Consulente anch'io (no, tu no)
1253 raccomandati di tutta Italia al servizio del governo. Più di uno su quattro, è alle dipendenze di Pecoraro Scanio: alla faccia dell'economia delle risorse!
di Redazione
Dunque, dov'eravamo rimasti? Ai bamboccioni che non se ne vanno di casa. Benedetti giovani privi di spirito imprenditoriale: perché non vi arrangiate a fare i consulenti, magari proprio per il ministro Padoa-Schioppa, che paga 20mila euro a testa ciascuno dei suoi 85 collaboratori? Il governo ha bisogno di voi in abbondanza. Prova ne è la carica dei mille (sedicenti) espertoni, 48 in media per dicastero, dei raccomandati con cognomi eccellenti e conoscenze giuste che bivaccano a margine degli uffici governativi, scelti accuratamente tra generali, docenti, cinefili, webmaster, rettori, giornalisti e perfino ginnasti. A cosa serve questo squadrone di 1253 consulenti, 344 dei quali alle dipendenze di Pecoraro Scanio e 436 al riporto di Francesco Rutelli? Mistero.
Intanto, consulentopoli alimenta se stessa e arricchisce i fortunati beneficiari: i compensi, vanno dai 13mila ai 134mila euro l'anno. Bello stipendietto, per esempio, per l'imprescindibile Simona Napolitano (nipote del capo dello Stato), pagata 2800 euro al mese per fornire «assistenza e consulenza - come rivela Sebastiano Messina su Repubblica - riguardo le problematiche del settore giuridico e nel settore del diritto informatico, amministrativo e degli appalti pubblici».
L'inglese, l'inglese, benedetti disoccupati! Eppure ve l'aveva detto, Berlusconi, che era importante conoscerlo bene. Come poter essere essere concorrenziali, altrimenti, con un Pellegrino Mastella (figlio, ma è un caso, di Clemente), remunerato con 2700 euro al mese per la sua «attività di collaborazione finalizzata all'approfondimento delle specificità dei modelli anglosassoni», prestata per il ministero per le Attività produttive, che conta altri 69 consulenti? Per la serie a volte tornano, c'è anche Angelo Rovati, nella lista, ex consigliere di Prodi ora riesumato quale "esperto di Kazakistan"
Roba da far diventare i precari verdi d'invidia? Potrebbe servire: è proprio nella compagine ecologista e verde degli ex compagni di partito che Pecoraro Scanio ha scovato la maggior parte dei 344 consulenti per la "Qualità della vita", la "Protezione della natura", la "Ricerca ambientale", la "Difesa del suolo", la "Salvaguardia ambientale". Dall'inchiesta di Repubblica risulta che, a fronte dei quattro consulenti di D'Alema, la Bonino ne "coccola" 38, tra i quali l'avvocato del Partito Radicale, che per 4mila euro al mese elaborerà «problemi e prospettive intorno all'ipotesi di costituzione di una Procura europea». E che dire del contratto stipulato dal ministero dei Beni Culturali con Arché, società incaricata della «catalogazione dei manoscritti della biblioteca nazionale universitaria di Torino, danneggiati dall'incendio del 1904»? Compenso, 133.250 euro. Insomma, mai più senza!
«Un sottobosco di "magna magna" talmente grande che evidentemente - commenta Ecodiario - una caduta del governo con elezioni anticipate, sarebbe in disastro completo. Un sottobosco che sa di atteggiamento paternalistico ed un po' da "famiglia". Un sottobosco da estirpare togliendo linfa alla politica fin da queste primarie... togliere consenso, togliere voti, togliere partecipazione, svilire questa politica isolandola rispetto alla società. Per questo è fondamentale che il "popolo" non partecipi a queste primarie». Siete d'accordo, questa è l'unica soluzione? A voi la parola.
Sono una vittima dei raccomandati, delle famigliole e della politica.
Una parente di un senatore della repubblica non particolarmente noto mi soffiò il lavoro della vita.
Fu assunta al posto mio senza nessuna competenza, ma rappresentava uno stanziamento di 15 milioni di euro che la regione avrebbe dato all'azienda che la ospitò.
La cosa triste è che questo gioco di casta, di merda, in cui tutti si prostituiscono e partecipano ai pettegolezzi e diventano uomini-femmine (Nicolai Gogol - Anime morte) sembra sia stato importato anche alle classi sociali più basse come se fosse un gioco da tavolo che va di moda.
E quindi vedi anche i morti di fame che, seppur inculati alla grande dal sistema, cercano di dare la colpa ad altri morti di fame, senza centrarsi sul vero obiettivo.
Un governo ladro, feudale, in cui la democrazia è solo una chimera, una facciata e dove le libertà individuali come quella di esprimersi liberamente vengono subdolamente violate ogni giorno.




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