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Discussione: le fughe dei re

  1. #1
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    Predefinito le fughe dei re

    visto che la discussione e il battibecco prende piede su quale re sia scappato per prima apro questo tread per chi vuole parlarne in modo civile e pacato senza scrivere come si fa sui muri

    ora veniamo all'argomento e inizio io

    da quanto ho studiato fino ad ora:

    - Borbone:
    quando il regno delle due sicilie fu conquistato dai garibaldini che attaccavano dal sud, e dai savoia che attaccavano da nord, la famiglia reale dei borbone decise di andare in esilio volontario disgustata soprattutto dal fatto che gli inglesi erano intervenuti in aiuto dei savoia a bloccare la marina borbonica e che nessuno degli altri stati europei (quasi tutti parenti dei borbone) era intervenuto in loro aiuto / dall'esilio inizialmente i borbone provarono ad aizzare la folla contro i savoia - alcuni briganti (ma proprio pochissimi) inizialmente operavano per loro conto, poi pero' non ci fu continuita' in questo progetto e si riconobbe la sconfitta (rimane purtroppo il fatto triste che molti briganti si spacciarono per lavoratori dei borbonici e sappiamo tutti che dal brigantaggio si evolvette la mafia ATTENZIONE I BORBONE NON CENTRANO NIENTE CON QUESTO EH NON INIZIAMO EH?)

    - Savoia:
    8 settembre, l'italia firma l'armistizio segreto con le potenze alleate, purtroppo pero' qualche genio del male ha avuto la bellissima splendida idea di non informare i nostri soldati e di informare direttamente la radio- esercito italiano allo sbando e i tedeschi diedero immediatamente inizio all'occupazione dei territori italiani (una delle poche mosse direi politicamente corrette in quella guerra, l'alleato si arrende, tu per evitare di essere invaso prendi il controllo di quei territori e cerchi di andare avanti per evitare il tracollo)
    l'esercito tedesco aveva due mosse da intraprendere con questa occupazione:
    1- catturare il re e i governanti italiani per impedire ogni riorganizzazione dello stato italiano e tenere cosi' l'italia sotto controllo
    2- catturare il papa e conquistare lo stato del vaticano per poter influenzare maggiormente la popolazione italiana

    analizziamo la situazione, il re rappresenta lo stato, aveva due scelte davanti a se', restare e affrontare i tedeschi con quel poco che rimaneva a roma dell'esercito italiano, fuggire e formare un governo di emergenza in sicilia per poter organizzare un controattacco

    nella prima ipotesi, sicuramente il re sarebbe stato sconfitto, in italia c'erano piu' soldati tedechi che italiani quasi e la popolazione era troppo stremata per compiere una sollevazione popolare per tentare una minima resistenza, i viveri scarseggiavano, come le munizioni e le armi, e l'arrivo degli alleati a roma per liberare re e citta' non era sicuro. Se il re sarebbe stato catturato in teoria l'esercito e la popolazione sarebbero stati demoralizzati dalla dimostrazione di forza tedesca, ancora di piu' se i tedeschi avessero costretto il re a compiere gesti umilianti (l'ipotesi che il re sarebbe morto piuttosto che obbedire i cosiddetti fantastorici tendono a scartarla perche' ricordiamo che il re era purtroppo poco forte di volonta' propria- ma comunque possibile)

    questa era una possibilita' della evoluzione dei fatti

    nella seconda ipotesi, il re sarebbe dovuto fuggire in sicilia (dove c'erano gli americani) e formare li' un governo di emergenza che avrebbe potuto
    1. rimettere in piedi un minimo di quell'esercito che era rimasto (cosa che avvenne)
    2. iniziare a trattare con gli americani cosa sarebbe successo all'italia alla fine della guerra per evitare di dover subire troppo la sconfitta in guerra

    la domanda e' era necessario che il re anche fuggisse? i suoi collaboratori potevano sempre ricostruire il governo mentre il re rimaneva a roma
    dunque pero' resterebbe il problema che il re era la figura d'italia, rappresentava tutti gli italiani ed era il nostro punto di riferimento

    da un lato il gesto e' risultato disonorevole
    da un altro lato, ogni re e' umano, chi non avrebbe avuto paura di andarsi a consegnare ai tedeschi? che tutti sapevano che erano in grado di torturare senza pieta', il re era pur sempre un anziano...

    bene a voi la parola

  2. #2
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    - Savoia:
    8 settembre, l'italia firma l'armistizio segreto con le potenze alleate, purtroppo pero' qualche genio del male ha avuto la bellissima splendida idea di non informare i nostri soldati e di informare direttamente la radio- esercito italiano allo sbando e i tedeschi diedero immediatamente inizio all'occupazione dei territori italiani (una delle poche mosse direi politicamente corrette in quella guerra, l'alleato si arrende, tu per evitare di essere invaso prendi il controllo di quei territori e cerchi di andare avanti per evitare il tracollo)
    l'esercito tedesco aveva due mosse da intraprendere con questa occupazione:
    1- catturare il re e i governanti italiani per impedire ogni riorganizzazione dello stato italiano e tenere cosi' l'italia sotto controllo
    2- catturare il papa e conquistare lo stato del vaticano per poter influenzare maggiormente la popolazione italiana

    analizziamo la situazione, il re rappresenta lo stato, aveva due scelte davanti a se', restare e affrontare i tedeschi con quel poco che rimaneva a roma dell'esercito italiano, fuggire e formare un governo di emergenza in sicilia per poter organizzare un controattacco

    nella prima ipotesi, sicuramente il re sarebbe stato sconfitto, in italia c'erano piu' soldati tedechi che italiani quasi e la popolazione era troppo stremata per compiere una sollevazione popolare per tentare una minima resistenza, i viveri scarseggiavano, come le munizioni e le armi, e l'arrivo degli alleati a roma per liberare re e citta' non era sicuro. Se il re sarebbe stato catturato in teoria l'esercito e la popolazione sarebbero stati demoralizzati dalla dimostrazione di forza tedesca, ancora di piu' se i tedeschi avessero costretto il re a compiere gesti umilianti (l'ipotesi che il re sarebbe morto piuttosto che obbedire i cosiddetti fantastorici tendono a scartarla perche' ricordiamo che il re era purtroppo poco forte di volonta' propria- ma comunque possibile)

    questa era una possibilita' della evoluzione dei fatti

    nella seconda ipotesi, il re sarebbe dovuto fuggire in sicilia (dove c'erano gli americani) e formare li' un governo di emergenza che avrebbe potuto
    1. rimettere in piedi un minimo di quell'esercito che era rimasto (cosa che avvenne)
    2. iniziare a trattare con gli americani cosa sarebbe successo all'italia alla fine della guerra per evitare di dover subire troppo la sconfitta in guerra

    la domanda e' era necessario che il re anche fuggisse? i suoi collaboratori potevano sempre ricostruire il governo mentre il re rimaneva a roma
    dunque pero' resterebbe il problema che il re era la figura d'italia, rappresentava tutti gli italiani ed era il nostro punto di riferimento

    da un lato il gesto e' risultato disonorevole
    da un altro lato, ogni re e' umano, chi non avrebbe avuto paura di andarsi a consegnare ai tedeschi? che tutti sapevano che erano in grado di torturare senza pieta', il re era pur sempre un anziano...

    bene a voi la parola

    Quella di Vittorio Emanuele III non fu una fuga, ma una mossa doverosa e coraggiosa per evitare il peggio (non a sé, ma all'Italia). Il 19 Luglio 1943 Roma era stata violentemente bombardata ed erano stati causati circa duemila morti. Il Papa pio XII, allora, si levò contro tante barbarie, facendo pubblicare un vero e proprio atto di accusa contro chi non rispettava né gli altissimi valori tradizionali rappresentati da Roma, né la presenza della Chiesa, né la vita di milioni di persone che vi si erano rifugiate. Il 31 Luglio il governo Badoglio comunicava di aver deciso di dichiarare Roma città aperta, e chiedeva a tutti i belligeranti a quali condizioni la dichiarazione potesse essere accettata. Nessuna risposta perveniva, ed, il 13 Agosto, gli americani effettuarono sulla città una nuova pesantissima incursione aerea. Il 14 Agosto venne diramato un comunicato ufficiale nel quale si diceva che, in mancanza di evasione della richiesta del 31 Luglio, il governo italiano si vedeva costretto alla proclamazione unilaterale, formale e pubblica di Roma città aperta, prendendo le necessarie misure a norma del diritto internazionale. Il 22 Agosto si faceva seguito con un ulteriore comunicato ufficiale, nel quale si informava che, nel quadro delle suddette misure in corso di attuazione, in occasione dei sorvoli di aerei nemici sulla Capitale non si sarebbe più fatto luogo a manifestazioni di difesa contraerea. Tale la situazione nella notte fra l'8 e il 9 Settembre. Il Diritto Internazionale sancisce, che in una città aperta, non vi devono essere obiettivi militari di alcun tipo, e che una città aperta non deve essere oggetto di combattimenti al proprio interno. Conseguentemente, se un governo si trova in una città aperta, e la città si trova minacciata da vicino da un nemico che non può essere contrastato strategicamente, quel governo HA IL DOVERE GIURIDICO DI ABBANDONARLA. La partenza del Re, dunque, non fu un atto di codardia, ma una mossa doverosa, necessaria e coraggiosa: fu doverosa per salvare Roma, necessaria per mantenere la continuità dello Stato, e coraggiosa perché ispirata non all'idea della rinuncia e dell'isolamento, bensì a quella della prosecuzione della presenza del Re e del Governo nel centro degli avvenimenti. La favoletta della "fuga" è stata creata ad hoc dalla propaganda fascista di Salò per tentare di screditare la figura del Sovrano. La "fuga" non è stato altro che un legittimo trasferimento del Capo delle Forze armate e del Governo in libero territorio italiano come era Brindisi allora.


    Per esemplificare faccio due esempi:
    • 1) Vittorio Emanuele III e Badoglio rimangono a Roma per difendere la Capitale dai tedeschi:
    Le forze armate tedesche sono numericamente ed equipaggiatamente superiori a quelle italiane (ed i tedeschi sono pure incazzati neri), e le armate italiane vengono sopraffatte. Vittorio Emanuele III (con l'intera Famiglia Reale) e Badoglio vengono catturati o uccisi dai tedeschi. Senza Sovrano e Governo, la città e l'Italia vengono affidate al controllo di qualche uomo di fiducia di Hitler (presumibilmente Kesselring). L'Italia, controllata totalmente dai nazisti, diventa una sorta di "seconda Germania", con tanto di campi di sterminio sparsi qua e là per la penisola.
    • 2) Vittorio Emanuele III e Badoglio si trasferiscono a Brindisi:
    Da subito, il Re ed il Governo riprendono le loro regolari funzioni, assicurando la continuità dello Stato. Il cosiddetto "Regno del Sud" è l'unico interlocutore legittimo e credibile in sede internazionale. Si assicura, con la legittima continuità dello Stato, un argine contro il controllo totale della penisola da parte dei tedeschi. Si sono contati indubbiamente meno morti.

    Conclusioni.
    • Scenario 1: oggi avremmo statue di Vittorio Emanuele III e di Badoglio un po' in tutte le piazze come "martiri della Patria", ma la Patria stessa avrebbe dovuto pagare un prezzo altissimo di vite umane durante la totale dominazione nazista.
    • Scenario 2: Vittorio Emanuele III e Badoglio sono ingiustamente tacciati come codardi, ma lo Stato Italiano non ha mai cessato di esistere grazie al trasferimento a Brindisi, e l'Italia non si è mai trasformata in una fotocopia della Germania alla mercé dei nazisti.

    Inserisco inoltre alcuni pareri autorevoli:
    • Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica Italiana: "... il Re ha salvato la continuità dello Stato...".
    • Dello stesso parere anche il marxista prof. Ernesto Ragionieri (cfr. la sua "Storia d'Italia", edita da Einaudi).
    • Lucio Villari, storico di Sinistra: "Sono, in proposito, assolutamente convinto che fu la salvezza dell'Italia che il Re, il Governo e parte dello Stato Maggiore abbiano evitato di essere "afferrati" dalla gendarmeria tedesca, e che il trasferimento (il termine "fuga" è, com'è noto, di matrice fascista, però riscuote grande successo a Sinistra) a Brindisi gettò, con il Regno del Sud, il primo seme dello Stato democratico e antifascista, ed evitò la terra bruciata prevista, come avverrà in Germania, dagli alleati". (Corriere della Sera del 9 Settembre 2001)
    • Secondo il Maresciallo Albert Kesserling, comandante in capo delle forze armate tedesche in Italia in quel periodo, "la Monarchia aveva salvato l'unità d'Italia partendo da Roma" ("Roma nazista 1937/1943", di Eugen Dollmann).
    • Secondo Eugen Dollmann, "La fine della Principessa Mafalda è l'indizio più chiaro e più eloquente delle intenzioni tedesche nei riguardi della Famiglia Reale italiana". La Principessa morì nel campo di concentramento nazista di Buchenwald.

  3. #3
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    blablabla.
    bene ora ci siamo argomentazioni valide, pero' e' anche vero che il re poteva sempre giocare l'ultima carta, davanti all'attacco tedesco poteva chiedere la sollevazione popolare di roma e tentare di tenerla fino all'ultimo fino all'arrivo degli americani
    avrebbe potuto salvare la sua famiglia dando il compito del governo a suo figlio umberto (capacissimo di farlo) ma e' anche vero che vittorio odiava suo figlio perche' era quasi piu' amato di lui dal popolo (oltre che essere un uomo dal bell'aspetto e alto di statura)

    ora a parer mio, secondo me e' fuggito principalmente per paura, questo e' un mio personale pensiero, io non so come avrei agito al posto suo, ma sicuramente l'essere vecchio e il sapere di aver sbagliato con la guerra e mussolini mi avrebbero fatto sentire uno schifo, e avrei avuto un immenso terrore di cadere in mano ai tedeschi, piu' della paura della morte.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Driver Visualizza Messaggio
    e' anche vero che il re poteva sempre giocare l'ultima carta, davanti all'attacco tedesco poteva chiedere la sollevazione popolare di roma e tentare di tenerla fino all'ultimo fino all'arrivo degli americani
    Sarebbe stata un'inutile strage di romani che avrebbe portato ad un'inutile distruzione completa di Roma da parte dei tedeschi prima, e degli americani dopo (per scacciare i tedeschi).

  5. #5
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    Roma avrebbe fatto la fine di Dresda...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Serendipity Visualizza Messaggio
    Sarebbe stata un'inutile strage di romani che avrebbe portato ad un'inutile distruzione completa di Roma da parte dei tedeschi prima, e degli americani dopo (per scacciare i tedeschi).
    forse non cosi' facilmente, l'artiglieria tedesca era stata spostata verso sud per fermare l'avanzata americana, inoltre molti tedeschi erano cattolici, bombardare roma sarebbe stato pericolo per il favore che hitler aveva dalla popolazione, forse con un buon piano si sarebbe potuto fare qualcosa, d'altronde i tedeschi sul suolo italiano sono sempre stati inferiori per numero di molto. E l'esercito regio a protezione del re a roma era fatto da veterani

    poteva essere un massacro come una vittoria dopo una eroica resistenza, ma tornando alla questione della discussione, io non vedo questa o quella vergogna per entrambe le monarchie, non trovate?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Driver Visualizza Messaggio

    poteva essere un massacro come una vittoria dopo una eroica resistenza, ma tornando alla questione della discussione, io non vedo questa o quella vergogna per entrambe le monarchie, non trovate?
    Non lo so, i sostenitori dell'altra Casa Reale qui non si sono ancora fatti vivi a parlare civilmente.

  8. #8
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    Io si , i Savoia sono dei guerrafondai i Borbone sono le loro prime vittime.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Serendipity Visualizza Messaggio
    Non lo so, i sostenitori dell'altra Casa Reale qui non si sono ancora fatti vivi a parlare civilmente.
    e nn provochiamo su...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Driver Visualizza Messaggio
    poteva essere un massacro come una vittoria dopo una eroica resistenza
    La posta in gioco era troppo alta per rischiare una resistenza senza sapere come sarebbe andata. C'era in ballo la vita di milioni di persone che si erano rifugiate in Vaticano e c'era in ballo l'intera città di Roma, unica al mondo per storia e bellezza.
    Il rischio di annientare tutto e tutti era troppo alto per rischiare, sarebbe stata una resistenza senza senno.

 

 
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