



Secondo il nuovo regolamento, si doveva eleggere un ufficio di presidenza che potesse vagliare le mozioni e le pdl per cassarle eventualmente. il che vuol dire che questo congresso ha operato senza ufficio di presidenza non avendo quindi uno strumento fondamentale per il giudizio "preassembleare" sul pdl e mozioni, indi per cui tutto ciò che è stato fatto è compromesso.


Innanzitutto quella prassi non è contra legem. La legge non la vieta, semplicemente non la contempla e si è sempre usato un meccanismo diverso da quello previsto ma non vietato. Non è quindi contra legem. E' contra legem ciò che è espressamente vietato e quella prassi non lo è.
In secondo luogo è consentita in maniera assolutamente "pacifica" e in contestata anche la consuetudine contra legem e tu stai continuando a dire cazzate giuridiche.
Guarda che il diritto non è un qualcosa per il quale ci si possa inventare, non si può far finta di conoscerlo Primoli. O se ne parla con cognizione di causa o è meglio starsene zitti su determinati punti e non dire fesserie.


Non sono d'accordo. Perché il "giudizio preassembleare" serve solo per snellire il lavoro dell'assemblea, evitando di intasarla con atti e proposte inutili.
In realtà, l'attuale Congresso si è lasciato, per così dire, intasare da tutti gli atti pervenuti (stante l'utilizzo del vecchio Regolamento)... ma comunque ha pur sempre legiferato. E si legifera pur sempre a maggioranza semplice. Allora, come nel nuovo Regolamento.


Appunto, allora stai zitto. Ci fai più bella figura.
La Corte stessa ha detto che anche se la ratifica viene fatta (e, nella fattispecie, non era prevista)... l'atto è vigente coln la semplice adozione in Commissione. Indipendentemente dal passaggio (superfluo) in aula.
Svegliati.


Parliamo di due cose diverse, io ho provato a spiegarti che per risolvere il problema basta dimostrare che c'era una consuetudine costituzionale.Ciò salverebbe tutti gli atti, le mozioni e le leggi approvate, senza arrovellarsi il cervello con cazzate.


Innanzitutto non è una consuetudine "costituzionale". La modifica (sbagliata nelle modalità) del Regolamento del Congresso non ha NULLA di costituzionale. Punto primo.
In secondo luogo, ti ripeto per l'ennesima volta che la norma scritta prevede tutt'altro. La consuetudine non prevale MAI sulla legge scritta. In nessun caso.
Gli atti, le leggi e le mozioni approvate... in caso di scioglimento del Congresso, restano validi. E restano validi perché anche se è cambiato il Regolamento del Congresso... le modalità di votazione e le maggioranze richieste per tali atti sono IDENTICHE a quelle precedentemente previste. Quindi, rimangono validi gli atti già approvati.