



Distinguerei fra "buona" e "cattiva" raccomandazione.
Non c'e' niente di male nel raccomandare una persona che ha delle buone qualita' per quel particolare lavoro.
La "cattiva" raccomandazione (raccomandare una persona solo perche' amica, anche se ha qualita' scarse) e' figlia di un mercato rigido.
L'imprenditore ha bisogno di persone valide (se sono raccomandate o no, non e' che gliene importi molto). Di sicuro gli imprenditori NON hanno bisogno di raccomandati che lavorano male, anzi.


Certo, tutti precari ma c'è precario e precario, ovvio.
Anche adesso il precario con 2 anni di contratto a tempo determinato in banca non puoi paragonarlo a chi lavora a prestazione occasionale o a progetto per 3 mesi.
Cosa accadrebbe se fosse abolito l'articolo 18?
Beh, io son stato in Aziende che spendevano decine se non centinaia di migliaia di euro per mandare in pensione o mobilità il dipendente fisso e poi spilorciavano i 70 euro di rimborso per lo stagista o il precario che, nello stesso ufficio, svolgeva il medesimo lavoro.
Se abolissero l'articolo 18 a tutte le aziende converrebbe indebitarsi pur di mandare a casa un'enorme fetta dei loro lavoratori fissi e sostituirli con altrettanti precari.
Fossero anche gli stessi lavoratori precarizzati.
Se tu hai presente le differenze contrattuali (dalla maternità alla malattia) tra precario ed assunto sai perché, ma soprattutto conosci il livello di ricattabilità (mobbing, trasferimenti, richieste fuori contratto, straordinario non pagato, molestie, zitto su tutto o vai a casa di corsa). E' il precariato all'italiana: in un paese serio per svolgere il lavoro A da fisso ti pagano 1000, per svolgere il lavoro A da precario ti pagano 2000. In Italia è il contrario perché se sei precario non sei nulla (finché poi non gli spezzi un ginocchio di sera... in qualche vicolo...).
Visto che ho lavorato sempre anche io a diversi livelli di precarietà, e dato che una mia amica (ormai non più giovanissima, ma ferreamente precaria seppur ben pagata) ha dovuto adottare un figlio perché non potrà mai avere la maternità, so quanto sia innaturale l'incubo precario.


non posso non essere d'accordo.
qui la differenza è una questione di prospettiva.
i sindacati hanno battagliat per l'estensione del 18 alle piccole imprese. e giustamente difendono il 18 per tutte le giuste motivazioni che hai elencato.
ma nn spendono una parola per i contratti atipici.
invece che difendere le posizioni acqusite dicendo così evitiamo una ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro perchè non affrontare direttamente questo problema?
è come dire lotto per evitare la diffusione della fame nel mondo fottendotene di chi muore di fame adesso.


[quote=klaus_Roma;6367756]Questo e' anche vero.
E secondo te come se ne esce?
Una soluzione parziale, una delle tante, è introdurre a livello normativo il principio che un contratto di collaborazione temporanea o a progetto si paga di più del corrispettivo a tempo indeterminato. Così inizierebbe a configurarsi l'esistenza di giovani professionisti apportatori di conoscenze piuttosto che di ilioti tenuti a bada con boccaglio e frustino.


non può funzionare semplicemente perchè i contratti atipici sono soggetti a contrattazione singola (lavoratore/impresa)
molto più semplice estendere a tutti i contratti le garanzie del contratto a tempo indeterminato (salvo l'indeterminatezza) in pratica trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato.


bah... son tentato di aprire un tred: eliminiamo le srl.
mi piacerebbe vedere le risposte di chi parla di precariato come di un vantaggio![]()

