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  1. #261
    Paranhos
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    L'antiborghesia può venire solo dagli ambienti intellettuali. Anche l'operaio è un borghese a tutti gli effetti, ormai.
    Dobbiamo creare centri di pensiero, e partorire pensieri innovativi e all'avanguardia. Di spazio ce n'è...essendo tutto il resto in crisi profondissima, e irreversibile.
    Servono persone che rischiano anche, eventualmente, una figuraccia, e magari se possibile qualche finanziatore. Ma i vecchi schemi anche politici sono ormai obsoleti.

    Per fare un esempioi, il Rivolta a Mestre è praticamente un entità a sè stante, è un polo culturale immenso (il più importante del nord-est) dove si fanno manifestazioni e conferenze anche di alto livello. Non si può dire che sia apolitico (Casarini esce da lì), ma va ben oltre l'idea di politica partitocratica.

  2. #262
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    Citazione Originariamente Scritto da Paranhos Visualizza Messaggio
    Lasciate cadere tutti i topic tranne uno, in cui si discuta espressamente le definizioni e controdefinizioni di cui si parlava all'inizio.
    Fila?
    .....E a concentrare le energie li sopra ?

  3. #263
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    Citazione Originariamente Scritto da Palvesario Visualizza Messaggio
    Sì, ma lo scollamento sociologico dalla propria classe di appartenenza genera un dualismo schizzofrenico.
    Il borghese che supporta l'anti-borghese, non è poi disposto a vedere mettere in discussione il proprio modello di produzione. Appena questa cosa è anche solo ventilata, lui chiude i rubinetti.
    Infatti, il ceto medio che originò e supportò il fascismo, oscillò tra i due modelli economici che lo pressavano nel dopoguerra. Alla fine optò per il modello "alto" (mandando a dormire gli squadristi proletari) perché garantiva per lo meno ai borghesi suoi sostenitori di non rivedere i diritti acquisiti.
    L'Italia per venti anni non intaccò particolarmente nei diritti acquisiti la borghesia che aveva supportato il fascismo. Non fu assolutamente pauperizzata. Sociologicamente la borghesia "sopportò" quasi le spinte antiborghesi, militariste e via dicendo, in cambio di questa garanzia materiale.
    Ragionare ancora in termini di borghesi e non borghesi denota che non ci sono speranza di scrollarsi di dosso categorie ormai obsolete e che quindi non si intravede l possibilità di creare davvero qualcosa di nuovo.

    Oggi vorrei vedere chi non si può definire borghese: viviamo in un'era di totale omologazione e di omogeneizzazione sociale: andate in giro e dite se riuscite davvero a distinguere un borghese da un cosidetto proletario.
    gurdaimo ad esempio il buon Caruso, capo no global, antagonista, ecc..., nullatenete per il fisco, la cui famiglia pssiede terreni, ed immobili per miliardi in Puglia! O l'operaio turnista che gira in BMW e veste Prada!

    Lo scollamento esiste perchè c'è chi si ostina a sventoalre la bandiera dell'"antiborghesismo" non vedendo che oggi sono tutti borghesi. Cosa che invece la sinistra tutta ha ben capito.

    Il discorso fondamentale è che si propone un movimento rivoluzionario, senza capire che la rivoluzione non la vuol fare nessuno, primo perchè la stragrande maggioranza della gente si accontenterebbe di un miglioramento del proprio tenore di vita e non gliene frega niente di rivoluzioni, lotte, ecc....
    Poi perchè non esiste nessun modello credibile alternativo a quello della società liberal consumistica occidentale.

    Inoltre farei notare che mentre si parla tanto di Islam, rivoluzione, sinistra nazionale, destra, ecc... la maggioranza delle persone si preoccupa che il caffè è arrivto a costare 1€!

  4. #264
    Avanguardia
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    ...................................
    Oggi vorrei vedere chi non si può definire borghese: viviamo in un'era di totale omologazione e di omogeneizzazione sociale: andate in giro e dite se riuscite davvero a distinguere un borghese da un cosidetto proletario.

    Lo scollamento esiste perchè c'è chi si ostina a sventoalre la bandiera dell'"antiborghesismo" non vedendo che oggi sono tutti borghesi. Cosa che invece la sinistra tutta ha ben capito.

    Il discorso fondamentale è che si propone un movimento rivoluzionario, senza capire che la rivoluzione non la vuol fare nessuno, primo perchè la stragrande maggioranza della gente si accontenterebbe di un miglioramento del proprio tenore di vita e non gliene frega niente di rivoluzioni, lotte, ecc....
    Poi perchè non esiste nessun modello credibile alternativo a quello della società liberal consumistica occidentale.
    Credo che ne siamo tutti consapevoli.....e allora ?
    Che fare ?

  5. #265
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    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima Visualizza Messaggio
    • Cerchiamo di rapportare tutto ad oggi .Siamo tutti economicamente borghesi ( piccoli-medi-o grandi).
    • Non accettiamo il pensiero occidentale e la sua filosofia economica perchè la riteniamo non conforme al nostro progetto di giustizia sociale, snaturante sotto il profilo culturale , oppressiva ed imperialista sul piano politico.
    • Non dobbiamo chiudere i rubinetti , l'obiettivo è razionare e redistribuire " l'acqua " come bene primario. Fare in modo che i beni faggiungono tutti in maniera proporzionato e non eccessiva, rigenerando una cultura identitaria, sociale, comunitaria.
    • Dobbiamo far conciliare questo nostro intento con l'attuale massa altrettanto borghese che ritiene di " vivere nel migliore dei mondi possibili".

    Da un punto di vista marketing come dovremo vendere questo nostro " prodotto e a chi " ?
    Ovviamente etichettandolo come "di sinstra" dato che essere "di sinistra" fa sempre "figo", chi è che ormai si definisce più di destra, a parte Storace?

    Ormai siamo al completo trionfo del pensiero dominante, siamo alla conclusione di 1984 e il Grande Fratello ha ottenuto il suo scopo.
    Un pensiero ed un "sistema" che da circa 1 secolo demonizza la "destra" come ricettacolo di tutti i mali ormai ha ottenuto che anche coloro che scrivono su un forum di "Destra radicale" amino definirsi di sinistra: ormai tutti amano il Grande Fratello.

  6. #266
    Paranhos
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    Citazione Originariamente Scritto da Stan Ruinas Visualizza Messaggio
    .....E a concentrare le energie li sopra ?
    Per me va bene

  7. #267
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    Citazione Originariamente Scritto da Stan Ruinas Visualizza Messaggio
    Credo che ne siamo tutti consapevoli.....e allora ?
    Che fare ?
    Primo pensare ai problemi concreti, tipo carovita, appressione fiscale delle classi medie, ecc...
    Secondo sfruttare quello che si ha a disposizione: vogliamo la socializzazione della Telecom, chiediamo a tutti i dipendenti di comprarne le azioni, fino a diventarne azinista di maggiorana e quindi poter mandar via Tronchetti Provera che detiene solo il 20% del capitale.

  8. #268
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Primo pensare ai problemi concreti, tipo carovita, appressione fiscale delle classi medie, ecc...
    Secondo sfruttare quello che si ha a disposizione: vogliamo la socializzazione della Telecom, chiediamo a tutti i dipendenti di comprarne le azioni, fino a diventarne azinista di maggiorana e quindi poter mandar via Tronchetti Provera che detiene solo il 20% del capitale.
    Concordo, era provocatorio, nel ns piccolo è cià che facciamo a Torino, la stagione scorsa è stata tutta incentrata sul Tfr e sulla libertà di parola partecipando al Master Mattei in difesa di Pallavidini, tra gli altri.
    Anche ora, Temi concreti, azione nei quartieri anche se spesso nel generale disinteresse.
    intanto partiamo dal recuperare i nostri, chesi perdono spesso nella stada del nulla !

  9. #269
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    Ci trasferiamo in "RIDEFINIAMOCI ?" ....prima di trasferirci a letto !

  10. #270
    Kether è Malkuth del NM
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Ragionare ancora in termini di borghesi e non borghesi denota che non ci sono speranza di scrollarsi di dosso categorie ormai obsolete e che quindi non si intravede l possibilità di creare davvero qualcosa di nuovo.
    Dici questo perché applichi sempre e solo una categorizzazione sociologica. In termini prettamente economici esiste ancora una divisione (forse ancor più netta di cento anni fa) tra lavoratori salariati e possessori del mezzo di produzione. Anzi, con l'ingresso dirompente della finanza nel mondo produttivo, si può dire che il detentore di capitale finanziario è da considerarsi alla stessa stregua del più becero padrone di fabbrica. E' un "borghese" reale, non sociologico, in quanto con il suo capitale finanziario entra nei meccanismi della speculazione borsistica come possessore del mezzo di produzione di capitali, ovvero il capitale stesso.

    Oggi vorrei vedere chi non si può definire borghese: viviamo in un'era di totale omologazione e di omogeneizzazione sociale: andate in giro e dite se riuscite davvero a distinguere un borghese da un cosidetto proletario.
    gurdaimo ad esempio il buon Caruso, capo no global, antagonista, ecc..., nullatenete per il fisco, la cui famiglia pssiede terreni, ed immobili per miliardi in Puglia! O l'operaio turnista che gira in BMW e veste Prada!
    A parte il fatto che la storia di Caruso è alla stessa stregua delle dichiarazioni di Chavez di stima a Mussolini: ripetuto molte volte, mai trovata una fonte attendibile.
    A prescindere da ciò, quella che dici tu è una categoria sociologica: il sentirsi borghesi non equivale all'esserlo. Quello che viviamo oggi non è la scomparsa delle classi (altrimenti tutti starebbero bene, invece qua tra precariato e carovita non è vivere), ma la scomparsa dell'identità di classe. Sono due cose molto differenti. Ma anche questo è frutto di una motivazione di classe: l'ideologia del dominante, più il rapporto di forza è a suo favore, più diventa anche l'ideologia del dominato. E' una questione di identità, non di condizione reale e oggettiva.

    Lo scollamento esiste perchè c'è chi si ostina a sventoalre la bandiera dell'"antiborghesismo" non vedendo che oggi sono tutti borghesi. Cosa che invece la sinistra tutta ha ben capito.
    E' proprio l'esatto contrario. La sinistra istituzionale, forse il caposaldo sistemico più funzionale per la generazione del consenso (dopo gli "aggiustamenti" cofferatiani, chiampariniani e fiorentini sul tema della sicurezza, unica falla nella via del consenso completo per la sinistra istituzionale), ha tutto il desiderio di dimostrare l'unica identità di classe che è, non solo legittimata, ma proprio stimolata: quella borghese-middle class.
    Che poi sia tutta una fuffa lo si vede bene con il crollo dei subprime americani e sull'utilizzo di tutta una terminologia orwelliana per cammuffare un'origine di classe oramai scomoda perché perdente: lo spazzino diventa l'operatore ecologico, il telefonista operatore call-center, lavorare al reparto scocche della Fiat diventa essere un dipendente specializzato del settore automotive...

    Il discorso fondamentale è che si propone un movimento rivoluzionario, senza capire che la rivoluzione non la vuol fare nessuno, primo perchè la stragrande maggioranza della gente si accontenterebbe di un miglioramento del proprio tenore di vita e non gliene frega niente di rivoluzioni, lotte, ecc....
    Bene, vero. Il soggetto rivoluzionario non è soggetto rivoluzionario a sé, come se fosse caratteristica genetica interiore. Il soggetto rivoluzionario è un soggetto che deve prendere coscienza di esserlo e, ancora più importante, avere le capacità strutturali per esserlo.
    Il gradualismo è una strategia che tutti perseguono, fino a quando ne hanno possibilità ovviamente. Fatto sta che il capitalismo, ciclicamente, ti mette in posizione di non avere opportunità comode di fronte...

    Poi perchè non esiste nessun modello credibile alternativo a quello della società liberal consumistica occidentale.
    Questo è uno dei grossi problemi di ogni rivoluzionario. Modelli alternativi realmente appetibili non ve ne sono. Il capitale ha ridefinito la società a sua immagine negando la possibilità di intravedere modelli (che esistono) alternativi ad essa. Sono anticorpi sociologici che ha sviluppato nel tempo che cadono solo quando il re è nudo (e ora sta ancora in cappotto).

    Inoltre farei notare che mentre si parla tanto di Islam, rivoluzione, sinistra nazionale, destra, ecc... la maggioranza delle persone si preoccupa che il caffè è arrivto a costare 1€!
    Vero. Ma senza un impianto complessivo in mente, la lotta per il caffè a 0.50 diventa una scelta non ascrivibile ad una strategia di lungo periodo.

 

 
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