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  1. #11
    Gaeta resiste ancora!
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    Citazione Originariamente Scritto da Alvise Visualizza Messaggio
    La storia borbonica in Abruzzo non è mai stata studiata, perchè c'è poco da studiare. Duchi e nobili con i loro privilegi e niente per gli abruzzesi.
    Quindi abbiamo poco da essere nostalgici per questo periodo.
    Per quanto riguarda i caduti in guerra, ha perso 2 bisnonni per la prima guerra mondiale e bisogna andarne fieri.
    Del resto credo che l'Abruzzo (oggi se dite Abruzzi, la gente si mette a ridere) abbia guadagnato di molto nel passaggio al regno d'Italia. Questo è inconfutabile.
    Saluti.
    1) I signorotti liberali, in tutta Italia, con l'arrivo delle camice zozze, rinforzarono il loro potere. Al punto che la grande emigrazione avviene dopo e non prima la "liberazione".
    2) Non conosco la storia abruzzese che va dal 1734-1861, nè quella deli 2 secoli precedenti, vicereame spagnolo, ma non la conosci nemmeno tu. Dobbiamo avere per questo l'onesta intelletuale di non giudicare ciò che non conosciamo.
    3) Senza l'unificazione, i tuoi bisnonni non sarebbero stati amndati al macello in una guerra senza senso, definita da Benedetto XY, un inutile massacro. E la tua famiglia ne avrebbe giocato, il che è pacifico.
    4) L'Abruzzo ci ha guadagnato?
    Boh, di sicuro prima del 1860 nemmeno da voi si emigrava, nei decenni successivi avete partecipato al grande esodo. Poi, le cose sono migliorate, probabilmente, ma siete una piccola regione, facilmente amministrabile.

    ps
    Associare il brigantaggio alle mafie, coem hai fatto tu in altro msg, è un grande errore. Il brigantaggio fu un movimento politico di stanpo "reazionario", cattolico e borbonico. Le mafie sono delle associzioni criminali, senza alcun ideale, di cui si servirono garibalti e i saboia per conquistare il Regno delle Due Sicilie.

  2. #12
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    Sappiamo benissimo che quello di Alvise è anche il pensiero di tanta gente che si trova molto più al sud.
    Ma il nostro obiettivo è quello di convincere gli altri in maniera costruttiva, senza dimenticare tutti gli abruzzesi che militano nel movimento neoborbonico.

    Per rafforzare le nostre tesi invito Alvise a vedersi questi link:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_dei_briganti
    http://www.giemmeroma.org/StorieGM/R...brig02_med.jpg

    In ogni caso posso garantire che in proporzione, gli Abruzzi di oggi sono più poveri del tempo delle Due Sicilie.

    saluti
    Gonzalo




    Citazione Originariamente Scritto da Alvise Visualizza Messaggio
    La storia borbonica in Abruzzo non è mai stata studiata, perchè c'è poco da studiare. Duchi e nobili con i loro privilegi e niente per gli abruzzesi.
    Quindi abbiamo poco da essere nostalgici per questo periodo.
    Per quanto riguarda i caduti in guerra, ha perso 2 bisnonni per la prima guerra mondiale e bisogna andarne fieri.
    Del resto credo che l'Abruzzo (oggi se dite Abruzzi, la gente si mette a ridere) abbia guadagnato di molto nel passaggio al regno d'Italia. Questo è inconfutabile.
    Saluti.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Alvise Visualizza Messaggio
    Sono entrato per caso in questo forum e ho letto alcuni post. Sono abruzzese e ho letto che includete giustamente l'Abruzzo per ragioni storiche nel regno delle2sicilie. Tuttavia in 150 anni di storia le cose sono cambiate un bel pò per noi, fortunatamente. Possiamo dire che forse di meridionale c'è rimasto solo il dialetto in alcune zone. All'unità d'Italia noi ci siamo ritrovati letteralmente con le pezze al c...o dopo i 4/5 secoli più bui della nostra storia regionale. Eravamo la regione più povera d'Italia!! Poi le strade tra Abruzzo e sud italia si sono sempre più allontanate: il brigantaggio non si è trasformato in nessuna associazione a delinquere tipica delle regioni del meridione; i legami con Napoli sono spariti a favore di Roma che è diventata la nostra area di attrazione principale; la condizione socio-ecomonica è diventata quella di una regione dell'Italia centrale. La posizione geografica è chiaramente centrale, poi.
    Anche la gente per strada (almeno gli abruzzesi) non si sente meridionale, negli ultimi tempi sta nascendo un sentimento di avversione verso i meridionali immigrati (Campani e pugliesi) che si rendono molto spesso autori di crimini. Poi, naturalmente c'è anche tra di loro molta gente per bene, non ci piove. Non sono io che lo dico, ma la stessa polizia, carabinieri e GDF, che ci avvertono sempre del rischio di infiltrazioni malavitose dal sud che qui non attecchiranno mai e poi mai.
    Quindi vedo ancora che ci includete tra le regioni del regno, ma la realtà, qui per noi, è abbastanza differente.
    Saluti!
    l Messaggero
    "Il Messaggero" 12-1-1999
    L'ALLARME CRIMINALITA' SI E' TRASFORMATO IN UNA CERTEZZA
    È fondato il sospetto che, per la prima volta, in Abruzzo ci si trovi di fronte ad un fenomeno di tipo mafioso non importato dall'esterno, ma figlio di una certa cultura della nostra terra".


  4. #14
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    Va bene, ritengo la mia esperienza in questo forum costruttiva (ho scoperto di avere una mafia autoctona a casa ) A parte gli scherzi, io e la stramega maggioranza dei miei corregionali non abbiamo un senso di appartenenza meriodionale, mi dispiace per voi. Poi, ovvio, ci sono le eccezioni di chi si sente napoletano e chi si sente padano (lega al 1%), ma sono le solite posizioni stravaganti.
    Viva l'AbruzzO, regione d'Italia!! Fiero di essere Abruzzese!!

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Alvise Visualizza Messaggio
    Va bene, ritengo la mia esperienza in questo forum costruttiva (ho scoperto di avere una mafia autoctona a casa ) A parte gli scherzi, io e la stramega maggioranza dei miei corregionali non abbiamo un senso di appartenenza meriodionale, mi dispiace per voi. Poi, ovvio, ci sono le eccezioni di chi si sente napoletano e chi si sente padano (lega al 1%), ma sono le solite posizioni stravaganti.
    Viva l'AbruzzO, regione d'Italia!! Fiero di essere Abruzzese!!
    Va aspiegare le tue perplessità sulla mafia "vostrana" al giornalista de Il Messagero, abasciator non porta pena.


    Ricorda l'Abruzzo è una regione italiana da SEMPRE, e per circa otto secoli, ha fatto parte del Regno più antico d'Europa, il "Regno di Sicilia" fondato da Ruggiero il Normanno. Questo è quanto!

  6. #16
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    devi capire una cosa caro alvise , prima dell'unita' d'italia non c'era un'italia meridionale ,centrale , e settendrionale e se c'era serviva solo alla geografia , e non alle istituzioni ,alla cultura , alle tradizioni.prima dell'unita' d'italia c'erano stati che incorporavano un grosso territorio , e i territori di provincia erano influenzati dalla capitale , ora come tu stesso puoi notare la lingua alcune tradizioni , e modi di fare li trovi simili ad alcuni del resto del sud .E' palese questo perche' il tuo territorio ha fatto parte per 700 anni di un territorio identitario e unitario con capitale napoli . E' normale che ora tu non ti senta piu' meridionale perche' e' cambiata la geografia politica , pero' se scavi nele radici della tua terra trovi che appartengono al vecchio regno di napoli e delle due sicilie .
    Anno 1860 in poi CADE LA NAZIONE e napoli diventera ' un semplice capoluogo di provincia e regione e cosi' sara' per molte altre citta' del sud , c he inizierannoa ad odiare napoli perche' non offrira' piu' le garanzie di un tempo , ed anche per dei complessi di inferiorita' , ma molte citta' del sud non sanno che sono state partorite ed allattate da noi .
    Ora con una citta' abbandonata e denutrita che dire fate bene ad andarvi a cercare altre capitali.
    Che altro dirti l'importante e' come sentirsi , ma altrettanto importante e' capire da dove si proviene

  7. #17
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    ti faccio un'altro esempio , mettiamo caso che nel 1860 si fosse crata un'italia federale cche avesse mantenuto i vecchi stai pre unitari . Tu oggi non saresti un cittadino italiano centro meridionale , ma un cittadino italiano duo siciliano , i termini come vedi cambiano di parecchio il modo di vedere le cose . Ora tu avresti come capitale Napoli , e se vorresti andare a studia re a roma dovresti tra virgolette emigrare e non lo faresti preferiresti andartene a napoli , perche' li puoi avere molte agevolazioni ,in termini di trasporti , etc etc etc .
    Ora puoi perfettamente dire che schifo avere come capitale napoli , meglio roma poi. E sbagli a pensare cosi' perche' devi metterti nell'ottica di veder napoli come si sarebbe sviluppata a partire da un progetto di italia federale , visto che nel 1860 era vamo la citta' piu' bella e ricca di italia. Nessuno emigrava e tanta gente veniva a cercare fortuna da noi.T PUO' ESSERE CHE OGGI NON DIRESTI"non mi sento meridionale , ma piuttosto sono orgoglioso di essere duo siciliano"purtroppo il progetto massonico espansionistico piemontese ci ha distrutto , perche nelle loggie massoniche che occuparono il vecchio reame c'era la volanta' di distruggere un vecchio stao e di costruirne uno nuovo . Hanno distrutto bene , hanno seminato male . ed ora si raccglie il frutto di quell'esperienza brutale.Che ne sai poi l'abruzzo come si sarebbe sviluppato ,

  8. #18
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    Prima del 1860, eravamo o Napolitani oppure Siciliani...i "confini" in Meridionali e Settentrionali (i Centrali come "questione" neppure esistono nella "bagarre"...eppure l'Abruzzo ne ha fatto lo stesso parte, per via dell'immigrazione subito dopo il "misfatto"...), sono arrivati con i Savoia e con (Nigra) Lombroso...

    P.S.: Cmq, sempre di "cultura italiana", se non propriamente italiani (anche se di stati con confini ben più piccoli dell'Italia "paventata" dai Romani), ma questo di più all'estero che non nell'Italia "geografica" di allora!
    E, strana cosa, si era più quotati ai "tempi" come italiani (eppure l'Italia esisteva solo come "espressione geografica" datagli da Cesare Ottaviano Augusto, e che "gli altri popoli" hanno sempre considerata tale), che non dopo la schifosa e ingannevole unità anche politica...dove, appunto, divenimmo i "terroni, i polentoni, gli spaghetti & western moderni..."....ecc. ecc...

  9. #19
    Gaeta resiste ancora!
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    Citazione Originariamente Scritto da mosongo Visualizza Messaggio
    Prima del 1860, eravamo o Napolitani oppure Siciliani...i "confini" in Meridionali e Settentrionali (i Centrali come "questione" neppure esistono nella "bagarre"...eppure l'Abruzzo ne ha fatto lo stesso parte, per via dell'immigrazione subito dopo il "misfatto"...), sono arrivati con i Savoia e con (Nigra) Lombroso...

    P.S.: Cmq, sempre di "cultura italiana", se non propriamente italiani (anche se di stati con confini ben più piccoli dell'Italia "paventata" dai Romani), ma questo di più all'estero che non nell'Italia "geografica" di allora!
    E, strana cosa, si era più quotati ai "tempi" come italiani (eppure l'Italia esisteva solo come "espressione geografica" datagli da Cesare Ottaviano Augusto, e che "gli altri popoli" hanno sempre considerata tale), che non dopo la schifosa e ingannevole unità anche politica...dove, appunto, divenimmo i "terroni, i polentoni, gli spaghetti & western moderni..."....ecc. ecc...
    Già, ma qualcuno il grande "bluff" chiamato "risorgimento" lo aveva capito fin da subito, pur vivendo nella lontana Russia!

    'dor Michajlovic Dostoevskij (1821-1881) così scrive nel suo diario per il periodo maggio - giugno 1877: "... per duemila anni l'Italia ha portato in sé un'idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un'idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l'idea dell'unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale. I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un 'idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e lo presentivano. La scienza, l'arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale. Ammettiamo pure che questa idea mondiale, alla fine, si era logorata, stremata ed esaurita (ma è stato proprio così?) ma che cosa è venuto al suo posto, per che cosa possiamo congratularci con l'Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del conte di Cavour? E' sorto un piccolo regno dì second'ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, ... un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un'unità meccanica e non spirituale (cioè non l'unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second'ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!"

  10. #20
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    Salve,
    leggo da diverso tempo POL, ma è la prima volta che scrivo (non me ne vogliate se non mi presento, magari rimedierò più avanti a questa mia mancanza).

    Devo premettere che sono d'accordo con il mio corregionario Alvise.
    Mi spiego meglio: io, abruzzese (anche se da tempo trasferito a Roma) non sento nessun legame affettivo col regno borbonico e così per la stragrande maggioranza degli abruzzesi.
    Sull'evidenza dello sviluppo del Reame delle due Sicilie ci sarebbe molto da dire (a meno che non siate ancora fermi al giocattolino della Napoli-Portici).
    Forse se si vedessero anche altri dati le cose apparirebbero sotto una luce diversa: ad esempio nel meridione avevamo un analfabetismo (dati del 1861) dell'85% contro il 42% dell'Italia nord-occidentale. Vorrei poi vedere i dati relativi alla mortalità infantile, al tasso di libertà di stampa o di associazione (vabbè che siete catto-reazionari), alle infrastutture pubbliche, all'ammodernamento delle tecniche agricole (nel meridione si usava ancora l'aratro di legno quando al Nord erano decenni che si usava quello d'acciaio), o di quelle industriali (notorio che l'industria meridionale era assistita dallo Stato mediante balzelli all'import e poco reattiva ad un mercato di libera concorrenza).

    Al di là del discorso economico, vi è la realtà della gente che in Abruzzo, sicuramente, non si sente "borbonica" perchè ha fatto parte del glorioso Regno di Napoli, così come a Roma non ci si sente "papalini". Provate ad andare a Testaccio a raccontare le meraviglie dello Stato Pontificio (il più arretrato d'Europa) a qualche popolano e vediamo come vi risponde .

    La Tradizione, l'identità, le radici non sono una prigione immutabile, ma un continuo divenire, un comune sentire (condiviso dal popolo e come tale accettato); altrimenti dovremmo sentirci tutti etiopi perchè la specie umana ha avuto origine nel corno d'Africa!
    Penso quindi, che dalle vostre cartine, si dovrebbe espungere quantomeno l'Abruzzo e la Sicilia (che si ribellava una volta l'anno al governo campano-centrico borbonico, e nella quale il trono dei gigli non è certo amato), per rappresentare meglio la vostra realtà e le vostre rivendicazioni.

    Mi scuso se sono sembrato troppo polemico su alcuni punti, ma tanto avevo da dire.

    saluti a tutti

 

 
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