

c'è sempre stato un forte scollamento tra i militanti fascisti/neofascisti e i loro elettori/sostenitori. Da sempre.
A fare il lavoro militante sottoproletari e borghesi, a votarli e sorreggerli borghesi e reazionari. E' questa la vera natura dualistica sx/dx del fascismo.
Sociologicamente anti borghesi i militanti, molto borghesi i suoi sostenitori.
...non sono forse il corpo sano su cui dobbiamo sperare?![]()


[quote=legione muti;6247929]provo a ribaltarla poi mi dici:
La destra radicale? I discendenti dei vari Almirante che volevano doppia pena di morte per i "terroristi", quelli che hanno più spinto per una ipotesi atlantista?....In tal senso, ne faccio volentieri anchi'io...


Bhè allora erano al servizio di Paolo Emilio Taviani, partigiano bianco e di Rumor , nonchè pronti all'intervento golpista filo-atlantico di Kissinger che avrebbe riempito le carceri oltre che di comunisti anche di patrioti nazional-rivoluzionari così come è avvenuto in Argentina....
Il partito atlantico e la destra nazionale anti-fascista hanno sempre lavorato di comune accordo dal 1960 .....![]()


è questo il senso di "guardie bianche del sistema": proprio a evidenziare lo scollamento tra l'antiborghesia SOCIOLOGICA (ma non economica) dei militanti, e la borghesia ECONOMICA (e, in coda, anche sociologica) dei sostenitori.
Tra l'altro l'intervento di prima sul corporativismo è interessante perché spiega in altre parole che il modello produttivo si riflette sull'ordinamento sociale in funzione dello sviluppo delle forze di produzione stesse.
Per questo che oggi siamo alla società-carcere, perché riflette un modello di produzione simile a quello carcerario.
Per il resto, come giustamente evidenziato, esiste una piramide gerarchica nel corporativismo, e la stessa piramide rovesciata (parzialmente) nella socializzazione. Non sono modelli assimilabili. Quale si sceglie dei due?




E' per questo che distaccarsi decisamente e inoppugnabilmente dalla DR, quantomeno dal lato dell'azione politica, diventa per NOI SN un' esigenza inderogabile per la prosecuzione della lotta e la salvaguardia della ns credibilità e del ns modello socioeconomico.


Lo scollamento classista spesso non è un male anzi ...
Tenete presente che il Risorgimento Italiano è stato il fenomeno maggiore di scollamento tra le realtà cittadine e quelle delle campagne.
La visione " neo-nazionalista" nasce nei salotti dell'alta borghesia cittadina che studiava il diritto, il latino, l'ingegneria. I nostri migliori patrioti ( ... quelli morti, i social-nazionali mazziniani) vengono da questa classe ma incarnano anche un modello rivoluzionario " originario" : la restaurazione di Roma.
Dietro il concetto di Nazione c'era la Renovatio Romae.
Dall'altro lato purtroppo, la massa contadina non era preparata a ricevere " la nuova idea" ed era radicata nel modello " reazionario " dell'ancien regime che a volte era più sano delle borghesia illuminate e acculturate delle città dal quale è nata la classe dirigente post-risorgimentale .
Il problema si crea quando le Città assaltano le campagne per " convertrLe"... Ne hanno parlato Babeuf , Gramsci, Pasolini, oltre che alcuni " sani pensatori conservatori " ..
Dobbiamo stare attenti noi, " neo-patroti-illuminati del terzo millennio " a non fare lo stesso errore generando l'in-comprensione . Solo le rivoluzioni che conquistano prima le periferie arrivano nelle città . Ed il Fascismo infatti nasce in provincia ....