Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Osservatore del teatrino
    Data Registrazione
    28 May 2009
    Messaggi
    14,088
     Likes dati
    13
     Like avuti
    16
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Cosa è successo in Siria..

    “Abbiamo ristabilito la deterrenza nei confronti della Siria e dell’Iran”: con questa frase Amos Yadin, capo dei servizi segreti militari di Israele, ha spiegato alla Knesset il senso della scossa impressa da Israele agli equilibri mediorientali. Una frase un poco criptica, che però ha in sé anche la spiegazione della ridda di dichiarazioni e smentite che occupano i giornali in questi giorni. Il senso delle parole di Amos Yadin è tutto riassunto in alcuni fatti. Il primo: la Siria, che ha rinnovato il 21 luglio scorso a Damasco il patto militare che lega Beshar al Assad con Mohammed Ahmadinejad, sta tentando di dotarsi di armamento nucleare comprato dalla Corea del Nord e di installarlo su uno dei suoi 60 Scud-C. Sta anche tentando di dotarsi di armi chimiche letali a lunga gettata, come dimostra l’esplosione del 23 luglio scorso –rivelata ieri da Haaretz e dal Jerusalem Post- in cui dozzine di ufficiali iraniani e 15 ufficiali siriani sono morti mentre tentavano di armare alcuni Scud-C con gas nervino in una base di Aleppo.

    Il riequilibrio della deterrenza a favore di Israele è stato dunque conseguito con la spettacolare azione della aviazione di Gerusalemme che il sei settembre ha inviato otto Raam F151 e un Elint da ricognizione, che hanno percorso indisturbati tutta lo spazio aereo siriano senza essere intercettati dai modernissimi sistemi russi Pantsyr e hanno distrutto la caserma di Dayr ar Zawe, in cui era custodito l’armamento atomico sbarcato giorni prima a Tartus. Va notato che in termini di “deterrenza” il successo israeliano non riguarda solo l’eliminazione delle atomiche, ma anche e soprattutto la dimostrazione di una straordinaria capacità operativa. Tutte le illusioni islamiche sulla crisi militare di Israele, dopo le difficoltà riscontrate nel 2006 in Libano, sono state spazzate via. Con l’azione del 6 settembre, Ehud Barak ha dimostrato che Israele può ripetere quando vuole l’exploit del giugno 1967, quando distrusse al suolo le flotte aeree di Egitto, Siria e Giordania. In questa luce, vanno lette le minacciose dichiarazioni di ieri di Mohammed Alavi vice comandante dell’aviazione dell’Iran: “Abbiamo un piano che prevede, nel caso di un eventuale attacco di pazzia del governo israeliano, che i caccia bombardieri iraniani colpiscano per rappresaglia il territorio israeliano: La gittata dei nostri missili copre l’intero territorio di quel regime. Questo piano non è una vana minaccia, Israele dovrebbe togliersi dalla testa ogni follia”.

    In questo contesto di deterrenza riequilibrata, vanno infine collocate le dichiarazioni di Simon Peres che martedì ha affermato: “Il nervosismo nelle relazioni tra noi e la Siria é finito”. Il tutto mentre Ehud Olmert, dopo l’eccellente dimostrazione di forza data il sei settembre, apriva cautamente una disponibilità di trattative con Damasco, nel chiaro intento di arrivare con un clima migliore alla imminente conferenza sul Medio Oriente. Le stesse parole di Robert Kouchner sulla possibilità di una guerra con l’Iran, sono state palesemente ispirate dalla scossa che la diplomazia occidentale ha ricevuto nel constatare che la Siria –lungi dal disporsi alla trattativa invocata dai democratici di mezzo mondo- sta addirittura tentando di dotarsi di armi atomiche. Notevole, peraltro, lo straordinario silenzio dei paesi arabi e della Turchia (che sicuramente monitorava l’azione aerea israeliana ai suoi confini e non ha minimamente protestato per il sorvolo del suo territorio nazionale). Le denuncie siriane contro l’indiscutibile atto di guerra israeliano sono cadute in un vuoto totale, non una capitale araba ha pronunciato una parola contro Gerusalemme, segno evidente del sollievo –soprattutto del Cairo, di Amman e di Ryad- per il pieno successo di un’azione che le ha liberate dalla nuova minaccia dell’asse Damasco-Teheran Con eccellente sintesi, ieri Condoleeza Rice ha posto il sigillo a due settimane di convulsioni: “Siamo convinti che a fronte del programma nucleare iraniano, la via diplomatica possa funzionare soltanto se accompagnata da una serie di incentivi, ma se è capace anche di mostrare i denti”.
    da carlopanella.it
    X

  2. #2
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    13 Mar 2006
    Messaggi
    6,579
     Likes dati
    1,563
     Like avuti
    1,849
    Mentioned
    116 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Alexeievic Visualizza Messaggio
    da carlopanella.it
    Dal che si dimostra come debbano essere trattati questi dittatorelli arabi. Per riprendersi dalle cannonate gli ci vorrà un pò, il tempo, solitamente lungo, di domandarsi per quali oscuri motivi allah non abbia provveduto alla difesa aerea delle terre islamiche, visto che il sistema Pantsyr ha fatto cilecca. Israele ha capito benissimo che il dialogo ad ogni costo, (come le truppe di interposizione dell'Onu a guida italiana) auspicato dalla comunità europea e dall'Italia in particolare, nei riguardi di simili teste, non serve ad un tubo. Anzi, sono convinto che il raid israeliano del sei settembre sarà certo molto più efficace di tante iniziative buoniste per definizione mirate a "vagliare i fatti", a "fare gli opportuni distinguo", a "comprendere le ragioni del disagio". Con tanti saluti all'Onu.

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 May 2010
    Messaggi
    13,497
     Likes dati
    0
     Like avuti
    28
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sul blog di Joshua Landis, professore americano tra i più accreditati studiosi di cose siriane, è stato pubblicato ieri il reportage dell’unico giornalista occidentale, Trish Schuh, che è arrivato a Deir ez-Zor, la cittadina della Siria centrale vicina al confine con l’Iraq, dove si trova la base militare su cui si sarebbe diretto l’attacco israeliano perché vi sarebbe stato ammassato materiale nucleare. I tecnici di una società petrolifera che opera a Deir ez-Zor, dice Shuh, non hanno registrato nessun livello particolare di radiazioni, nei giorni successivi al 6 settembre, nonostante effettuino quotidianamente monitoraggi, per seguire la procedura standard del processo di raffinazione.

    http://www.lettera22.it/showart.php?id=7786&rubrica=8

    Allora quell'esaltato di Carlo Panella che cavolo racconta?

 

 

Discussioni Simili

  1. Siria e Ginevra 2: comunque vada, per Asad sarà un successo
    Di von Dekken nel forum Politica Estera
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 22-01-14, 16:52
  2. Cosa ti è successo?
    Di Ludis nel forum Fondoscala
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 30-01-13, 16:02
  3. cosa è successo?
    Di xvmayo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 03-03-06, 16:28
  4. Cosa è successo?
    Di Totila nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 18-10-05, 09:51
  5. Cosa gli è successo?
    Di Alitalia Fan nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 20-06-04, 12:48

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito