Si
No (specificare)


Il fatto che (e se) abbiano il "culo parato" non significa che non siano nate contro il Sistema. E mi sto riferendo, nel caso delle OSA, ad un Sistema usuraio.
Il fatto che abbiano il "culo parato" non significa che non abbiano tolto dalla morsa dei palazzinari intere famiglie.
Che poi il Sistema cerchi di sfruttare il tutto comunque a suo vantaggio è un altro paio di maniche. Ed è per questo che non si possono definire antisistema nel senso letterale.
E cmq le critiche si fanno con cognizione di causa.


Perchè invece di continuare a parlare a vanvera non rispondi nel merito delle affermazioni che sono state fatte?Su questo sono d'accordo. Io ho risposto a Subzero che sostiene che le OSA siano "contro il sistema", e francamente mi sembra un pò surreale definirle in questi termini, viste le coperture di cui godono.
Mi autoquoto:
le occupazioni di sinistra non sono che un esempio di contestazione (almeno alcune, altre sono solo circoli per fare soldi) interna al sistema liberal-capitalista e ad esso funzionale.
Le OSA sono contro il sistema perchè hanno un progetto politico forte, il Muto Sociale, che mira a togliere di mezzo dal mercato immobiliare le speculazioni di banche e palazzinari


Se guardiamo per esempio De Benoist, il suo progetto "Nuova Destra" si è risolto, da un lato nel disimpegno dalla politica e in un rifugiarsi nello studio delle civiltà del passato, dall'altro nell'appoggio a Le Pen e al suo movimento politico di "destra estrema".
Faye, se da un lato individua nell'America il male dell'Occidente, non ha certo teorizzato una confluenza con la sinistra, anzi ha proposto un progetto totalmente alternativo alla visione del mondo democratica, opponendosi anche al pensiero della decrescita, e ponendo come obiettivoun'Eurosiberia competitiva con gli USA sia sul piano dell'economia che della politica.
Ritengo che la grandezza del pensiero di Faye consista proprio nell'essere non reazionario, nel senso di essere contro qualcosa (cioè reazione a qualcosa), bensì di azione e "volontà di potenza".
Tutto ciò non può certo essere fatto inseguendo modelli ultra popolusti e ultrademocratici come quelli proposti dalla simistra, che non sono altro che l'estrema degenerazione del sistema liberale.
D'altra parte la destra liberale, soprattutto nell'800 ha sempre proposto modelli nazionalistici e protezionistici che si opponevano alla globalizzazzione economica e allo strapotere delle multinazionali, viste come una minaccia ala vera libertà economica e all'istituzione di organismi sovranazionali. Al contrario la sinistra ha sempre propugnato modelli in qualche modo intrnazionalistici.
Oggi la sinistra, assieme alla Chiesa è tra le maggiori sostenitrici della società multietnica e dell'immigrazione incontrollata che sono gli ultimi strumenti per l'imposizione del "sistema" universalistico-egualitario e per distruggere ciò che resta delle strutture tradizionali, in nome della globalizzazione totale delle genti che si concretizza nella sitruzione dei popoli e delle loro differenza.
A ciò si contrappone oggi una visione identitaria e nazionalista della società e della politica che può benissimo contemplare un modello di capitalismo di stato o perfino di capitalismo oligarchico, come accade in Russia, dove, il controllo della politica sull'economia, non esclude che quest'ultima sia di stampo liberista.
Tirando le somme, ritengo che se oggi qualcuno vuole portare avanti un progetto di superamento della destra e dela sinistra, che di fatto significa un appianttimento su posizioni di sinitra, o uno di sinistra nazionale, è liberissimo di farlo, ma deve ammettere che si tratta proprio di un progetto "di sinistra", e soprattutto deve ammettere che esiste ed è sempre esistita una destra che ha portato avanti un modello politico e sociale proprio ed ispirato a Principi antitetici a quelli democratico-egualitari.
Le OSA sono organismi a difesa del sistema.


Il problema, caro compagno-camerata (tanto in inglese si dice comrade, no?), è uniti per fare che cosa? per quale modello produttivo, sociale e culturale? Io non metto tra le mie priorità l'aggressione al fascista di turno se non come reazione ad una precedente aggressione, e so bene qual è il nemico principale da comabttere: il padronato, la grande finanza e il grande capitale nazionale e internazionale. Ma per me abbattere il capitalismo ha un unico e solo obiettivo: la dittatura del proletariato (leggi classe lavoratrice), l'espropriazione della borghesia, la collettivizzazione dei mezzi di produzione, la pianificazione economica e la democrazia operaia, in sintesi la transizione dal capitalismo al socialismo (marxista). Credo nel partito-guida della classe lavoratrice, nel partito-moderno principe di gramsciana memoria, nell'élite rivoluzionaria, nei quadri militarmente organizzati, nella disciplina operaia.
Il sistema capitalistico va ABBATTUTO per essere sostituito con un sistema TOTALMENTE alternativo, che si poggi su basi materiali (e di conseguenza "spirituali") completamente nuove.
Ma la storia ci insegna che, appena i comunisti si sono avviati sulla strada da me delineata sferrando l'attaco decisivo al "cuore dello Stato (borghese)", hanno sempre trovato i fascisti a sbarrargli la via, a ergersi ad estremi difensori, non della sovversione, ma della conservazione dell'ordine esistente -con qualche ritocco folkloristico-, a paladini della "rivoluzione conservatrice", che è lo stesso. Se queste sono le premesse storiche, perchè mai dovrei fidarmi di un ripensamento complessivo e di una "bolscevizzazione" dei fascisti del XXI secolo?
A leggere l'acceso, spesso interessante, dibattito che si articola su questo forum, nell'Area esistono posizioni divergenti, a volte inconciliabili, su questioni fondamentali come la natura dello Stato, l'imperialismo, l'apparato produttivo, l'ideologia: bene, se le posizioni più avanzate e "progressive" si libereranno dei residui irrazionalistici e anacronistici (cioè proiettati all'indietro, al vagheggiamento della società premoderna e preilluministica) per costituirsi in gruppo indipendente e ben individuabile, io non avrei alcun problema a collaborare e a stringere alleanze tattiche in vista dell'obiettivo supremo: la rivoluzione proletaria.
In verità, non credo che i tempi e le idee siano sufficientemente chiare e mature.
Saluti


Vedi il fatto e' che persino i centri sociali anarchici che contestano in modo talvolta violento e talvolta no la polizia o il Comune o il governo o una regione , beh persino questi centri sociali hanno comunque almeno uno o piu' parlamentari (dei verdi, di rifondazione o del dilibertiani) che li difende e con cui, sia pure saltuariamente, colloquiano e fanno compromessi e questo parlamentare finisce per essere , volenti o nolenti, il loro referente istituzionale.


Qua qualcuno mi sembra non abbia capito la questione, non si parla necessariamente di partiti, non ci si sta chiedendo se un partito dell'arco costituzionale possa essere contro il Sistema o meno. La questione è invece riferita ai principi per cui si combatte. La sinistra radicale se lotta contro il sistema lo fa solo in ambito economico, e anzi, a livello sociale punta all'accelerazione dei processi di disgregazione dei popoli, mondialismo etc.
A livello istituzionale a mio avviso le cose stanno così: politica economica tutto sommato sempre sulla linea del liberismo, anche se con certi conflitti interni che comunque non cambiano niente perché sono conflitti interni al Sistema, e politica sociale che tende sempre più verso sinistra, anche grazie al liberalismo. Quindi i partiti di sinistra, rendendosi conto che le cose a livello economico sarebbero molto difficili da cambiare, cercano di catalizzare l'attenzione dei loro elettori sulle cazzate che potrebbero riuscire ad attuare in campo di politica sociale, e puntualmente i loro elettori li seguono come dei babbei. Chiaramente questo non vale per tutti, ma la situazione generale è così.
Le due colonne portanti del Sistema sono liberismo da una parte, ed egualitarismo dall'altra: in pratica l'antitesi totale di quella che sarebbe la politica della DR, e per questo ritengo la DR, almeno come idee, l'ultimo baluardo contro il Sistema.


Inoltre il Sistema non coincide con lo stato italiano, la costituzione e balle simili. Al contrario lo stato italiano come tutti gli stati che fanno parte del mondo "occidentale" è parte integrante del Sistema, e se lo stato fosse davvero in grado di imporsi con la politica significherebbe qualcosa di positivo. Invece lo stato non si impone, ma si adegua.


Ultima cosa che dico
Non è vero che se il Sistema ti permette di combattere la tua battaglia fai a tua volte parte del Sistema. La repressione del Sistema non agisce come in un regime totalitario, agisce plasmando l'opinione pubblica. Quindi dice che i fascisti sono brutti e cattivi ma non può reprimere totalmente, e questa paradossalmente è proprio la forza del Sistema, perché mentre in uno stato comunista ci sarebbe probabilmente una rivolta al giorno qua anche noi abbiamo l'illusione di essere liberi. Per me è come il discorso che fa Jünger sulle elezioni truccate nel Trattato del Ribelle. Mettiamola così, esagerando proprio, forse con un eccesso di narcisismo, ma per far capire: i partiti da rifondazione comunista ad alleanza nazionale rappresentano quello che è il partito che sta per instaurare il totalitarismo con le elezioni truccate. L'area è il partito che prende il 2% (nella realtà meno). I modi che usano per convincere la gente a non votare l'area sono gli stessi: chi vota l'area è additato come un criminale, proprio come nel Trattato del Ribelle. La gente è preoccupata da questo 2% di popolazione con in testa idee strane, che potrebbe destabilizzare l'ordine costituito. E non è che io dica queste cose perché amo l'area così com'è, ma perché le idee che diffonde sono veramente pericolose per il Sistema.
Potrei aver scritto qualche cazzata, ho troppo sonno.![]()