“Brescia Oggi”
L’ex dirigente del Carroccio non ha gradito le esternazioni in Consiglio regionale dell’ex assessore ed ex collega di partito. Che invita a un «atto di coerenza»
LEGA / DELLA TORRE A CÈ «ORA DEVI DIMETTERTI»
Il duro attacco alla Lega Nord dell’ex assessore regionale e leghista Alessandro Cè non ha lasciato indifferende Corrado Della Torre, figura «storica» del Carroccio bresciano.
«Sono amareggiato, rattristato e deluso dal personaggio Cè leggendo le sue dichiarazioni fatte in consiglio regionale sul presunto tradimento degli elettori da parte della Lega, con pesanti attacchi anche personali verso gli ex colleghi di partito - dice Della Torre -. Da Cè mi sarei aspettato uno stile diverso, evidentemente mi sono sbagliato come si sono sbagliati i tanti militanti che in questi anni hanno lavorato per lui, non perché era il più bravo o il più bello, come forse crede, ma solo perché i vertici del movimento avevano riposto in lui la fiducia. Mi è difficile comprendere anche i motivi politici reali di rottura con la Lega e l'intero centro-destra. La polemica con il presidente Formigoni sul 118 è apparsa pretestuosa e strumentale». A questo riguardo, suggerisce Della Torre «bisognerebbe ricordare a Cè che lui, a differenza dei colleghi che hanno dovuto guadagnarsi il consenso raccogliendo preferenze casa per casa, non è stato eletto da nessuno ed è diventato consigliere solo ed esclusivamente perché inserito in un listino bloccato, collegato al candidato presidente. Gli elettori hanno votato Formigoni e non Cè. Se ha preferito non mettersi in gioco nelle liste proporzionali, per non rischiare una figuraccia, è stata una scelta opportunistica. Comunque - conclude Della Torre - Cè è ancora in tempo a rimediare, dimettendosi e lasciando il posto a chi condivide il programma di centro-destra. Sono sicuro che gli elettori tutti, apprezzerebbero il suo gesto, ma dubito fortemente che lo farà. Del resto tutti ci ricordiamo di quando, caso unico in tutta Italia, riuscì a ricoprire contemporaneamente le cariche di parlamentare, consigliere regionale, provinciale e comunale».




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