Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 45
  1. #1
    Forumista
    Data Registrazione
    01 Mar 2010
    Località
    Undercity
    Messaggi
    419
     Likes dati
    21
     Like avuti
    46
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Un po' di chiarezza sui Partigiani.

    Avete rotto con questa storia dei partigiani che hanno salvato la patria. Loro non hanno fatto proprio un katz.

    Tutto cio' che segue e' una piccola goccia nell'oceano delle violenze che hanno compiuto i partigiani ai danni dell'Italia.

    Non dite che sono balle perche' sono tutte cose ampiamente documentate (basta anche solo cercare su internet)

    Non dite che sono un fascista perche' non e' un cazzo vero.Sono Indipendentista Veneto.

    Saluti




    Il movimento partigiano
    Ecco le parole di Francesco Saverio Nitti nel 1945, al suo rientro in Italia dopo l’esilio per la sua opposizione al Fascismo: "Gli italiani sono stati ubriacati con le menzogne per centocinquant’anni. […] Anche il movimento partigiano, che agiva in nome della liberazione, era fondato su una menzogna. I partigiani italiani vorrebbero farci credere che la loro fu una lunga, nobile lotta contro i mali del Fascismo, dell’occupazione e della repressione durante la tremenda campagna invernale del 1944-45 […] Alcuni gruppi della resistenza agirono con coraggio, e molti dei loro componenti pagarono a caro prezzo, ma la stragrande maggioranza dei partigiani, circa duecentomila elementi, entrò nei ranghi solo dopo il termine delle ostilità.
    Ci è stato fatto credere per anni che il processo di opposizione al Fascismo fu continuo e presente anche durante il Ventennio, pronto per esplodere prima il 25 luglio 1943 e ancor più violento l’8 settembre 1943. La contrapposizione tra la minoranza fascista e la maggioranza antifascista porterà così alla lunga lotta armata di questi ultimi che si batteranno per la democrazia e per la libertà. In realtà, a parte pochissimi autentici e coerenti antifascisti nelle carceri o all’esilio, la maggioranza degli italiani fu con il Fascismo, fino a quando capì che era più conveniente cambiare posizione.
    Non esistono dei dati precisi sul numero dei partigiani, ma secondo alcune stime nel dicembre 1944 il loro numero era attorno alle 100.000 unità; di questi solo 10.000 operavano come veri guerriglieri, gli altri erano solo profughi o uomini rifugiatisi in montagna per sfuggire ai rastrellamenti tedeschi. La maggior parte dei partigiani entrò a far parte del movimento solo alla fine delle ostilità, quando ormai la conclusione era scontata. Alcune fonti affermano addirittura che, dopo la fine del conflitto, in Italia furono distribuiti circa settecentomila certificati di militanza partigiana contro il pagamento di una modesta somma.
    Inoltre bisogna considerare che il numero di partigiani aumentò ogni qualvolta veniva emesso un bando di chiamata alle armi dal governo della RSI. I giovani, per sottrarsi agli obblighi di leva, preferirono fuggire in montagna, ove furono poi assorbiti dai partigiani presenti. Non fu la loro una scelta di campo, ma una conseguenza derivante dalla situazione bellica.
    Quale fu il contributo allo sforzo bellico di questi partigiani? Anche secondo gli Alleati fu scarso e non servì ad accelerare la fine della guerra in Italia. Il maresciallo Alexander, comandante delle forze alleate in Italia e nel Mediterraneo disse: "La loro collaborazione fu trascurabile e di poco conto".







    Giuseppe Osella, famoso industriale manifatturiere, fu fucilato per aver organizzato e finanziato i primi nuclei di partigiani comunisti della Valsesia; a lui furono dedicate piazze e vie e figura come "martire della libertà. Ma nessuno ricorda il suo passato di squadrista (quelli che manganellavano la gente e la riempivano di olio di ricino); fece la Marcia su Roma e fino al 25 luglio 1943 fu podestà di Varallo Sesia. Un tipico esempio di coerenza italica.


    Davide Lajolo, giornalista e scrittore, discorrendo con Curzio Malaparte dichiarava: "Noi militanti del PCI dal fondo di una cella abbiamo capito dalle corrispondenze che lui mandava dal fronte che i tedeschi non ce l’avrebbero fatta …". A dire il vero Lajolo non fu mai rinchiuso in nessuna cella, ma all’epoca dei fatti in riferimento, egli era un ufficiale volontario delle Camicie Nere, reduce da tutte le guerre mussoliniane e vicefederale fascista di Ancona fino al 25 luglio 1943.
    Giorgio Pisanò ricorda nei suoi libri alcuni incontri con i partigiani: "Ponte Valtellina era si in mano ai partigiani. Ma appena ci videro scapparono via. Non ci fu nemmeno bisogno di sparare. Quei pochi che furono raggiunti dai nostri ragazzi gettarono le armi a terra e alzarono le braccia. Vennero liquidati a calci nel sedere. Erano le 10,30 del 28 aprile del 1945 […] Quando fummo a circa seicento metri da Grosio, sentimmo alle nostre spalle alcuni colpi di fucile e delle raffiche di mitra. I partigiani, accortisi che in paese non c’era più un fascista, si erano decisi a liberarlo".
    Mazzantini in uno dei suoi libri rileva evidenti distorsioni dei fatti fra ciò che viene riportato dal Longo in un suo racconto e ciò che realmente è accaduto, essendo lui stesso protagonista di quegli episodi. "Diecimila fascisti, che dall’11 marzo erano stati trattenuti in valle dalle forze di Moscatelli, abbandonarono l’11 giugno la Valsesia"; in realtà si parla della Legione Tagliamento composta da 1000 uomini che non abbandonava la Valsesia, ma veniva trasferita sulla linea Gotica. "A Camasco (Valsesia) il 63o Battaglione "M" per due giorni di seguito è attaccato dai nostri distaccamenti e obbligato alla fuga, dopo aver lasciato sul terreno il vicecomandante, trenta morti e la bandiera"; in realtà si trattava di piccoli scontri con qualche morto e ferito e soprattutto senza nessuna bandiera lasciata sul terreno. Confrontando le sue personali esperienze con il libro "Il Monterosa è sceso a Milano" dei partigiani Pietro Secchia e Gino Moscatelli evidenzia come, delle sparatorie tipiche del modo di operare partigiano, siano trasformate in operazioni militari di grande portata. Anche in questo libro una compagnia di 90 uomini diventano delle colonne di migliaia di uomini e, durante uno scontro con una colonna tedesca di 500 uomini appoggiata da autoblinde e cannoni semoventi: "le nostre perdite ammontano a un morto, cinque feriti e due dispersi (gruppo Damiani). Le perdite nemiche a cento uomini". Tutte queste falsità e distorsioni dei fatti sono le basi sulle quali è stata impostata la "verità ufficiale".

    La politica dei partigiani comunisti
    Il 12 ed il 13 settembre 1943 i delegati del Partito Comunista Croato e quelli del Partito Comunista Italiano si riunirono a Pisono e decidero che l’Istria doveva far parte della Croazia alla fine della guerra. Di conseguenza tutti i partigiani comunisti italiani sarebbero passati sotto comando croato. Inoltre a metà ottobre 1944 Palmiro Togliatti incontrò l’esponente dei partiti comunisti jugoslavi e consigliò allo stesso che sarebbe stato utile per la causa comunista che i partigiani di Tito occupassero tutta la Venezia Giulia. A chi dare la responsabilità delle foibe e di tutte le atrocità che subirono in seguito gli italiani presenti in quei territori?
    Il 7 gennaio 1945, sulle montagne del Friuli, avvenne l’eccidio di Porzus. Quest’episodio per anni tenuto nascosto dai più, permette di comprendere quali erano gli atteggiamento e le finalità dei partigiani comunisti in Italia. Essi consideravano nemici non solo i fascisti, ma chiunque non fosse comunista e non allineato con le loro posizioni. A Porzus i partigiani della brigata Osoppo vennero massacrati dai partigiani della brigata Garibaldi-Natisone, eseguendo così l’ordine del commissario delle formazioni garibaldine Mario Lazzero del Partito Comunista Italiano (nel dopoguerra segretario della Federazione Comunista di Udine e successivamente deputato al Parlamento). I partigiani della Osoppo vennero torturati, evirati e infine uccisi. I comunisti fecero capire in quel modo chi comandava e quale fine attendeva chi non si fosse adeguato.
    Nei primi giorni dopo l’8 settembre fascisti ed antifascisti s’incontrarono per trovare una soluzione pacifica che non permettesse lo scontro fra le due fazioni. Sarà la politica dei comunisti che porterà allo scontro e alla guerra civile; non volendo scendere a patti per il bene di tutti, seguiranno la strada dell’assassinio. Sono evidenziate anche da parte antifascista sia la ricerca di una soluzione pacifica da parte dei non comunisti sia l’opposta scelta dei comunisti. La diffidenza dei moderati verso i comunisti e l’iniziale rifiuto alle loro pressanti sollecitazioni ad agire, ha a fondamento la consapevolezza che i comunisti, sostenuti in quella scelta dagli azionisti, si battono per un disegno, che va al di là della vittoria sulla Germania. "Per i primi il capovolgimento degli attuali assetti sociali, per l’attuazione della rivoluzione proletaria, e per gli altri una rigenerazione radicale e altrettanto sanguinosa della società in senso giacobino".
    A poco più di due mesi dall’armistizio, la situazione iniziale sembra si stia avviando verso uno stato di non belligeranza tra i due schieramenti, di una tregua nella quale dalla parte antifascista c’è una maggioranza moderata che non ha alcuna intenzione di venire ad una rottura cruenta, e da parte fascista, oltre a un’autentica aspirazione alla riconciliazione nazionale diffusa in vasti ambienti, tutto l’interesse che la situazione si stabilizzi, in modo da poter ricostituire le Forze Armate da portare sulla linea del fronte per riscattare con le armi la vergogna dell’8 settembre. Per i comunisti però, che la situazione si normalizzi su posizioni di tregua, è un pericolo da scongiurare a tutti i costi. Essi non possono accettare che la liberazione dai tedeschi e dai fascisti avvenga per mano degli eserciti alleati. Il compito specifico del PCI è realizzare un progetto rivoluzionario mondiale, mentre una soluzione del genere condurrebbe ad una sorta di restaurazione del governo precedente il periodo fascista, ove sono i partiti borghesi a gestire il potere. Permettere questo sarebbe per il PCI buttar via un occasione unica: quella cioè di una nazione disgregata e dalle strutture in pezzi, con tutto il sistema dei valori borghesi in crisi profonda; una situazione perfetta per gettare le basi di una rivoluzione. Questa è la reale meta dei comunisti, sia dei militanti, quanto dei dirigenti, formatisi nelle strutture organizzative del Comintern.
    "Eravamo giovani ed idealisti, per noi l’obbiettivo era soltanto la sovietizzazione dell’Italia" confessava, ricordando quei tempi, l’ex capo partigiano Mendel a "Il Giornale" l’8 settembre 1990.
    I comunisti quindi vanificarono qualsiasi progetto di ricomposizione, spinsero alle estreme conseguenze quella situazione di latente guerra civile, perchè la rivoluzione ovviamente non ha bisogno della composizione ma dello scontro, del taglio netto. Saranno i comunisti che provocheranno con le armi e smuoveranno l’apparente calma venutasi a creare; d’altronde ai fascisti non può che essere che conveniente quella quiete interna a prova del consenso e della rassegnazione popolare. Gli antifascisti che partecipano agli incontri tenuti a Milano, Venezia, Modena, Firenze, Ferrara, Bologna fanno un’opera di pacificazione con i fascisti, rifiutano quella strada che può portare ad una sanguinosa guerra civile. Chi determina la svolta a questa situazione è la direzione del PCI dando inizio ad una campagna di attentati terroristici e di agguati a uomo, allo scopo di esasperare le reazioni dell’avversario, di far esplodere la violenza latente, di zittire ed emarginare i moderati, quindi di far fallire il progetto di normalizzazione. Il terrorismo urbano è la prova di questa volontà; non formazioni armate sui monti o nelle campagne per operazioni militari, sabotaggi ad installazioni tedesche, colpi di mano a colonne, ponti, ferrovie, ma il terrorismo urbano, l’agguato contro i fascisti, soprattutto la dove si ventilano possibilità di intese, di convivenza tra le due parti.
    Gli assassini del federale di Ferrara Igino Ghisellini, del federale di Milano Aldo Resega, del federale di Bologna Eugenio Facchini, del federale di Torino Ather Capelli, furono tipiche azioni di provocazione terroristica. E non a caso furono uccisi quei fascisti più moderati che avevano avviato degli incontri con gli esponenti antifascisti disposti al dialogo. Queste azioni ebbero la capacità di suscitare puntualmente enormi risonanze e scatenare reazioni sproporzionate sia nella misura che nella violenza, come era nelle previsioni.
    Gli uomini più avvisati, Mussolini in testa, si sforzeranno di placare gli animi, ben consci degli scopi che la strategia dell’assassinio politico si propone. Scrisse a proposito dei pensieri di Mussolini, Giovanni Dolfin suo segretario: "Mussolini è ben consapevole del rischio che la provocazione terroristica provoca. E invita a non rispondere a non lasciarsi trascinare nel gorgo della vendetta. Gli avversari che hanno da tempo inaugurato l’assassinio politico come sistema di lotta, fanno evidentemente il possibile per portarci sullo stesso terreno. Sarebbe da parte nostra un grave errore il seguirli, facendo il loro giuoco".
    Carlo Silvestri, il socialista che aveva capeggiato la campagna di stampa contro Mussolini all’epoca del delitto Matteotti, l’uomo che nel periodo delle RSI fu uno dei più attivi nel tentativo di gettare un ponte tra le due parti, dichiarò: "Affinchè non vi siano ombre sulla mia chiarezza, testimonio ancora una volta, che tutte queste uccisioni furono volute col criterio di esasperare la situazione e rendere inevitabile la guerra civile secondo il desiderio di Londra e di Mosca".
    Alberto Franceschini, uno dei capi storici delle BR, il quale da ex-partigiani comunisti, con la consegna delle vecchie armi di quelli, riceve l’investitura della continuità della Resistenza, ha dichiarato: "La storia non si può negare. La mitologia del nucleo storico delle BR è fatta proprio di quegli episodi e di quei racconti [di ex gappisti]… Noi avevamo il mito dei GAP. A Milano alcuni entrarono nelle BR sull’onda dei racconti della Volante Rossa".

    Primavera di sangue
    "I delitti gratuiti compiuti durante la Resistenza furono voluti e compiuti dai comunisti. Si pose un velo su di essi perchè non si ebbe la possibilità, o il coraggio di impedirli, nè di punirli nè di sconfessarli" (Don Luigi Sturzo, L’ultima crociata, La Nuova Cultura, 1956).
    Per diversi mesi del 1945, il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia) ebbe mano libera nell’Italia settentrionale e fu una carneficina. Le formazioni partigiane saccheggiavano liberamente e massacravano chiunque fosse sospettato di essere fascista. Le pattuglie militari alleate fecero ben poco per ristabilire l’ordine fino a quando non si placò la sete di sangue. Ad oggi le autorità italiane ammettono che i morti furono ufficialmente 17.322, ma si calcola che la cifra reale oscilli intorno alle 100.000 persone fra uomini, donne e bambini. In molti casi furono sterminate intere famiglie.
    Il Comitato insurrezionale, avvalendosi della copertura e dell’appoggio del CLN e del CVL, indicò come nemico i fascisti che dovevano essere tutti ammazzati senza processo perchè "fuori legge". Ecco il testo di una circolare segreta, dattiloscritto su carta intestata Comitato di Liberazione Nazionale: "Disposizioni sul trattamento da usarsi contro il nemico […] Gli appartenenti alle Brigate Nere, alla Folgore, Nembo, X Mas e tutte le truppe volontarie, sono considerati fuorilegge e condannati a morte. Uguale trattamento sia usato anche ai feriti di tali reparti […] In caso che si debbano fare dei prigionieri per interrogatori ecc., il prigioniero non deve essere tenuto in vita oltre le tre ore".
    Poi c’erano i famigerati "Tribunali del popolo" composti dai più fanatici tra i capi partigiani comunisti. La procedura veniva inventata di volta in volta e l’unica pena prevista era la pena di morte. Era sufficiente essere fascista per essere condannato, anche se non veniva dimostrato nulla.
    Il "tribunale del popolo" era composto da una decina di capi banda, quasi tutti comunisti. Il pubblico era formato in maggioranza di partigiani. Il processo fu rapidissimo. Un capo partigiano aveva pronunciato la requisitoria. L’imputato era fascista, ciò era sufficiente per essere condannato. Il presidente si era rivolto al pubblico e aveva gridato: "Lo volete vivo o lo volete morto?". "Morto" fu la risposta. L’imputato fu fucilato il giorno dopo.
    Le Corti d’Assise straordinarie, istituite con un decreto che portava la firma del Luogotenente generale del Regno il principe Umberto, contemplavano tutta una serie di reati per cui i tre quarti del popolo italiano avrebbero dovuto finire in galera, a cominciare dallo stesso Umberto. Anche essere stati figli della Lupa poteva essere considerato un reato: la legge infatti era retroattiva.
    Per tutto l’inverno le Corti d’Assise straordinarie continuarono a lavorare a pieno ritmo, giudicando decine di migliaia di fascisti. Da un calcolo approssimativo effettuato nell’aprile del 1946 si stabilì che, senza considerare le numerosissime sentenze di morte, i giudici antifascisti, nel volgere di circa un anno, avevano emanato condanne per un totale di circa centocinquantamila anni di galera.
    Scomparvero un cuciniere e quattro legionari del presidio di Mazzo. Nelle prime ore del pomeriggio furono ritrovati nella cantina di una casa di Sernio: massacrati a colpi di pugnale, con gli occhi strappati e gli organi genitali in bocca.
    […] si era iscritto al Fascio repubblicano mosso solo da un amore infinito per la sua Patria. Nel pomeriggio del 29 aprile, alcuni partigiani lo prelevarono da casa sotto gli occhi della moglie e dei figli; lo costrinsero a correre davanti a loro per le vie della cittadina, sparandogli tra le gambe. Alla fine lo gettarono contro un muro e l’ammazzarono come un cane tirandogli addosso una scarica di bombe a mano.
    Pisanò in uno dei suoi libri ricorda di essere stato accusato da un partigiano valtellinese di essere stato visto mesi prima andare in giro con un barattolo pieno di occhi sinistri di partigiani. In realtà egli era arrivato in Valtellina solo il 20 aprile.
    Poi c’erano le ausiliarie. I partigiani entravano nelle prigioni dove le donne erano rinchiuse e ne abusavano per ore. Nessuno mai impedì quella vergogna.
    Bardelli, reduce dal fronte di Nettuno e comandante del battaglione Barbarigo, cadde in un vile agguato e venne barbaramente ucciso con nove dei suoi uomini. Furono ritrovati i loro corpi spogliati degli indumenti e dei valori personali, strappati gli anelli dalle dita e i denti d’oro dalle bocche piene di terra e di erba in segno di sfregio.
    Toccò al capitano […]. Accusarono anche lui di torture, sevizie, massacri. Tutto inventato. Rifiutò di difendersi. Quando il tribunale emise il verdetto di morte, gridò con quanto fiato aveva in gola: "Vigliacchi, viva l’Italia". Lo fucilarono la mattina dopo.
    Fu assolto. Era stato difeso da alcuni partigiani del suo paese e non fu accusato di nulla. La mattina seguente lo vennero a prendere poco prima dell’ora di aria e lo ammazzarono tre ore dopo. Lo misero insieme ad altri quattordici fascisti prelevati dalla ex Casa del Fascio. Dovettero scavarsi la fossa e poi dovettero ammucchiarsi dentro. I partigiani li mitragliarono alle gambe e, mentre quegli sventurati urlavano implorando il colpo di grazia, li irrorarono con decine di litri di benzina e li bruciarono vivi.
    A Clusone un reparto di giovanissimi ufficiali della Guardia Nazionale, spontaneamente disarmatosi dietro promessa della libertà, fu interamente massacrato. Ad Oderzo la compagnia anziani del battaglione Bologna, cui era stata garantita la vita all’atto del loro pacifico disarmo, furono freddamente trucidati sulle stesse vecchie trincee del Piave. In molti casi i partigiani entrarono negli ospedali militari, trascinarono giù dal letto i feriti e li fucilarono nei cortili o sulla strada davanti ai parenti che li assistevano.
    Il 28 aprile 1945 a Rovetta, in provincia di Bergamo, vennero fucilati da partigiani comunisti tutti i componenti del presidio del passo della Presolana, composto da 43 militi di una compagnia della legione Tagliamento, i quali secondo le disposizioni del CLNAI si erano arresi e avevano consegnato le armi; ma una formazione di partigiani comunisti scesi dai monti si impose con le armi al CLN locale, ruppe i patti e fucilò tutti quei prigionieri.
    Fascisti o presunti tali furono portati davanti a plotoni d’esecuzione, appesi a un cappio, linciati. Uomini adulti, ragazzi, donne, vecchi, civili e militari, mutilati, ciechi di guerra, giovani ausiliarie denudate e violentate, preti, giornalisti, poeti, attori. Presidi e interi reparti militari che si arresero, consegnarono le armi dopo regolari trattative con i CLN, in totale spregio ai patti stipulati, vennero passati per le armi dopo inenarrabili sevizie. Gente fu prelevata a forza dalle prigioni e scomparve nel nulla, per una rassomiglianza, un accusa senza alcun fondamento.
    Sul quotidiano l’"Indipendente" dell’11 novembre 1993, Giampiero Mughini scriveva: "Ma diciamolo francamente, quella di Mussolini e della sua donna fu un’opera di macelleria. E ancor più lo era stato il massacro davanti al muretto di Dongo di gente in camicia nera che non aveva nulla di cui essere imputata".
    Giorgio Bocca ha dato una cifra approssimativa tra i dodici e i quindicimila uccisi. Già "L’Opinione" del luglio 1945 riportava la notizia di ventimila "fascisti o presunti tali" eliminati, tra i quali 3.000 donne. Nel 1951 il giornalista Ferruccio Lanfranchi, testimone dei fatti, secondo i suoi calcoli, su "Il Tempo" (13 agosto) avanzava l’ipotesi di 50/60.000 uccisi. E Silvio Betoldi nel settembre 1990 sul "Corriere della Sera" riferiva che in un colloquio con Ferruccio Parri, poco prima della sua morte, questi, che era stato comandante dei volontari della Libertà, gli aveva confidato che si era trattato di "più di trentamila morti". Escludendo gli uccisi nella Venezia Giulia ad opera dei partigiani titini (circa 23.000), E’ stato stabilito che, fra militari e civili, gli eliminati dal 25 aprile al 31 maggio 1945, furono circa 42.000!

    I tedeschi e i partigiani
    Nella Wehrmacht la tattica antipartigiana non mirava principalmente a ucciderli, ma a simulare azioni organizzate, costringendoli a tornare fra i monti, dove potevano causare pochi danni. In questo la Wehrmacht aveva un grande successo persino quando i partigiani erano più numerosi e meglio armati.

    La rivolta di Napoli
    Quando la retroguardia della Wehrmacht incominciò a evacuare la città, vi fu una specie di sollevazione, anche se non proprio all’altezza della leggenda popolare. Vi furono alcune scaramucce che si protrassero per quattro giorni e costarono la vita a cinquanta italiani e a meno di una dozzina di tedeschi. Con questo la città si convinse di aver espiato con quel gesto il suo passato e di aver diritto al rispetto degli Alleati; ma non lo ottenne, soprattutto da parte dei britannici che continuarono a trattare gli italiani con disprezzo.

    Gli Alleati e i partigiani
    Nel maggio 1945 alcuni paracadutisti tedeschi si unirono alle truppe americane che pattugliavano le zone a nord del lago di Caldonazzo. Gli Alleati avevano finito la guerra e non avevano intenzione di rischiare la pelle per intervenire nelle complicate vicende politiche di un popolo che disprezzavano, per cui assegnarono a questi soldati tedeschi il compito di sorvegliare e proteggere le proprietà private e le grandi tenute agricole da un nemico comune: il partigiano italiano.
    Pisanò racconta in un suo libro di come gli inglesi non potevano sopportare i partigiani. Se ne erano serviti e ora li disprezzavano. Li definivano senza tanti complimenti, carne venduta. Quando poi il discorso cadeva sui partigiani comunisti, li avrebbero sbattuti in prigione al posto dei fascisti, visto che continuamente nascondevano armi in vista di una prossima rivoluzione bolscevica.
    Ecco uno stralcio della testimonianza giurata del capitano di vascello Agostino Calosi resa nel corso del processo contro Borghese: "Come capo dell’ufficio informazioni della Marina del Sud, feci passare le linee a molte persone con incarichi militari; al Borghese, però, inviai degli emissari di mia iniziativa e senza il consenso degli anglo-americani, i quali, per questo fatto, minacciarono di rinchiudermi in un campo di concentramento. Gli anglo-americani solevano far passare le linee ad elementi di estrema sinistra o comunisti, talchè io mi vidi costretto a far figurare i miei uomini come militanti o simpatizzanti dei partiti di sinistra al fine di poterli inviare al Nord. Da tale situazione di fatto deriva la logica conseguenza che la lotta partigiana è stata provocata e accesa da elementi interessati al fine di inviperire vieppiù la guerra fratricida tra italiani e italiani".

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    12 Dec 2012
    Località
    Etna
    Messaggi
    29,317
     Likes dati
    7,487
     Like avuti
    9,261
    Mentioned
    810 Post(s)
    Tagged
    33 Thread(s)

    Predefinito

    "la chiarezza sui partigiani" la fanno i libri di storia, non un forumista che ha per avatar uno schiavista e che raccatta materiale sul web senza indicare la fonte...
    studia.

  3. #3
    Moderatore P. Nazionale.
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    207,027
     Likes dati
    56,657
     Like avuti
    42,067
    Mentioned
    11758 Post(s)
    Tagged
    151 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da General Lee Visualizza Messaggio
    Avete rotto con questa storia dei partigiani che hanno salvato la patria. Loro non hanno fatto proprio un katz...
    E' vero. E poi non ci sono più le mezze stagioni, e moglie buoi dei paesi tuoi. E l'olocausto è tutta un'invenzione degli sporchi ebrei. E Mussolini l'ha rovinato Hitler, altrimenti...


  4. #4
    Scienza e Coscienza
    Data Registrazione
    23 Aug 2005
    Località
    Parma
    Messaggi
    393
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct Visualizza Messaggio
    "la chiarezza sui partigiani" la fanno i libri di storia, non un forumista che ha per avatar uno schiavista e che raccatta materiale sul web senza indicare la fonte...
    studia.
    Studiare cosa?
    Quello che certa feccia "acculturata" scrive per farti piacere?
    Starebbe qui tutta l'intellighentia di sinistra?
    Forse lui dovrà studiare o forse no, tu sicuramente dovresti incominciare a pensare "da solo"...proprio voi che date dei "servi" (senza ovviamente sapere a cosa vi stiate riferendo, a chi, come me, ovviamente non è e non può essere di sinistra) (è un insulto all'intelligenza, per capirci)
    Fidati.

    Io ho ascoltato i resoconti dell'intero paese di montagna dove passo un paio di settimane all'anno, e non per piacere, particolare interesse o faziosità, ma ho sempre ascoltato quello che raccontavano gli anziani, di tutte le parti, partiti e convincimenti. Ehh....caro mio, penso proprio che la verità sia rimasta sepolta molto volontariamente nelle menti di moooolte persone!

    La cosa che fa più male è sentire parlare di MARTIRI. Questo è un insulto davvero.

  5. #5
    In un CD degli 883
    Data Registrazione
    08 May 2005
    Località
    Emilia-Romagna
    Messaggi
    44,478
     Likes dati
    1,129
     Like avuti
    1,647
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da General Lee Visualizza Messaggio
    I tedeschi e i partigiani
    Nella Wehrmacht la tattica antipartigiana non mirava principalmente a ucciderli
    Nooo certo
    gli offrivano un the

  6. #6
    Scienza e Coscienza
    Data Registrazione
    23 Aug 2005
    Località
    Parma
    Messaggi
    393
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Compa Visualizza Messaggio
    Studiare cosa?
    Quello che certa feccia "acculturata" scrive per farti piacere?
    Starebbe qui tutta l'intellighentia di sinistra?
    Forse lui dovrà studiare o forse no, tu sicuramente dovresti incominciare a pensare "da solo"...proprio voi che date dei "servi" (senza ovviamente sapere a cosa vi stiate riferendo, a chi, come me, ovviamente non è e non può essere di sinistra) (è un insulto all'intelligenza, per capirci)
    Fidati.

    Io ho ascoltato i resoconti dell'intero paese di montagna dove passo un paio di settimane all'anno, e non per piacere, particolare interesse o faziosità, ma ho sempre ascoltato quello che raccontavano gli anziani, di tutte le parti, partiti e convincimenti. Ehh....caro mio, penso proprio che la verità sia rimasta sepolta molto volontariamente nelle menti di moooolte persone!

    La cosa che fa più male è sentire parlare di MARTIRI. Questo è un insulto davvero.

    AGGIUNGO: senza nulla togliere a chi, realmente, ha dato la vita per un ideale senza tanti pugni e pugnetti chiusi. Per queste persone esiste solo la gloria.

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    20 Feb 2007
    Messaggi
    811
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Hai ragione. Alcuni tuoi compatrioti combattevano contro i tedeschi anzichè allearcisi per combattere lo scellerato meticciamento con i terroni.
    Nel Veneto gentilinian-galaniano non può esserci posto per gente come i partigiani.

  8. #8
    e poi c'era la marmotta
    Data Registrazione
    14 Aug 2007
    Località
    Lamezia Terme
    Messaggi
    547
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    matrix...vuoi qualke fonte?
    leggi giampaolo pansa...è uno di sinistra come voi eppure parla degli eccidi compiuti dai partigiani.
    avete ammazzato 20mila persone nei 2-3 anni successivi la liberazione e venite a dire ke siete stati dei buoni!
    vergogna!
    eravate praticamente insignificanti a livello militare...vuoi qualke esempio con tanto di fonte?se mi dici di si te li posto altrimenti nn mi va di perdere tempo con chi ha dei preconcetti di partito insuperabili

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    18 Apr 2009
    Messaggi
    187
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    E' vero. E poi non ci sono più le mezze stagioni, e moglie buoi dei paesi tuoi. E l'olocausto è tutta un'invenzione degli sporchi ebrei. E Mussolini l'ha rovinato Hitler, altrimenti...

    e la resistenza ha liberato l'Italia.... e i partigiani hano combattuto per la democrazia e la libertà.... e via rasella è stata una azione di guerra...... e le 4 giornate di napoli....

  10. #10
    legio_taurinensis
    Ospite

    Predefinito

    Anche dal 1860 in poi, è stato insegnato che i Mille garibbaltini e i Savoia erano degli "eroi" perché hanno fatto l'unità di questo paese. Peccato i costi umani (in larga parte meridionali) che vi sono stati dietro ad un'invasione militare fatta passare per atto eroico e il ruolo di inglesi e massoni nell'evento.

 

 
Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Partigiani
    Di turbociclo nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 04-09-11, 23:04
  2. Partigiani
    Di zwirner nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 73
    Ultimo Messaggio: 10-05-09, 19:40
  3. Gli eroi partigiani
    Di ITALIANO (POL) nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 99
    Ultimo Messaggio: 29-12-04, 17:13
  4. Partigiani
    Di Tremendo nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 24-04-04, 23:23
  5. Partigiani...
    Di Fenris nel forum Storia
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 27-11-03, 16:34

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito