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  1. #11
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    Giusto per rincarare la dose, in Italia non abbiamo avuto, nella nostra storia Repubblicana leggi razziste che instaurassero un regime di apartheid.
    Gli Stati Uniti sì. E se anche oggi tali leggi non sono più ufficialmente applicate, l' aberrante sproporzione che intercorre tra detenuti bianchi e detenuti di colore (includendo neri, nativi americani, ispanici ed orientali) la dice lunga su come la legge americana sia fondamentalmente ancora quella del KKK.
    Quel paese salva la faccia ponendo ai comandi dei ministeri più importanti alcuni ispanici e neri: il problema di fondo, però, è che tali persone provengono dall'oligarchia più spinta e tradizionalista della cultura americana.
    Quindi, non vedo come la Rice o Sanchez possano essere intesi come cartina tornasole del loro rispetto razziale.

    Condannare il 41bis e poi reggere le sorti della Giustizia americana su di una barbarie giudiziaria come la pena di morte, oppure come torture a detenuti, richieste da gerarchi militari e governativi, è l'evidente segnale di un'ipocrisia che mai ha abbandonato quella nazione da quando i padri pellegrini ci misero piede sopra.

  2. #12
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    Mi sembra opportuno ricordare che nel 43 gli ameriocani utilizzarono imn preparazione dei lorro sbarchi in Sicilia elementi della mafia i quali, dopo lo sbarco, si prestarono polticamente per il controllo del territorio da parte alleata.

    I sindaci messi a capo dei Comuni siciliani dali Alleati erano per lo piu' mafiosi.Magari gli stessi individui che il fascismo aveva costtretto da svcappare negli USA a seguito dell'azione antimafia intrapresa su incarico di Mussolini dal Prefetto Mori.

    Fu così che la mafia tornò in Italia.Ma allora l'antifascismo non si oppose.
    In fin dei conti la mafia gli aveva fatto comodo.

    Ah dimenticavo: Mussolini ancora nel Novembre del 22 fece mettere in galera il capo della mafia siciliana Don Calogero Vizzini che si era fatto da Lui ricevere per "accordi di collaborazione". Don Calogero fu scarcerato solo il
    26 Luglio del 43, guarda caso. La mafia dopo tutto stava dalla parte " democratica ".

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    Mi sembra opportuno ricordare che nel 43 gli ameriocani utilizzarono imn preparazione dei lorro sbarchi in Sicilia elementi della mafia i quali, dopo lo sbarco, si prestarono polticamente per il controllo del territorio da parte alleata.

    I sindaci messi a capo dei Comuni siciliani dali Alleati erano per lo piu' mafiosi.Magari gli stessi individui che il fascismo aveva costtretto da svcappare negli USA a seguito dell'azione antimafia intrapresa su incarico di Mussolini dal Prefetto Mori.

    Fu così che la mafia tornò in Italia.Ma allora l'antifascismo non si oppose.
    In fin dei conti la mafia gli aveva fatto comodo.

    Ah dimenticavo: Mussolini ancora nel Novembre del 22 fece mettere in galera il capo della mafia siciliana Don Calogero Vizzini che si era fatto da Lui ricevere per "accordi di collaborazione". Don Calogero fu scarcerato solo il
    26 Luglio del 43, guarda caso. La mafia dopo tutto stava dalla parte " democratica ".
    Gradirei che non sfruttassi la mia discussione per posizioni ideologiche aprioristiche. La 41 bis è una dura legge della Repubblica Italiana che viene bacchettata da chi fa ben peggio. Se fosse stata un rimasuglio degli emendamenti fascisti mi faresti ora lo stesso discorso?
    P.s. Il prefetto Mori che era stato inviato da Mussolini a debellare la Mafia, quando andò a solleticare ambienti di amici ed amici degli amici delle gerarchie fasciste venne immediatamente trasferito. O sbaglio?

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Piè Monte Visualizza Messaggio
    Gradirei che non sfruttassi la mia discussione per posizioni ideologiche aprioristiche. La 41 bis è una dura legge della Repubblica Italiana che viene bacchettata da chi fa ben peggio. Se fosse stata un rimasuglio degli emendamenti fascisti mi faresti ora lo stesso discorso?
    P.s. Il prefetto Mori che era stato inviato da Mussolini a debellare la Mafia, quando andò a solleticare ambienti di amici ed amici degli amici delle gerarchie fasciste venne immediatamente trasferito. O sbaglio?
    Io non sfrutto niente.Faccio solo delle constatazioni su dei fatti inoppugnabili.

    Non sapendo cosa altro dire su Mori l'ambiente democratico ha sempre insinuato che Mori si sarebbe arrestato quando arrivò al Santuario della Nobiltà
    Siciliana.Ma sono solo si dice. Resta il fatto che i bosses fuggirono negli USA da dove tornarono per un accordo per servizi politici agli USA nel 43 e cioe' quello che e' provata essere avvenuto.Lçukyn Luciano fu addirittura paracadutato in Sicilia tre mesi prima dell'invasione. Il " contratto " con la Mafia fu opera da affari riservati della Marina USA in quel di New York.

    Comunque il Rejna del tempo, Don Calogero Vizzini, tornò dal confino solo
    dopo le " dimissioni " di Mussolini ed erano passati vent'anni e passa !

    Caso mai si puo' dire che Mori riusci' a debellare la mafia ma le radici di questa rimasero come " congelate" nell'isola pronte risvegliarsi quando ce ne fosserero state le nuove contingenze storiche, politiche, culturali adatte.

    Vivo il fascismo MAI sarebbero tornate a dominare e condizionare lo Stato Italiano.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    Io non sfrutto niente.Faccio solo delle constatazioni su dei fatti inoppugnabili.

    Non sapendo cosa altro dire su Mori l'ambiente democratico ha sempre insinuato che Mori si sarebbe arrestato quando arrivò al Santuario della Nobiltà
    Siciliana.Ma sono solo si dice. Resta il fatto che i bosses fuggirono negli USA da dove tornarono per un accordo per servizi politici agli USA nel 43 e cioe' quello che e' provata essere avvenuto.Lçukyn Luciano fu addirittura paracadutato in Sicilia tre mesi prima dell'invasione. Il " contratto " con la Mafia fu opera da affari riservati della Marina USA in quel di New York.

    Comunque il Rejna del tempo, Don Calogero Vizzini, tornò dal confino solo
    dopo le " dimissioni " di Mussolini ed erano passati vent'anni e passa !

    Caso mai si puo' dire che Mori riusci' a debellare la mafia ma le radici di questa rimasero come " congelate" nell'isola pronte risvegliarsi quando ce ne fosserero state le nuove contingenze storiche, politiche, culturali adatte.

    Vivo il fascismo MAI sarebbero tornate a dominare e condizionare lo Stato Italiano.
    Beh certo, una banda di gangster criminali com'era il fascismo col Duce non poteva tollerare concorrenti: all'assassinio degli innocenti, e al furto delle proprietà degli ebrei italiani ci pensavano le sqadracce in camicia nera ...
    Myrddin

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    Io non sfrutto niente.Faccio solo delle constatazioni su dei fatti inoppugnabili.

    Non sapendo cosa altro dire su Mori l'ambiente democratico ha sempre insinuato che Mori si sarebbe arrestato quando arrivò al Santuario della Nobiltà
    Siciliana.Ma sono solo si dice. Resta il fatto che i bosses fuggirono negli USA da dove tornarono per un accordo per servizi politici agli USA nel 43 e cioe' quello che e' provata essere avvenuto.Lçukyn Luciano fu addirittura paracadutato in Sicilia tre mesi prima dell'invasione. Il " contratto " con la Mafia fu opera da affari riservati della Marina USA in quel di New York.

    Comunque il Rejna del tempo, Don Calogero Vizzini, tornò dal confino solo
    dopo le " dimissioni " di Mussolini ed erano passati vent'anni e passa !

    Caso mai si puo' dire che Mori riusci' a debellare la mafia ma le radici di questa rimasero come " congelate" nell'isola pronte risvegliarsi quando ce ne fosserero state le nuove contingenze storiche, politiche, culturali adatte.

    Vivo il fascismo MAI sarebbero tornate a dominare e condizionare lo Stato Italiano.
    Guarda caso però, la Mafia, grazie al suo opportunismo ha sempre trovato referenti politici a destra dell'emiciclo. Mi vengono in mente, ad esempio certe collusioni tra un boss trapiantato in Val Susa e i campi di addestramento in montagna dei brigatisti neri. E queste sono realtà giudiziarie perciò schierare ideologicamente le attività mafiose mi sembra una lama a doppio taglio seguendo il filo della tua tesi.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Beh certo, una banda di gangster criminali com'era il fascismo col Duce non poteva tollerare concorrenti: all'assassinio degli innocenti, e al furto delle proprietà degli ebrei italiani ci pensavano le sqadracce in camicia nera ...
    Mi hai tolto le parole di bocca.

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Beh certo, una banda di gangster criminali com'era il fascismo col Duce non poteva tollerare concorrenti: all'assassinio degli innocenti, e al furto delle proprietà degli ebrei italiani ci pensavano le sqadracce in camicia nera ...
    Non divagate !

  9. #19
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    Ho trovato questo interessante passaggio

    fascismo e antimafia

    L'interesse del fascismo non è quello di sradicare il fenomeno mafioso: il regime non intende indagare sui rapporti tra mafia e istituzioni, e attacca quello che finora era stato il principale protagonista della lotta antimafia, il movimento contadino. D'altra parte attacca la manovalanza armata e reprime gli aspetti più apertamente criminali, creando a scopo propagandistico un falso mito del fascismo come epuratore del fenomeno mafioso.
    Emblematica la vicenda del prefetto Mori: si trovava in Sicilia già in età giolittiana - nell'ottobre del 1925 viene nominato prefetto di Palermo con poteri speciali. Mori indaga sul fenomeno mafioso, ne comprende alcuni importanti aspetti, e arriva a colpire gerarchi fascisti come Alfredo Cucco. Quando l'azione di Mori si sta spingendo oltre, all'interno dei nuovi assetti di potere, il prefetto, a soli 57 anni, viene costretto a ritirarsi "per anzianità di servizio" (1929).



    tratto da http://mnemonia.altervista.org/antimafia/anni10.php

  10. #20
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    Mafia e fascismo, l'azione del prefetto Mori in Sicilia 1925-1929 costituisce un valido documento degli anni '20 della Sicilia occidentale, periodo spesso sfiorato dai nostri pubblicisti o, peggio, trattato con spiacevole approssimazione.
    A questi discutibili atteggiamenti ha cercato di ovviare Salvatore Porto che ha scritto "documenti alla mano".
    Il libro individua con chiarezza le diverse fasi del rapporto tra mafia e fascismo dalla complicità allo scontro, alla convivenza tacita e, in base a quello che è l'assunto deliberato del lavoro, privilegia lo studio del momento dello "scontro".
    Al centro dell'opera è la figura di Cesare Mori, il prefetto d'assalto, il prefettissimo, il segugio della mafia.

    http://www.archivio900.it/it/libri/lib.aspx?id=1928

 

 
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