Originariamente Scritto da balduinus
balduinus hai fatto centro !!!
Nel lontano 1948 Luigi Fantappiè, lavorando su considerazioni analoghe a quelle di King e di Satinover3, avanzava l’ipotesi che nel momento in cui i processi all’interno dei sistemi viventi sono di tipo sintropico, quindi strettamente legati alle caratteristiche della meccanica quantistica, e nel momento in cui passato, presente e futuro coesistono, nascono automaticamente una serie di ipotesi estremamente suggestive in merito al funzionamento del cervello. In proposito Fantappiè fa un semplice esempio limitato alla memoria. Le proprietà della meccanica quantistica suggeriscono infatti che la memoria possa funzionare secondo processi non-locali nello spazio tempo e quindi in modo estremamente diverso da quello fino ad oggi proposto da biologi e neuropsicologi. Dalla coesistenza di passato, presente e futuro e dalla non-località dei processi quantistici deriva infatti la possibilità di flussi istantanei e non-locali di informazione tra punti distanti dello spazio e del tempo. Di conseguenza è possibile immaginare la memoria come un insieme di processi “quantici” in cui l’informazione viene prodotta/ricordata stabilendo collegamenti non-locali.
Secondo questa ipotesi, quando ricordiamo eventi passati il cervello si collegherebbe all’evento non-locale, ma tuttora presente nello spazio-tempo, e il ricordo verrebbe attinto direttamente da tale collegamento e non da “magazzini” di memoria all’interno del nostro cervello. Questa ipotesi, estremamente suggestiva e a distanza di 60 anni ancora estremamente azzardata, potrebbe costituire un importante contributo alla comprensione di un fenomeno complesso come la memoria umana.
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Forse sapevi già tutto.
Z4rdoz





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