ROMA - Il ministro della Giustizia Clemente Mastella, risulterebbe essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Catanzaro fin dallo scorso 14 ottobre nell'ambito dell'inchiesta 'Why not'. Il Guardasigilli - secondo quanto si è appreso - non avrebbe tuttavia ricevuto ad oggi nessun avviso di garanzia.
"Apprendo da notizie giornalistiche che sono stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Catanzaro - dice Mastella in una nota - . Se così è, e non dubito perché spesso alla stampa sono fornite notizie che dovrebbero essere riservate in quanto coperte dal segreto d' indagine - dichiaro di attendere serenamente gli sviluppi di questa situazione". "La mia tranquillità - sottolinea Mastella - deriva dal fatto di essere completamente estraneo alle vicende per le quali mi si muoverebbe addebito. Ribadisco, come ho avuto modo di ripetere a più riprese, di non essere mai stato iscritto a nessuna loggia massonica, né in Italia né all'estero, e di non aver mai partecipato a comitati d'affari o a singoli affari, come testimonia la mia trentennale vita pubblica e parlamentare nella prima, nella seconda e spero anche nella terza Repubblica".
MASTELLA INDAGATO, CONFERMA'UFFICIOSA' DA PROCURA
La Procura della Repubblica di Catanzaro ha confermato "ufficiosamente" che il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, è indagato nell'inchiesta Why Not condotta dal pm Luigi De Magistris. L'inchiesta riguarda il presunto utilizzo illecito di finanziamenti pubblici da parte di un gruppo di esponenti politici, amministratori ed imprenditori che avrebbero fatto capo ad un comitato d'affari con base operativa e finanziaria nella Repubblica di San Marino. A confermare ufficiosamente che Mastella è indagato sono state fonti autorevoli della Procura. Nessuna conferma ufficiale, comunque, poichéle iscrizioni nel registro degli indagati, viene fatto rilevare dalle stesse fonti, sono coperte dal segreto. L'iscrizione al registro degli indagati, tra l'altro, non comporta alcuna comunicazione all'interessato. Fatto questo che spiega perché il ministro Mastella non ha ricevuto alcuna comunicazione.
Il coinvolgimento di Mastella nell'inchiesta Why Not sarebbe motivato dai suoi presunti rapporti con l'imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria e personaggio centrale dell'inchiesta. L'indagine, infatti, ruoterebbe attorno alla vasta attività imprenditoriale di Saladino, titolare in passato di una società di lavoro interinale denominata Why Not dal quale ha preso il nome l'inchiesta. Agli atti dell'inchiesta figurano, tra l'altro, intercettazioni di colloqui telefonici tra Mastella e Saladino. La prima iniziativa assunta il 9 ottobre scorso da De Magistris al suo rientro da Roma, dopo avere partecipato alla riunione della sezione disciplinare del Csm che ha rinviato al 17 dicembre la pronuncia sulla richiesta di trasferimento del magistrato fatta da Mastella, era stata una riunione con i periti d'ufficio per l'esame dei flussi finanziari e telefonici emersi dall'inchiesta. Nel corso della riunione erano state esaminate, in particolare, le intercettazioni telefoniche riguardanti il ministro Mastella. Alla riunione aveva partecipato anche Gioacchino Genchi, il superconsulente che sta gestendo tutti gli accertamenti tecnici disposti da De Magistris in merito ai tabulati telefonici acquisiti all'inchiesta.I presunti rapporti con Antonio Saladino hanno rappresentato anche il motivo dell'iscrizione nel registro degli indagati, nell'ambito della stessa inchiesta Why Not, del Presidente del Consiglio, Romano Prodi.
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._72343839.html


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