
Originariamente Scritto da
Giò91
Scusa ma questo te lo contesto.
L'opera di "fascistizzazione" era necessaria. L'Italia era stata fatta, ma bisognava fare gli Italiani.
Il Fascismo aveva l'intenzione di plasmare il popolo secondo i principi e gli ideali del Fascismo e poi una volta compiuto questo processo fare una rigida selezione.
Scrisse bene Evola in Fascismo e Terzo Reich: gli aspetti problematici del Fascismo furono anche dovuti, se non giustificati, dal fatto che si dovette ripartire da zero.
Il valore dato dal Fascismo al concetto di "gerarchia" fu piuttosto significativo.
Certe frasi di Mussolini sono emblematiche sul carattere tuttaltro che "plebeo" del Fascismo....
Il Fascismo non conosce idoli, non adora feticci: é già passato e, se sarà necessario, tornerà ancora tranquillamente a passare sul corpo più o meno decomposto della Dea Libertà. »
(Dall'articolo . Forza e Consenso, pubblicato sul numero del Marzo 1923 di Gerarchia). - III, 79
Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione. Vi immaginate voi una guerra proclamata per referendum? Il referendum va benissimo quando si tratta di scegliere il luogo più acconcio per collocare la fontana del villaggio, ma quando gli interessi supremi di un popolo sono in gioco, anche i Governi ultrademocratici si guardano bene dal rimetterli al giudizio del popolo stesso.
(Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.110).
Il popolo non fu mai definito. È una entità meramente astratta, come entità politica. Non si sa dove cominci esattamente, né dove finisca. L'aggettivo di sovrano applicato al popolo è una tragica burla. Il popolo tutto al più, delega, ma non può certo esercitare sovranità alcuna.
I sistemi rappresentativi appartengono più alla meccanica che alla morale"
(Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.109)
Regimi esclusivamente consensuali non sono mai esistiti, non esistono, non esisteranno mai.
(Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.109).
Voi sapete che io non adoro la nuova divinità: la massa. E' una creazione della democrazia e del socialismo. Soltanto perchè sono molti debbono avere ragione?. Niente affatto. Si verifica spesso l'opposto, cioè che il numero è contrario alla ragione.
(Intervista rilasciata a Ludwig, 1928, pag 197)
«Il Fascismo non conosce idoli, non adora feticci: é già passato e, se sarà necessario, tornerà ancora tranquillamente a passare sul corpo più o meno decomposto della Dea Libertà. »
(Dall'articolo . Forza e Consenso, pubblicato sul numero del Marzo 1923 di Gerarchia). - III, 79.
Noi creeremo, attraverso un'opera di selezione ostinata e tenace, la nuova generazione.
(Dal discorso pronunciato al Congresso Fascista in Roma, il 22 Giugno 1925). - V, 117.
« Chi dice gerarchia dice scale di valori umani; chi dice , scale di valori umani, dice scale di responsabilità e doveri; chi dice gerarchia dice disciplina. »
(Dallo scritto, Breve preludio', pubblicato sul numero del Gennaio 1922 di Gerarchia). - II, 235.
« La storia ci offre un panorama di gerarchie che nascono, vivono, si trasformano, declinano, muoiono. Si tratta di conservare i valori delle gerarchie che non hanno esaurito il loro compito; si tratta di innestare nel tronco di talune gerarchie elementi nuovi di vita; si tratta di preparare l'avvento di nuove gerarchie. È in questo modo che si salda l'anello fra passato e avvenire.»
(Dallo scritto, Breve preludio,, pubblicato sul numero del Gennaio 1922 di Gerarchia). - II, 235.
« Lo Stato é, alle sue origini, un sistema di gerarchie. »
(Dall'articolo . Stato, anti-Stato e Fascismo ', pubblicato sul numero del Giugno 1922 di Gerarchia). - Il, 292.
« Perché le gerarchie non siano categorie morte, é necessario che esse fluiscano in una sintesi, che convergano tutte ad uno scopo, che abbiano una loro anima, che si assomma nell'anima collettiva, per cui lo Stato deve esprimersi nella parte più eletta di una data società e deve essere guida delle altre classi minori. »
(Dall'articolo , Stato, anti-Stato e Fascismo ., pubblicato sul numero del Giugno 1922 di Gerarchia). - II, 293