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  1. #1
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    Il LabCom sbarca su POL

    Cari compagni,
    finalmente il LabCom - ve lo ricordate? - sbarca su POL.
    In una discussione da me aperta - appositamente - su Destra Sociale (Informazione), ha iniziato a rispondere il nuovo utente LabCom. Date un'occhiata. Invito comunque il nuovo utente a postare qui.

  2. #2
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    Ricordiamo per tutti quanti, il LabCom rappresenterebbe "i comunitaristi di destra" vicini ad Alleanza Nazionale.
    Un soggetto piuttosto curioso per noi.

    A luta continua

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Ricordiamo per tutti quanti, il LabCom rappresenterebbe "i comunitaristi di destra" vicini ad Alleanza Nazionale.
    Un soggetto piuttosto curioso per noi.

    A luta continua

    bene, grazie per il chiarimento. Spero si possa istituire un dibattito costruttivo, anche se le posizioni di partenza sembrano antitetiche, ma chi lo sa, alle volte si parte da lontano...

  4. #4
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Ricordiamo per tutti quanti, il LabCom rappresenterebbe "i comunitaristi di destra" vicini ad Alleanza Nazionale.
    Un soggetto piuttosto curioso per noi.

    A luta continua
    Ma come osi dire che c'è qualcuno di più strano e curioso di un comunista nazionalitario?
    Che eresia!!!!

  5. #5
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    Ciao a tutti
    Provo a fare un discorso complessivo toccando i punti sorti nei vari interventi.
    Il tentativo di dare una definizione del “comunitarismo”, tecnica ed esaustiva, è complicato e in fin dei conti poco utile alla comprensione del suo pensiero. È forse più interessante provare a mettere a fuoco i contenuti che lo caratterizzano concretamente. Cercando,magari di volta in volta, di dividere la discussione in argomenti specifici, e non mettere “troppa carne sul fuoco”. Per cui trascurerò stavolta alcuni aspetti per riprenderli in seguito.

    Io contrappongo (o meglio subordino)la Comunità all’Individuo, ma non la Comunità alla Persona, categoria qualitativamente diversa. L’individuo è un’entità atomizzata, quantitativa di una collettività, che trova la sua libertà in una “libertà da”, vissuta come emancipazione dai legami, come liberazione dalle appartenenze.
    La persona è una realtà qualitativamente non interscambiabile, compenetrata con la comunità ed il contesto di appartenenza. In questo senso la persona sta alla comunità come gli organi al corpo umano.
    È questa, con banale concretezza, la visone organica, in cui l’identità comune non è somma delle identità individuali, ed il bene comune non è la somma degli interessi individuali, ma un qualche cosa in più: in una dimensione comunitaria, 2+2 da 5.
    Citando De Benoist:
    “nel pensiero medioevale il principio di totalità, secondo cui il quale l’individuo è finalizzato al tutto sociale prima di essere finalizzato a se stesso, lungi dal ricusare ogni autonomia, ne costituiva già, al contrario il quadro privilegiato. La società, detta olista o organica, si componeva fondamentalmente di gruppi e non di individui e questi gruppi non potevano svilupparsi pienamente se non essendo autonomi”
    “(…)pensare la società a partire dalla base, per arrivare progressivamente al vertice. La società è costituita da associazioni e da collettività successive, incastrate le une nelle altre, dalle più semplici alle più complesse.”
    “la liberta in seno alla società non discende dunque dalla sovranità collocata al vertice, ma dall’autonomia a tutti i livelli ; l’articolazione e l’equilibrio tra i differenti livelli viene assicurata dal principio di sussidiarietà”
    (da A. De Benoist Identità e comunità)
    Qualcosa di abbastanza diverso dall’”ideologia italiana degli anni trenta”.
    Per quanto riguarda la differenza tra universale e globalista, il secondo è un concetto di sviluppo delle comunità umane basato sull’omogenizzazione. L’universale invece si incarna sempre in una realtà “concreta” e particolare. La comunità è un concetto universale perché tutti apparteniamo ad una comunità: alla comunità dei francesi, degli italiani, dei romani, dei sardi, dei veneti, del mio quartiere, dell’europa. Una “comunità” come puro concetto non ha senso.
    È celebre l’affermazione di Joseph de Maistre secondo cui

    “Non esistel’Uomo nel mondo. Ho visto, nella mia vita, dei francesi, degli italiani, dei russi ma, quanto all’Uomo, dichiaro di non averlo mai incontrato”.

    Per me, la comunità non è (solo)un sentimento, ma è un dato, che ha incarnazioni nella realtà politica ed economica, come modello reale. La comunità non è una sola (quella umana), ma è un sistema complesso, appunto organico. Utilizzando uno schema teorico tipicamente medioevale, possiamo parlare di microcosmo(uomo) e di macrocosmo(mondo) o pensare alle molteplici appartenenze e fedeltà (comunità) del sistema feudale.
    Un sistema di comunità organiche è l’unico capace di essere unitario e molteplice, costituito da una sola comunità suddivisa tra tanti livelli, dai più prossimi quali la famiglia o il vicinato, passando per la comunità cittadina, quella regionale, nazionale e se vuoi europea. Per cui io mi sento parte della mia discendenza, romano, italiano ed europeo, distintamente ma contemporaneamente.
    Questo porta ovviamente alla non scindibilità tra la questione comunitaria e quella identitaria.
    La classe sociale può essere anche considerata una comunità, ma solo in un’ottica “organicista”, ossia come uno dei vari “corpi intermedi”. Non credo possa essere l’unica comunità, perché tutti noi apparteniamo a tante comunità, ordinate e non necessariamente conflittuali. La comunità non può essere strumento di lotta di classe perché la conflittualità tra le classi (o ceti sociali od ordini professionali o gruppi d’interesse) è superata, in un’ottica comunitarista, dalla comune appartenenza ad una comunità etnica e/o politica.
    Anche perché , pure senza essere un esperto di marxismo, se la lotta di classe dovrebbe portare al superamento della classe in una società priva di classi, se sostituisco la comunità alla classe, dovrei tendere verso una società senza comunità. E non è questo l’obiettivo del comunitarismo.
    Il comunitarismo come difesa dei legami, come partecipazione, come condivisione, come tradizione, come solidarietà, come senso del sacro, come radicamento.
    Scrive sul radicamento Simone Weil:
    “Il radicamento è forse il bisogno più importante e più misconosciuto dell’anima umana. È tra i più difficili da definire. Mediante la sua partecipazione reale, attiva, e naturale all’esistenza di una collettività che conservi vivi certi tesori del passato e certi presentimenti del futuro, l’essere umano ha una radice. A ogni essere umano occorrono radici multiple.”
    ( da S.Weil La prima radice)

  6. #6
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    Io ho preparato una risposta a LabCom, però auspicherei l'intervento di altri, se no sembra una diatriba tra me e lui, cosa che, francamente, non avrebbe senso.

  7. #7
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    Ti incollo il mio intervento (ebbene sì, sono abbastanza megalomane da autocitarmi) nella discussione su Destra Sociale, anche se non ha il taglio teorico del vostro dibattito, poi mi riservo di riflettere ancora un po' prima di scrivere altro.

    Benvenuto qua su POL e grazie per aver risposto all'appello del compagno Outis.
    A mio avviso il comunitarismo è una corrente filosofica che nasce negli anni '70 in positivo dalla riscoperta del pensiero politico Aristotelico e in negativo dalla critica delle teorizzazioni di Rawls.
    Essendo una variegata corrente filosofica, il comunitarismo non è né di destra né di centro né di sinistra perché la filosofia non è mai politica, ma è sempre ricerca della verità che è una per tutti.

    Il comunitarismo può avere ricadute politiche solo se lo si innesta con altro e mi interessa proprio sapere con che cosa lo innestate voi del LabCom.

    Io lo innesto, per essere brutalmente sintetico, con De Gaulle, Lenin e Marx.

    Da De Gaulle traggo l'idea che la comunità fondamentale sia la comunità nazionale (nel mio caso la Nazione Italiana) e la necessità di uno stato forte come strumento per mobilitare le risorse del nostro paese nella difesa della nostra sovranità culturale, politica, economica e militare.

    Da Lenin traggo l'antimperialismo, ovvero la pari dignità di tutti i popoli e il loro sovrano diritto di lottare per la loro libertà contro i paesi imperialisti.

    Da Marx traggo l'idea che le nostre società sono dei sistemi complessi che possono essere compresi solo attraverso lo studio delle strutture sociali, ideologiche ed economiche che sono alla base della loro riproduzione.

    Di mio ci metto l'idea che solo la borghesia, o quello che ne resta, può essere la base sociale su cui si costruirà un movimento politico per la difesa (e in parte la riconquista) della nostra sovranità nazionale.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Io ho preparato una risposta a LabCom, però auspicherei l'intervento di altri, se no sembra una diatriba tra me e lui, cosa che, francamente, non avrebbe senso.

    Stavolta io non voglio intervenire. Ci sono discussioni come questa dove prima di intervenire preferisco leggere e leggere parecchio.

    A luta continua

  9. #9
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    Predefinito quale comunitarismo?

    “Benvenuto qua su POL e grazie per aver risposto all'appello del compagno Outis.
    A mio avviso il comunitarismo è una corrente filosofica che nasce negli anni '70 in positivo dalla riscoperta del pensiero politico Aristotelico e in negativo dalla critica delle teorizzazioni di Rawls.
    Essendo una variegata corrente filosofica, il comunitarismo non è né di destra né di centro né di sinistra perché la filosofia non è mai politica, ma è sempre ricerca della verità che è una per tutti.”


    Finalmente una definizione, forse un po’ riduttiva e datata ma abbastanza obiettiva.

    per quanto riguarda le applicazioni politiche pratiche del pensiero comunitarista esistono tante suggestioni che affascinano il LabCom: il localismo, l’ecologia “olistica”, il federalismo organico, la moneta locale, la decrescità, la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, il bioregionalismo, la sussidiarietà, una critica radicale ed identitaria al pensiero liberale.


    Nonostante il forte svuotamento di potere subito dagli stati nazionali a favore dei poteri economico-finanziari, considero la comunità nazionale come uno spazio politico-culturale come un passaggio fondamentale nella costruzione di quella rete di appartenenze costituito dalle comunità di base, quelle locali (bioregione), quella nazionale e quella continentale (l’Europa).
    Riguardo la “necessità di uno stato forte come strumento per mobilitare le risorse del nostro paese nella difesa della nostra sovranità culturale, politica, economica e militare” credo che l’aspetto prioritario sia la questione della sovranità, e la strada migliore per la vitalità della nostra identità sià quella di un assetto istituzionale votato alla massima partecipazione (democrazia diretta ed organica) del popolo alle decisioni che lo riguardano.
    La sovranità politica ed economica (monetaria) in mano alle comunità organiche (popoli) è condizione necessaria per qualsiasi politica anti-imperialista.

    Anche io sostengo la complessità della società ma credo che gli elementi etici, culturali e religiosi siano inseparabili da quelli economici e sociali.

    Riguardo poi al ruolo di difensore della sovranità nazionale da affidare alla “borghesia italiana” credo che l’identità politico-culturale dei ceti sociali sia stata completamente superata dal conformismo consumistico, e proprio nelle forze che si pongono in opposizione ad esso ( ed alla sua pressione sradicante),a mio parere, che bisogna trovare i soggetti politici capaci di cambiare la direzione degli eventi.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da LabCom Visualizza Messaggio
    “Benvenuto qua su POL e grazie per aver risposto all'appello del compagno Outis.
    A mio avviso il comunitarismo è una corrente filosofica che nasce negli anni '70 in positivo dalla riscoperta del pensiero politico Aristotelico e in negativo dalla critica delle teorizzazioni di Rawls.
    Essendo una variegata corrente filosofica, il comunitarismo non è né di destra né di centro né di sinistra perché la filosofia non è mai politica, ma è sempre ricerca della verità che è una per tutti.”


    Finalmente una definizione, forse un po’ riduttiva e datata ma abbastanza obiettiva.

    per quanto riguarda le applicazioni politiche pratiche del pensiero comunitarista esistono tante suggestioni che affascinano il LabCom: il localismo, l’ecologia “olistica”, il federalismo organico, la moneta locale, la decrescità, la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, il bioregionalismo, la sussidiarietà, una critica radicale ed identitaria al pensiero liberale.


    Nonostante il forte svuotamento di potere subito dagli stati nazionali a favore dei poteri economico-finanziari, considero la comunità nazionale come uno spazio politico-culturale come un passaggio fondamentale nella costruzione di quella rete di appartenenze costituito dalle comunità di base, quelle locali (bioregione), quella nazionale e quella continentale (l’Europa).
    Riguardo la “necessità di uno stato forte come strumento per mobilitare le risorse del nostro paese nella difesa della nostra sovranità culturale, politica, economica e militare” credo che l’aspetto prioritario sia la questione della sovranità, e la strada migliore per la vitalità della nostra identità sià quella di un assetto istituzionale votato alla massima partecipazione (democrazia diretta ed organica) del popolo alle decisioni che lo riguardano.
    La sovranità politica ed economica (monetaria) in mano alle comunità organiche (popoli) è condizione necessaria per qualsiasi politica anti-imperialista.

    Anche io sostengo la complessità della società ma credo che gli elementi etici, culturali e religiosi siano inseparabili da quelli economici e sociali.

    Riguardo poi al ruolo di difensore della sovranità nazionale da affidare alla “borghesia italiana” credo che l’identità politico-culturale dei ceti sociali sia stata completamente superata dal conformismo consumistico, e proprio nelle forze che si pongono in opposizione ad esso ( ed alla sua pressione sradicante),a mio parere, che bisogna trovare i soggetti politici capaci di cambiare la direzione degli eventi.
    Bene, ottimo la discussione sta diventando interessante e la carne al fuoco parecchia... per evitare di disperderci direi che è meglio focalizzare su pochi argomenti per volta.
    Vorrei porti alcune domande:

    1) Qual è la tua definizione di Comunitarismo;

    2) Non ho capito quel che intendi per bioregione e i suoi nessi con la Nazione e il continente;

    3) Non ho mai sentito l'espressione "democrazia diretta ed organica", per cui non la capisco;

    4) Che ruolo assegni alla moneta locale e in che relazioni si trova con il problema del controllo popolare sulla moneta?

    Direi che per il momento basta..... un grazie anticipato per le risposte.

 

 
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