Mi permetto di segnalare ai colleghi forumisti la presenza di due grossi problemi in relazione alla situazione dell'attuale Congresso.
Non mi riferisco alla diatriba Bergamark-Liberamente (al momento, al vaglio della Corte Costituzionale) che potrà essere risolta, a detta della maggioranza, attraverso una modifica retroattiva del Regolamento del Congresso, conformemente o non conformemente alla decisione della Corte medesima.
Ecco quali sono i due grossi problemi.
PROBLEMA 1: la riforma del Regolamento del Congresso, così come la vuol fare la maggioranza, abbisogna (ex articolo 13 del Regolamento stesso) dell'approvazione della Commissione Riforma, unica titolata a modificarlo.
Senonché, non è possibile (come ipotizzato in precedenza dal Ministro della Giustizia, Ronnie, e dal primo Ministro Rudy) adottare una legge ordinaria che modifichi il Regolamento o sopprima lo stesso articolo 13... poiché una precedente sentenza della Corte (www.politicaonline.net/forum/...3&postcount=58) aveva stabilito che il Regolamento del Congresso era di rango superiore alle leggi ordinarie e queste, quindi, non possono modificare il Regolamento medesimo. Lo stesso Ministro della Giustizia, On. Ronnie, ha anche autorevolmente dichiarato la perdurante validità di questa decisione della Corte. Il parere del Ministro può essere letto nel messaggio numero 14 della discussione reperibile all'indirizzo seguente: www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=370162
Di conseguenza, l'unica soluzione possibile è passare attraverso la Commissione Riforme, attualmente senza Presidente. In essa, oggi, i membri sono in perfetta parità: due per il centrodestra, due per il centrosinistra. E, immagino, sarà una bella battaglia per far passare la modifica retroattiva del regolamento del Congresso.
Faccio presente, difatti, che questa modifica retroattiva serve per sanare la posizione di taluni congressisti surrogati in precedenza (come Gianfranco, Zaffo o altri), oltre che a risolvere la diatriba Bergamark-Liberamente. Il rischio è che se si arrivasse ad una sentenza restrittiva della Corte, senza la norma modificatrice retroattiva del Regolamento... si verificherebbe la paradossale situazione in cui la Corte dà la corretta interpretazione ed il Congresso (pur non essendo vincolante il parere della Corte) rimane a composizione invariata, di fatto ignorando la decisione interpretativa dei magistrati.
PROBLEMA 2: l'articolo 13 del Regolamento del Congresso dispone che le modifiche al Regolamento del Congresso può apportarle SOLO la Commissione Riforme. Questo dà, sostanzialmente, alla stessa Commissione una sorta di potere di adozione in sede deliberante (così come prevedeva anche il soppresso articolo 12 del Regolamento medesimo).
A suffragio di questa tesi, c'é anche una sentenza della Corte Costituzionale (www.politicaonline.net/forum/...=331764&page=2) che conferma che il passaggio in ratifica delle decisioni già adottate dalla Commissione Riforme può anche essere possibile... ma non è necessario, poiché le decisioni sono già valide così come licenziate dalla Commissione stessa.
In effetti, anche se la legge istitutiva della Commissione Riforme prevede la necessità della ratifica in aula, il Regolamento del Congresso (all'articolo 13) prevede, come già detto, che solo la Commissione Riforme abbia il potere di modificare il Regolamento. Senza prevedere nessun altro passaggio. Stante il conflitto tra legge ordinaria istitutiva della Commissione e Regolamento del Congresso, prevale quest'ultimo in quanto di rango superiore... come stabilito dalla sentenza della Corte (www.politicaonline.net/forum/...3&postcount=58).
Premesso questo, è da segnalare che la Commissione Riforme aveva già da tempo approvato il nuovo Regolamento del Congresso, il cui testo è reperibile all'indirizzo seguente: http://www.politicaonline.net/forum/...ferrerid=10150
Se è confermata questa ricostruzione, beh... signori, il Congresso OGGI ha già il suo nuovo Regolamento (ed è già in vigore). E, oltretutto, ciò implica il fatto che l'attuale Commissione Riforme... è già soppressa (stante la soppressione esplicita prevista dal nuovo Regolamento del Congresso).
Signori, i due grossi problemi attualmente sono questi. Qui c'é molta carne al fuoco.
Di una cosa si può star sicuri. Alla Corte pioveranno senz'altro una valanga di ricorsi in questi prossimi giorni e si rischia davvero di bloccare il Congresso per lunghissimo tempo. Se non addirittura definitivamente, sino allo scioglimento.
A voi la parola.





