa il passaggio dalla tirannide comunista alla libertà democratica.




    L' ORO DEL DANUBIO

    Nel settembre 1990 diventa governatore della Banca Nazionale di Romania il quarantacinquenne Mugur Isarescu, molto vicino ad alcuni uomini del Fronte di Salvezza Nazionale, il partito che ha guidato la "rivoluzione" ed ha vinto le elezioni. Mugur Isarescu fa parte di una squadra di giovani tecnocrati che negli ultimi anni del regime di Ceausescu hanno lavorato all'Istituto di Economia Mondiale di Bucarest, l'unico organismo ufficiale che negli anni ottanta manteneva ancora un legame con il mondo economico-finanziario internazionale.
    Nel 1991 Mugur Isarescu riesce a ottenere una legge bancaria che garantisce l'autonomia della Banca centrale e le mette a disposizione gli strumenti della politica monetaria e valutaria.
    Anche se il gruppo di tecnocrati dell'Istituto di Economia Mondiale è entrato in politica al fianco del Fronte di Salvezza Nazionale (FSN), Mugur Isarescu ha continuato per qualche tempo a lavorare al Ministero degli Esteri come specialista in economia mondiale, poi è diventato rappresentante della Romania presso il Fondo Monetario Internazionale e presso la Banca Mondiale. D'altronde gli accordi con il Fondo Monetario Internazionale e con la Banca Mondiale recano la firma di Mugur Isarescu.
    Nel corso di un'intervista realizzata nel 1992, il giornalista romeno Tiberiu Sandu gli ha fatto notare che in Romania "è forte quella corrente di opinione che denuncia 'la subordinazione dell'economia nazionale agli interessi stranieri'". Ed ha aggiunto: "Si sostiene che i programmi del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale non portano altro che 'povertà e disastri economici' nei paesi dove si applicano. Essendo uno dei firmatari degli accordi con il Fondo Monetario Internazionale e con la Banca Mondiale, lei è accusato da alcuni giornali e dai gruppi filocomunisti in Parlamento di applicare alla Romania misure dettate dall'estero, e di accettare crediti a 'condizioni schiavistiche' ".
    Per Mugur Isarescu, "l'atteggiamento di qualche parlamentare che si oppone ai programmi di aggiustamento del FMI e della BM non è altro che il risultato di decine di anni di indottrinamento, di propaganda asfissiante. D'altra parte, qualunque programma di risanamento è doloroso. Chi promuove una cosa che implichi dolori sociali si assume dei rischi e non sarà baciato sulla guancia, bensì bastonato sulla schiena". Il modello proposto da Isarescu è quello sudamericano: "Nel periodo postbellico, moltissime nazioni sono passate attraverso i programmi FMI. Nell'America latina ci sono paesi che hanno avuto vari successi con questi programmi, come il Cile, e paesi meno fortunati; ma questi ultimi non avevano rispettato i programmi, o praticavano un qualche tipo di socialismo mascherato: in genere, un'economia di protezione sociale senza adeguata base economica".
    In particolare, Mugur Isarescu si fa portavoce del FMI suggerendo una ricetta per ottenere finanziamenti esteri: "Abbiamo consumato con leggerezza postrivoluzionaria la riserva valutaria, 2 miliardi di dollari, che avrebbe potuto costituire un ottimo punto di partenza. Ci rimane la riserva in oro, circa 72 tonnellate". Ed enuncia questa teoria: "La riserva in oro di un paese non deve giacere in una cantina e mi è stata fatta spesso la domanda: quando la userete e come? La mia opinione è che 20 tonnellate d'oro, depositate alla Banca dei Regolamenti internazionali, potrebbero costituire per noi una garanzia solida; e poi, si conserverebbero meglio là (sic, n.d.r.). Noi romeni, ogni volta che abbiamo conservato il nostro oro all'interno del paese, lo abbiamo perso"1.
    Trasferite alla Banca dei Regolamenti internazionali, le 20 tonnellate di oro romeno sono oggi praticamente sotto sequestro, da quando una commissione d'inchiesta dello Stato d'Israele ha stabilito che lo Stato romeno deve rifondere agli ebrei i danni che questi ultimi avrebbero subìto in Romania dal 1937 al 1945.
    L'inizio della rivendicazione israeliana risale ufficialmente al 1995. In quell'anno il presidente della Knesset levò una protesta formale contro la decisione, attribuita al presidente romeno Ion Iliescu, di bloccare una legge di privatizzazione, tale legge avrebbe trasferito il sessanta per cento delle proprietà immobiliari delle grandi città romene nelle mani dei discendenti di quegli ebrei che un tempo risiedevano nel paese danubiano.
    In questo contesto, caratterizzato da una serie di pressioni internazionali sul governo romeno e da una campagna di stampa che venne denunciata dallo stesso Iliescu nel corso di un'intervista rilasciata a un giornalista italiano2, deve essere inquadrata una iniziativa di alcuni esponenti del Congresso statunitense. Nell'estate del 1995 alcuni membri repubblicani del Congresso indirizzarono al capo dello Stato romeno, nell'imminenza di una sua visita ufficiale a Washington, una "lettera aperta" che venne ampiamente pubblicizzata dalle emissioni di "Europa Libera", una stazione radiofonica ascoltata in tutta l'Europa dell'Est. La "lettera aperta" affrontava innanzitutto il tema della riabilitazione del Maresciallo Ion Antonescu, alla quale aveva dato prudentemente il via già Nicolae Ceauçescu a metà degli anni settanta, con la pubblicazione del romanzo storico Delirul di Marin Preda. Allarmati dal fatti che nella Romania degli anni novanta venivano intitolate strade e piazze e innalzati monumenti a uno dei più leali alleati del Terzo Reich, i parlamentari statunitensi intimavano a Iliescu di dichiarare ufficialmente "criminale di guerra" il Maresciallo Ion Antonescu. Inoltre gli autori della lettera sollecitavano l'esemplare punizione dei profanatori del cimitero ebraico di Bucarest: i bambini di una scuola elementare che si erano arrampicati sugli alberi del cimitero e avevano giocato a rimpiattino tra le sante tombe. La "lettera aperta" terminava affermando che la politica americana nei confronti di Bucarest, compresa la concessione della clausola della nazione più favorita, sarebbe dipesa dal progresso che la Romania avrebbe saputo realizzare sulla strada delle riforme democratiche e dell'economia di mercato.
    A far cadere Iliescu, ormai condannato dagli Stati Uniti, ci ha pensato Petre Roman. Alle elezioni presidenziali del 1996, nel ballottaggio tra Iliescu (candidato della sinistra) e Constantinescu (candidato della destra), Petre Roman si è schierato con quest'ultimo e lo ha fatto vincere. In cambio, ha avuto la presidenza del Senato, che è il trampolino per la presidenza della repubblica.
    Con la vittoria della coppia Constantinescu-Roman, la commissione d'inchiesta israeliana ha avuto via libera e nessuno più si è opposto alle richieste sioniste. Anzi, Israele è sempre più presente nell'economia romena: tra gli affari più importanti conclusi da Tel Aviv con la Romania vi è stato, nel 1997, l'accordo tra l'israeliana ELBIT e la romena AEROSTAR per la vendita a paesi terzi di Mig-21bis "Fishbed", idonei per il missile aria-aria israeliano "Python 3". Inoltre, la disponibilità del governo di Bucarest ad accogliere le indicazioni ebraico-americane si è manifestata nella disdetta degli accordi precedentemente conclusi con la Francia nel campo delle forniture militari e nella simultanea conclusione di una serie di contratti con l'industria bellica statunitense. Nell'estate del 1997, ad esempio, la Romania ha stipulato un contratto di 25 milioni di dollari con la AAI americana per la fornitura di 6 "Shadow" (più un simulatore).
    L'arma più frequente del ricatto americano-sionista è sempre quella del cosiddetto "Olocausto", al quale la Romania avrebbe dato, con Antonescu, un contributo determinante. In seguito alla richiesta di riabilitazione postuma di otto funzionari del periodo di Antonescu, avanzata nel novembre 1997 dal procuratore generale Sorin Moisescu, due esponenti del Congresso statunitense, Alfonse D'Amato e Christopher Smith, hanno indirizzato al presidente Constantinescu una lettera di protesta. Secondo i due congressmen, gli otto funzionari obbedivano ad un governo che avrebbe deportato e sterminato la bellezza di 250.000 ebrei, sicché la loro riabilitazione "può comportare un ripensamento sull'appoggio accordato alla candidatura della Romania per la sua integrazione nelle istituzioni economiche e di sicurezza".



    Insieme con l'influenza israeliana e statunitense, si è rafforzato anche il potere del FMI, che ha dettato al governo di Victor Ciorbea una ricetta disastrosa: riduzione del deficit pubblico con tagli alle spese sociali, alla sanità ecc.; divieto di influire sui prezzi, sui salari, sui cambi; abolizione dei dazi sulle importazioni ed esportazioni. Insomma, viene imposta una liberalizzazione completa dell'economia, la stessa che ha rovinato tanti paesi del Terzo Mondo. Alla vigilia dell'inverno 1997, un inviato del "Corriere della Sera" ne descrive l'effetto in questi termini:
    "Si scatena in anticipo l'inverno con i primi senzatetto morti assiderati, una nuova raffica di aumenti, la scarsità di generi alimentari mentre ombre inquietanti planano sulla Romania: pericolo di deflagrazioni sociali, scioperi, proteste cavalcate dall'opposizione nazionalcomunista. (...) Le riforme economiche lanciate dal governo presieduto dall'ex sindacalista Victor Ciorbea hanno messo alle corde una popolazione che guarda con estrema preoccupazione all'arrivo del gelo. La miseria avanza in un paese in cui il salario medio si aggira sui 600mila lei (circa 130mila lire italiane). Il trenta per cento dei romeni vive al di sotto della soglia di povertà e oltre il novanta per cento del budget familiare viene divorato dalle varie bollette e dall'acquisto di generi di prima necessità. L'austerità decretata dal governo ha gettato migliaia di famiglie nella disperazione. Molte non hanno i soldi per pagare il riscaldamento. Interi quartieri periferici di Bucarest abitati in maggioranza da pensionati e persone anziane rischiano di romanere al freddo se non interverranno le autorità"3.
    Lo stesso ex ministro degli esteri Teodor Melescanu, fondatore di una "Alleanza per la Romania", pur senza accusare esplicitamente la sudditanza del governo Ciorbea ai voleri del FMI, esprime il parere che si stia esagerando con l'austerità: "Prima i cambiamenti procedevano con lentezza esasperante, ora si adottano misure troppo radicali. Il governo vuole deprimere il mercato interno, che invece va rilanciato. Deve attuare una politica più realista. (...) Troppe decisioni vengono prese senza un vero dibattito parlamentare e senza consultare le parti sociali"4.
    Intanto, la Banca Mondiale agisce per mezzo di quel suo strumento d'azione che è l'International Finance Corporation (IFC).
    L'IFC si presenta come "membro indipendente del Gruppo Mondiale"5 affiliato alla Banca Mondiale e dichiara di rappresentare "la più grande fonte per progetti di finanziamento diretti verso investimenti privati nei paesi sviluppati"6. Suo scopo ufficiale è di "rendere proficui gli investimenti nelle zone sviluppate, provvedendovi con risorse finanziarie, competenza tecnica ed esperienza internazionale"7. Oltre un migliaio di imprese private in un centinaio di paesi, tra i quali la Romania, dipendono dalla "assistenza" dell'IFC. Infatti il campo d'azione dell'IFC è costituito dai 155 paesi di pertinenza della Banca Mondiale8. I meccanismi attraverso i quali questa filiazione della Banca Mondiale concede i suoi prestiti vengono illustrati come segue dal responsabile per l'Europa:
    "IFC offre di solito sia prestiti a tasso fisso in dollari Usa e nelle altre maggiori valute, che prestiti a tasso variabile in dollari Usa, e inoltre sono possibili altri accordi in relazione alle necessità del progetto. IFC non considera il tasso di interesse agevolato: i tassi si stabiliscono su basi commerciali. I termini e i periodi di concessione dei prestiti sono stabiliti sulla base delle richieste di finanziamento necessarie a ciascuna impresa. Ogni termine è compreso tra i 7 e i 12 anni. IFC ha flessibilità per quanto riguarda i rimborsi del prestito, considerando la necessità dei progetti che comportano periodi relativamente lunghi di costruzione, oppure il lento accumulo di forze produttive. IFC facilita la creazione di pacchetti azionari appropriati all'iniziativa e al suo grado di rischio. In aggiunta al finanziamento fornito, IFC agisce da catalizzatore importando da banche estere e locali altri prestatori e azionisti, favorendo operazioni coordinate di finanziamento e l'intervento di agenzie per l'esportazione di crediti e di altre istituzioni. La flessibilità dimostrata dall'IFC è spiegata dalla presenza di una vasta gamma di strumenti finanziari adattabili ad ogni progetto. IFC può fornire prestiti a livello superiore, prestiti subordinati convertibili, note di reddito o integrazioni, in qualsiasi combinazione utile ad assicurare che il progetto possa essere sovvenzionato, in modo consistente, fin dall'inizio"9.
    E' assai significativo che l'IFC offra le sue consulenze ai governi che, come appunto quelli romeni dopo il 1989, intendono privatizzare le imprese statali. L'IFC, infatti, "provvede a fornire un insieme di servizi alle compagnie private che vogliono entrare in settori precedentemente sotto il controllo dello Stato, includendovi la valutazione delle capacità e dell'efficienza operativa, le analisi finanziarie e la valutazione di mercato, insieme con una guida tecnica oltre che finanziaria"10.
    Le privatizzazioni, però, non procedono secondo i ritmi previsti dal FMI e dall'IFC. "Gli investimenti dall'estero arrivano con il contagocce (appena due miliardi di dollari) a causa degli infiniti intoppi burocratici, di leggi confuse che cambiano da un giorno all'altro e dei tentennamenti del governo che all'audacia del piano di ristrutturazione economica non ha fatto seguire la necessaria risolutezza sul piano decisionale, arretrando di volta in volta davanti alla minaccia di conflitti sociali. Così le privatizzazioni vanno a rilento, la chiusura dei colossi di Stato tenuti in vita con le sovvenzioni viene ritardata e i capitali stranieri si disperdono negli altri paesi postcomunisti"11.

    Perché le proposte dell'IFC hanno trovato una fredda accoglienza presso gli imprenditori europei, e presso l'Italia in particolare, che è il primo investitore straniero e il principale sostenitore delle aspirazioni occidentaliste del governo romeno? Perché, nonostante i massicci interventi della Banca Mondiale e di tutte le sue filiazioni, non si è ancora riusciti a creare in Romania un solido tessuto imprenditoriale in grado di svolgere una funzione determinante nella fase storica apertasi con la caduta di Ceauçescu?
    Sandro Targa, esperto di cooperazione internazionale fin dagli anni ottanta (già funzionario del dipartimento Cooperazione e Sviluppo e poi del Fondo Aiuti Italiani, quindi collaboratore di iniziative private del Friuli Venezia Giulia), ha dichiarato in una lunga intervista: "I paesi ex comunisti hanno bisogno di molti capitali e soprattutto di capitali di investimento e non di capitali in prestito. L'obiettivo è quello di evitare nuove colonizzazioni, per cui occorre porre l'accento proprio sui capitali di investimento"12.
    Altrettanto scettico circa la realizzazione dei programmi della Banca Mondiale e del FMI è il senatore Corneliu Vadim Tudor, presidente del Partito Grande Romania (Partidul Rom`nia Mare). L'8 novembre 1997, tenendo il suo rapporto al secondo congresso del partito, Corneliu Vadim Tudor ha denunciato i disastri provocati dall'applicazione delle ricette della Banca Mondiale da parte del governo Ciorbea: "Siamo venuti a sapere, tutti quanti, che la liquidazione delle 72 aziende di allevamento di uccelli da cortile, suini e bovini era una condizione imposta dall'accordo ASAL, firmato dal governo romeno e dalla Banca Mondiale. Dunque, un delitto premeditato! Perché? Perché la Romania doveva diventare, da esportatrice, importatrice di carne. Subito sono state ridotte le imposte doganali per l'importazione di generi alimentari, per passare poi alle fasi successive del nostra riduzione in schiavitù dal punto di vista alimentare: abbandono del piano di sviluppo dell'agricoltura, ritiro di tutte le sovvenzioni stanziate per l'agricoltura, vendita ad acquirenti stranieri delle più importanti aziende di panificazione, distruzione della meccanizzazione a causa del fallimento delle fabbriche Tractorul di Brasov e Semanatoarea di Bucarest. Ho insistito in particolare sul disastro programmato dell'agricoltura e della zootecnia, perché gli effetti si vedono subito e hanno conseguenze incalcolabili sulla fibra zoologica del popolo romeno. Della cosiddetta 'terapia traumatica' teorizzata dal pericoloso diversionista Jeffrey Sachs della Cambridge University degli U.S.A., tutti i quaranta paesi in cui essa è stata applicata, compresa la Romania, hanno ricavato il trauma. In numerosi paesi della terra, come il Guatemala e il Perù, hanno avuto luogo rivolte popolari e guerriglie pienamente giustificate. Con simili pratiche provocatorie, che esasperano centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, il F.M.I. e la Banca Mondiale non solo non raggiungeranno i loro obiettivi, ma otterranno dei risultati contrari che segneranno negativamente l'ingresso nel terzo millennio: 1) crescerà la xenofobia nei paesi usati come cavie, 2) saranno compromesse le idee di economia aperta e di capitalismo, 3) la gente morirà di fame, il popolo romeno diventerà un popolo di vegetariani e gli effetti, a lungo termine, saranno incontrollabili"12.
    Il quadro della situazione economica romena tracciato da Corneliu Vadim Tudor è impressionante: "In concomitanza con la liquidazione dell'agricoltura e della zootecnia, il potere attuale, installato e mantenuto a Bucarest dal sostegno straniero, ha proceduto alla distruzione di altri settori importanti dell'economia nazionale: l'industria mineraria, la petrolchimica, la siderurgia, il turismo, le fabbriche di armi. L'economia romena si trova in una fase di collasso non dichiarato, una realtà allarmante, che risulta anche dal blocco finanziario di circa 40.000 miliardi di lei - il doppio rispetto a quello registrato nell'autunno del 1996, che Emil Constantinescu si era impegnato, con la sua aria artificiosamente marziale, a risolvere. In breve, quella che viene pomposamente chiamata 'la Riforma' è un fallimento totale dell'economia romena. Qui si apre il gigantesco 'buco nero' che ha inghiottito i miliardi di dollari guadagnati fino al dicembre 1989 dal popolo romeno, con il suo lavoro e la sua creatività. La tragedia della Romania è cominciata allorché essa non è più stata considerata una patria, ma un mercato. Il popolo romeno non vive, ma sopravvive. Poiché abbiamo la più penosa classe politica della storia moderna della Romania, non c'è da meravigliarsi che un paese cristiano come il nostro sia diventato il paradiso dei pedofili stranieri, dei trafficanti d'armi e di valuta falsa, delle reti internazionali della prostituzione e della droga. L'assedio contro il popolo romeno è permanente ed atroce"13.


    Claudio Veltri






    1. Tiberiu Sandu, Isarescu: niente debiti, molto potenziale. Eppure..., "Europa Domani", n. 197/198, agosto-settembre 1992.
    2. Claudio Mutti, Ion Iliescu: "Il mio impegno è ripristinare il buon nome della Romania nel mondo intero", "L'Umanità", 13 febbraio 1996.
    3. Sandro Scabello, Romania, il lungo inverno dello scontento. Dopo i sogni della rivoluzione la cura dell'austerità: popolazione sul lastrico, "Corriere della Sera", 22 novembre 1997.
    4. "Stiamo ancora pagando per le colpe di Ceausescu", intervista di S. Sc., "Corriere della Sera", 22 novembre 1997.
    4. Giovanni Vacchelli, Che cos'è l'International Finance Corporation (IFC), "Euromonitor", n. 3, ottobre 1994. L'autore dell'articolo è il responsabile dell'IFC in Europa.
    5. Ibidem.
    6. Ibidem.
    7. "Appartenenti" (sic) alla Banca Mondiale, dice testualmente, con un lapsus rivelatore, il responsabile europeo dell'IFC.
    8. Ibidem.
    9. Ibidem.
    10. Sandro Scabello, art. cit.
    11. Oreste Lo Pomo, Ma è già fallita la corsa all'Est, "L'Italia settimanale", 19 maggio 1993.
    12. "Romania Mare", 14 novembre 1997.
    13. Ibidem.
















  7. #37
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    Anche questo è un po' vecchiotto, ma può servire per uno sguardo retrospettivo.





    Evviva la democrazia! Arriva Soros


    In Romania, i programmi di privatizzazione prescritti dal Fondo Monetario Internazionale vengono sostenuti dalla "Fondazione Soros", la quale destina annualmente 50 milioni di dollari a varie attività da effettuarsi nel paese. Nel 1993, una cifra inferiore veniva stanziata dalla "Fondazione Soros" per un quinquennio in tutta l'Europa dell'Est1.
    Le attività della Fundatia Soros pentru o societate deschisa ("Fondazione Soros per una società aperta") sono molteplici: iniziative culturali, assistenza alle pubbliche amministrazione e ai programmi di privatizzazione, corsi di economia, politica, giurisprudenza. Tra l'altro la "Fondazione Soros per una società aperta" organizza, in collaborazione con l'Università di California e l'Università del Wisconsin, un programma di borse di studio per studenti di economia, sociologia, psicologia sociale, storia e filosofia. I borsisti vengono mandati a seguire i corsi della Università dell'Europa Centrale (CEU), che ha sede in un castello di Budapest appositamente acquistato da Soros e dispone di collegi anche a Varsavia e a Praga. I borsisti che ottengono i risultati migliori ricevono ulteriori borse di studio per Oxford, Cambridge, Londra, Manchester, Chicago, Columbia, Berkeley, Rutgers. In tali università, l'élite dei borsisti della "Fondazione Sörös" può eventualmente conseguire il dottorato.
    In Romania, la "Fondazione Soros per una società aperta" è presente dal 1 febbraio 1991, giorno in cui ebbe luogo l'inaugurazione ufficiale in presenza dello stesso George (ex György) Soros. Dal 1992 la Fondazione ha la propria sede centrale nel cuore della capitale romena (Calea Victoriei, 120); ben presto sono sorte altre sedi nelle maggiori città della Romania: a Cluj, a Iasi, a Timisoara, a Brasov, ad Arad.
    Un testo di Soros, Pentru o deschidere a sistemului sovietic ("Per un'apertura del sistema sovietico"), apparve in Romania già nel 1991, per i tipi della prestigiosa casa editrice "Humanitas". Parlandone nel corso di un'intervista che rilasciò in occasione dell'apertura della Fondazione a Bucarest, Soros ebbe modo di esporre sinteticamente le sue idee sulla Romania. "La grande lezione della rivoluzione del 1989-1980 - disse Soros - è una forma più sofisticata di organizzazione e non può essere realizzata da un giorno all'altro. C'è bisogno di tempo. E siccome non c'è tempo, c'è rivoluzione. E la rivoluzione instaura un nuovo inizio. Perché questo inizio si evolva e si sviluppi verso una società aperta, c'è bisogno di tempo e di aiuto dall'esterno. Se chiudete la vostra società, avrete un nuovo dogma, a una grandissima distanza dalla realtà. Per la Romania, il pericolo sarebbe l'instaurazione di un dogma nazionalista, perché esiste un apparato (repressivo) che desidera potersi conservare ed esiste una società che non assume la propria colpevolezza (sic, n.d.r.), tendendo a conservare i propri comportamenti. L'apparato e la società procedevano sul cavallo del comunismo, e questo è morto. Il dogma nazionalista può prenderne il posto e la conseguenza sarebbe una società chiusa"2.
    Alla "Fondazione Soros" fa capo il "Gruppo per il dialogo sociale", che pubblica il prestigioso periodico "22", tribuna settimanale dell'intellighenzia occidentalista che ha ricevuto il riconoscimento ufficiale degli ambienti sionisti internazionali. Leggiamo infatti nell'annuario sionista "Antisemitism World Report" del 1997 (capitolo Romania) che i periodici "22" e "Dilema" costituiscono "due considerevoli eccezioni" nel panorama della stampa romena per quanto concerne il tipo di approccio alla storia nazionale. Quanto a "Dilema", si tratta di un settimanale diretto da Andrei Plesu, un intellettuale che ha fondato la più prestigiosa delle case editrici romene, "Humanitas", coi capitali forniti dalla loggia massonica "Humanitas" di Brema. Ministro della Cultura al tempo di Iliescu, alla fine del 1997 Plesu è succeduto ad Adrian Severin nella carica di ministro degli Esteri nel governo Ciorbea. L'autorevole fonte sionista citata più sopra menziona Andrei Pleçu tra quelle "figure di spicco dell'intellighenzia romena, quali (...) Razvan Teodorescu, Cristian Popisteanu, Constantin Viçinescu e Radu Beligan", che "hanno unito le loro forze a quelle della comunità ebraica nel combattere la xenofobia".
    Tornando a "22", questo periodico traduce articoli da "Time" e da "Newsweek"; presenta al pubblico romeno le idee dei vari maîtres à penser del mondialismo (Henry Kissinger, Adam Michnik, François Fejtö alias Ferenc Fischel, Bernard Levin ecc.); divulga i princìpi della filosofia di Popper e del suo allievo Sörös; pubblica articoli sull' "identità giudaica nella nuova generazione". Oltre a ciò, "22" è attivamente impegnato nel sostenere ideologicamente i piani del FMI: in occasione della privatizzazione della Rodipet, "22" uscì con un supplemento gratuito di otto pagine finanziato dalla "Commissione per la Democrazia" (USIS).
    Stando a quanto scrive il settimanale nazionalista "Româ`nia Mare", in Romania la "Fondazione Soros" finanzia e controlla molti mezzi di comunicazione di massa e per mezzo dei suoi borsisti influisce anche sulle istituzioni statali, come avviene attualmente con la Televisione nazionale. "Ricordiamoci - scrive il periodico - che circa tre anni or sono la Televisione Romena mandò in onda un film su George Soros, le cui immagini mostravano la sterlina che andava in briciole e in polvere. Era un film che esaltava il modo in cui, in conformità del titolo, George Soros 'ha svaligiato la Banca d'Inghilterra', riuscendo nell'autunno del 1992, con una speculazione in borsa, a guadagnare due miliardi di dollari. Evidentemente era un film di propaganda, ma insinuava questa minaccia: 'State attenti, avete a che fare con Soros!' "3.
    Per appoggiare i programmi del FMI e della Banca Mondiale nell'Europa dell'Est, Soros ha messo insieme una commissione speciale di consulenti internazionali, della quale fanno parte: Jacob Frenkel (governatore della Bank of Israel e numero due del FMI), Stanley Fischer (Ufficio Studi della Banca Mondiale), Michael Bruno (Banca centrale d'Israele), Gur Ofer (Università di Gerusalemme), Jeffrey Sachs (economista del gruppo dei Chicago boys). L'unico goy della commissione è Romano Prodi. Il programma che la commissione di Soros vuole applicare alla Romania ripropone i punti cardine del "Piano Shatalin" suggerito a Gorbaciov e del Big Bang liberista imposto alla Polonia: abolizione di ogni sussidio sui generi di prima necessità, liquidazione delle fabbriche giudicate improduttive o non competitive, apertura del paese alla concorrenza straniera, rinuncia dello Stato a esercitare qualunque controllo sui prezzi, che devono essere lasciati completamente in balia del "mercato".
    L'aiuto alla Romania, secondo quanto ha teorizzato lo stesso Soros sulla rivista "22" e in altre sedi, dovrebbe concretizzarsi in una rete di sicurezza sociale (finanziata dall'Europa occidentale) che distribuisse un sussidio in valuta tra gli operai licenziati dalle fabbriche costrette al fallimento. Siccome il salario medio di un operaio romeno si aggira oggi intorno ai 600mila lei mensili (circa 130.000 lire italiane), il costo di questo programma sarebbe alla portata del FMI. "Questa rete di sicurezza sociale - ha scritto Soros - farebbe sparire la resistenza sociale alla chiusura delle fabbriche improduttive (...) le industrie sarebbero chiuse e le materie prime e il petrolio che oggi consumano potrebbe esser venduto all'estero con maggior profitto".
    In pratica, la Romania farebbe la fine dell'Africa e verrebbe saccheggiata di tutte le sue risorse.


    Claudio Veltri


    1. Fonte: Fondazione Soros. Cfr. "L'Espresso", 5 settembre 1993.
    2. Timpul - ca darul cel mai de pret (intervista di Ioana Ieronim), "22", a. II, n. 7, 22 febbraio 1991.
    3. Iulian A. Postatu, Transilvania. Posibil pretext de subminare a Statului National Roman, "Rom`nia Mare", 7 novembre 1997.

  8. #38
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    Grazie Eginardo !!!. Credo che il Conducator sia stato non solo un comunista ma soprattutto un punto di riferimento per tutti coloro i quali credono nel principo di autodeterminazione dei popoli.

    ONORE AL CONDUCATOR NICOLAE CEAUSESCU !!!


  9. #39
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    Dove cè lo zampino di Soros o del consigliere del FMI Jefrrey Sachs, tutti gli stati che pretendono la propria autodeterminazione divengono canaglie e cattivi esempi, tutti i capitalismi di stato magicamente divennero ultraliberisti e con molte più contraddizioni al loro interno, facendo addirittura rimpiangere i vecchi sistemi, tutto per incanto si trasforma in luogo comune o chiacchiera da bar.....E fu così che Ceausescu divenne un vampiro che affamava la sua gente (prima di aprir bocca ai detrattori del Conducator, sfido a visitare la Romania attuale e non solo i bordelli di Timisoara o Bucuresti, ma le condizioni dei piccoli centri ove anarchia e corruzione la fanno da padrone e dove i Rom ostentano le Lamborghini...), Saddam un mostro che staccava le incubatrici dei bambini e non dava da mangiare al suo popolo, i Serbi che bollivano i bambini kossovari, Israele che preserva i valori occidentali dalla guerra santa.....

  10. #40
    Bart Colleoni
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Stingery Smith Visualizza Messaggio
    Si è ampiamente meritato ogni pallottola che ha trafitto il suo schifoso corpo.
    Sua moglie pure di più!

 

 
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