Tutto pubblico, tutto davanti alla gente: le riunioni per ...
Tutto pubblico, tutto davanti alla gente: le riunioni per decidere le alleanze, le trattative tra i partiti. Valerio Toneatto sa che la sua proposta è ardita, al limite del provocatorio, ma è convinto che il caso Strassoldo e il patto per la Fiera costituiscano segnali d'allarme troppo evidenti per non cambiare radicalmente abitudini.
«Lancio una sfida a tutti i partiti - annuncia il segretario provinciale de La Destra, il nuovo movimento guidato a livello nazionale dall'ex ministro di An Francesco Storace - In vista delle prossime elezioni rendiamo pubblici, aperti ai giornalisti e alla popolazione, tutti gli incontri sulle alleanze, i programmi, le strategie, tutte le trattative tra i partiti. Così almeno la gente sarebbe costretta ad assumersi la responsabilità di quel che dice. Solo in questo modo vedremmo chi ha il coraggio di dire ciò che fa e di fare ciò che dice».
La proposta della Destra arriva dopo la divulgazione del secondo patto segreto, quello firmato nel 2003 per indirizzare Italo Tavoschi verso la direzione della Fiera di Udine e che ha provocato le immediate dimissioni di Daniele Franz dal consiglio comunale. Un epilogo che però secondo Toneatto rischia di rivelarsi troppo "comodo": «Ora tutti dicono: "Franz galantuomo, santo subito" - osserva con una punta di ironia il leader friulano del partito di Storace - E non solo a centrodestra, anche a centrosinistra: c'è Paviotti che dice "tutto sommato è una brava persona...". Ma questo è grave perché significa che quel tipo di patto viene considerato normale da entrambi i poli». E invece così non è, protesta Toneatto, basandosi su un ragionamento logico: «Il galantuomo è colui che prende degli impegni e non li nasconde. Ebbene, io non ce l'ho con Franz, però già alcune settimane fa Marco De Agostini parlò di quel documento, e in seguito ne confermò l'esistenza Fausto Deganutti, senza che l'ex deputato di An dicesse nulla. Se adesso si sente con la coscienza a posto, perché non ha rivelato subito di aver firmato quel patto? Evidentemente - si risponde Toneatto - lui e gli altri due parlamentari, i commissari di Forza Italia Rosso e Russo, sapevano benissimo quel che facevano e sapevano che quel genere di accordo non poteva essere reso pubblico». Al contrario, secondo Toneatto, «Strassoldo non sapeva quel che stava facendo, tant'è vero che firmò un contratto vero e proprio con Tavoschi, convinto di poterlo stipulare».
Oltre a sfidare gli altri partiti sul piano dell'etica, La Destra in provincia sta raccogliendo adesioni: «In soli due mesi abbiamo già avvicinato 70-80 iscritti, la metà dei quali proviene da An».
Francesco Antonini
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