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Discussione: Contro Grillo?

  1. #141
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    Una giornata tutta politica
    Gabriele Polo

    La politica raccoglie ciò che semina. Ieri in più di duecento piazze italiane ha raccolto il «vaffa» di migliaia di cittadini convocati per uno show corale da Beppe Grillo. Un misto di sentimenti diversi, dal giustizialismo all'odio per i privilegi, che ha il pregio di dire una verità. Quella che misura la distanza tra i ceti dirigenti del paese e i rappresentati senza più rappresentanza. Una distanza che si esprime, appunto, con uno «sfanculo» capace di cancellare le differenze tra i destinatari del medesimo, considerati un'unica casta. Perché le differenze sono sempre meno visibili in termini di valori e progetti, ma anche in termini di comportamenti quotidiani.
    Avviene l'8 settembre, data che in Italia simboleggia la morte dello stato, ma non ha il tono di quel 8 settembre: Beppe Grillo non è Duccio Galimberti, non chiama il paese a una rivolta attiva e partecipata per costruire un paese nuovo, chiede agli spettatori, secondo un costume ormai affermatosi a destra e a manca, solo un gesto (una firma, un applauso, un fischio) in negativo, invoca soprattutto pulizia (che per alcuni significa polizia). Ma non è antipolitico: è contro questa politica, questi partiti e raccoglie così pulsioni profonde, in alcuni casi le stesse che hanno portato al potere Berlusconi.
    Ciò che è successo ieri va preso sul serio, è un evento tutto politico, che concerne cioè l'agire pubblico: e non per liquidarlo come qualunquismo passeggero, ma per riprendere in mano il senso di quell'agire e affrontare alla radice la crisi della democrazia. Per risolverla non basta fondare un partito che la evoca nominalmente. Bisogna, certo, porre dei limiti al potere del ceto politico (elemento base di forza della giornata di ieri), ma soprattutto far emergere le differenze dentro la politica, fare ciò che si dice (o promette) e non viceversa, ricostruire un tessuto di partecipazione diretta e una rete di verifica dei mandati a disposizione delle persone che, invece, ora vengono semplicemente chiamate a votare su spot televisivi ogni tot anni. E, a sinistra, segnare una differenza con ciò che è - nel metodo e nel merito - di destra. Prendere l'autobus (o la bicicletta) invece dell'auto blu, considerare i poteri forti un avversario da combattere. Essere «altro», a partire dai nodi fondanti delle relazioni economiche e sociali. Quelle che rinsaldano i poteri «né di destra, né di sinistra», cui - cortesemente ricambiati - il V-day non dà alcun fastidio.



    http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...007/art20.html

  2. #142
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    Da sottoscrivere . Anche nelle virgole e nei punti . Non per nulla il successo della manifestazione ha provocato panico tra i nani e i ballerini che vivono nei partiti

  3. #143
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    Predefinito Che fare

    Dalla newsletter Essere Comunisti www.esserecomunisti.it


    Il fatto che decine di migliaia di persone – armate di avversione per la politica tout court – abbiano preso parte al V-Day (“Giornata del vaffanculo”), non può lasciare la sinistra del paese e, in particolare, le comuniste e i comunisti, indifferenti.
    Gli esiti di una siffatta avversione da parte di interi settori sociali nei confronti di chi dovrebbe rappresentarli potrebbero essere devastanti, sino a minare le basi di questo nostro sistema di democrazia, già abbastanza minato da più parti.
    Anni fa abbiamo iniziato a parlare di crisi della politica che, come abbiamo più volte ribadito, è ‘crisi della democrazia e della partecipazione’ e ‘crisi del sistema di rappresentanza’ quale l’avevamo conosciuto nel secolo passato attraverso le grandi organizzazioni di massa. «Non vi è piega di questa società che possa dirsi impermeabile alla cosiddetta ‘crisi della politica’…» scrivemmo nell’editoriale del primo numero di essere comunisti (giugno 2007).
    Adesso ci troviamo di fronte ad una vera e propria separatezza della politica (intesa sia come momento di elemento di rappresentanza sociale, sia come elemento istituzionale e, quindi, anche di governo) dalla società, la quale ultima ha conosciuto, in settori sempre più ampi, un lento e continuo processo di impoverimento e di peggioramento di condizioni materiali di vita.

    Quindi da un lato interi settori che negli anni hanno conosciuto un vero e proprio livellamento verso il basso delle proprie condizioni di vita; dall’altro una politica avvertita sempre più come una casta (non è un caso che il libro di Stella abbia avuto il successo che ha avuto) autoreferenziale ed attaccata ai propri privilegi.
    In questo gap si sono inserite le strumentalizzazioni politiche di chi da anni ci propone una ‘normalizzazione’ della società che passasse proprio da quelle che chiamiamo ‘compatibilità neoliberiste’. Alla normalizzazione hanno lavorato tanto le destre – le quali hanno storicamente molto da guadagnare in una situazione di frustrazione generalizzata e di caos sociale – tanto alcuni settori dello schieramento di centro sinistra (come dimostrano sia le linee guide della politica economica e sociale di questo primo anno di Governo de L’Unione; sia le invettive di alcuni sindaci sui lavavetri, sugli ambulanti etc.).

    Ed è in questa cornice che matura l’urgenza di un’autoriforma della politica.
    O la politica trova al suo interno gli elementi per attuare una riforma di se stessa, o tale riforma si imporrà da sola sulla spinta di iniziative demagogiche e populiste volte a restringere ancora di più gli spazi di agibilità democratica.

    Uno dei temi più gettonati a sinistra è stato quello della crisi dei partiti e della loro forma ‘novecentesca’. Si è così provveduto a liquidarne proprio quegli aspetti che di più avrebbero dovuto arginare l’allontanamento degli stessi dai propri referenti. Là dove si sarebbe dovuta rafforzare l’ossatura organizzativa dei partiti, tale da consentire ad essi una maggiore articolazione nelle pieghe e piaghe della società, si è invece preferito demolirla quell’ossatura, per farne degli strumenti elettorali e di opinione, con poca conoscenza di ciò che avrebbero dovuto rappresentare e, quindi, con poca capacità di formazione, indirizzo e mobilitazione.

    Bisogna che la sinistra ritorni nei territori abbandonando quell’istituzionalismo ‘totalizzante’ che l’ha sin qui caratterizzata. Ciò non significa abbandono delle istituzioni. Si tratta di cambiare il modo di stare al loro interno, sancendo il fatto che esse devono essere uno degli strumenti per migliorare le condizioni materiali di chi rappresentiamo. Significa riuscire ad indirizzare le istituzioni e gli esecutivi verso un radicale mutamento delle politiche economiche e sociali.
    Bisogna riuscire a incidere sul governo affinché si chiuda il capitolo delle compatibilità neoliberiste e si avvii il tema del risarcimento e della redistribuzione: è su questa strada che deve muoversi il 20 ottobre.

    In secondo luogo le sinistre dovranno saper porre la ‘questione morale’ come grande questione nazionale. Una questione che è anche il tema della ‘diversità’ di berlingueriana memoria, ma che non può e non deve essere separato dal tema delle politiche economiche e sociali. Vi è bisogno di una maggiore trasparenza, soprattutto nei processi istituzionali territoriali (Regioni, Province e Comuni), ma vi è bisogno anche di una grande riforma che vada nella direzione della rimozione delle grandi sperequazioni esistenti: è intollerabile che un manager d’impresa privata o di Stato guadagni oggi quanto guadagnano 30 operai di fabbrica. Così come è intollerabile che si parli di aumento delle pensioni a fronte delle pensioni d’oro che continuano a pesare sulle casse dell’Inps, tra l’altro determinandone (insieme alla spesa assistenziale) i cosiddetti ‘disavanzi’.

    Oggi non vi è più tempo da perdere, perché sulla partita della riforma della politica si gioca la tenuta democratica del paese e, contemporaneamente, la tenuta delle sinistre. È per questo che bisogna agire con urgenza
    Myrddin

  4. #144
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    Bella analisi della malattia , e anche i rimedi sono condivisiblili . Ma i rimedi all'ammalato dovrebbe darli ancora chi ne ha causato la malattia ? Cominciate con il cacciare via i vostri dirigenti , molti dei quali sono autentiche mummie della politica

  5. #145
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj Visualizza Messaggio
    dai, non fate i bambini.
    non si tratta di fare i bambini, ma di constatare come l'odio filopartitocratico abbia contagiato anche l'estrema sinistra.
    Un attacco a Beppe Grillo me lo sarei aspettato da dei socialisti craxiani, da degli italofottuti, da dei democristi dell'Udeur, ma non su questo forum.
    Quello che si propaganda qui, è la tesi cara al "regime": che Grillo semina odio contro la politica.
    Nulla di più falso: vuole eliminare (per quanto possibile) la corruzione, i politici dinosauri e le liste bloccate. Se possibile, è l'esatto contrario: è chi vuole costantemente aumentare la greppia dei finanziamenti elettorali, chi applaude ai corruttori in parlamento, chi applaude ai politici di professione scaldasedie da trent'anni a spese altrui, chi guarda con favore alle liste bloccate decise in alto, che odia la politica, e vuole distruggerla, non certo Beppe Grillo.

    Sul forum da me moderato qui su Pol, quello di Mani Pulite, si parla di tutte queste cose senza pregiudizi preconcetti sui partiti e sui privilegi parlamentari che invece il vostro Prc, fronda parlamentare anch'essa, vuol difendere a tutti i costi.

  6. #146
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    Citazione Originariamente Scritto da Winston Smith Visualizza Messaggio
    A me non interessa chi deve informare. Se è per questo dobbiamo informare tutti. Ma se uno fa la morale agli altri perchè nelle loro leggi o iniziative informano male, mi aspetto almeno che quando è lui a proporre una legge si prenda la briga di informare bene. Questo non è stato fatto e si è giocato molto sullo slogan "Parlamento Pulito", il problema era che dietro questo slogan si nasconde una visione della società robesperriana.
    sono 2 anni che sul blog c'è il link "parlamento pulito"
    sono 2 anni che nelle serate grillo parla del progetto "parlamento pulito"
    sulla rete c'era molta informazione, qualche intervista a radio private, i giornali l'hanno snobbata e le televisioni pure

  7. #147
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  8. #148
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio




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    "schiavi moderni" lo puoi comprare, altrimenti scaricare gratis, senza pagare nulla

  9. #149
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    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    non si tratta di fare i bambini, ma di constatare come l'odio filopartitocratico abbia contagiato anche l'estrema sinistra.
    Un attacco a Beppe Grillo me lo sarei aspettato da dei socialisti craxiani, da degli italofottuti, da dei democristi dell'Udeur, ma non su questo forum.
    Quello che si propaganda qui, è la tesi cara al "regime": che Grillo semina odio contro la politica.
    Nulla di più falso: vuole eliminare (per quanto possibile) la corruzione, i politici dinosauri e le liste bloccate. Se possibile, è l'esatto contrario: è chi vuole costantemente aumentare la greppia dei finanziamenti elettorali, chi applaude ai corruttori in parlamento, chi applaude ai politici di professione scaldasedie da trent'anni a spese altrui, chi guarda con favore alle liste bloccate decise in alto, che odia la politica, e vuole distruggerla, non certo Beppe Grillo.

    Sul forum da me moderato qui su Pol, quello di Mani Pulite, si parla di tutte queste cose senza pregiudizi preconcetti sui partiti e sui privilegi parlamentari che invece il vostro Prc, fronda parlamentare anch'essa, vuol difendere a tutti i costi.

    Ci deve essere una ragione per la quale qualcuno difende i privilegi e la inettitudine dei politicanti . Evidentemente fa parte , in maniera diretta o indiretta della casta . Evidentemente da questo sistema corrotto trae vantaggi. Definire antidemocratico quello che è successo con Grillo è semplicemente ridicolo . Ieri in televisione perfino un esponente dei " girotondisti " era impacciato e alla fine ha dovuto ammettere che per tanti cittadini la misura è colma. Non ne possono più . E Grillo li rappresenta . Cosa c'è di antidemocratico in questo ? Se poi qualcuno preferisce farsi rappresentare da corrotti , da condannati dai tribunali della repubblica , da parassiti e lottizzatori è un suo diritto. Ma non tiri fuori le stronzate del pericolo fascista o del populismo -

  10. #150
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    Citazione Originariamente Scritto da mauro83 Visualizza Messaggio
    "schiavi moderni" lo puoi comprare, altrimenti scaricare gratis, senza pagare nulla
    Dove?

    Grazie.

 

 
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