Facciamo finta che un giorno le elitè economiche del nord di questa penisola concordino nel ritenere il sud un peso morto e dicidono di mollarlo.
L'Italia ha sempre avuto un'ecomia duale, il sud doveva essere asistito, doveva abbuffarsi di lavoro pubblico e magari di pensioni falsi, tutto purchè non si svilupassero le insustrie da noi, ma allo stesso tempo avessimo un reddito ababstanza alto da comprare i prodotti fabbricati al nord Senza contare i vantaggi di avere carne da cannone per difendere la patria (la loro) dal tedesco e mano d'opera a basso prezzo, senza gli svanataggi che portano gli immigarti di altri continetni. Immaginate le riprecussioni sociali se invece di noi terroni al negli anni '60 fossero emigarati a To,Mi etc i maghrebini.
Ma oggi von la globalizzazione il sistema duale si è rotto, ma restano da pagare i dipendenti pubblici meridionali a fronte di un diminuito flusso di denaro dal sud. Credete che questi signori vogliono andarci a perdere?
SO CHE ANCHE OGGI COSTORO CI GUADAGNO; ma se un giorno pensassero che non ne vale più la pena?
Dunque saremmo indipendenti nuovamente dopo quasi 150 anni, ma ci sarebbe poco da festeggiare, perchè non abbiamo uan classe dirigente degna di tale nome. Intanto dove si prenderebbero i soldi per pgare le pensioni e gli statali tutti in mezzo alla strada dall'oggi al domani, proprio come capitò nel 1860?
In mancanza di una alternativa organizzata, (mi riferisco a tutti i gruppi politici e/o culturali antirisorgimentalisti), i soliti volponi si darebbero una vernicaiatura di antirisorgimento e con l'avallo dei loro amici (le mafie) prenderebbero il potere (mai lasciato), per non mollarlo più.
Con costoro al comando non diminuirebbe affatto la dipendenza economica e culturale dal nord della penisola e da "altrove", ci sarebbero le quote di immigarti da pattuire, magari per fare cassa si venderebbero pure i momenti pubblici. Sono troppo pessimista ?




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