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Discussione: Hamas Hamas Hamas

  1. #91
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    Sei tu a dover toglierti di mezzo invece.
    La celtica è un simìbolo celtico e Cristiano delle popolazioni nordiche Europee e l'Islam di merda nulla a che fare con la cultura e la tradizione Europea.
    Islam Raus!
    Ti vedrei bene nel Nuovo MSI-DN del massone Gaetano Saya, secondo me è il partito che più si avvicina ai tuoi deliri atlantici!Facci un salto!
    Questo è il sito: http://www.destranazionale.org/

  2. #92
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    Deliri Atlantici? Pffff!
    Sono gia iscritto ad AN.
    Non sei il primo ad attaccarmi e non sarai certo tu a farmi cambiare idea..
    e cmq... meglio Atlantisti che terroristi!

    Piuttosto, vedrei bene te e molti nelle fila di Rifondazione Comunista..e non certo in un forum di Destra Radicale.

  3. #93
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    Ma tu chi saresti, l'ennesimo giullare di corte?
    Cosa ne pensi di Fini?

  4. #94
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    Deliri Atlantici? Pffff!
    Sono gia iscritto ad AN.
    Non sei il primo ad attaccarmi e non sarai certo tu a farmi cambiare idea..
    e cmq... meglio Atlantisti che terroristi!

    Piuttosto, vedrei bene te e molti nelle fila di Rifondazione Comunista..e non certo in un forum di Destra Radicale.
    Già che ci sei perchè non passi a Forza Italia? Berlusconi è il fanatico fan di Bush e degli USA...magari ti regala dei gadget americani: capello da cowboy, bandiera sudista, un biglietto per il rodeo, capellino di McDonald's.....pensaci.

  5. #95
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    Essere di Destra e Atlantisti non significa essere lecchini degli Usa.
    E te potresti fare regalare una bella Kefia e un kalasnikof da Amajinejad, ma sono sicuro che potresti trovare tutto nel tuo partito, Rifondazione COmunista.
    Meglio la Kefia della stella di David a te tanto cara. Tesserati nel LIKUD magari ne diventi il rappresentante italiano.

  6. #96
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    E cmq non difendo nemmeno completamente Israele.
    Certo, che fra dei vili terroristi e Israele, preferisco schierarmi con Israele.
    Lo sai che Israele non ha una costituzione scritta? Se non sbaglio lo stato sionista pirata si estende su di un territorio dove prima c'erano 400 villagi palestinesi che sono stati spazzati via dalla furia talmudica rabbinica. In Israele è legale la tortura verso i prigionieri....W LA DEMOCRAZIA DAVIDICA!!

  7. #97
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    IL TERRORISMO SIONISTA!

    Il Razzismo che caratterizza la politica del nuovo asse Israele/ U.S. sta spargendo sangue in Medio Oriente. Il razzismo implicito al Sionismo ha trovato terreno fertile nella filosofia imperialista esposta dai neoconservatori dell'amministrazione Bush. La logica della guerra globale di Israele e U.S., scrive un attivista israeliano Michel Warschawski del Centro Informazione Alternativa a Gerusalemme ( 30 Luglio, 2006 ), è che " tutti i conflitti sono di natura etnica " e "non si combatte contro una linea politica, un governo o specifici bersagli, ovvero contro " una minaccia " identificata con una comunità " oppure, nel caso di Israele, con ogni comunità non ebraica .

    Il principio fondamentale del razzismo come scontro di civiltà, propagandato sia dall'amministrazione Bush che da Israele, è la ragione effettiva dell'aggressione alla Palestina e al Libano. Come Azmi Bishara, uno dei membri palestinesi più autorevoli del Knesset Israeliano, ha osservato (al-Ahram, 10-16 Agosto, 2006), se la teoria Israele-U.S. del mondo diviso in due culture distinte e incompatibili, la nostra versus la loro, è esatta, allora il principio secondo cui "noi" agiamo secondo i due modelli che hanno scempiato tutte le leggi morali diventano naturale processo delle cose : secondo la visione cioè che ha del mondo Israele e i suoi alleati U.N. e che considera gli ebrei e la loro cultura superiori e inconciliabili con quelle dei popoli confinanti; una ideologia su cui si fonda la sua stessa politica di governo.
    Non è vero che con l' aggressione militare al Libano e simultaneamente a Gaza, Israele ha mostrato, sia a coloro che non si conformano alla sua linea di pensiero dominante ma anche ai più illusi, il completo fallimento dell'ideologia su cui si fonda la sua azione politica? Non è vero che gli illusi restano ancora delusi? Non è vero che il fallimento di Israele è evidente, e non solo a chi lo prevedeva, a quelli che vedevano il sionismo, per il principio razzista ad esso implicito, violare qualsiasi legge per la tutela dei diritti? Non è vero che non solo chi si è già convertito a questa opinione comune riesce a vedere l'approssimarsi del declino del Sionismo e, insieme ad esso, di Israele come stato esclusivamente ebraico?
    Il razzismo è da sempre la sua linfa vitale. Il Sionismo si basa su un principio fondamentale secondo cui gli ebrei possono vantare la superiorità nazionale, umana e diritti naturali sul territorio; un razzismo implicito,dunque, che esclude qualsiasi possibilità reale di democrazia o di eguaglianza tra i popoli. La sua azione distruttiva in Libano e a Gaza è semplicemente un altro passo dell'evoluzione di tale ideologia che più precisamente, si fonda sull'esclusività e la superiorità dei diritti di un solo popolo, e non accetta provvedimenti legislativi e morali al suo atteggiamento, neppure confini territoriali, poiché per soddisfare i suoi innumerevoli diritti ha bisogno di espandersi geograficamente.
    Il Sionismo non ammette usurpazioni, né limiti alla sua supremazia sull'intero territorio, non costituito semplicemente dall'area entro i confini israeliani, ma anche da quella che include i paesi circostanti situati oltre i suoi confini geografici, e che il Sionismo considera opportuno inglobare. Una ampia egemonia garantisce pertanto l'eliminazione di qualsiasi minaccia fisica o demografica, la sopravvivenza del solo impero ebraico, completamente al sicuro, popoloso e unico detentore del potere militare; inoltre, il controllo di tutte le risorse naturali e sugli stati confinanti che privi di potere si piegano costretti completamente al suo servizio. Questo è il vero messaggio che Israele cerca di dare con il suo attacco militare al Libano : in sintesi, che né gli Hezbollah né tanto meno i Libanesi che li sostengono hanno diritto di sopravvivere, per la sola ragione che i primi minacciano di indebolire l'autorità suprema di Israele a livello regionale, e quest'ultima non accetta assolutamente un tale affronto. Il Sionismo non sopporta di convivere con qualsiasi altra ideologia o etnia eccetto quando si trova in posizione preminente rispetto ad esse e non rappresenta una potenziale minaccia.
    In Libano, Israele con una feroce e incauta azione repressiva tenta di distruggere la nazione, di fare uno sterminio tale da assicurare al solo Sionismo la possibilità di regnare su un territorio dove chi non è ebreo è privato del diritto alla sopravvivenza e non può scampare ma solo prostrarsi, poichè lo hanno posseduto per quasi un quarto di secolo durante l'ultima occupazione, dal 1978 al 2000. Testimone della guerra a Beirut subito dopo la prima settimana di bombardamenti e dell'assassinio proprio durante i raid israeliani di quattro tecnici dell'esercito libanese che tentavano di riparare il sistema elettrico e idrico " per la sopravvivenza a Beirut ", il corrispondente dalla Gran Bretagna Robert Fisk ha scritto che sembrava come se Israele volesse " radere al suolo Beirut ".... E chiunque cercasse di mantenerla in vita. Dan Halutz, capo in commando israeliano ( l'uomo che quattro anni fa guidò la forza aerea israeliana e affermò di non aver subito alcun trauma psicologico dopo che uno dei suoi F-16 sganciò una tonnellata di bombe su un edificio residenziale a Gaza nel mezzo della notte, uccidendo così 14 civili, la maggioranza bambini ) ha promesso all'inizio dell'assalto al Libano di riportarlo indietro a venti anni fa. A quel tempo infatti il Libano non esisteva, un terzo delle sue terre a sud era occupato da Israele, e successivamente per un decennio seguì una guerra civile devastante e che lasciò il paese senza speranze.
    Le bombe a grappolo sono una dimostrazione certa dell'intenzione di Israele di voler ridisegnare il Libano, e non ha minore importanza il sud della regione privata della sua popolazione araba e incapace di svolgere le sue funzioni governative se non alle dipendenze di Israele . Queste bombe, di cui il maggior fornitore di Israele, l'America, è il primo produttore ( e il primo a sperimentarle in paesi come la Jugoslavia e l'Iraq ), esplodono in volo disseminando centinaia di altre bombe più piccole su diversi acri di terra. Quasi un quarto all'impatto rimangono inesplose a terra finchè civili ignari di questi ordigni distruttivi non le ritrovano, magari sulla strada di ritorno per casa. Gli ispettori delle Nazioni Unite stimano la presenza di circa 100,000 bombe inesplose e sparpagliate in 400 zone a sud del Libano dove sono state sganciate. Già dallo scorso mese in cui è partito l'ordine di cessare il fuoco sono stati uccisi e mutilati da questi ordigni una ventina tra adulti e bambini.
    Sganciare ordigni anti-persona nelle aree a più alta densità demografica non è una tattica difensiva di bersagliamento per il conseguimento di obiettivi militari, ma una vera pulizia etnica. Secondo Jan Egelund, coordinatore per i soccorsi umanitari delle UN, il 90% di bombe a grappolo israeliane sono state fatte esplodere nelle ultime 72 ore antecedenti l'ordine del cessate il fuoco, quando era ormai certa l'entrata in vigore della risoluzione UN. E' stata dunque una loro azione militare supplementare, senza alcun dubbio un ultimo colpo di grazia, un tentativo per decimare ulteriormente la popolazione. Insieme al bombardamento aereo dello scorso mese che ha raso al suolo il 50 e in alcuni casi anche l'80 per cento di abitazioni nei villaggi, l'ultimo ha distrutto ampiamente le infrastrutture della nazione, paralizzato un impianto di energia elettrica costiero che ancora versa ininterrottamente tonnellate di petrolio e benzene rilasciando sostanze tossiche lungo la costa libanese e siriana; ha ucciso più di 1,000 civili che si trovavano nelle loro case,molti dei quali si è tentato di trasportarli di urgenza nelle autoambulanze e in macchine. L'attacco israeliano può essere dunque interpretato solo come una massiccia azione di pulizia etnica, per mantenere il dominio ebraico sulla regione.
    In fatti, quasi 250,000 persone, secondo una stima delle UN, non possono fare ritorno nelle loro abitazioni perchè rase al suolo e per la presenza di bombe a grappolo e altri ordigni non ancora rimossi dagli artificieri. Questa non è una guerra contro gli Hezbollah, se non solo incidentalmente. Non è una guerra contro il terrore, come gli accoliti degli Stati Uniti vorrebbero farci credere ( al contrario, gli Hezbollah non hanno svolto azioni terroristiche ma sono stati invece coinvolti in una serie di scontri militari con le forze israeliane lungo i confini e quasi sempre provocati da Israele ). Questa è una guerra tutta Israeliana per la conquista dello spazio vitale, e con assoluta certezza perchè Israele vorrebbe dominare su tutti gli stati confinanti. E' una guerra condotta contro un popolo non ebraico e che non approva il Sionismo e l' egemonia israeliana.
    Israele minaccia I suoi vicini fin dalla sua costituzione come stato. Tra le vittime del Sionismo i palestinesi sono quelli che hanno sofferto di più, perché suoi inarrestabili oppositori. Compiendo di loro un massacro si credeva di risolvere il problema più urgente, quello che sta più a cuore, quando nel 1948 costrinsero alla fuga quasi un terzo del popolo perché impediva con la sua presenza la realizzazione di un grande stato di Israele unicamente ebraico. Sarebbe stato difficile ottenerlo senza una maggioranza ebraica. 19 anni dopo, quando Israele cominciò ad invadere i territori oltre confine e a conquistare la parte ad ovest e Gaza, quei palestinesi dei quali credevano essersi sbarazzati tornarono e continuano a minacciare l'egemonia ebraica e sionista.
    Fin da allora e per quasi 40 anni, la politica Israeliana ha ampiamente puntato, con attacchi periodici e fuori programma al Libano, all'annientamento del popolo palestinese. I metodi usati per compiere questa pulizia etnica non si contano : usurpazione delle terre, distruzione dei campi agricoli e delle risorse, impoverimento dell'economia, restrizioni sul commercio, demolizione delle abitazioni, revoca del permesso abitativo, eliminazione del censo e della proprietà terriera, esproprio con tasse sui beni, riduzione alla povertà estrema. Israele pretende l'intero territorio palestinese, incluso quello a ovest e Gaza, e non può realizzare uno stato a maggioranza ebraica proprio per la presenza di questo grande popolo . Da qui nasce l'intenzione di annientarlo. A Gaza, dove circa un milione e mezzo di persone è stato ammassato in un'area ancora più piccola di un decimo di Rhode Island, sta facendo quello che fece in Libano in un solo mese; con l' uccisione di civili, la distruzione dei loro edifici sta rendendo quel territorio inabitabile. Qui i palestinesi sono uccisi al ritmo di 8 al giorno e i mutilati non si contano. Tanto vale una vita di un non ebreo secondo l'ideologia Sionista.
    Illan Pappe, studioso israeliano, afferma che si tratta di un genocidio condotto lentamente (ElectronicIntifada, 2 Settembre, 2006 ) . Sin dal 1948 ogni azione di resistenza palestinese contro l'oppressione israeliana è stata un pretesto per Israele per rendere effettiva la sua politica di pulizia etnica, un fenomeno talmente inevitabile e accettato che Pappe commenta " un quotidiano business di massacro di palestinesi, principalmente bambini, è riportato nelle pagine interne della stampa locale, spesso scritta a caratteri microscopici "; addirittura prevede che continuando a uccidere in questo modo si avrà una rivendicazione di massa oppure, se i palestinesi resteranno fermi sulle loro posizioni e continueranno a resistere, cosa molto probabile, crescerà spaventosamente il numero di morti. Pappe ricorda inoltre che il mondo ha assolto Israele dalla responsabilità e da qualsiasi colpa per la sua azione politico militare di pulizia etnica nel 1948, permettendole nuovamente di applicare la stessa politica " e un programma che le consente di usarla come strumento legittimo per la sicurezza e per la difesa della nazione ". " Se il mondo rimarrà ancora in silenzio di fronte a questa nuova pulizia etnica, l' azione politica di Israele si farà sempre più violenta ".
    Il vero problema oggi è l'indifferenza. Qualcuno si sarà accorto di questo errore? che Israele, come è stato accennato all'inizio, ha mostrato con inaudibile ferocia la sua azione estiva di pulizia etnica, il totale fallimento dell' ideologia su cui si basa la sua politica e l'illegittimità del Sionismo come principio esclusivista del popolo ebraico? Riescono a vederlo anche gli illusi, o vogliono continuare a illudersi e il mondo voltarsi dall'altra parte fingendo di non vedere e giustificare queste atrocità solo perché a commetterle è Israele con la scusa di voler proteggere gli ebrei dagli stati confinanti?
    Fin da quando la ferocia di Israele si è abbattuta sul Libano, numerosi e acuti osservatori di mezzi di informazione alternativa europei e arabi hanno descritto con insolita schiettezza il suo vero volto, e del suo sostenitore, gli U.S. . Emerge quasi ovunque una profonda consapevolezza della tenacia della resistenza araba e musulmana rispetto al fallimento e l'imperfezione delle azioni militari sia di Israele che U.S.. Karma Nabulusi, un accademico britannico-palestinese, in un suo articolo apparso sul The Guardian i primi di Agosto, lamenta " l'indiscriminata crudezza del nemico preso da una ossessione esistenziale che non deve essere domata, ma solo fermata ". La scrittrice americana Virginia Tilley (Counterpunch, 5 Agosto, 2006) osserva invece che ogni coesistenza pacifica e normale viene considerata da Israele un anatema, perché " vuole vedere e trattare i suoi vicini come fossero una minaccia esistente ma in realtà solo per giustificare i principi della sua politica etnica e razziale " Anche prima della guerra in Libano e dopo la distruzione di Gaza, l'economista Edward Herman (ZMagazine, Marzo 2006) ha condannato la "pulizia etnica insieme al razzismo quale principio oramai istituzionalizzato di Israele che dura da troppo tempo ", inoltre, " l'ipocrisia dell'intero mondo occidentale con i suoi maggiori mezzi di informazione che accettano e sottoscrivono perfino queste azioni politiche le quali " violano tutti i principali valori diffusi dall'illuminismo ".

  8. #98
    OLTRE LA MORTE
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  9. #99
    OLTRE LA MORTE
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  10. #100
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    Citazione Originariamente Scritto da Hlodwig Visualizza Messaggio
    No.
    Da quando in qua un movimento o un partito che di Destra inneggia ad Hamas?

    gente come te non è di destra, siete dei nazi-comunisti e tutto ciò che contro Israele e Usa lo prendete per buono.
    Anche 'sti cazzi di terroristi circoincisi.

    Non sono di Destra. Anzi la Destra è il primo Nemico. Non sono nemmeno di "questa" sinistra.
    La Repubblica Sociale, alla quale in particolare mi ispiro, annientò alla radice la astratta opposizone dialettica destra/sinistra.
    I principali terroristi nel mondo, a mio avviso, sono Israele, Usa, Gran Bretagna, Putin e seguaci...

 

 
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