Da Affittopoli a Svendopoli. Dieci anni dopo. Dall'affitto all'acquisto.
Tutto legale, tutto però a prezzi più che convenienti.
Come i 200mila euro pagati per comprare un appartamento da otto vani nel quartiere Flaminio.
Oppure i 370mila euro per accaparrarsi 190 metri quadrati in zona Salario-Trieste.
A beneficiarne, oggi come allora, deputati, senatori, ministri, ex ministri, dirigenti statali e leader sindacali. Tutti uniti dal vantaggio di aver acquistato dagli enti pubblici stabili da favola a costi estremamente contenuti.
La denuncia, con tanto di annunciati strascichi legali da parte degli interessati, è del settimanale L'Espresso in edicola da oggi. Un viaggio, significativamente intitolato "Casa nostra", nel mercato immobiliare che conviene. Ai vip.
CONVENIENZE BIPARTISAN Ds e Udc. Udeur e Comunisti italiani. L'affare è trasversale ai due poli.
Ecco qualche esempio.
Walter Veltroni, sindaco di Roma, aspirante leader del Partito democratico, abita con la moglie Flavia Prisco e le due figlie in via Velletri, vicino piazza Fiume. L'appartamento, al primo piano, è stato acquistato dalla signora Flavia nel 2005 per 373mila euro. Estensione dell'immobile: otto vani e mezzo per complessivi 190 metri quadrati più box auto e cantina. Ente venditore: l'Inpdai, che aveva già affittato al padre di Veltroni, il giornalista della Rai Vittorio, un appartamento. Il sindaco di Roma - attraverso la moglie - ha usufruito del meccanismo degli sconti collettivi concesso dagli enti previdenziali ai vecchi affittuari. E dire che il valore dell'immobile, a prezzo di mercato, oscilla da un minimo di 931mila euro ad un massimo di 1,2 milioni di euro.
Come Veltroni ha fatto Francesco Forlenza, ex direttore generale delle Ferrovie, che nel 2005 ha versato 278mila euro per sette vani e mezzo, più magazzino di 70 metri quadrati e cantina, per una casa nella stessa via Velletri. Dalla Quercia alla Vela. O, se preferite, da piazza Fiume al quartiere Trieste.
A via Clitunno, per la precisione. Lì abitava, fino alla separazione dalla moglie, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. E lì vive, tuttora, la signora Roberta Lubich con le due figlie minorenni avute nel matrimonio con l'ex presidente della Camera. La famiglia, scrive L'Espresso, è diventata proprietaria di un palazzo che apparteneva al gruppo Ina-Assitalia e che in un secondo momento è passato dal gruppo Generali alla società immobiliare "Clitunno S.p.a." (privata) per un milione e 750mila euro.
Da qui, tra il novembre 2006 e l'aprile 2007, il blocco di appartamenti è finito alla famiglia Lubich-Casini in cambio di 1,8 milioni di euro.
ACQUISTI DI FAMIGLIA Ha avuto a che fare con una società privata anche Clemente Mastella, ministro della Giustizia. La sua famiglia ha comprato dall'immobiliare Initium (Pirelli e Generali) gli appartamenti su Lungotevere Flaminio dove vivono lui, la moglie Sandra e i figli Elio e Pellegrino. La signora Sandra ha acquistato quello per lei e il marito all'ottavo piano - per 500mila euro. I figli hanno fatto altrettanto con due appartamenti a testa: Pellegrino ha pagato 475mila euro per complessivi dieci vani e mezzo; Elio con 267.500 euro è diventato proprietario di cinque vani e mezzo e di un mini-appartamento.
Da Initium hanno comprato anche Mario Baccini e Francesco Cossiga.
L'ex ministro della Funzione pubblica ha pagato 15 vani, due terrazze e quattro bagni in via Filippo Nicolai (Balduina) 875mila euro. Il presidente emerito della Repubblica, invece, ha sborsato 710mila euro per il suo appartamento (più soffitta e magazzino) in via Ennio Quirino Visconti (Prati).
Il più delle volte chi ha centrato l'affare con l'acquisto ha già beneficiato di prezzi convenienti in regime di affitto. L'Espresso, a titolo di esempio, cita il caso di Lamberto Cardia, presidente della Consob, che pagava un milione e 100mila lire di affitto nel 1996 e che poi è diventato proprietario dell'appartamento di dieci vani e due posti auto per 328mila euro.
Lo stesso ha fatto Maura Cossutta, parlamentare del Pdci: da un canone di un milione e 50mila lire è passata a versare 165mila euro per l'acquisto dalla Scip (Società cartolarizzazioni immobili pubblici) del suo immobile da sei vani più cantina in zona San Pietro.
Dalla Scip ha comprato pure Franco Marini. Il presidente del Senato ed ex numero uno della Cisl, quando era in affitto, pagava un milione e 700mila lire per due piani a via Lima (quartiere Parioli) assegnati dall'Inpdai alla moglie. Il 23 aprile 2007, scrive L'Espresso, Marini si è aggiudicato gli appartamenti al piano terra e al primo piano (14 vani in totale, ma il presidente del Senato smentisce) in cambio di un milione di euro. Per restare nella famiglia sindacale, il suo attuale successore alla guida della Cisl, Raffaele Bonanni, ha acquistato dalla Scip l'appartamento dell'Inps al sesto piano in via del Perugino, nel quartiere Flaminio, per poco più di 200mila euro.
ATTICO E SUPERATTICO Ancora Scip, ancora ex case dell'Inpdai. Via Ambrogio Traversari, la parte del quartiere Monteverde che si affaccia su viale Trastevere. Lì abita Francesco Pionati, già voce politica del Tg1 e adesso portavoce dell'Udc. Per attico e superattico (dieci vani in totale), riferisce L'Espresso, Pionati ha sborsato 509 milioni di lire nel 2001. Leggermente peggio è andata a Salvatore Cardinale, ex ministro delle Comunicazioni nel primo e nel secondo governo guidato da Massimo D'Alema. Cardinale, oggi deputato e leader della Margherita siciliana, con 844mila euro è diventato proprietario di otto vani al terzo piano in via degli Avignonesi, tra via del Tritone e via della Quattro fontane. Un appartamento, denuncia il settimanale, che sul mercato vale in realtà due milioni di euro. Due deputati su fronti contrapposti, Luciano Violante (Ds) e Francesco Proietti (An), hanno in comune l'acquisto di case provenienti dal patrimonio immobiliare dell'Ina. L'ex presidente della Camera ha pagato 327mila euro nel 2003 per acquistare una settantina di metri quadrati in zona Fori Imperiali.
LE FIGLIE DEI POLITICI Il deputato di An, fedelissimo di Gianfranco Fini, ha visto la figlia Francesca comprare nel 2004 per 267mila euro un appartamento al secondo piano in via del Serafico (zona Eur): terrazzo su tre lati, salone, due camere, posto auto coperto e cantina. Da una figlia all'altra. Nicola Mancino, ex ministro dell'Interno e attuale vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, nel 2001 ha acquistato insieme alla figlia Chiara dieci vani più soffitta in corso Rinascimento (a due passi da piazza Navona) per poco più di un miliardo e mezzo di lire. Di più ha pagato Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, per rilevare nel 2003 dal gruppo Pirelli sei vani a Testaccio (più terrazzo e ripostiglio), provenienti dal patrimonio immobiliare dell'Ina: 899mila euro.
Tommaso Montesano
www.libero.it del 31 agosto 2007 pg 2/3
saluti