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  1. #61
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    Beh,quante offese contro i Campani.Non so cosa abbiamo fatto per meritarle.
    Sinceramente,mi fate pena

  2. #62
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    Ma riflettendo bene si scopre che queste catastrofi sono solo frutto dell'incoscio collettivo...

    " ... La natura è costantemente rinnovata dal fuoco, solo ciò che brucia permette di rinnovare la vita ... e l'inconscio ha mille strade per mettere fine con sorprendente rapidità a un'esistenza priva di senso ... " Carl Gustav Jung

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    Il national geographic non dice che gli esperti non sanno quello che fanno, dice che potrebbe esserci un'eruzione distruttiva da un momento all'altro (come è noto le eruzioni vulcaniche non sono prevedibili, se escludiamo i fenomeni sismici di anticipazione che però sono piuttosto ravvicinati).
    L'ultima eruzione davvero distruttiva, quella del 79 d.C. fu preceduta da un terremoto violentissimo avvenuto nel 62, quindi ben 17 anni prima.

  4. #64
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    Defungeremo all'opposizione...
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    La reazione dell'assessore è la tipica reazione da politico (segnatamente, napoletano): ora non preoccupiamoci, che tanto l'emergenza non c'è; e quando ci sarà, pronti a stracciarsi le vesti e chiedere soldi. Vedi Irpinia.
    Infatti si dovrebbe sgombrare e ricostruire da subito.
    Sei disposto a stanziare immediatamente la somma necessaria?

  5. #65
    Speriamo non sia tardi
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    Citazione Originariamente Scritto da kenshiroIT Visualizza Messaggio
    Campi Flegrei é fuori pericolo, l'ultima eruzione risale a 16.000 anni fa. Un supervulcano ha un'eruzione in media in ogni 5-600.000 anni.

    Invece é Yellowstone (USA) che ci dobbiamo preoccupare, se eurtta quello siamo fregati di brutto l'ultima eruzione é stata appunto 600.000 anni fa, quindi il tempo é scaduto. E non é una domanda di se erutterá, semmai di QUANDO! (il Vesuvio, Krakatoa, Mnt S.Helen, Pinatubo ect sono scoreggini al confronto di Yellowstone).
    http://www.protezionecivile.it/minis...=1928&n_page=2
    Il rischio vulcanico ai Campi Flegrei

    Immagine della zona dei Campi Flegrei con i limiti amministrativi comunali
    I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica in stato di quiescenza e, come il Vesuvio, presentano un rischio molto elevato per la presenza di numerosi centri abitati nell’area e per la loro immediata vicinanza alla città di Napoli.
    Una caldera è una vasta depressione, per lo più circolare, che si forma in aree vulcaniche a seguito dell’espulsione di grandi quantità di magma da una camera magmatica superficiale; lo svuotamento della camera magmatica causa il collasso delle rocce soprastanti per mancanza di sostegno e dà origine alla depressione. Le caldere possono raggiungere dimensioni anche di alcune decine di chilometri.
    Le due maggiori eruzioni dei Campi Flegrei risalgono a 39mila e 15mila anni fa circa e sono note per aver dato luogo alla deposizione di coltri di prodotti, denominati rispettivamente Ignimbrite Campana e Tufo Giallo Napoletano, che si rinvengono tuttora in una vasta zona che si spinge oltre le pendici degli Appennini.
    Negli ultimi 15mila anni ai Campi Flegrei si sono susseguiti tre periodi di intensa attività, caratterizzati da un’eruzione ogni poche decine di anni, intervallati fra loro da periodi di riposo durati invece secoli o anche millenni.
    L’ultimo di questi periodi di attività, durante il quale si sono creati molti degli edifici vulcanici visibili nell’area intracalderica, si è concluso 3800 anni fa.
    Il 29 settembre 1538 tuttavia, si è verificata una nuova eruzione che, pur essendo fra le minori dell’intera storia eruttiva dei Campi Flegrei, ha interrotto un periodo di quiescenza di circa 3000 anni
    e, nel giro di pochi giorni, ha dato origine al cono di Monte Nuovo, alto circa 130m. Da tale evento a oggi, i Campi Flegrei non hanno dato più alcuna attività eruttiva.



    Il Monte Nuovo con il Lago di Averno sulla destra e il Lago di Lucrino a sinistra

    La definizione della pericolosità ai Campi Flegrei incontra problemi notevoli rispetto ad altri vulcani. Per la definizione di uno scenario eruttivo è infatti necessario determinare il tipo di eruzione più probabile, con le relative possibili fenomenologie attese, nonché la probabilità di apertura di bocche eruttive in zone diverse, che ovviamente condiziona la potenziale distribuzione dei prodotti sul territorio. Nei Campi Flegrei infatti, a differenza di quanto avviene nei vulcani con apparato centrale, l’area di possibile apertura di bocche eruttive è molto ampia.
    Si prevede comunque che una futura eruzione ai Campi Flegrei possa generare diverse fenomenologie, riassumibili essenzialmente nel lancio di bombe e blocchi di grosse dimensioni nell’immediato intorno del centro eruttivo, nello scorrimento di flussi piroclastici nel raggio di alcuni chilometri, nella ricaduta di ceneri e lapilli a distanza anche di molti chilometri. Per quanto concerne quest’ultimo fenomeno occorre considerare che, a differenza del Vesuvio la città di Napoli si trova sottovento rispetto alla direzione dei venti dominanti e sarebbe pertanto coinvolta.


    Il cratere di Monte Nuovo e la città di Pozzuoli sullo sfondo


  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da Aymeric Visualizza Messaggio
    Non noti una cosa che hanno in comune quelle che hai elencato? Sono distanti le une dalle altre migliaia di anni.

    Negli ultimi 2 millenni il Vesuvio ha avuto un'attività regolare, e l'ultima eruzione risale a soli 60 anni fa.

    Al massimo la prossima potrebbe essere come quella del 1631 (quando era rimasto spento per 130 anni), cioè grave, ma non disastrosa
    Il problema è che questo calcolo è empirico e proprio perchè il fenomeno va studiato nel corso di tutta la sua lunga storia geologica ci andrei cauto a fare previsioni, tra l'altro è uno dei più importanti motivi per i quali gli studiosi non trovano un accordo.

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da Aymeric Visualizza Messaggio
    L'ultima eruzione davvero distruttiva, quella del 79 d.C. fu preceduta da un terremoto violentissimo avvenuto nel 62, quindi ben 17 anni prima.
    Sicuramente oggi abbiamo dei modelli geofisici migliori di 2000 anni fa (!) però non siamo ancora in grado di prevedere con certezza quando un vulcano erutterà, la miglior difesa è la prevenzione, determinare le aree a rischio e prepararsi nel miglior modo possibile ad agire quando i segnali che preannunciano l'eventuale eruzione si presentano (scosse telluriche, aumento dei fenomeni di bradisismo, variazioni improvvise della profondità della falda freatica etc.) d'altra parte sennò a che cavolo dovrebbe servire l'osservatorio vesuviano?

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da Zdenek Visualizza Messaggio
    A quei furbacchioni dei Californiani, invece, che dici?
    Eppure l'America è così lunga e larga...
    Loro si aspettano il Big One......

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    E' una certezza che il Vesuvio erutterà, bisogna capire quando lo farà.

    Da
    lo ha già fatto diverse volte,anche nel ventesimo secolo

  10. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    Il national geographic non dice che gli esperti non sanno quello che fanno, dice che potrebbe esserci un'eruzione distruttiva da un momento all'altro (come è noto le eruzioni vulcaniche non sono prevedibili, se escludiamo i fenomeni sismici di anticipazione che però sono piuttosto ravvicinati).

    La reazione dell'assessore è la tipica reazione da politico (segnatamente, napoletano): ora non preoccupiamoci, che tanto l'emergenza non c'è; e quando ci sarà, pronti a stracciarsi le vesti e chiedere soldi. Vedi Irpinia.
    non me ne fotte un cazzo dell'assessore,io mi riferisco agli studiosi che osservano 24 ore su 24 dall'Osservatorio il Vesuvio,tra cui anche un ragazzo che conosco personalmente,e che sono concordi nell'affermare che
    1)attualmente non c'è alcun segnale di un'eruzione a breve
    2)quando sarà,sarà possibile prevederla con qualche giorno di anticipo.
    3)la città di Napoli non sarà affatto distrutta,ma subirà solo danni di rimbalzo.
    Detto questo,mi auguro che i piani di evacuazione siano fatti per tempo e bene.
    La strategia della paura fatta invece per vendere copie di giornali e seminare panico non mi interessa

 

 
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