Benvenuto qua su POL e grazie per aver risposto all'appello del compagno Outis.
A mio avviso il comunitarismo è una corrente filosofica che nasce negli anni '70 in positivo dalla riscoperta del pensiero politico Aristotelico e in negativo dalla critica delle teorizzazioni di Rawls.
Essendo una variegata corrente filosofica, il comunitarismo non è né di destra né di centro né di sinistra perché la filosofia non è mai politica, ma è sempre ricerca della verità che è una per tutti.
Il comunitarismo può avere ricadute politiche solo se lo si innesta con altro e mi interessa proprio sapere con che cosa lo innestate voi del LabCom.
Io lo innesto, per essere brutalmente sintetico, con De Gaulle, Lenin e Marx.
Da De Gaulle traggo l'idea che la comunità fondamentale sia la comunità nazionale (nel mio caso la Nazione Italiana) e la necessità di uno stato forte come strumento per mobilitare le risorse del nostro paese nella difesa della nostra sovranità culturale, politica, economica e militare.
Da Lenin traggo l'antimperialismo, ovvero la pari dignità di tutti i popoli e il loro sovrano diritto di lottare per la loro libertà contro i paesi imperialisti.
Da Marx traggo l'idea che le nostre società sono dei sistemi complessi che possono essere compresi solo attraverso lo studio delle strutture sociali, ideologiche ed economiche che sono alla base della loro riproduzione.
Di mio ci metto l'idea che solo la borghesia, o quello che ne resta, può essere la base sociale su cui si costruirà un movimento politico per la difesa (e in parte la riconquista) della nostra sovranità nazionale.