Vi pongo una domanda.
Perchè essere monarchici?
In quali principi , in quali ideali crede il monarchico italiano?
Lo chiedo perchè lentamente sto capendo i difetti della repubblica...
Grazie


Vi pongo una domanda.
Perchè essere monarchici?
In quali principi , in quali ideali crede il monarchico italiano?
Lo chiedo perchè lentamente sto capendo i difetti della repubblica...
Grazie


a mio parere sarebbe interessante chiedere perchè si è repubblicani...i Monarchici sono gli Italiani che credono alle vera Italia


Tradotto:
Perchè noi siamo i buoni, i cowboy e le guardie e gli altri sono i cattivi, gli indiani ed i ladri.
Scusami, è una domanda che porrei anche io, anche se giudicare una Repubblica da Mastella è come giudicare un Regno dal Re di danari delle carte da gioco piacentine.
Poichè (si spera) si è tra uomini adulti, potresti dare una serie di risposte precise e non retoriche?
Te ne sarei grato.




Due risposte:
una di ordine storico una di ordine teorico.
Storicamente in Italia la repubblica è qualcosa di quasi inesistente. Prima dell'Unità gli stati d'Italia erano tutti retti a Monarchie.
E Monarchia era quella che ha prodotto il processo unitario e attorno all'unico simbolo del Re quell'Italia ha completato se stessa ed è diventatat grande, anche in mezzo a tante sconfitte ed eventi poco piacevoli.
Teoricamente ( e anche praticamente) perché il Re è un simbolo dello stato, e della sua unità, che è tale propèrio perché per la sua elezione non deve grazie a nessuno. Può essere di tutti ma nessun può andare a dire al capo dello stato qua ci stai perché ti ci ho messo io.
Lo stato quindi avrebbe un simbolo comune e condiviso che, identificandosi nella persona del Re e dei suoi successori susciterebbe anche sentimenti di affezzione e di lealtà allo stato che verrebbero idetificati con la persona del Re.
Un siffatto capo di stato sarebbe ottimo arbitro del gioco politico essendone al di sopra e potendo trattare in forza di una investitura autenticamente popolare: Per Grazia di Dio e volontà della Nazione.
Cioè il Re risponde del suo operato al popolo intero, mentre i politici devono farlo solo ai loro elettori.
Il fatto inoltre di essere educato sin dalla più tenera età al suo ruolo ne favorisce la preparazione tecnica e l'incarnazione della figura.
Un semplie sguardo verso nord e verso ovest è sufficiente a vedere che le migliori democrazie hanno per capo un Re.




Tutto giusto, e vorrei rispondere agli amici Rocky e Miles...
E' superfluo dire che vivere in un mondo onesto e buono all'origine, fa in modo che parlre di Monarchia o repubblica sia quasi superfluo. Dico quasi, perchè la tradizione, si sposa con la Monarchia e non con repubblica, ma è al momento un dettaglio.
Noi viviamo nella migliore delle ipotesi in un mondo che non è buono e giusto, diciamo che non è cattivo e malvagio, diciamo che è "interessato", senza offendere nessuno. Ora in questo mondo, il cittadino modello, colui che lavora e vive onestamente del suo lavoro, ha bisogno (un bisogno disperato dico io...) di una garanzia sopra alle parti, che tragga legittimità e il diritto di intervenire come BILANCIA da una cosa diversa dalle elezioni.
E' dimostrato infatti che il voto, su cui si basa la democrazia, non è libero, o meglio, è libero (in Italia) ma può essere condizionato, da mille fattori.
I furbi quindi "guidano" la nostra democrazia a nostra insaputa e ci costringono in scelte "preparate". Nessuno in Italia oggi e garantito da questo mercanteggiare, perchè anche il Buon Napolitano, è un politico eletto da politici e deve dire grazie ad una parte del parlamento, ma anche se dovesse essere eletto direttamente dal popolo, potrebbe il popolo dichiararsi libero di votare chi vuole ? può il popolo votare il migliore ?
Non credo !
Anzi sono sicuro che così non è, e la Francia nostra vicina di casa conferma questa mia perplessità, già così evidente guardando oltreoceano (USA)
Questo ci riporta alla mancanz di un "padre", che forte della sua indipendenza politica, morale ed etica, "registri" la politica ed i politici in sincronia con il popolo.
Succede ogni volta che un Monarca parla al suo popolo, non per suo interesse (è già Re, cosa può volere ancora...) ma nell'interesse del suo popolo e del suo paese !
Vi copio di seguito una mia riflessione...
Differenze
(Riflessione sulla differenza esistente tra un Sovrano ed un Presidente - 24.02.2007)
Quando nel giugno del 1946, il nostro paese, divenne suo malgrado una repubblica, fu chiaro a tutti che avevamo lasciato per strada parte del nostro prestigio. Uscivamo certo da una guerra persa, ma internazionalmente parlando, il Regno d’Italia godeva comunque di un suo status, di una luce propria.
Ora senza voler cadere in polemiche sterili circa le persone che da quel giorno hanno avuto il compito di rappresentare il nostro Paese, possiamo affermare che un rappresentante eletto in repubblica può definirsi Capo dello Stato, dove lo Stato si identifica nelle istituzioni, nella politica e nella logistica del Paese. Il presidente della repubblica, che peraltro non è scelto tra i migliori, come vogliono le favole, ma viene scelto dai politici, tra i politici disponibili e più rappresentativi della parte in maggioranza, non può certo pretendere di rappresentare la completezza del Paese.
Quando diciamo la completezza del nostro Paese intendiamo riferirci all’insieme dello Stato, del popolo, della cultura, e delle tradizioni. Il Presidente della repubblica non può rappresentare insomma l’inno, la nostra bandiera e la nostra Patria. Egli è il funzionario più importante di uno Stato, …parte importante ma non esclusiva della Patria nella sua interezza. In Valle d’Aosta si usava dire che : “où est le Roi, là est la Patrie” …dove è il Re, vi è la Patria, identificando nel Re, non un rappresentante delle istituzioni, ma la Patria stessa, dove la Patria è l’inno, la bandiera le tradizioni e la cultura di tutti i popoli d’Italia. E’ la nazione nella sua globalità ch'egli rappresenta e che da lui si sente rappresentata.
Ecco perché non possiamo tacere la martellante propaganda di questi mesi per far apparire un politico fino a ieri interessato ad una parte, con tradizioni e cultura che possono appartenere ad una minoranza della popolazione, quale il “padre” della moderna Patria Italia. A nulla servono le sue buone parole, i suoi buoni intenti da copione già letto. Rimarrà comunque un rappresentante dello Stato, il Capo dello Stato.
In questo si identifica la differenza tra una Monarchia ed una repubblica. E’ solo una differenza di forma direte Voi, ma è una differenza che vale al cittadino di sentirsi parte integrante della Patria con i suoi secoli di Storia e di Gloria, oppure di identificarsi semplicemente in uno Stato o Istituzione momentanea.
Saluti a tutti e spero di vedervi ancora e sempre più numerosi su questo Forum...
Ciao


vi pongo anch'io una domanda,anzi 2: dato che al momento la costituzione italiana vigente non prevede la riedizione del referendum istituzionale,chi,volendo farsi carico della proposta del ritorno della monarchia,potrebbe essere l'uomo (o la donna) giusto e come potrebbe muoversi? e tra i politici,gli uomini di cultura e di scienza attuali potrebbe dirsi sincero e credibile monarchico?


Non ne ho idea !
Sono però sicuro, che un tale movimento non dovrebbe vedere l'impegno diretto di uno dei nostri Principi. Di questo sono certo.
Un Politico ? ...mi viene in mente Fisichella, ma dovrebbe disporre di fondi congrui e dell'appoggio incondizionato di tutte le Associazioni per poter essere elettoralmente libero dai partiti tradizionali.


a mio parere si dev presentare qualcuno MONARCHICO ma che al momento tra i suoi programmi non metta la questione istituzionale...prima presentiamoci per quello che siamo e per le nostre validissime idee di rinascita nazionale e facciamo capire alla gente che non siamo sognatori pazzerelli(l'idea che hanno è questa)