OMNIA SUNT COMMUNIA
"Uno stato unitario in cui gli originari abitanti della Palestina, i palestinesi, accoglieranno quegli ebrei che vogliono vivere in Terrasanta. Sarà uno stato unitario, multireligioso e integrato nella regione. La fine del sionismo porterà la pace e lo sviluppo in Palestina e in Medio Oriente. Non è fantapolitica è solo la realistica, pacifica soluzione che si dovrà necessariamente adottare se si vuole evitare la guerra e la possibilità di un conflitto nucleare." Il problema, appunto, è che tale prospettiva apocalittica mica intimorisce più di tanto i koshercriminali alla guida dell'entità sionista. Sono disposti a QUALUNQUE COSA, 'sti succhiasangue abietti, piuttosto che ritrarre i canini dalla giugulare palestinese.
Joe Fallisi
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Lettera a 'Il Riformista' circa l'articolo "Senza laicità sarà la fine del sionismo" di Anna Momigliano
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AUTORE: Mauro MANNO
Gentile direttore de Il Riformista
Quanto leggo costituisce per me un'ottima notizia. Sono un attivo sostenitore della linea dei rabbini di Naturei Karta (quelli che hanno partecipato alla conferenza di Teheran sull'Olocausto), i quali dicono di pregare ogni giorno per la scomparsa pacifica dello stato sionista. La scomparsa pacifica del sionismo sarebbe un'ottima notizia per l'umanità. E alla fine gli stessi ebrei si accorgerebbero che è un'ottima cosa anche per loro. Il Presidente Napolitano e il Primo Ministro Prodi, su suggerimento delle autorità israeliane, hanno di recente fatto dichiarazioni, a mio avviso affrettate, a favore del sionismo. Dichiarando che Israele deve rimanere uno "stato ebraico", hanno preso una posizione antistorica. Israele è destinato a diventare uno stato degli ebrei... e dei palestinesi. Uno stato unitario in cui gli originari abitanti della Palestina, i palestinesi, accoglieranno quegli ebrei che vogliono vivere in Terrasanta. Sarà uno stato unitario, multireligioso e integrato nella regione. La fine del sionismo porterà la pace e lo sviluppo in Palestina e in Medio Oriente. Non è fantapolitica è solo la realistica, pacifica soluzione che si dovrà necessariamente adottare se si vuole evitare la guerra e la possibilità di un conflitto nucleare.
Se Napolitano e Prodi credono, in ossequio ai dirigenti israeliani, che il dibattito sul sionismo è chiuso, si sbagliano completamente. Avraham Burg, un ex dirigente del partito laburista ha di recente fatto due cose: 1) dopo aver preso il passaporto francese è andato a vivere in Francia; 2) ha dichiarato morto il sionismo politico dei laburisti e dei revisionisti seguaci del fascista Jabotinsky e ha rilanciato le idee di Ahad ha-Am (1856-1927) il cui vero nome era Avraham Ginsberg, il quale proponeva un centro religioso/spirituale ebraico in Palestina e non uno stato ebraico.
Quello che si fa passare come l'unica teoria ebraica, cioè il sionismo, è solo una ideologia politica ultranazionalista (con due anime, una pseudosocialista ed una fascista) che ha arrecato tanto male agli arabi e agli stessi ebrei. Era una teoria minoritaria fino alla fondazione dello stato ebraico e sta tornando ad essere minoritaria in questi anni. Il sionismo è nato molto prima dell'Olocausto ed ha collaborato con il fascismo e l'antisemitismo fin dalla sua nascita. Non è frutto dell'Olocausto come ci si vuole far credere e nemmeno dell'antisemitismo. Basta studiare la sua storia per accorgersene. Il sionismo è una ideologia politica multiforme, come il Proteo dell'Odissea. E' nato alla fine dell'Ottocento ed ha assorbito aspetti del nazionalismo allora esistente nell'Est europeo: l'organicismo dagli slavi, il prussismo dai tedeschi, il socialismo e il populismo dai russi, aspetti del fascismo dagli Italiani e horribile dictu aspetti dal nazismo (ci si legga a questo riguardo l'opera del dirigente sionista filonazista Joachim Prinz) ed infine aspetti della democrazia britannica. Il sionismo è un po' tutte queste cose e nessuna cosa esclusivamente. Il sionismo ha un fondamento religioso che viene dalla Bibbia. Ha in sè cioè una forte componente di messianismo e predica la redenzione degli ebrei. Ma tutto in termini laici e moderni. E' una forma utopica che vorrebbe fare degli ebrei qualcosa di diverso da quello che sono e vorrebbe cancellare duemila anni di Diaspora. Per il sionismo l'ebreo diasporico non era che un individuo "infermo e nevrotico" come provano le citazioni in nota. [1]
Bisognava dare all'ebreo uno Stato per farne un individuo "normale". Bisognava sconfiggere l'assimilazionismo per evitare la sua scomparsa in quanto ebreo. L'assimilazionismo non era considerato dai sionisti una forma di normalità (si diventava cittadino normale dello stato in cui si viveva) ma un crimine contro la particolarità (qualcuno, come Prinz, diceva "razza") ebraica.
Avraham Burg, dopo la sua esperienza sionista, ha scelto questo tipo di normalità e insieme a lui sono sempre più numerosi gli israeliani che rifiutano il sionismo. Anche i non israeliani cominciano a capire. Napolitano e Prodi (not to say of Fassino), in quanto rappresentanti di un certo tipo di politici, percepiscono solo quello che c'è e non arrivano a capire quello che sta cambiando e che sarà. Recentemente Ha'aretz si è detto preoccupato dell'aumento di coloro che delegittimano Israele e il sionismo.(http://www.haaretz.com/hasen/spages/880061.html)
Questo perché ci si sta accorgendo che il sionismo e Israele hanno fallito il loro scopo e sono destinati a scomparire dalle pagine del tempo come dice Ahmadinejad (Le falsità che si raccontano sul presidente iraniano in Occidente non si contano).
La vera origine e ragione di essere del sionismo è da ricercare nel rifiuto dell'assimilazionismo, un rifiuto nato in reazione all'abolizione dei ghetti e all'ottenimento di uguali diritti di cittadinanza per gli ebrei dopo la rivoluzione francese. L'antisemitismo in questo è stato di aiuto ai sionisti, perché anch'esso rifiutava l'assimilazione.
Cos'è l'ebraismo? Una "razza", un'etnia, un popolo come dicono i sionisti o una religione, una forma di spiritualismo come dicono gli ebrei veramente religiosi? Il sionismo ha voluto fare dell'ebraismo un popolo o una "razza" e ha voluto dargli uno stato. Ci si sta accorgendo che l'ebraismo è una religione e non ha bisogno di uno stato... normalmente, come il cristianesimo, l'Islam, il Buddismo e tutte le religioni vere.
Questa è la normalità che gli ebrei stanno scoprendo. Israele e il sionismo sono l'anormalità, anzi un grave errore storico.
Dato che vi è una "irresistibile" tendenza dei filosionisti in Italia a bloccare ogni serio dibattito sul sionismo, non mi aspetto che la mia lettera sia pubblicata. Ma questo naturalmente non potrà bloccare un dibattito che come si può vedere è già cominciato e troverà modo di affermarsi malgrado ogni forma di paura e di autocensura dei giornali italiani. Se avverrà diversamente, questo sarà per me motivo di stima e di apprezzamento per il coraggio, l'obiettività e l'intelligenza del giornale e del suo direttore.
Distinti saluti
manno mauro
[1] “Anche noi siamo d'accordo con l'anti-semitismo culturale, in quanto che noi crediamo che i tedeschi di fede mosaica siano un fenomeno indesiderabile e demoralizzante” [Chaim Weizmann, presidente dell'Organizzazione Sionista Mondiale e futuro presidente di Israele, “The letters and papers of Chaim Chaim Weizmann”, Letters, Vol. 8, p. 81, 1914]
“L'ebreo è una caricatura di un essere umano normale e naturale, sia fisicamente che spiritualmente. Come individuo nella società si rivolta e butta via le briglie degli obblighi sociali, egli non conosce né ordine, né disciplina” [Our Shomer “Weltanschauung”, articolo scritto nel 1917 e pubblicato nel dicembre 1936 in Hashomer Hatzair, p, 26, organo dell'Organizzazione Giovanile Sionista «socialista»].
Senza laicità, sarà la fine del sionismo
• da Il Riformista (http://www.radicali.it/view.php?id=100942) del 20 luglio 2007, pag. 1
di Anna Momigliano*
Molto presto lo Stato d’Israele, così come la conosciamo, potrebbe non esistere più. Tra appena dodici anni, infatti, se le statistiche sono corrette, la maggioranza della popolazione israeliana sarà anti-sionista. Del fattore demografico, una vera e propria bomba a orologeria per i sostenitori dell’ideale sionista, si è già detto e scritto molto: dopotutto, fu anche la crescita costante della popolazione araba israeliana a spingere Ariel Sharon al ritiro da Gaza. Eppure, a guardare bene i numeri, non sono gli arabi a minacciare l’attuale assetto di Israele, almeno non solo. Il problema sono gli ultra-ortodossi, che non riconoscono Israele come lo Stato degli ebrei. Se n’è accorto, di recente, un giornalista di Haaretz, Nehemia Strasler, il quale ha notato che già oggi ultra-ortodossi e arabi raggiungono, insieme, la maggioranza della popolazione israeliana. Moltissimi sono ancora bambini, ma Strasler ha calcolato che già nel 2019 arabi israeliani e ultra-ortodossi costituiranno la metà della popolazione votante, con un conseguente stravolgimento della politica israeliana: «Sarà la fine del sionismo», sostiene il giornalista. [F Nehemia Strasler, The End of Zionism (http://www.haaretz.com/hasen/spages/883868.html), Haaretz, July 19, 2007]
Il corollario sionista si basa sul concezione di uno Stato, laico e democratico, a maggioranza ebraica: Theodor Herzl, dopotutto, parlava di uno Stato degli ebrei (Judenstaat), e non di uno Stato ebraico (il termine, spesso usato impropriamente per indicare Israele, fa ancora accapponare la pelle ai sionisti duri e puri). Non appena viene a cadere uno di questi tre elementi - laicità, democrazia e maggioranza ebraica - il progetto sionista viene meno.
Gli ebrei ultra-ortodossi (in ebraico haredim, pii) sono una comunità in continua espansione, come gli arabi israeliani fanno molti più figli degli ebrei laici e come gli arabi israeliani, pur vivendo pacificamente con il resto della popolazione, non riconoscono la natura sionista di Israele. La maggioranza degli ultra-ortodossi, che non vanno confusi con i sionisti religiosi (in ebraico datiim, o religiosi, a colpo d’occhio li si riconosce per l’abbigliamento più moderno), non riconosce la sovranità di Israele. La loro opposizione da un lato nasce da una fisiologica antipatia per le autorità secolari, dall’altro da credenze specifiche.
Il Talmud (Ketubot 111) spiega che gli ebrei non devono ritornare alla loro terra pri ma della venuta del Messia. Per chi segue un'interpretazione letterale del Talmud, quin di, il sionismo è una vera e propria eresia. L'atteggiamento degli ebrei ultra-ortodossi non è però così univoco. Tecnicamente, tutti respingono il sionismo. Ma di fatto alcune correnti ostacolano apertamente Israele, per esempio i Latvish Satmar, o i Neturei Karta (questi ultimi vantano pure una sincera amicizia con Ahmadinejad), mentre altre (per esempio i Lubacitch, considerati molto moderni) hanno accettato di fatto l'esistenza di Israele, chiudendosi in quello che potrebbe definirsi un «silenzio assenso». Alcuni accettano persino di votare, nel tentativo di rendere Israele quanto meno eretica possibile, e hanno fondato persino un partito, chiamato "Bandiera della Torah".
Insomma, anche i più rigidi osservanti delle scritture possono dimostrare un certo senso pratico, ed è difficile pensare che quando gli ulta-ortodossi saranno la maggioran za della popolazione propongano di smantellare lo Stato di Israele. Il rischio, piuttosto, è che la crescita della popolazione ultra-ortodossa possa comprometterne la laicità. E anche questo, in fondo, sarebbe una sconfitta per Herzl e per il suo sogno di uno Juden staat. Insomma, la fine del sionismo.
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* Nata a Milano nel 1980, Anna Momigliano ha vissuto in Israele e negli Stati Uniti. Laureata in antropologia (University of Pennsylvania '02), ha cominciato a lavorare al Daily Pennsylvanian, per poi trasferirsi al Foglio. Oggi tiene le pagine di esteri del Riformista e collabora con Io Donna.
L’autore: http://www.tlaxcala.es/detail_auteur...t&reference=88
Mauro Manno è membro di Tlaxcala (http://www.tlaxcala.es/), la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.
URL di questo articolo su Tlaxcala: http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=3373&lg=it
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