La situazione in Grecia è grave.
«Lacrime e sangue» o sarà default - Il Sole 24 ORE
Lacrime e sangue» o sarà default
di Enrico Brivio
Sono preoccupato: per risolvere la situazione bisognerebbe che i greci si dimostrassero scandinavi». Con questa battuta, l'economista Daniel Gros, direttore del Centre for european policy studies di Bruxelles , sintetizza come si stia restringendo l'uscita dal tunnel che porta o a un default parziale e a una ristrutturazione del debito di Atene.
«Per calmare i mercati in questo momento ci vorrebbe un impegno deciso e di lungo periodo della Grecia, un patto di ferro tra governo e sindacati alla scandinava - sostiene Gros - mi preoccupa invece la mancanza da parte greca dell'accettazione di misure draconiane che vadano bel al di là della riduzione del deficit di quattro punti percentuali rispetto al Pil. Ci vuole un taglio dei salari nominali nel settore privato e una drastica riduzione della spesa pensionistica fin d'ora, non tra dieci anni». Il timore dell'economista è che l'opinione pubblica greca non sia consapevole della gravità della situazione e che il governo di George Papandreou voglia traccheggiare e concordare aiuti per rifinanziare il debito per un anno, ma in realtà puntando a sostegni «per 3, 4 o 5 anni, ovvero chiedendo ora 30 miliardi, per arrivare poi a 150 miliardi».
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