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  1. #281
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    E chi lo fa? Parmenide prima di Lavoisier diceva il contrario, l'essere sembre venire e ricadere nel nulla a causa delle sue manifestazioni fenomeniche mentre in realtà sussiste continuamente, dunque è solo apparente la sua creazione e distruzione in realtà è un continuo svelarsi e celarsi cm direbbe Heidegger
    C'è stato un errore di battitura..e intendevo il Non Essere e il Nulla....non l'Essere e il nulla...
    L'Essere..non può celarsi nel nulla..ma solo nell'Infinito o Brahman..prima di ridispiegarsi illusoriamente nella manifestazione..
    e il Non Essere è tutto ciò che non ha Essere..ma è pur sempre qualcosa...come le possibilità future o i gesti che compirò nella mia vita...non sono nulla..che il nulla è l'impossibile..sono Non Essere..che è molto più dell'Essere..è tutto ciò che rimane quando l'Essere si erge dall'Infinito non qualificato..e connota ciò che esiste da ciò che pur essendo qualcosa..non esiste...ma è possibilità...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #282
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Non vedo la contraddizione: l'esistenza è sempre un'esperienza vissuta individualmente, perchè ex-sistere è sempre riferito alla dimensione soggettiva; noi nn siamo in grado di dire se il mondo in cui viviamo sia vero o frutto di un'illusione, nel caso lo fosse noi stessi ne saremmo parte cm direbbe Berkeley e condivideremmo le medesime esperienze in un mondo irreale
    L' unico soggetto del quale possiamo parlare in modo fondato siamo noi stessi. Quando cominciamo a fare dichiarazioni generalizzanti, per esempio come l' uomo pensa il mondo, il soggettivismo va a farsi friggere. Anche se io non sono in grado di dire se il mondo sia un' illusione o meno, forse un' altra persona lo è. Mentre se qualcosa che io penso fosse vero per tutti, ciò significherebbe necessariamente che qualcosa che non è illusione esiste.


    Perchè vanno al di là della sua comprensione, dunque nn può risp ad essi così cm nn può risp a quel che ho scritto sopra
    Guarda che non sono io ad aver tirato in ballo la scienza.


    Semplicemente nn possiamo negare una natura + profonda nè negare che sia semplicemente pensiero, e la condizione necessaria e suff a negarli sarebbe la loro ipotetica contraddittorietà al di fuori della quale invece sono possibili.
    Ah be, alla fine come sempre si arriva al punto dove si dice "non possiamo dire con certezza nè l' una nè l' altra cosa". E allora che si discute a fare? Le pippe mentali? Riguardo al problema posto, ciòe che la natura esiste in funzione dell' uomo, potevi benissimo dire "Mah, chi lo sa", e sarebbe stata una cosa saggia ed intelligente.

  3. #283
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    Domanda per Ronnie.

    Perche non si pensa di seppellire le scorie vetrificate nelle profondita' marine, disperdendole il piu' possibile, invece di accumularle tutte in un posto solo?

    Grazie.

  4. #284
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    Citazione Originariamente Scritto da MarcoMusy Visualizza Messaggio
    Domanda per Ronnie.

    Perche non si pensa di seppellire le scorie vetrificate nelle profondita' marine, disperdendole il piu' possibile, invece di accumularle tutte in un posto solo?

    Grazie.
    Perchè le pressioni (a mio avviso petrolifere) politiche hanno determinato in tempo lontano una convenzione internazionale (Londra) che lo vieta, in totale spregio dell'evidenza scientifica che le scorie se immerse nel fango dei fondali dentro siluri blindati non possono fuggirne perchè pesano più dell'acqua e sono seppellite dai sedimenti. Il divieto politico di questa soluzione, studiata approfonditamente in passato, ha determinato non solo il sorgere di un possibile business oscuro ma ha anche determinato gravi problemi di soluzione alternativa.

    La superiorità del confinamento naturale in molti diversi siti di dosi parcellizzate e vitrificate è evidente, il punto è che questa soluzione era troppo comoda e pericolosa per un'industria che rischiava di sparire in breve. Questa convenzione ha dato 20 anni in più di produzione elettrica all around the world a tutte le imprese produttrici ed esportatrici di petrolio, poi il mercato ha messo fuori mercato il petrolio costringendoci a pagare come consumatori il costo di questo incentivo occulto perseguito tramite trattato alle fonti concorrenti del nucleare.
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  5. #285
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    Non mi stupirebbe infatti se ci fossero dietro i petrolieri.

    Ma e' stata mai considerata l'eventualita' di una dispersione in piccole quantita', diciamo sfere vetrose del raggio dell'ordine dei 10 cm, su fondali profondi geologicamente stabili?
    Secondo me potrebbero esistere vetri sufficientemente stabili da rendere il tempo di erosione dello stesso ordine di grandezza della vita media degli isotopi.
    Navi di passaggio potrebbero facilmente scaricarle (con i dovuti controlli) e rendere i costi di smaltimento praticamente nulli!

  6. #286
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    Citazione Originariamente Scritto da MarcoMusy Visualizza Messaggio
    Non mi stupirebbe infatti se ci fossero dietro i petrolieri.

    Ma e' stata mai considerata l'eventualita' di una dispersione in piccole quantita', diciamo sfere vetrose del raggio dell'ordine dei 10 cm, su fondali profondi geologicamente stabili?
    Secondo me potrebbero esistere vetri sufficientemente stabili da rendere il tempo di erosione dello stesso ordine di grandezza della vita media degli isotopi.
    Navi di passaggio potrebbero facilmente scaricarle (con i dovuti controlli) e rendere i costi di smaltimento praticamente nulli!
    I costi non sono un problema nemmeno con lo smaltimento in miniera, ma la tua proposta sarebbe utilissima sul piano della sicurezza.

    In effetti è proprio così: disperdere è meglio che concentrare.

    Chiaramente però questo agli ignoranti in materia appare politicamente scorretto quindi preferiscono santificare la strategia della concentrazione
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  7. #287
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    Il fatto e' che nella voce "costi" si e' costretti a includere quelli "umani" di chi - per impressione politicamente costruita - percepisce come pericolosi questi siti di deposito, e segue la filosofia del not in my backyard...

    Per questo la soluzione vincente sarebbe la dispersione. Bisognerebbe trovare il modo di dare un calcio nel sedere a bush e ai suoi amici petrolieri.

    PS @testadip.: ne muoiono oggi di piu' per i danni respiratori dovuti allo smog e al particolato fine del petrolio rispetto agli effetti neoplastici dovuti alle radiazioni da scorie nucleari.

  8. #288
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    Citazione Originariamente Scritto da Patto Visualizza Messaggio
    Anche se io non sono in grado di dire se il mondo sia un' illusione o meno, forse un' altra persona lo è. Mentre se qualcosa che io penso fosse vero per tutti, ciò significherebbe necessariamente che qualcosa che non è illusione esiste.
    Berkeley dice il contrario e lo spiega, e la scienza nn può negarlo nè confermarlo.

    Riguardo al problema posto, ciòe che la natura esiste in funzione dell' uomo, potevi benissimo dire "Mah, chi lo sa", e sarebbe stata una cosa saggia ed intelligente.
    Guarda che ciò che è è cmq in funzione dell'uomo, di me te e chiunque altro e nn serve l'idealismo per capirlo, basta capire che ogni cosa che succede, si dice, accade, si fa è sempre dal nostro punto di vista individuale.
    Siamo gettati nel mondo e il valore delle cose è in funzione nostra: l'acqua per bere, gli animali per mangiarli o difendersi da essi, il fuoco per scaldarci, e nel momento in cui ci preoccupiamo dell'ambiente lo facciamo per i danni che potremmo subire a causa di quelli che subisce a sua volta l'ambiente stesso: agiamo sempre per noi stessi in modo più o meno diretto, anche quando difendiamo chi ci è caro proprio perchè è nostro desiderio che non gli sia fatto del male, in caso contrario questo potrebbe farci soffrire

  9. #289
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Berkeley dice il contrario e lo spiega, e la scienza nn può negarlo nè confermarlo.

    Guarda che ciò che è è cmq in funzione dell'uomo, di me te e chiunque altro e nn serve l'idealismo per capirlo, basta capire che ogni cosa che succede, si dice, accade, si fa è sempre dal nostro punto di vista individuale.
    Siamo gettati nel mondo e il valore delle cose è in funzione nostra: l'acqua per bere, gli animali per mangiarli o difendersi da essi, il fuoco per scaldarci, e nel momento in cui ci preoccupiamo dell'ambiente lo facciamo per i danni che potremmo subire a causa di quelli che subisce a sua volta l'ambiente stesso: agiamo sempre per noi stessi in modo più o meno diretto, anche quando difendiamo chi ci è caro proprio perchè è nostro desiderio che non gli sia fatto del male, in caso contrario questo potrebbe farci soffrire
    Berkeley non nega un' esistenza assoluta, e di conseguenza non dice il contrario di ciò che ho detto io. Lui fonda i suoi ragionamenti sul presupposto dell' esistenza di Dio, che garantisce che un albero continui ad esistere anche se non vi fossero più esseri umani. Perchè se un oggetto è sempre in funzione di un soggetto, ed impensabile senza di esso, l' umanità come generalizzazione a chi si riferisce? O assumiamo l' esistenza di un soggetto al di fuori di essa, o dobbiamo ammettere che un oggetto non esiste solo in funzione di un soggetto. Un soggettivismo coerente può perciò essere applicato solo alla propria persona. Io al massimo posso dire che il mondo è in funzione mia personale, ed includere in questo concetto di mondo anche il resto dell' umanità, ma quando dico che la natura è in funzione dell' uomo, cioè anche di altri individui, sto generalizzando e presuppongo che esista qualcosa che non dipende dal soggetto.

  10. #290
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    Mentre in tutto il mondo, destra e sinistra si confrontano su come accelerare la crescita economica, lei sostiene la decrescita. Per quali motivi?
    «Chi vuole perpetuare la crescita economica fa credere che sarebbe compatibile crescere e contemporaneamente salvare l’ambiente, siamo arrivati a un momento in cui si vede benissimo che è la crescita economica che distrugge l’ambiente e distrugge anche la società».
    L’argomento utilizzato dai sostenitori ad oltranza della crescita economica illimitata, anche di qualità, è che altrimenti non ci sarebbero risorse da ridistribuire e di ciò ne soffrirebbero i più deboli e i meno abbienti. Lei crede che questo pericolo sia inesistente?
    «Questa è una truffa. La crescita dell’Occidente ha distrutto il sud del mondo. Non dico che nei Paesi più poveri prima vivessero benissimo, ma almeno non conoscevano la miseria attuale. Questa crescita fa crescere sempre di più le disuguaglianze ed è una regione di più per uscire da logica della crescita. Naturalmente decrescita non vuol dire che nel sud non dove crescere la produzione del cibo, ma come sostentamento e non come ingranaggio per una crescita illimitata».
    Ultimamente una parte della sinistra ha cominciato a mettere in discussione sia il concetto che la prassi della crescita (intesa unicamente come aumento del Pil), e addirittura qualche ambientalista storico giudica fatuo e datato questo dibattito. Almeno da quando gli ambientalisti hanno cercato di introdurre in economia la seconda legge della termodinamica. Lei cosa ne pensa?
    «Questa sarebbe una scelta di buon senso. Come ha spiegato Georgescu Roegen l’economia non si svolge in un mondo astratto, ma subisce le leggi della fisica reale e per questo si deve cambiarla. Bisogna fare bioeconomia, cioé introdurre l’economia in un ragionamento di sostenibilità ambientale».
    Mentre per l´energia, in rapporto al global warming, si va affermando la necessità di politiche (e pratiche) più sostenibili, sul versante della minimizzazione dei flussi di materia siamo quasi all´anno zero. Cosa ne pensa e cosa si può fare per cominciare a ragionare anche di risparmio di materia?
    «Non è un caso che si parla solo di energia, perché attraverso il petrolio è oggi l’elemento più strategico. E’ però relativamente facile concepire energie alternative, che consentono comunque di non cambiare il sistema e continuare a produrre e consumare nello stesso modo. Invece se si vuole ragionare di risparmio di materia, bisogna rivedere interamente la logica del sistema che ci obbliga a consumare sempre di più sulla base di tre condizioni: attraverso la pubblicità che spinge a consumare anche di cose di cui non si ha bisogno. Attraverso l’obsolescenza programmata, per cui si butta via i prodotti perché oggi nessuno ripara più, in quanto costa di più dell’oggetto nuovo. Terzo punto, attraverso il credito al consumo, che spinge a spendere e ad indebitarsi sempre di più.
    Per ridurre davvero i flussi di materia si dovrebbe internalizzare le diseconomie esterne, cioè far pagare alle imprese produttrici il costo dello smaltimento, così che sarebbero costretti a diminuire l’uso delle materie primarie, nei prodotti, nei processi, negli imballaggi».
    Da un'intervista a Serge Latouche.

    Latouche al concetto di decrescita affianca anche quello di localismo.
    Egli si affianca a pensieri "ecofilosofici" italiani (Magnaghi, Bonesio) auspicando una rivitalizzazione del tessuto locale.
    Solo da questo potrà scaturire un effettivo pluralismo culturale che possa portare ad una "democrazia delle culture".
    Non a caso, la "nuova destra" ed anche alcuni Giovani Padani hanno aderito a tale corrente di pensiero.

 

 
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