Già abbiamo affrontato questo problema, ma vorrei avere una Vostra chiave di interpretazione. Sto preparando un documentario su Verona dove una delle questioni calde sarà l'effettiva determinazione del cardo e del decumano.
Quello che ritengo sia il Cardo (attraverso tutta una serie di considerazioni anche archeoastronomiche) è per l'"intellighezia" il decumano.
Una questione che si trascina da anni, ma ora nessuno la solleva più hanno paura e non sono più sicuri delle loro tesi monolitiche.
Questo cardo inacettato si trova a 52 gradi a est rispetto al nord.
Devo aggungere che la città è orientata verso il solstizio d'estate e questo rinforza ulteriormente la determinazione del Cardo a favore nostro (e di Grancelli nel suo "piano di fondazione di Verona romana.
Vorrei poter conoscere le Vostre idee in merito, per poter formulare nella maniera più chiara possibile un tema così ostico. Ormai a Verona gli eruditi in merito non sollevano più la questione e preferiscono evitare ogni impaludamento per il semplice motivo che non sono assolutamente preparati in merito. Conoscendo la Città e il testo di G. Romano ad "sideras" sono pienamente consapevoli dell'equivoco, ma devo tradurre in maniera semplice e comprensibile di come i Romani determinavano il Cardo, il cardine, il cuore, l'asse, che veniva adattato ad ogni città in base al fiume, alle colline antistanti ecc..
Visto quello che vi ho premesso Voi come deteminereste il Cardo e di conseguenza il decumano?
Vi ringrazio e la pace degli dei sia con Voi.




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