



d'accordissimo.
Infatti è proprio per questo che contesto il voler etichettare il Fascismo e nello specifico lo squadrismo come un fenomeno "socialista" e di "sinistra"
Gli squadristi ebbero scontri con industriali (non tutti comunque eh), guardie regie, carabinieri ed esponenti del PPI. Ma se si dovette fare un patto di pacificazione coi socialisti vuol dire che coi rossi non ci si risparmiava di certo.
E, ripeto, non è un caso che quel patto sia stato rotto a causa degli squadristi. Non tutte "le correnti" fasciste stavano con chi decise di rompere il patto? Non lo escludo, ma questo non cambia la sostanza.
No, non mi smentisco ma sei te, evidentemente, che non leggi quanto ho scritto. Dove ho parlato di violenza squadrista antiborghese classista?scusami ma ti smentisci da solo.
I Fascisti non attaccavano gli industriali perchè "padroni", "ricchi", ecc. ma perchè anti-fascisti o schierati in difesa del regime liberale. Quindi, anti-borghesi sì, ma non perchè classe sociale "ricca" ma perchè si era contro lo spirito perbenista e pantofolaio della borghesia.
Anti-borghesi gli squadristi lo erano, certamente ma ti ripeto, già lo ho scritto sopra, vedevano e concepivano il marxismo come l'altro volto della stessa medaglia del liberalismo borghese. Anti-borghesi anzitutto come visione del mondo. Antimaterialisti ed antiutilitaristi. Le classi sociali non c'entrno niente!
[/quote]Sugli attacchi fra nazionalisti e fascisti, vedi l'episodio di Taranto, Mussolini ne prese le distanze:
Vengo alla violenza. La violenza non è immorale. La violenza è qualche volta morale. Noi contestiamo a tutti i nostri nemici il diritto di lamentarsi della nostra violenza, perché paragonata a quelle che si commisero negli anni infausti del '19 e del '20 e paragonata a quella dei bolscevichi di Russia, dove sono stati giustiziati due milioni di persone e dove altri due milioni di individui giacciono in carcere, la nostra violenza è un giuoco da fanciulli. D'altra parte la violenza è risolutiva, perché alla fine del luglio e di agosto in quarantotto ore di violenza sistematica e guerriera abbiamo ottenuto quello che non avremmo ottenuto in quarantotto anni di prediche e di propaganda. Quindi quando la nostra violenza è risolutiva di una situazione cancrenosa, è moralissima sacrosanta e necessaria. Ma, o amici fascisti, e parlo ai fascisti d'Italia, bisogna che la nostra violenza abbia dei caratteri specifici, fascisti. La violenza di dieci contro uno è da ripudiare e da condannare. La violenza che non si spiega deve essere ripudiata. C'è una violenza che libera ed una violenza che incatena; c'è una violenza che è morale ed una violenza che è stupida e immorale. Bisogna adeguare la violenza alla necessità del momento, non farne una scuola, una dottrina, uno sport. Bisogna che i fascisti evitino accuratamente di sciupare con gesti di violenza sporadica, non giustificata, le brilllantissime e splendide vittorie dei primi di agosto. Questo attendono i nostri nemici i quali da certi episodi e, francamente, da certi ingrati episodi come quello di Taranto, sono indotti a credere ed a sperare od a lusingarsi che la violenza essendo diventata una specie di secondo abito, quando noi non abbiamo più un bersaglio su cui esercitarla, la esercitiamo su noi o contro di noi o contro i nazionalisti. Ora i nazionalisti divergono da noi su certe questioni, ma la verità va detta ed è questa: che in tutte le battaglie che abbiamo combattuto li abbiamo avuti al nostro fianco.
Quindi vi furono anche scontri tra nazionalisti e squadristi, vedi?
Se iniziamo a riportare obbiettivamente i fatti e le azioni degli squadristi milanesi (es. i giampaoliani.., tanto per fare un esempio) scommetto che viene fuori che scontri con le guardie regie, con la pubblica sicurezza, furono più o meno sullo stesso piano numerico di quelle con i socialisti....


Io penso che la situazione in Italia all'epoca non fosse poi così chiara e netta.
In Germania, in quegli anni, i corpi franchi, che si possono per molti versi accostare allo squadrismo, combattevano in nome di un modello, ovvero l'Impero prussiano ormai dissolto e sulle cui ceneri era nata la repubblica borghese, a sua volta minacciata dalle frange socialiste e bolsceviche che miravano a ripetere la Rivoluzione d'Ottobre. In quel contesto l'orientamente dei frei korps era abbastanza netto.
In Italia non vi erano modelli a cui attingere, bisognava crearne di nuovi ed inoltre era in atto un processo d'industrializzazione e modernizzazione, favorito anche dalla Guerra, che stava mutando la società.
Personalmente ritengo che lo squadrismo non avesse un ben chiaro modello politico e sociale (bisogna anche ammettere che lo squadrismo ebbe due anime principali, quella "cittadina" più portata verso una nuova elaborazione politico-sociale, e quella "delle campagne" più orientata verso una posizione conservatrice e d'ordine), se pure penso che fosse orientato grosso modo verso quello che più tardi Junger avrebbe espresso ne l'Operaio: una società "militarizzata" ed industrializzata ovvero ordinata gerarchicamente in cui il viveva il cittadino-operaio-milite, governata in modo autoritario, quindi direi verso un modello che si potrebbe definire socialista.
Penso anche che il corporativismo corrispondesse a tale modello molto più di quanto non lo fece la socializzazione: nel corporativismo ogni attività aveva un'organizzazione gerarchica verticale (o meglio avrebbe dovuto avere), che si sarebbe potuta ben prestare ad una forma di "militarizzazione" mentre con la socializzazione vi è di fatto un ribaltamento della piramide ed è la base che assume il controllo e la direzione delle attività.
In parte è giusto, ma non farei eccessivi accostamenti tra squadristi italiani e corpi franchi tedeschi. Come animus, molto più sovversivo e ribellistico il mndo dello squadrismo italiano.Io penso che la situazione in Italia all'epoca non fosse poi così chiara e netta.
In Germania, in quegli anni, i corpi franchi, che si possono per molti versi accostare allo squadrismo, combattevano in nome di un modello, ovvero l'Impero prussiano ormai dissolto e sulle cui ceneri era nata la repubblica borghese, a sua volta minacciata dalle frange socialiste e bolsceviche che miravano a ripetere la Rivoluzione d'Ottobre. In quel contesto l'orientamente dei frei korps era abbastanza netto.
Inoltre, non dimenticare che nel bolscevismo vi fu un ruolo fondamentale dei soldati provenienti dal fronte. Martov stesso, analizzandola, definì la Rivoluzione Bolscevica una "rivoluzione militare".....
In Italia non vi erano modelli a cui attingere, bisognava crearne di nuovi ed inoltre era in atto un processo d'industrializzazione e modernizzazione, favorito anche dalla Guerra, che stava mutando la società.
Personalmente ritengo che lo squadrismo non avesse un ben chiaro modello politico e sociale (bisogna anche ammettere che lo squadrismo ebbe due anime principali, quella "cittadina" più portata verso una nuova elaborazione politico-sociale, e quella "delle campagne" più orientata verso una posizione conservatrice e d'ordine), se pure penso che fosse orientato grosso modo verso quello che più tardi Junger avrebbe espresso ne l'Operaio: una società "militarizzata" ed industrializzata ovvero ordinata gerarchicamente in cui il viveva il cittadino-operaio-milite, governata in modo autoritario, quindi direi verso un modello che si potrebbe definire socialista.
Penso anche che il corporativismo corrispondesse a tale modello molto più di quanto non lo fece la socializzazione: nel corporativismo ogni attività aveva un'organizzazione gerarchica verticale (o meglio avrebbe dovuto avere), che si sarebbe potuta ben prestare ad una forma di "militarizzazione" mentre con la socializzazione vi è di fatto un ribaltamento della piramide ed è la base che assume il controllo e la direzione delle attività.
Esistono, come dici giustamente tu, molti modelli di squadrismo. Quello urbano milanese senza dubbio era di provenienza sindacalista rivoluzionaria. In un certo senso, anche Pavolini, in RSI, si battè fortemente per la socializzazione. La corrente farinacciana, solamente, tra le correnti squadriste la osteggiò apertamente.....
Lo riporto su, sperando in qualche nuovo intervento illuminante di Eresia-Maxima.




ma quali carri armati, ci stanno i cavalli dei cosacchi che bevono nella fontana di trevi

