vero
Probabile che andrà così, bisognerà però sperare che le autorità siano in grado di recepire subito l'allarme dato dagli esperti.
Questo non lo puoi sapere.
Questo se lo augurano tutti


vero
Probabile che andrà così, bisognerà però sperare che le autorità siano in grado di recepire subito l'allarme dato dagli esperti.
Questo non lo puoi sapere.
Questo se lo augurano tutti




Sul punto 1) neanche il National Geographic ha detto il contrario, semplicemente c'è il rischio di un'eruzione distruttiva e non sono sicuro che alcuni giorni (chissà poi quale sarà il reale preavviso) siano sufficienti (soprattutto conoscendo l'efficienza napoletana) a evacuare così tanta gente.




Vedo che sei informato. Ad ogni modo saprai che per valutare il rischio vulcanico non basta la sola intensità dell'evento che ci si può aspettare, è necessario anche valutare la popolazione potenzialmente coinvolta, ed in tale caso stiamo parlando di una delle aree più popolate della Campania


L'evacuazione qando ci sarà l'eruzione ste due palle, non puoi costruire dove sei sicuro al mille per mille che un vulcano in attività nel giro di cento - duecento anni ti seppellisce tutto sotto un mare di lava, le zone più a rischio non dovevano essere edificate, chi lo ha fatto è un incosciente , chi lo ha permesso un criminale


In una ziona altamente sismica ci si difende costruendo edifici che resistono ai terremoti sotto un vulcano aspetti solo che una mare di lava ti seppelisca senza possibilità di porvi rimedio, questo è il punto, il resto sono solo fregnacce, non serve un cazzo un piano d'evacuazione dove sai che verrai sepolto, ci vuole solo un piano che preveda l'abbandono al più presto e senza discussioni di quelle aree edificate in maniera criminale.


E dalle con st'evaQuazione...


L'eruzione del 1944 viene considerata come il termine di un periodo eruttivo iniziato nel 1914. L'attività stromboliana cominciò da allora a costituire un conetto di scorie all'interno del cratere che aveva raggiunto, nel marzo del '44, un'altezza di 100 m., portando l'altezza del vulcano a 1260 m.
L'eruzione, descritta in maniera dettagliata da Giuseppe Imbò, allora direttore dell'Osservatorio Vesuviano, fu preceduta da chiari segni premonitori a partire dal 13 marzo, quando si ebbe il collasso del cono di scorie presente all'interno del cratere.
L'eruzione iniziò il 18 Marzo con un aumento dell'attività stromboliana e con piccole colate laviche sul versante orientale e verso Sud. Subito dopo un altro flusso lavico si riversò nell'Atrio del Cavallo e si fermò a 1,2 km da Cercola, dopo aver invaso e parzialmente distrutto gli abitati di Massa di Somma e di S. Sebastiano.Nel pomeriggio del 21 marzo iniziò la seconda fase dell'eruzione caratterizzata da fontane di lava che determinarono l'arresto dell'alimentazione lavica.A partire da mezzogiorno del 22 marzo si verificò un sensibile cambiamento nello stile eruttivo: la nube eruttiva raggiunse un'altezza di 5 km, mentre lungo i fianchi del cono si innescarono valanghe di detriti caldi e piccoli flussi piroclastici. Si verificò, inoltre, una intensa attività sismica fino al mattino del 23 in cui l'attività eruttiva si ridusse alla sola emissione di cenere. L'emissione di cenere chiara che ebbe luogo il 24 marzo preannunciò il termine dell'attività eruttiva, imbiancando il Gran Cono come dopo una nevicata. Le esplosioni gradualmente si ridussero fino a scomparire il giorno 29, quando l'attività si ridusse a nubi di polvere, da attribuire prevalentemente a frane dell'orlo craterico.
I paesi più danneggiati dai depositi piroclastici da caduta furono Terzigno, Pompei, Scafati, Angri, Nocera, Poggiomarino e Cava. Gli abitanti di S. Sebastiano, di Massa e di Cercola, circa 12.000 persone, furono costretti all'evacuazione. Napoli fu favorita dalla direzione dei venti che allontanarono dalla città la nuvola di cenere e lapilli.
L'eruzione del 1944 è l'ultima eruzione del Vesuvio e segna la transizione del vulcano da stato di attività caratterizzato da condizioni di condotto aperto a condizioni di condotto ostruito, in cui ci troviamo attualmente.
I danni prodotti dall'eruzione furono:
http://www.ov.ingv.it/italiano/vesuv...4/1944_frm.htm
- 26 persone morte nell'area interessata da ricaduta di ceneri a causa dei crolli dei tetti delle abitazioni;
- 2 centri abitati in parte distrutti dalle colate laviche;
- 3 anni di raccolti persi nelle aree interessate da ricaduta di ceneri.

