
Originariamente Scritto da
Lev Davidovic
Il problema, caro compagno-camerata (tanto in inglese si dice comrade, no?), è uniti per fare che cosa? per quale modello produttivo, sociale e culturale? Io non metto tra le mie priorità l'aggressione al fascista di turno se non come reazione ad una precedente aggressione, e so bene qual è il nemico principale da comabttere: il padronato, la grande finanza e il grande capitale nazionale e internazionale. Ma per me abbattere il capitalismo ha un unico e solo obiettivo: la dittatura del proletariato (leggi classe lavoratrice), l'espropriazione della borghesia, la collettivizzazione dei mezzi di produzione, la pianificazione economica e la democrazia operaia, in sintesi la transizione dal capitalismo al socialismo (marxista). Credo nel partito-guida della classe lavoratrice, nel partito-moderno principe di gramsciana memoria, nell'élite rivoluzionaria, nei quadri militarmente organizzati, nella disciplina operaia.
Il sistema capitalistico va ABBATTUTO per essere sostituito con un sistema TOTALMENTE alternativo, che si poggi su basi materiali (e di conseguenza "spirituali") completamente nuove.
Ma la storia ci insegna che, appena i comunisti si sono avviati sulla strada da me delineata sferrando l'attaco decisivo al "cuore dello Stato (borghese)", hanno sempre trovato i fascisti a sbarrargli la via, a ergersi ad estremi difensori, non della sovversione, ma della conservazione dell'ordine esistente -con qualche ritocco folkloristico-, a paladini della "rivoluzione conservatrice", che è lo stesso. Se queste sono le premesse storiche, perchè mai dovrei fidarmi di un ripensamento complessivo e di una "bolscevizzazione" dei fascisti del XXI secolo?
A leggere l'acceso, spesso interessante, dibattito che si articola su questo forum, nell'Area esistono posizioni divergenti, a volte inconciliabili, su questioni fondamentali come la natura dello Stato, l'imperialismo, l'apparato produttivo, l'ideologia: bene, se le posizioni più avanzate e "progressive" si libereranno dei residui irrazionalistici e anacronistici (cioè proiettati all'indietro, al vagheggiamento della società premoderna e preilluministica) per costituirsi in gruppo indipendente e ben individuabile, io non avrei alcun problema a collaborare e a stringere alleanze tattiche in vista dell'obiettivo supremo: la rivoluzione proletaria.
In verità, non credo che i tempi e le idee siano sufficientemente chiare e mature.
Saluti