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Discussione: 8 Settembre 1943

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da picchio Visualizza Messaggio
    Entrare in guerra quando si pensa che si stia vincendo, per sedersi al tavolo dei vincitori è un classico della politica estera italica.
    Cominciò, con successo, Cavour nella guerra di Crimea; le ambivalenze proseguirono nella prima guerra mondiale col cambio delle alleanze. Continuò Benito con gli esiti nefasti che sappiamo, trovando recentemente un altro emulo, più piccolo ed ancor più farsesco, che ci trascinò giulivo nella sporca guerra irachena (ricordate quando per lui a Bagdad andava tutto bene, a parte i semafori che ancora non funzionavano bene?).
    L'8 settembre fu la fine di una farsa trasformata in tragedia, dalla quale però nacque il benessere che viviamo almeno da 40 anni.
    Chi ricorda con nostalgia il tempo antico (che non ha vissuto) dovrebbe riflettere sui guai che può combinare "un uomo solo al comando".
    Gli "uomini soli al comando" hanno creato solo tragedie all'umanità. La democrazia partecipata e diffusa comporta tanti problemi e tante disfunzioni; il sistema democratico è lungi dall'essere perfetto, però ancora non è stato inventato un sistema migliore.
    Discutiamo ed accapigliamoci pure sulle mezze pugnette che hanno guidato e che guidano il nostro paese, ma per piacere niente rimpianti per quello sciagurato ventennio
    Concordo al 100%.....

  2. #22
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    una sola guerra giusta fu fatta dal fascismo, la guerra di Spagna. Dopo solo distruzione e morte per la Patria. Non c'è nulla da festeggiare nè l'8 settembre (a aprte la Madonna delle Grazie) nè la data che ne fu la logica conseguenza, il 25 aprile.
    Non si festeggia, ma si commemorano i morti caduti per una guerra folle prima e per la rivoluzione partigiana comunista altrettanto folle poi.

  3. #23
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    Predefinito Sono passati più di 50 anni

    Al che se ne dica ci sono stati eroi da ambedue le parti, chi sono stati opportunisti, delinquenti (badoglio è il primo, ha mantenuto tutte le pensioni per ogni carica del prima e del dopo). Ora tutti questi lutti ci devono far pensare, sofferenze che non devono alimentare altre sofferenze.
    La politica del dopoguerra e fino ai giorni nostri si è alimentata di parole come antifascismo, democrazia ecc.parole solo parole filie delle demagogia. Dobbiamo far tesoro delle miserie che ha sofferto la popolazione di questo martoriato paese, il giovane di ventanni che aderiva alla R.S.I. era spinto da ideali e non dal becero opportunismo. Dobbiamo aver rispetto per la morte. Come dice Toto la morte è una livella, è i morti sono norti fuori ormai da queste beghe che non arrivano a soluzione.

  4. #24
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    Sabato, 6 Ottobre 2007, ore 17,30
    Cisterna di Latina, viale Giovane Europa 18
    (presso lo studio di Daniele Lembo)
    Incontro con lo scrittore e storico
    Massimo Filippini
    che relazionerà sul tema:
    8 SETTEMBRE 1943
    L’ECCIDIO DI CEFALONIA TRA LEGGENDA E REALTÀ STORICA
    L’8 settembre 1943 la Divisione Acqui, forte di 525 ufficiali e 11.500 soldati, agli ordini del generale Antonio Gandin, presidiava le isole ioniche di Cefalonia e Corfù. Alla notizia dell’Armistizio, la Divisione venne a trovarsi in una situazione di incertezza venendo posta dai tedeschi di fronte all’alternativa di arrendersi e cedere le armi oppure affrontare la resistenza armata. La Storiografia ufficiale narra che il Gen. Gandin, dopo aver consultato i suoi uomini attraverso un referendum decise di resistere, avendo i soldati risposto -all’unanimità- di non voler cedere le armi preferendo la morte piuttosto che subire l’onta del disarmo. Priva di aiuti dall’Italia la Acqui – dopo sette giorni i combattimenti - si dovette arrendere e la vendetta tedesca fu spietata. Alla fine furono massacrati 5.000 soldati e fucilati 446 ufficiali. I 3.000 superstiti, caricati su tre piroscafi con destinazione i lager tedeschi, scomparirono in mare affondati dalle mine. Complessivamente le perdite secondo la 'vulgata' ufficiale furono di 9.640 Caduti.
    Massimo Filippini, Orfano di un Ufficiale fucilato per rappresaglia dai tedeschi dopo la resa a Cefalonia del 22 settembre ha scritto tre libri sulla vicenda - fondati su una probante documentazione d’archivio - definendo quello di Cefalonia come un vero e proprio Mito, creato ed alimentato dai vertici del governo Badoglio, fuggito a Brindisi, che volevano ottenere benemerenze dagli Alleati per la partecipazione alla guerra contro i tedeschi. Guerra che, tra l’altro, dichiararono ‘solo’ il 13 ottobre ’43 con il risultato di far attribuire, in base alle Convenzioni Internazionali, ai nostri soldati che avessero resistito ai tedeschi prima di tale data – come avvenne a Cefalonia - la qualifica di ‘partigiani’ o ‘franchi tiratori’ e passibili di fucilazione come in effetti avvenne. La rappresaglia tedesca fu rivolta contro gli Ufficiali ritenuti responsabili della resistenza e non contro la truppa che, pertanto, non subì il massacro di quasi tutti gli effettivi come si continua ancora oggi a sostenere malgrado le prove contrarie addotte da Filippini nel suo ultimo libro “I CADUTI DI CEFALONIA: FINE DI UN MITO”. La verità raccontata e soprattutto documentata da Filippini, frutto di anni di studio, è completamente differente da quella ufficiale… vale la pena ascoltarlo.

    È particolarmente gradita la presenza della S.V.


    L’incontro è organizzato da Daniele Lembo
    con la collaborazione dell’Associazione Vela tricolore.
    http://velatricolore.spaces.live.com
    velatricolore@email.it

  5. #25
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    comunque io non conosco nessuno che festeggia l'8 settembre.
    è una data da ricordare perchè rappresenta un clamoroso voltafaccia, un vero e proprio tradimento (ovviamente i tedesci se lo aspettavano e avevano già proveduto a mandare più truppe possibile, quindi avevano poco da piangere e gridare al tradimento)

    questa data non ha nulla a che fare con la fine del fascismo, che è il 25 luglio (questa è la data, eventualmente da festeggiare, con il ritorno ad una - blandissima - democrazia sotto dittatura militare di quel miserabile approfittatore di Badoglio)
    su questo personaggio, osannato dal fascismo per la difficilissima ed eroica guerra di etiopia (500.000 soldati per conquistare 10.000.000 di indigeni), basta ricordare il capolavoro di caporetto di cui fu uno degli artefici e l'alta strategia di Vittorio Veneto (contro un esercito di morti di fame con la rivoluzione bolscevica alle spalle).

    a sentire i nostalgici del fascismo sembra che gli italiani anelassero la guerra e dopo l'8 settembre siano tutti corsi alle armi a riscattare la patria. 600.000? se ci sono stati, nessuno li ha visti!!!
    la RSI non riusciva nemeno a mantenere l'ordine interno, avendo bisogno di truppe tedesche. al fronte mandò pochissimi reparti (ovviamente eroici, secondo la retorica dei Nostri). le celebri 4 divisioni di coscritti, che erano OBBLIGATI a partire per la germania, pena la morte, si sciolsero come neve in pochi mesi di permanenza in italia.


    W l'ITALIA

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da massena Visualizza Messaggio
    600.000? se ci sono stati, nessuno li ha visti!!!
    la RSI non riusciva nemeno a mantenere l'ordine interno, avendo bisogno di truppe tedesche. al fronte mandò pochissimi reparti (ovviamente eroici, secondo la retorica dei Nostri). le celebri 4 divisioni di coscritti, che erano OBBLIGATI a partire per la germania, pena la morte, si sciolsero come neve in pochi mesi di permanenza in italia.


    W l'ITALIA
    Se ne sono accorti i soldati neozelandesi che si sono dovuti confrontate ad Anzio e Nettuno con le SS italiane e con la divisione Bersaglieri Mussolini.

    POVERA ITALIA

  7. #27
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    quante erano?
    (non è una domanda retorica, so veramente pochissimo di questi reparti)

    ovviamente confermo il POVERA ITALIA

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da massena Visualizza Messaggio
    quante erano?
    (non è una domanda retorica, so veramente pochissimo di questi reparti)

    ovviamente confermo il POVERA ITALIA
    Queste erano SOLO quelle dislocate all'estero.
    FRANCIA BASE ATLANTICA SMGG. "BETASOM’’ di Bordeaux Con il personale italiano vennero costituiti: 1ª Divisione Atlantica Fucilieri di Marina (di cui un Btg. a presidio della Base "Betasom’’ Costituzione di equipaggi misti italo-tedeschi per Unità navali di Scorta, Antisom e quattro Squadriglie Dragamine (al comando della Movm e CF 1ª cl. Cap. Vascello Enzo Grossi) n° 6 Batterie costiere (zona Gironda) altre Batterie costiere (zona di Tolone) Battaglioni Ausiliari Reparti Servizi e Costruttori In Francia operarono pure: Reparto Autonomo Volontari Milizia 1° Gruppo Artiglieria pesante 6° Gruppo Artiglieria pesante 1114° Gr. Artiglieria a.a. (poi scisso in due tronconi con destinazione in Provenza e in Germania) Gruppo Spec. CC.NN. da sbarco (a Tolone) 18ª Cp. Sussistenza (a Nizza) Vari Btgg. di costruttori e Servizi Reparti della MGR ANR (a Istres: trampolino per Gr. Aerosiluranti circa l’attacco a Gibilterra). (I Reparti restarono in armi sino ai primi di maggio ’45 mentre la Sezione di Artiglieria Marina a Saint Nazaire - Base navale tedesca sull’estuario della Loira - cessò le ostilità il 17 maggio 1945). GERMANIA DANZICA Il personale della Base Sommergibili di Dan-zica - agli ordini della Movm Comandante Mario Arillo - che aveva aderito alla RSI, in parte fu trasferito a "Betasom’’ di Bordeaux, altri scelsero la Xª Flottiglia MAS. MARE DEL NORD e MAR BALTICO I due Battaglioni di Nebbiogeni, presenti in varie zone del nord tedesco, aderirono immediatamente alla RSI, proseguirono il loro servizio sempre apprezzato dai Germanici. "La 39ª Cp. Nebbiogeni impiegata nella località di Wilhelmshafen fu la prima Unità - nel settembre ’43 - a innalzare la Bandiera repubblicana in Germania’’. Subito dopo, venne richiesta dai Comandi tedeschi la costituzione di un Centro Addestramento e di nuovi Battaglioni che assunsero il numero di 1°, 4° e 5°. Questo l’organigramma dell’Unità: Comando Truppe Nebbiogene (a Stettino) Centro di Addestramento 1° Battaglione - Dislocazione: Schwinemunde-Wilhelmshafen II° Battaglione - Dislocazione: Gotenhafen III° Battaglione - Dislocazione: Oderthal-Pillau IV° Battaglione - Stettino-Noos Jerbau V° Battaglione - Grossborn-Zeit Un nucleo di Ausiliarie del SAF Altre Truppe repubblicane presenti in Germania: 1° Reggimento Artiglieria costiera 2° Reggimento Artiglieria costiera 3° Reggimento Artiglieria costiera 6° Reggimento Artiglieria costiera 8° Reggimento Artiglieria costiera 9° Reggimento Artiglieria costiera 10° Reggimento Artiglieria costiera 14° Reggimento Artiglieria costiera zone del Mar Baltico III° Battaglione corazzato (a Munzingen) Quattro Battaglioni da fortezza Un Distaccamento del CXLI° Btg. "M’’ d’Assalto (proveniente da Creta) Plotone Carri "L’’ (a Bergen) proveniente dall’Egeo Battaglioni e Servizi Navali Ausiliarie del SAF Per l’addestramento: 1ª Divisione Bersaglieri "Italia’’ 2ª Divisione Granatieri "Littorio’’ 3ª Divisione Fanteria di Marina "S. Marco’’ 4ª Divisione Alpina "Monterosa’’ Molte migliaia di Volontari Italiani che avevano chiesto - ed erano in addestramento - di essere arruolati nelle Waffen SS. In seguito verrà costituita la 29ª Divisione SS Italiane. L’ANR fu presente con il 114° Gruppo di sorveglianza dei litorali di Finlandia, Lettonia, Estonia, Carelia, Cecoslovacchia con il Gruppo Aerotrasporti "Terracciano’’ e con il Gruppo Aerotrasporti "Trabucchi’’. Modesti contingenti di truppe della RSI furono presenti in: UNGHERIA: Gruppi di Artiglieria e qualche centinaio di Soldati POLONIA: 63ª Cp; presidiaria, Comandi, Uffici, Ospedale e Servizi ROMANIA: Marinai e Autieri della Base navale di Costanza BULGARIA: Cp. di Granatieri FRONTE DELL’EGEO DODECANESO All’indomani del turpe voltafaccia badogliano, gli italiani che non avevano accettato la resa incondizionata si apprestarono a continuare le ostilità a fianco dell’Alleato e contro i vecchi nemici. A Rodi si formò un Comando Reparti Italiani dell’Egeo che ebbe giurisdizione sulle Formazioni rimaste in armi o sorte volontariamente. Reggimento Volontari "Rodi’’ 201ª Legione CC.NN. - GNR Egea "Conte Verde’’ Cp. mitraglieri Cp. fucilieri (a Syra) Cp. GNR Cp. Volontari fascisti Cp. telecomunicazioni Batterie di Artiglieria (a Zante e Nauplis) e Lero Servizi vari due Battaglioni di costruttori ISOLE CICLADI 24ª Legione GNR "Carroccio’’ (isola di Samos) (composta dal 24° Btg., 25° Btg., 24ª Cp. mitraglieri, un Gruppo Artiglieria) Volontari Esercito aderenti alla RSI ANR: Reparto aereo dell’Egeo (in armi sino all’8 maggio ’45) ISOLA DI CRETA Legione Volontari Italiani "Creta’’ Gruppo Artiglieria 141° Btg. "M’’ d’Assalto (dislocato a Retymno) Reparti Genieri, Semaforisti e Servizi due Battaglioni costruttori MGR - quattro batterie costiere e armamento antiaereo ANR - saltuaria presenza Gruppo Aerosiluranti "Faggioni’’ presente la Ricognizione marittima lontana (in armi sino al 6 maggio ’45) GRECIA L’aeroporto di Atene fu base-trampolino del Gr. Aerosiluranti per azioni nel Mediterraneo centro-orientale. LXVII° Btg. CC.NN. (a Salonicco) FRONTE RUSSO BASE SOMMERGIBILI "CB’’ DEL MAR NERO Il personale della Squadriglia "CB’’ di stanza nel Mar Nero e operante nelle acque della Crimea, aderì alla RSI. Già il 17 settembre 1943, il "CB 1’’ in azione di guerra affondava una Unità sovietica. Rimasto in armi sino all’agosto 1944, il personale della Squadriglia rientrò in Italia. UCRAINA A fronte della difficile situazione verificatasi in Russia, nell’estate del ’43, venne inviata in quello scacchiere anche la 2ª Divisione Fallschirmjäger che era dislocata in Italia. A questa Unità si aggregarono una cinquantina di Paracadutisti italiani già del X° Arditi, che vennero inseriti nel Gruppo Esplorante divisionale. Dal novembre 1943 all’ottobre ’44, questi repubblicani - noti come Reparto Camionettisti - combatterono in terra di Russia, distinguendosi per valore, aggressività e la costante presenza nei punti più caldi degli scontri. I pochissimi superstiti continuarono la lotta in Belgio e Olanda, dove la 2ª Divisione Fallschirmjäger venne successivamente impiegata. Da "Parà’’ di Nino Arena: (...) Assolto il suo compito nel settore di Zitomir, la 2ª Divisione Fallschirmjäger venne spostata nei pressi di Kirovgrad, in vista di un’operazione di lancio alle spalle dello schieramento russo. L’attacco dal cielo avvenne la vigilia di Natale e, nonostante la strenua resistenza opposta dai russi, nettamente superiori di numero, si concluse con un completo successo. Con i Fallschirmjäger si batterono con grande valore anche un gruppo di paracadutisti italiani che lasciarono sul luogo dello scontro 26 tra morti e feriti, cioè la quasi totalità degli uomini partecipanti all’azione. Il 27 dicembre 1943 i superstiti paracadutisti italiani, 24 in tutto, vennero impiegati in una rischiosa missione. Al comando del capitano Paris (il Comandante del Gruppo - Ndr) ebbero l’incarico di raggiungere un gruppo di tre semoventi rimasti bloccati dinanzi alle linee russe e provvedere al recupero dei mezzi e degli equipaggi. In caso contrario, avrebbero dovuto distruggere le macchine mediante cariche esplosive. Al segnale stabilito, i 24 paracadutisti scattarono all’attacco, raggiunsero i carri e si spostarono in avanti per garantire maggiore libertà di movimento agli addetti al recupero. L’artiglieria russa, messa in allarme, cominciò a martellare con un fuoco infernale le posizioni occupate dagli italiani, ma senza riuscire a fiaccarne lo spirito combattivo. Solo l’esaurirsi delle munizioni fece desistere gli uomini del capitano Paris dalla loro audace determinazione. Rientrati nelle proprie linee, i paracadutisti italiani si rifornirono di munizioni e di esplosivi e scattarono nuovamente all’attacco, scontrandosi con le pattuglie sovietiche inviate sul posto per catturare i mezzi blindati. Lo scontro si svolse all’arma bianca e si concluse con la sconfitta del nemico, che lasciò sul terreno diversi morti e feriti. Anche le perdite dei paracadutisti italiani furono elevate. Alla fine degli scontri, dei 24 uomini che avevano preso parte all’operazione "recupero carri’’, solo quattro risultarono incolumi. Tutti gli altri o erano caduti o erano rimasti feriti nel corso dei combattimenti. Tra i caduti vi fu lo stesso capitano Paris, che venne proposto dal ministro della Difesa della RSI, Maresciallo Graziani, per la massima decorazione al valor militare (°). Il reparto è ridotto ad una esigua rappresentanza di valorosi soldati italiani. Prende il comando il tenente Domenico Fania. Alcuni giorni più tardi, saputo che si preparava un’azione di pattuglia, egli si presenta al suo diretto superiore per offrirsi, unitamente ai suoi uomini. La risposta dura ma significativa fu: ‘No! Ho già versato troppe lacrime per la perdita di tanti camerati Italiani, non voglio correre il rischio di versarne ancora’ (°°°)’’. ESTREMO ORIENTE Dei Reparti e delle Navi dislocati in Estremo Oriente, aderirono alla RSI il 90% degli Italiani ossia la quasi totalità degli Italiani presenti: Marò del "S. Marco’’, Marinai e Marittimi costituirono un Reparto Marina su tre Battaglioni di fucilieri e una Batteria da sbarco. Adesioni si ebbero tra i nostri connazionali a Shanghai (S. Marco), a Singapore, in Malesia e Giappone. JUGOSLAVIA - ALBANIA 491 Legione GNR "Marche" (49' Big., 50' Big., 49' Cp. mitraglieri) dislocazione: Sebenico (Croazia), in armi sino al maggio '45 in Austria 72a Legione GNR "Farini" (72' Btg., 33' Btg., 72' Cp. mitraglieri) dislocazione: Scutari (Albania), Podgorica e Danilovgrad (Croazia) 86a Legione GNR "Indomita" (86' Btg., 94' Btg., 86' Cp. mitraglieri) dislocazione: Scutari Albania), Bosnia e Croazia. In armi sino al maggio '45. CX LIV' Battaglione Autonomo GNR "Irpino". Dislocazioni: Montenegro, Albania, Bosnia, Croazia. In armi sino al maggio '45. XXXIII'Btg. autonomo GNR. Dislocazione in Serbia. In armi sino al maggio '45 (Austria). XL' Btg. GNR "Scaligero". Dislocazione in Croazia e Slovenia. In armi sino al maggio '45. LIII'Btg. aut. GNR. Dislocazioni in Serbia e Croazia. In armi sino al maggio '45. LXXXI' Btg. aut. GNR. Dislocazioni in Montenegro e Croazia. In armi sino al maggio '45 (Zagabria). LXXXII' Btg. aut. GNR. Dislocazioni in Serbia Montenegro e Austria. In armi sino al maggio '45. XCII' Btg. aut. GNR. In Albania sino al marzo '44, indi in Croazia, poi rientrato in Italia. CXI' Btg. d'Assalto GNR. Dislocazioni: Montenegro, Serbia, Croazia. In armi sino al maggio'45 (Zagabria). XCIV' Btg. GNR (Montenegro)

  9. #29
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    E questi sul fronte di Nettuno:
    Reggimento Volontari Paracadutisti Italiani (I Btg. “Folgore”, II Btg. “Nembo”, III Btg. “Azzurro”)
    - Divisione “Decima” (Btg. fanti di marina “Barbarigo”, I Gruppo di artiglieria da campagna “San Giorgio”)
    - 1° Battaglione M "IX settembre"
    - Legione d’Assalto SS Italiane (II Btg. “Degli Oddi”)
    - Servizio Ausiliario Femminile
    - X^ Flottiglia MAS (“Base Operativa Sud”, Squadriglia Mezzi d’Assalto di Superficie “Comandante Castagnacci”)
    - Gruppo Aereosiluranti (“Capitano Faggioni”)
    - 52° Battaglione Ispettorato Militare del Lavoro

  10. #30
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    i bersaglieri della Mussolini vennero impiegati sul fronte Dalmata già il 10 settembre, e non, come ho precedentemente detto, sul fronte di Anzio e Nettuno

 

 
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