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Risultati da 161 a 170 di 366
  1. #161
    legione muti
    Ospite

    Predefinito Giovanni Gentile fascista rivoluzionario

    Se infatti storicamente il fascismo nasce con Mussolini e "Il Popolo d'Italia" tra il 1914 e il 1919 da una scissione del partito socialista, il filosofo cattolico Augusto Del Noce ne ha retrodatato la genesi filosofica al 1899 con la pubblicazione del saggio di Giovanni Gentile su "La filosofia di Marx", che venne considerato da Lenin -nel "Dizionario Enciclopedico russo Granat" del 1915- uno degli studi più interessanti e profondi sull'essenza teoretica del pensatore di Treviri. Del marxismo, Gentile respingeva il materialismo ottocentesco ma ne abbracciava con entusiasmo l'ultramoderna dimensione di «filosofia della prassi», tesa non solo a interpretare il mondo ma a cambiarlo. Stando almeno all'interpretazione delnociana, quindi, il fascismo non sarebbe affatto una negazione del marxismo, ma piuttosto una sua "revisione" che reinterpreta la prassi come spiritualità. Il fascismo si prospetta, insomma, come una rivoluzione "ulteriore" rispetto a quella marx-leninista. D'altro canto, divenuto filosofo ufficiale del fascismo, Gentile ripubblicò il suo libro su Marx nel 1937, nel pieno degli "anni del consenso". E quando, il 24 giugno 1943, pronunciò in Campidoglio il Discorso agli italiani per esortarli a resistere agli anglo-americani, si rivolse espressamente agli ambienti di sinistra presentando il fascismo come «un ordine di giustizia fondato sul principio che l'unico valore è il lavoro». E precisò: «Chi parla oggi di comunismo in Italia è un corporativista impaziente». Lo stesso Lenin, del resto, rivolgendosi nel 1922 al comunista Nicola Bombacci aveva potuto dire: «In Italia c'era un solo socialista capace di fare la rivoluzione: Benito Mussolini».

  2. #162
    legione muti
    Ospite

    Predefinito Rsi

    E proprio quest'ultima scatena vivaci discussioni tra Mussolini e Hitler. Per il dittatore tedesco quell'esperienza doveva chiamarsi «Repubblica fascista italiana». Mussolini, invece, senza più obblighi compromissori con la monarchia e gli ambienti conservatori, avrebbe preferito «Repubblica socialista italiana», tornando in qualche modo alle suggestioni sansepolcriste. Ma di quell'aggettivo che puzzava di sovversione e di marxismo Hitler non volle sentirne parlare. E alla fine si accordarono su Repubblica Sociale Italiana. E sia pure ridotto a "sociale", la parola socialista tornava nel lessico dei fascisti. Tanto da emozionare il socialista della prima ora ed ex comunista Nicola Bombacci -colui che aveva fatto adottare il simbolo della falce e martello ai comunisti italiani- e a farlo riappacificare con Mussolini: «Duce -gli scrive l'11 ottobre 1943- sono oggi più di ieri totalmente con Voi. Il lurido tradimento re-Badoglio che ha trascinato purtroppo nella rovina e nel disonore l'Italia, Vi ha però liberato di tutti i componenti pluto-monarchici del '22. Oggi la strada è libera e a mio giudizio si può percorrere sino al traguardo socialista».

  3. #163
    legione muti
    Ospite

    Predefinito Rsi

    In uno degli articoli scritti poco prima di essere ucciso dai partigiani, il giornalista Enzo Pezzato -redattore capo a Salò di "Repubblica fascista"- scrisse: «Il Duce ha chiamato la Repubblica "sociale" non per gioco: i nostri programmi sono decisamente rivoluzionari, le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero "di sinistra"».

  4. #164
    legione muti
    Ospite

    Predefinito L'Orologio, fascisti gentiliani

    Nel 1963, comunque, mentre si chiudeva l'esperienza di "Nazione Sociale", nasceva a Roma "L'Orologio" diretto da Luciano Lucci Chiarissi, una rivista e un laboratorio che riproponeva la tradizione del "fascismo di sinistra" in termini nuovi e molto più attenti all'evoluzione degli scenari italiani ed internazionali. Lucci Chiarissi, nato ad Ancona nel 1924, era stato volontario a Salò, aveva militato nell'immediato dopoguerra nel movimento clandestino dei FAR (Fasci di azione rivoluzionaria), e si era sempre sentito appartenente a una "sinistra nazionale". "L'Orologio" tentava di uscire dalla strada del "rancore eterno" e del nostalgismo fine a se stesso, contestando non solo il MSI micheliniano, ma anche i gruppi extraparlamentari come "Ordine nuovo" e "Avanguardia nazionale". Spiegava Lucci Chiarissi: «Annibale non è alle porte e comunque non lo è a causa del centro-sinistra». E "L'Orologio", che aveva lanciato il tema della riappropriazione delle "chiavi di casa", sostenne De Gaulle contro il Patto Atlantico e nella guerra dei "sei giorni" si schierò dalla parte dei paesi arabi contro l'imperialismo israeliano. «"L'Orologio" -ha scritto Giuseppe Parlato- individuò nel capitalismo e nell'imperialismo americano un pericolo maggiore di quello sovietico per la cultura e la politica italiana... E a differenza di tutti gli altri fogli neofascisti, "L'Orologio" assunse immediatamente una posizione nettamente a favore dei vietnamiti e della loro lotta per l'indipendenza».

  5. #165
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima Visualizza Messaggio
    Squadrismo ?
    Fenomeno legato alla mobilitazione totale, classica categoria politica " di sinistra nazionale " non certo di destra.

  6. #166
    Paranhos
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Noto con piacere che sovrasti per profondità ed acume tutti i commenti precedenti...
    Complimenti!

  7. #167
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da Paranhos Visualizza Messaggio
    Noto con piacere che sovrasti per profondità ed acume tutti i commenti precedenti...
    Complimenti!
    è anche troppo

  8. #168
    Lupo Sciolto
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio

  9. #169
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    la figura del Federale Repubblicano di Torino il mitico Solaro e in questo contesto vi ricordo il testo: La Repubblica Sociale Italiana nelle lettere dei suoi Caduti...dell Ultima Crociata Editrice, 1990, lettere spesso scritte la notte prima della fucilazione...
    Per tornare allo Squadrismo, non so se lo avete citato, ma Diario di uno squadrsita toscano di Piazzesi è un bel libro da leggere d'un fiato, anche se poco ideologico.

  10. #170
    legione muti
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da DogeInGuerra Visualizza Messaggio
    la figura del Federale Repubblicano di Torino il mitico Solaro e in questo contesto vi ricordo il testo: La Repubblica Sociale Italiana nelle lettere dei suoi Caduti...dell Ultima Crociata Editrice, 1990, lettere spesso scritte la notte prima della fucilazione...
    Per tornare allo Squadrismo, non so se lo avete citato, ma Diario di uno squadrsita toscano di Piazzesi è un bel libro da leggere d'un fiato, anche se poco ideologico.

    Solaro, BRIGATE NERE, anch'egli apparteneva alla corrente socialista nazionale, centrale nel Fascismo Repubblicano, fu un socializzatore autentico nella Torino del '44-45....e gli Agnelli finanziavno i gappisti (Pesce e compagnia bella..). La sua crocifissione ricorda quella dei primi martiri cristiani...e si torna al discorso della religiosità fascista...Solaro si formò con Pallotta nella Scuola di Mistica Fascista.
    Sul libro di Piazzesi c'è una scena molto significativa. I genitori di Piazzesi si ritrovano con gli amici della borghesia toscana. Dopo i soliti atti di teppismo creatore di quella specie particolarissima di squadrismo che fu lo squadrismo fiorentino, se ne escono con invettive del tipo: "I fascisti sono i peggiori di tutti!...in fondo per noi sono meglio i socialisti o i comunisti di questa marmaglia al servizio di quel matto di Mussolini" eccecc....

 

 
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