Qui trovate un pò di notizie ed un pò di Fatti...
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Peggio dei terroristi sono i loro fan occidentali
Roma, 11 set (Velino)
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=409541#409541
Nel sesto anniversario dell’11 settembre non sarà inopportuno ricordare che quella mattina di notizie disastrose non ce ne fu solo una. Ce ne furono almeno due. E forse la seconda era peggiore della prima. Giacché se la prima diceva che i nemici esterni della nostra civiltà la odiano di un odio inestinguibile e assoluto, l’altra aggiungeva che l’odio dei suoi nemici interni è ancora più micidiale. E questo fu evidente fin dai primi, primissimi istanti di quell’evento epocale.
Il silenzioso fragore del crollo delle Twin Towers fu infatti raggiunto subito da uno squillo di gioia che fu solo il primo annuncio di una musichetta che presto sarebbe stata ripresa su tutta la scena culturale dell’Occidente. Mi riferisco allo scoppio di estatica esultanza con cui quel giorno Karlheinz Stockhausen, l’ormai attempato enfant prodige dell’avanguardia musicale tedesca, quando le torri erano appena crollate, volle salutare l’evento dichiarando inebriato che i terroristi di Allah avevano realizzato “la più grande opera d’arte di tutti i tempi”. E mai forse nella storia della vanagloria intellettuale furono dette parole più stupide e oscene. Mai la segreta essenza criminale e nichilista dell’estetismo europeo si rivelò con un gesto più turpemente frivolo. Mai la vocazione teppistica delle moderne avanguardie artistiche poté esprimersi con un atto così diabolicamente cretino.
A quella prima esplosione di demenziale tripudio seguirono poi molto presto, non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti, le incessanti esibizioni di passione antiamericana con cui la crème della cultura, tutta l’industria dello spettacolo, nonché un bel pezzo dell’arte, del giornalismo e del mondo universitario, incominciarono, e continuano tuttora, a rivelarsi delle agguerritissime scuole di masochismo anti-occidentale snocciolando senza posa inviti a “comprendere” le ragioni del risveglio musulmano, attacchi all’essenza criminale dell’Impero americano e affettuosissimi elogi per quel mondo islamico in cui quasi tutti questi colti odiatori dell’Occidente, rischiando, per via dei loro costumi, di esservi considerati, se maschi, dei pervertiti, e se femmine delle sgualdrine, finirebbero gli uni sgozzati e le altre lapidate…
Ma nessuno di essi è finora riuscito a superare il fulmineo show di Stockhausen.
Non ci riuscì nemmeno una narcisa del rango di Susan Sontag, che vide subito, in quella tragedia, il pretesto per tornare a confermare il suo rango di pitonessa morale della Grande Mela decretando, sul baratro ancora fumante di Ground Zero, che non bisognava accusare di viltà gli attentatori dell’11 settembre, giacché “i vigliacchi in realtà siamo noi”. Non ci riuscì nemmeno un sofista della stazza di Jean Baudrillard, che sentenziò che l’attacco dell’11 settembre l’avevamo voluto ed evocato noi con la nostra immaginazione, mentre loro, i terroristi islamici che l’avevano materialmente eseguito, erano soltanto, poverini, i fantasmi scaturiti dalla saturazione della potenza occidentale, i burattini in cui aveva preso finalmente forma un’apocalisse generata dalla nostra volontà di potenza, che infatti può soltanto “esacerbare la volontà di distruggerla”, ragion per cui è lei stessa “complice della propria distruzione”. E non ci sono riusciti nemmeno quegli sciami di pretenziosi imbecilli che riprendendo una tesi cara ai più furiosi profeti del fondamentalismo maomettano, vanno ripetendo da anni che i veri colpevoli dell’11 settembre sono gli Stati Uniti e “l’entità sionista”.
Secondo questi dotti cervelloni il terrorismo islamico non sarebbe infatti altro che un’emanazione dei servizi segreti americani e israeliani. Sembra loro infatti assurdo immaginare che un’impresa così complessa possa essere stata concepita, organizzata e attuata da un movimento privo, come al Qaeda, sia di strutture centrali che di veri leader. A loro avviso è invece del tutto evidente che l’impero americano, per la gloria che ne avrebbe tratto, nonché per l’incentivo che vi avrebbero trovato le sue profonde pulsioni guerrafondaie, era sommamente interessato ad autoinfliggersi il colpo di Ground Zero. Questo il succo di una tesi che fra l’altro, proprio alla vigilia di questo anniversario, è stata rilanciata da quell’agguerrita pattuglia di intellettuali italiani (fra i quali spiccano i nomi di Giulietto Chiesa, Franco Cardini e Gianni Vattimo) che ha appena scodellato, sul nostro mercatino editoriale, quell’abbagliante prodotto della più ardente passione antiamericana e antiebraica che è il libro intitolato Zero. Perché la versione ufficiale sull’11 settembre è un falso (Piemme, pp. 412, euro 17,50).
La causa di questa passione (che non eccita soltanto piccoli gruppi di intellettuali rossi e neri, ma vastissime aree della sinistra e della destra mondiali) sembra a molti inesplicabile. Ma l’enigma si chiarisce (almeno in parte se non del tutto) se ci si ricorda che per quella gentile famiglia umana che aveva riposto tutte le sue speranze nel successo della rivoluzione comunista, quel felice evento epocale che fu il crollo dell’Urss resta un'insopportabile ferita inferta al suo orgoglio dalla storia, una beffarda smentita di tutte le sue più gagliarde illusioni, insomma un oltraggio di cui bisogna vendicarsi a ogni costo. Di qui il generoso progetto di far pagare il proprio gigantesco, disastroso abbaglio ideologico a quello stesso Occidente che si è finora permesso di rivelarne la natura appunto di chimera non lasciandosi accoppare dai suoi nemici.
Anche oggi, insomma, a muovere la sinistra, soprattutto quella culturale, è sempre il suo antico odio per il mondo così com'è. È infatti questo odio che – dopo averla indotta a lungo a sperare di veder crollare l'Occidente sotto i colpi del maglio comunista, e averla quindi costretta ad assistere al contrario sbigottita al crollo di quel sogno – oggi la porta a guardare all'Islam con la più o meno segreta speranza che sia la forza storica in grado, finalmente, di distruggere l'oggetto del proprio inestinguibile rancore.
(Ruggero Guarini)


Intervista a Paolo Attivissimo / Come combattere i “complottisti”
di Dimitri Buffa
http://www.opinione.it/pages.php?dir...t=5925&aa=2007
Capita sempre un idiota durante una pacifica serata tra amici che inizia a straparlare sull'11 settembre 2001 e a pontificare, alla Giulietto Chiesa, o alla Gore Vidal, che l'attentato gli americani se lo sono fatto da soli per poi giustificare la guerra in Afghanistan e poi in Iraq. Come si difende il comune mortale che non abbia letto tutte le inchieste e le contro inchieste sul caso? Lo abbiamo chiesto a un addetto ai lavori esperto nello smascherare queste bufale, Paolo Attivissimo, uno dei coautori, sicuramente il più documentato e il più importante, del libro "La cospirazione impossibile" edito in questi giorni dalla cerchiobottista casa editrice Piemme che pubblica in contemporanea anche "Zero". Cioè la "bibbia" dell'altra parrochia, leggi i complottisti di cui sopra, sotto forma di antologia con "saggi" (chiamiamoli così) di Gore Vidal e Giulietto Chiesa, ma anche del francese Thierry Meyssan, il primo a fare soldi sparando cazzate sull'11 settembre.
Come si può difendere un comune mortale che incappasse in una di quelle grottesche discussioni sull'11 settembre quando uno o più interlocutori cominciassero a dire che l'America l'attentato se l'è fatta da sola?
La replica è semplice, basta dire: allora si dia una versione coerente della tesi complottista. Ad esempio, quello che ha detto che le due Torri erano state minate con l'esplosivo e fatte saltare in aria così, deve prima dimostrare come sia possibile minare piano per piano due grattacieli da 400 metri l'uno con le persone dentro. Come si fa a portare dentro l'esplosivo, come si fa a farlo saltare in aria dopo l'impatto con l'aereo. Il complottista viene messo in crisi da una richiesta di semplice chiarimento logico, non occorre farsi il sangue cattivo e litigare...
E per quelli come Giulietto Chiesa che dicono che basta dimostrare che la versione ufficiale è falsa per fare derivare tutto il resto?
Basta leggere la documentazione disponibile e tutte le ipotesi di Chiesa vanno a farsi benedire. Le fonti disponibili non sono solo governative ma anche indipendenti, vedi i giornalisti che hanno raccontato in diretta l'evento. Ci sono migliaia di pagine di perizie di ingegneri, e allora tutti dovrebbero fare parte del complotto, compresi i cinesi e i neo zelandesi, che invece dimostrano come siano potute collassare le due torri. Di solito che vende complotti si basa sul fatto che la gente non leggerà mai quelle migliaia di pagine e che si fiderà di più delle teorie suggestive e strampalate che loro hanno messo in piedi.
Alla base di queste fandonie sull'11 settembre c'è una inconfessabile ragione ideologica anti americana e anti israeliana?
C'è anche un approccio per sfinimento, si gioca sul fatto che la gente non sa come e dove documentarsi e non ne ha neanche la voglia. Inoltre quando si vede che un libro viene pubblicato si presuppone che l'autore si sia documentato. La gente non sa che gli autori sono per lo più incompetenti, prendiamo questo Thierry Meyssan, che è stato uno dei primi a diventare tra i professionisti del complottismo, ebbene egli afferma che gli aeroplani hanno un carrello che scende quando si avvicina al suolo e basta chiedere questa cosa a qualunque pilota civile per farsi ridere dietro. Perchè né lui né Chiesa hanno controllato questo come mille altri particolari?
Poi certo, dopo l'ignoranza c'è anche l'ideologia, non è un caso che la leggenda sui 4 mila ebrei avvertiti il giorno prima di non venire a lavorare alle Torri sia stata propalata dalla tv degli hezbollah e non è neanche un caso che la maggior parte de sostenitori di tesi alternative menzionati nei libri dei complottisti, da Chiesa a Blondet, siano persone dell'ultra destra anti semita americana, uomini vicini anche al ku klux klan.
Dove cadono nel ridicolo le tesi complottiste?
Nella mancanza di logica e di metodologia scientifica. Ci sono tantissimi ingegneri delle strutture edilizie in Italia che sanno spiegare in dieci minuti come e perché è logico e plausibile che le torri siano crollate dopo i due impatti senza che qualcuno le abbia fatte crollare apposta con l'esplosivo, però nessuno di loro è stato interpellato da Chiesa e dagli altri complottisti. Loro preferiscono parlarsi tra di loro. Un'altra tesi fondamentale del loro libro è che sarebbe assurdo che il Pentagono non abbia lanciato i propri missili anti aerei contro il velivolo che si è andato schiantando contro un'ala del palazzo, ma il fatto è che il Pentagono sorge in mezzo alla città e non è tecnicamente fattibile centrare un aereo di linea in volo radente per via dei tempi di mira e di attivazione dei sistemi antiaereo (gli USA nel 2001 ne avevano solo due, Patriot e Stinger).
Eventuali postazioni Patriot sarebbero state visibilissime nelle foto satellitari. Un missile portatile come lo Stinger ha invece una testata troppo piccola per abbattere un aereo di linea e tempi di attivazione di 6 secondi circa. L'aereo è arrivato radente e troppo veloce per dare il tempo di attivare uno Stinger. Spetta ai complottisti portare le prove dell'esistenza di queste postazioni.
Che interessi ci sono dietro questi movimenti complottisti?
L'interesse di chi scrive libri e gira film è un anti americanismo alimentato dall’attuale sfiducia verso l'esecutivo Bush. E questa sfiducia è alimentata dalla diffidenza dei singoli stati verso l'amministrazione federale. Poi metà americani sono contro Bush, anche se queste teorie portano acqua al suo mulino. I complottisti sono i suoi migliori alleati.
Che responsabilità ha avuto la stampa nella diffusione di queste teorie?
Enorme anche se adesso i nodi stanno venendo al pettine anche in Italia se è vero come è vero che all'ultima manifestazione organizzata in ricordo dell'11 settembre questi signori non erano neanche in quaranta nelle stime dei partecipanti. I giornalisti che hanno appoggiato queste teorie, adesso, nei talk show in America, non li invita più nessuno. In Italia c'è sempre quel lasso di tempo in più prima di capire e digerire i fenomeni importati dall'America come mode, anche mode deleterie come questa.


Ne stai facendo una missione!
Confermo, se non si ritrova l'esplosivo vuol dire che l'esplosivo non c'era.
Preciso, a scanso di sofismi letterari, con un percorso logico:
1) per far saltare le torri con l'eplosivo ne sarebbe servito "tonnellate"
2) Nei segnalatori di fumo delle torri c'è una sostanza radioattiva, presente in "millesimi di grammo"
3) se su un davanzale trovo la sostanza radioattiva a maggior ragione devo trovare i residui dell'esplosivo (sarebbe la "logica", che non è un'opinione)
4) se trovo la sostanza radioattiva e non trovo l'esplosivo vuol dire che l'esplosivo sulle torri non c'era (sarebbe la prova sperimentale, che pure non è un'opinione)
E che ci posso fare, è così! Pure la chiesa ha ammesso che dal percorso logico+prova sperimentale la mente umana arriva alla verità, Papa Wojtyla ci ha riabilitato Galileo.


Macché missione.
Ne è nata una barzelletta che racconto agli amici di tanto in tanto.
Provaci anche tu ogni tanto.
Magari trovi qualcuno che di logica se ne intende.


http://www.politicaonline.net/forum/...=367188&page=2
Ecco i risultati del sondaggio.
Per vostra conoscenza.
Cordialmente