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Discussione: 20 Ottobre

  1. #61
    Redwolf_
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    Che lavoro fai?
    Io sono d'accordo, ma non credi che sia impossibile d'attuare una simile cosa?
    Poi credo che oggi, non so da dove vieni ma dai quartiere dalle fabbriche e dalle scuole non riceveresti un gran sostegno...
    Si chiederebbero: ma tu di che quartiere sei? Dove lavori? Dove studi?
    L'unica cosa impossibile da evitare è la morte. Il resto è più o meno realizzabile. La realtà in cui vivo e lavoro è l'ambiente in cui devo sviluppare l'azione sociale. Ogni Proletario, seppur atomizzato, condivide con i suoi colleghi di lavoro e nel quartiere, le stesse esperienze e molteplici problemi.
    Il miglior modo per invertire la disgregazione è affrontare collettivamente quei problemi. Informare i lavoratori sulle manovre del triangolo "Sindacato-Governo-Confindustria", esaminare la realtà politica/ economica inter/nazionale e comprenderne i mutamenti.

  2. #62
    are(a)zione
    Ospite

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    "Cosa Rossa", accordo della Sinistra dell'Unione



    Unità della sinistra per contrastare il Partito Democratico. In poco più di due ore i segretari della sinistra dell’Unione hanno riposizionato la bussola su un obiettivo comune: la nascita di un nuovo soggetto unitario, una priorità che corre parallelamente al lavoro da impostare tutti insieme sulla Finanziaria.

    Certo, alcuni nodi da sciogliere restano ancora sul tavolo: la manifestazione del 20 ottobre contro il protocollo sul welfare, che non convince del tutto Fabio Mussi ed Alfonso Pecoraro Scanio, e poi i distinguo sulla riforma della legge elettorale. Il tema, accennato solo marginalmente, sarà affrontato in un'apposita riunione forse già la prossima settimana. La riunione di venerdì, la prima dopo la pausa estiva, è servita però a serrare le file dopo i contrasti degli ultimi giorni sulla manifestazione del 20 ottobre, divisioni che avevano rischiato di mettere in serio pericolo il futuro dell'unità a sinistra.

    Il punto sui cui Franco Giordano, Oliviero Diliberto, Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio hanno rinsaldato l'intesa è il rischio che il governo diventi un monocolore del Partito democratico. Un pericolo reso ancora più reale da una sinistra divisa che non riesce a incidere sull'azione di governo. Il problema posto all'attenzione dei presenti da Fabio Mussi, che ha tenuto la relazione introduttiva, ha subito trovato il consenso di tutti. Per contrastare il Pd, il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio avrebbe proposto di dare vita nel più breve tempo possibile ad un gruppo di lavoro che si occupi delle forme attraverso cui poter organizzare un soggetto unitario.

    Convinto che si debba al più presto avviare la fase unitaria è anche il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. Un soggetto unico della sinistra, avrebbe spiegato il segretario dei Comunisti Italiani, serve per contrastare la politica messa in campo dal Pd, bisogna accelerare visto che fino ad ora, è l'opinione di Diliberto, la “Cosa Rossa” ha dato una brutta dimostrazione. Il banco di prova per tastare concretamente l'unita della sinistra sarà la costruzione della legge finanziaria. Di fronte ad un'assenza di «collegialità nelle decisioni» all'interno del governo, i vertici di Prc, Verdi, Sd e Pdci hanno deciso di affidare ai capigruppo la stesura di un documento in cui saranno contenute le proposte della sinistra per la manovra economica.

    «Non siamo l'intendenza che segue il Partito democratico», avverte il capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena, mentre il leader di Rifondazione Franco Giordano è ancora più chiaro: dobbiamo evitare che «il Pd detti legge in campo economico e sociale». Oliviero Diliberto ribadisce che «nessuno vuole aprire un braccio di ferro con il governo», ma quest'ultimo «deve tener conto delle istanze della sinistra». Quello che deve essere chiaro agli alleati insomma è che «l'esecutivo non finisce con il Pd».

    Il calendario dei prossimi giorni dunque è già segnato: la stesura del documento, che già sabato sarà presentato al vertice dell'Unione nelle sue linee generali, e poi la presentazione del testo in un'assemblea pubblica a cui prenderanno parte tutti i parlamentari dei 4 partiti. Se la “battaglia” sulla finanziaria è il collante per l'unità della sinistra, restano le riserve di Sd e Verdi sull'appuntamento del 20 ottobre. Prc e Pdci ribadiscono che la manifestazione si farà, Pecoraro Scanio e Fabio Mussi non chiudono la porta ma chiedono chiarimenti sul programma alla base della manifestazione.

    Pubblicato il: 08.09.07
    Modificato il: 08.09.07 alle ore 17.04

    http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=68738

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da Redwolf_ Visualizza Messaggio
    L'unica cosa impossibile da evitare è la morte. Il resto è più o meno realizzabile. La realtà in cui vivo e lavoro è l'ambiente in cui devo sviluppare l'azione sociale. Ogni Proletario, seppur atomizzato, condivide con i suoi colleghi di lavoro e nel quartiere, le stesse esperienze e molteplici problemi.
    Il miglior modo per invertire la disgregazione è affrontare collettivamente quei problemi. Informare i lavoratori sulle manovre del triangolo "Sindacato-Governo-Confindustria", esaminare la realtà politica/ economica inter/nazionale e comprenderne i mutamenti.
    Cavolo!!!
    Ricordami di mandarmi un sms quando tu e tutti quanti i proletari dalle tue parti finite di esaminare e comprendere...

  4. #64
    Redwolf_
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    Citazione Originariamente Scritto da MDLion Visualizza Messaggio
    Cavolo!!!
    Ricordami di mandarmi un sms quando tu e tutti quanti i proletari dalle tue parti finite di esaminare e comprendere...
    Io al massimo posso darti un calcio in culo, quello è garantito.

  5. #65
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    Predefinito La sinistra Cgil aderisce al corteo

    La sinistra Cgil aderisce al corteo

    di Lavoro Società-Cgil

    su Il Manifesto del 07/09/2007


    L'appello di molti intellettuali apparso su Liberazione e il manifesto raccoglie il malessere di molti elettori di sinistra, così come quello di molti lavoratori e lavoratrici che non hanno ancora trovato una risposta adeguata ai problemi di salario e stato sociale che il «programma» del governo di centrosinistra faceva supporre. Serve veramente una manifestazione «popolare», capace di rimettere al centro le ragioni della vittoria del centrosinistra sulla destra. La proposta di una grande manifestazione per il 20 ottobre è la più bella iniziativa che il paese e il mondo del lavoro possono aspettarsi e noi vi aderiamo. Il Protocollo del 23 luglio non solo non modifica la Legge 30, tanto da far dire alla Cgil che ci sarà solo una adesione formale, ma non affronta i tanti e gravi problemi del paese legati alla competitività, al lavoro precario e la necessità di dare ai giovani di oggi una pensione adeguata domani. Tale Protocollo dovrà essere illustrato per quello che è ai lavoratori. Sono proprio i nostri iscritti alla Cgil e tutti gli altri lavoratori a dare il mandato a sottoscriverlo. Diversamente si farebbe solo un'azione ademocratica che non servirebbe al sindacato e al paese. Si tratta di dare una risposta vera alla precarietà del lavoro che interessa ormai quasi 4 milioni di persone sul complesso degli occupati, mentre il 50% delle nuove assunzioni sono a tempo, cioè senza un orizzonte per i giovani. La precarietà è l'altra faccia della medaglia della distribuzione del reddito da lavoro dipendente. Questo è passato dal 43,7% del pil del '93 al 40,7% del '04, nonostante il numero dei lavoratori dipendenti nel periodo considerato è cresciuto di 1,3 milioni lavoratori (leggi precarietà). Sostanzialmente la crescita dell'occupazione, invero impressionante nel numero ma qualitativamente condizionata dal target del tessuto produttivo, non è coinciso con un incremento del reddito complessivo del lavoro dipendente, mentre nella media dei paesi europei il reddito da lavoro dipendente rimane costantemente intorno al 50% del Pil. (...) L'appello sottolinea 7 punti strategici che erano parte del programma. L'Area programmatica Lavoro Società Cgil farà tutto quanto è possibile per riportare al centro del dibattito del governo, ma anche della Cgil, quanto sottolineato nel documento congressuale della Cgil: la necessità di «Riprogettare il Paese», i temi del lavoro, dei diritti e dell'intervento pubblico.

    Coord. naz. area programmatica Lavoro Società-Cgil
    Myrddin

  6. #66
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    Riguardo alle polemiche sulla partecipazione di esponenti di governi al corteo Salvi suggerisce ironicamente di “inviare ai leader del Pd una copia della Costituzione italiana: la libertà di manifestare è contemplata all’art. 21, la fiducia al governo all’art. 58”.
    http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=17949
    Myrddin

  7. #67
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    È proprio vero che la libertà è preziosa; così preziosa che dovrebbe essere razionata.
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    La sinistra Cgil aderisce al corteo

    di Lavoro Società-Cgil

    su Il Manifesto del 07/09/2007


    L'appello di molti intellettuali apparso su Liberazione e il manifesto raccoglie il malessere di molti elettori di sinistra, così come quello di molti lavoratori e lavoratrici che non hanno ancora trovato una risposta adeguata ai problemi di salario e stato sociale che il «programma» del governo di centrosinistra faceva supporre. Serve veramente una manifestazione «popolare», capace di rimettere al centro le ragioni della vittoria del centrosinistra sulla destra. La proposta di una grande manifestazione per il 20 ottobre è la più bella iniziativa che il paese e il mondo del lavoro possono aspettarsi e noi vi aderiamo. Il Protocollo del 23 luglio non solo non modifica la Legge 30, tanto da far dire alla Cgil che ci sarà solo una adesione formale, ma non affronta i tanti e gravi problemi del paese legati alla competitività, al lavoro precario e la necessità di dare ai giovani di oggi una pensione adeguata domani. Tale Protocollo dovrà essere illustrato per quello che è ai lavoratori. Sono proprio i nostri iscritti alla Cgil e tutti gli altri lavoratori a dare il mandato a sottoscriverlo. Diversamente si farebbe solo un'azione ademocratica che non servirebbe al sindacato e al paese. Si tratta di dare una risposta vera alla precarietà del lavoro che interessa ormai quasi 4 milioni di persone sul complesso degli occupati, mentre il 50% delle nuove assunzioni sono a tempo, cioè senza un orizzonte per i giovani. La precarietà è l'altra faccia della medaglia della distribuzione del reddito da lavoro dipendente. Questo è passato dal 43,7% del pil del '93 al 40,7% del '04, nonostante il numero dei lavoratori dipendenti nel periodo considerato è cresciuto di 1,3 milioni lavoratori (leggi precarietà). Sostanzialmente la crescita dell'occupazione, invero impressionante nel numero ma qualitativamente condizionata dal target del tessuto produttivo, non è coinciso con un incremento del reddito complessivo del lavoro dipendente, mentre nella media dei paesi europei il reddito da lavoro dipendente rimane costantemente intorno al 50% del Pil. (...) L'appello sottolinea 7 punti strategici che erano parte del programma. L'Area programmatica Lavoro Società Cgil farà tutto quanto è possibile per riportare al centro del dibattito del governo, ma anche della Cgil, quanto sottolineato nel documento congressuale della Cgil: la necessità di «Riprogettare il Paese», i temi del lavoro, dei diritti e dell'intervento pubblico.

    Coord. naz. area programmatica Lavoro Società-Cgil
    ottima notizia, la mobilitazione di settori della cgil rispetto all'accordo truffa sul walfare e sulla precarietà è determinante al fine del buon esito politico oltrechè numerico della manifestazione.

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da komsomol Visualizza Messaggio
    ottima notizia, la mobilitazione di settori della cgil rispetto all'accordo truffa sul walfare e sulla precarietà è determinante al fine del buon esito politico oltrechè numerico della manifestazione.
    Ma dobbiamo allargare ancora di più la mobilitazione, sveglia compagni!!!!
    Myrddin

  9. #69
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    Predefinito 20 ottobre, un'occasione per arginare il Pd

    20 ottobre, un'occasione per arginare il Pd
    Giovanni Perrino, 06 settembre 2007

    Dibattito Il Partito democratico vuole depotenziare la sinistra e il sindacato, rendendo così le conquiste dei lavoratori il frutto di una concessione dei padroni funzionale al sistema capitalista. Per questo, la sinistra deve riunirsi e manifestare in piazza



    L'appello lanciato dalle colonne del Manifesto e di Liberazione a scendere in piazza nella capitale il 20 ottobre prossimo contro la precarietà del lavoro e per i diritti di cittadinanza ha raccolto molte adesioni: quelle spontanee e abituali dei partiti, delle associazioni e dei singoli, che chiaramente si riconoscono come facenti parte di una campo di forze di alternativa.

    Ma non ha registrato finora quel largo coinvolgimento che permetterebbe di rispondere alla fondamentale domanda di unità della sinistra rendendo ineluttabile un progetto di edificazione della nuova soggettività politica di massa, e interpretando il disagio sociale nella prospettiva di un processo di trasformazione culturale del sistema capitalistico.
    Una parte di colpa è da attribuirsi certamente alla dirigenza di Sinistra Democratica.

    Ho letto, per la verità senza stupore, le dichiarazioni di Angius su un presunto appiattimento del neonato Movimento sulle posizioni di Rifondazione; e ho visto il tranello in cui il furbo senatore sardo ha fatto cadere Mussi e altri, spingendoli ad affermare in vari modi un grado di autonomia e di diversità rispetto al partito di Giordano quantomeno incoerente rispetto alla missione caratterizzante l'esistenza stessa di SD. Angius è andato via. Ma ciò che mi sembra restare è la linea di condotta tenuta dal Movimento sin dall'accordo del 23 luglio, un riassunto di incapacità tattico-politiche e debolezza strutturale, e soprattutto un difetto di pensiero: essendo evidente che attraverso la volontà di innalzamento dell'età della pensione e il tentativo di riforma del welfare - che tiene in piedi la struttura portante della Legge Biagi - e attraverso le proposte veltroniane di riduzione generale del carico fiscale e quelle rutellian-fassiniane di alleanze di nuovo conio, non si risponde nè alla preoccupazione per l'andamento dei conti pubblici né sic et sempliciter alla domanda di miglioramento delle condizioni della maggioranza degli italiani, ma in primo luogo si tenta di rifondare una società oggi disastrata attorno alla forza egemone del Partito Democratico.

    La sfida dovrebbe essere chiara a tutti: il Partito Democratico fa terra bruciata intorno a se, per rimanere l'unico protagonista in grado di conquistarsi quello spazio centrale del potere che fu della DC (con il PSI), e poi di Forza Italia (con la Lega); il Partito Democratico si accredita di fronte al paese come l'unico protagonista in grado di ricostruire un equilibrio sostenibile tra le classi sociali; il Partito Democratico vuole depotenziare la sinistra e il sindacato perché i nuovi diritti non siano più una conquista derivata dal conflitto ma una concessione dei padroni ai lavoratori, molto più funzionale ad una concorrenza del lavoro e alla competitività del nostro sistema delle imprese nel quadro della globalizzazione capitalista.

    Di fronte a questa prospettiva la sinistra deve riunirsi dimostrando il senso della sua esistenza: manifestando tutta unita il 20 ottobre. Non è possibile infatti imbrigliare la dialettica democratica e il conflitto sociale dentro uno schema di governo fine a se stesso, ed è abbastanza ridicolo discettare sull'opportunità o meno di un corteo rispetto ad una più tranquilla (ed elitaria) assemblea: rappresentare il disagio sociale e trasformarlo in prospettiva politica e istanza di cambiamento è al contrario l'unico modo che abbiamo per combattere la devitalizzazione della politica e la deriva monocratica del Partito Democratico.
    Sinistra Democratica scelga finalmente da che parte stare: se vuole essere un partitino esteticamente di sinistra senza classe, o se al contrario desidera lavorare per la riorganizzazione della cultura della sinistra attraverso la rappresentanza degli interessi e dei diritti; non c'è molto tempo per rimettere insieme tutte le energie di cui si dispone prima del sopravvento della delusione.

    http://www.aprileonline.info/4445/20...arginare-il-pd
    Myrddin

  10. #70
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    Predefinito Prc, Giordano Scuote I Suoi: Sul 20 Ottobre Ci Giochiamo La Sfida

    PRC, GIORDANO SCUOTE I SUOI: SUL 20 OTTOBRE CI GIOCHIAMO LA SFIDA
    Liberazione e Manifesto, nuovo appello:nessuno rinunci a sue idee
    Roma, 8 set. (Apcom) - Una manifestazione rivendicativa per incidere sul governo e sulla Finanziaria, tappa fondamentale per la costruzione dell'unità a sinistra e della sfida strategica con il Partito democratico. All'assemblea nazionale di Rifondazione con i segretari regionali e provinciali, il leader del Prc Franco Giordano prova a scuotere il partito, e fa capire ai suoi che sulla manifestazione nazionale su welfare e precarietà del 20 ottobre a Roma si gioca gran parte della partita fra moderati e sinistra.
    Per l'ennesima volta, Giordano nega che si tratti di una manifestazione contro il governo, ma ricorda che "la Finanziaria è fatta di tanti passaggi, e la manifestazione si colloca in un punto decisivo della discussione". Insomma, la prova di forza della piazza dovrebbe dare al Prc la spinta per incidere sul governo: "E' evidente che il risanamento non è più la priorità, per questo - dice - presenteremo la settimana prossima a Prodi il documento unitario delle sinistre (elaborato con Pdci, Verdi eSd, ndr) con le nostre proposte di politica economica".
    Il corteo del 20 ottobre, oltre a pesare sul governo, "le cose sul mercato del lavoro devono cambiare", ammonisce il leader del Prc, dovrà avere anche l'effetto di unificare la sinistra: "C'è sintonia con le altre forze della sinistra sulla forma federativa, ma dobbiamo far vivere questo processo dal basso". La strada è quella dei comitati unitari peer la manifestazione, da costruire sul territorio: "E dopo la manifestazione - raccomanda Giordano ai quadri del suo partito - dobbiamo mettere a valore l'esperienza del 20 ottobre sul terreno della costruzione del soggetto unitario".
    "Fra noi e il Pd - conclude Giordano - la sfida è aperta sulla ricostruzione della sinistra fra la politica, le forme dell'agire collettivo e l'azione di governo. Noi stiamo un po' meglio di prima, ma è un lavoro per il quale dobbiamo dispiegare tutte le nostre forze".
    Dopo la battuta a vuoto del 9 giugno, con la piazza della sinistra di governo vuota e il successo del corteo dei centri sociali e dei Cobas, i timori nel partito non mancano, e più d'un dirigente, negli interventi della mattinata, ha fatto notare che Rifondazione il giorno dopo il 20 non potrebbe dire al suo elettorato che i rapporti di forza nel centrosinistra impongono di accettare gli equilibri dati. Resta perciò tutto da decidere il percorso del corteo, la piazza dove si dovrebbe concludere (probabilmente piazza del Popolo, meno impegnativa di piazza S. Giovanni) e la stessa piattaforma resta aperta a ritocchi e modifiche, dopo i dubbi espressi dai Verdi e le riserve di Fabio Mussi (Sd ufficialmente non ha ancora aderito, anche se lo hanno fatto a titolo personale alcuni suoi esponenti di prestigio).
    E forse non è un caso che in serata Liberazione, il Manifesto e il settimanale Carta abbiano rilanciato l'appello per il 20 ottobre, stigmatizzando le "letture distorte fioccate nel mese d'agosto", ribadendo che la giornata "vuole ridare la possibilità alle persone in carne ed ossa che non sono rassegnate all'esistente di far sentire la propria voce" e sottolineando come "i promotori del 20 ottobre sono molto diversi tra loro, ma considerano la diversità un valore. Non chiediamo a nessuno di aderire alla manifestazione rinunciando a quel che pensa e alle battaglie chi più gli stanno a cuore".
    da
    http://notizie.alice.it/notizie/top_...,13106710.html
    Myrddin

 

 
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