
Originariamente Scritto da
SANGRIA
Chissà perché la gente si riempie la bocca con Israele e Palestina, un dilemma la cui risoluzione è la sfida di questo secolo, già con le risposte in tasca mentre ignorano bellamente gli altri problemi nel mondo.
In Myanmar la repressione è compiuta e l'imbarazzato silenzio dei difensori delle dittature mondiali purché contro gli USA può essere stato anche opportuno, non comprendo invece il silenzio relativo alla questione in argomento, probabilmente per ignoranza, forse per strumentalizzazione poiché questa volta non c'è giustificazione per i crimini e le sevizie che si consumano ad opera delle milizie islamiche.
In Darfur la situazione è drammatica. Le donne delle tribù africane (le autoctone, per intendersi) vengono sistematicamente violentate dalle milizie arabe, armate dal governo, supportato da Iran, Siria ed Egitto e foraggiato da questi più Russia e Cina.
La pulizia etnica e religiosa è quasi compiuta e oramai le truppe governative imperversano nei territori.
Guarda caso ad oggi solo Washington denuncia il genocidio, probabilmente ha i suoi interessi ma certamente in confronto alla balbuzia di Bruxelles che si arena nella dialettica e l'apologia del genocidio dei paesi islamici, passando per l'interessato supporto di entrambe le fazioni da parte di chi vende armi a tutti purché paghino in contanti (parlo di Mosca e Pechino) è una luce in mezzo al buio.
Non entro nel merito degli immensi campi profughi distribuiti in un'area analoga all'Europa.
Il presidente sudanese AL Bashir descrive all'opinione pubblica mondiale un Darfur presidiato dalle truppe dell'Unione Africana e sostanzialmente pacificato, in realtà non è così, e le dichiariazioni americane in Iraq dovrebbero aver fatto scuola.
La situazione in Darfur, in realtà è drammatica: Città e villaggi sono in rovina, circondati da trincee e barricate, carcasse di aerei, blindati, camioncini.
Non so cosa sarebbe se on ci fossero le ONG e i missionari cattolici che alla faccia di tutte le cattiverie contro la categoria dei sacerdoti senza mai fare distinzioni la catastrofe umanitaria sarebbe già stata abbondantemente consumata.
La presenza delle organizzazioni internazionali, infatti, rallenta il compimento del massacro innescato dal regime e l'annuncio dei negoziati di pace in Libia a fine ottobre oltre che la risoluzione ONU relativa alla missione ibrida ONU-UA con l'invio di 26.000 soldati non fa sbollire la tensione, anzi la corsa ad ottenere un posto al tavolo dei negoziati spinge gruppi, fazioni, movimenti alla recrudescenza degli scontri.
in questa situazione le chiacchiere stanno a zero, come fare ad ignorare tutto e magari uscirsene con faziosità ideologiche? Perché non si fanno manifestazioni clamorose, perché non si fanno pressioni ai governi? FOose perché i partiti e i movimenti politici non traggono vantaggio dal farlo? E allora i pacifismo è veramente un movimento ipocrita e falso, non trovate?
Parliamone.