Ieri pomeriggio premiazione, tanti ragazzi e professori, davvero un bellissimo effetto.
Nei prossimi giorni sul sito del Movimento Libertario i testi dei vincitori.


Ieri pomeriggio premiazione, tanti ragazzi e professori, davvero un bellissimo effetto.
Nei prossimi giorni sul sito del Movimento Libertario i testi dei vincitori.


ottimo, poi li metto anche sul 3d di là
_
P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
* * *
Presidente di Progetto Liberale


Ecco il primo dei due testi vincitori
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai due ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del “saggio breve”, interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Da’ al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico titolo.
Se scegli la forma dell’ “articolo di giornale”, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo ‘pezzo’.
Da’ all’articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).
Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.
DESTINATARIO: fascicolo scolastico di documentazione
Lo Stato secondo un libertario
Murray Rothbard è stato il fondatore del pensiero libertario, dottrina politico-economica secondo la quale l’istituzione dello Stato è, usando le parole del suddetto studioso americano, “una banda criminale”. Come si può sostenere un’opinione così radicale, così distante dal pensiero collettivo? Poiché il vero libertario è giusnaturalista, cioè dà per veri solo quei principi naturali come il diritto al possesso della propria persona e il diritto al possesso di ciò che abbiamo prodotto e modificato col lavoro, egli nota che il comportamento dello Stato è invasivo nei confronti della proprietà degli individui. Perché devo essere tassato? Perché devo andare a combattere una guerra in nome della casta dominante e non dei miei reali interessi? In realtà lo Stato non ti concede le scelta di aderire o meno alla sua organizzazione. Se non paghi le tasse, come se ti rifiuti di andare in guerra, sarai punito.
La tassazione, in particolare, è per i libertari una rapina su scala nazionale, perché sottrae agli individui il frutto dell’onesto lavoro per poi ricambiare con un servizio scadente e monopolistico, che non fa altro che limitare la produttività della società. Il fatto è che lo Stato, arrogandosi il potere coercitivo, tende naturalmente a favorire la propria casta di governanti: questo comporta la nascita di un insieme privilegiato di governanti e di un sottoinsieme composto dagli individui che producono, i diritti naturali dei quali sono letteralmente violentati dallo Stato.
Il problema però non è solo di tipo politico-filosofico, ma anche, e soprattutto, di tipo economico: lo Stato infatti, secondo Rothbard, limita la produttività. Esso impone licenze, tariffe, restrizioni, divieti, impedimenti burocratici: tutte cose che ostacolano il libero scambio delle merci e lo sviluppo di attività private, mentre salvaguardano i monopoli dello Stato. Inoltre bisogna considerare un altro aspetto: quanto sarebbe migliore un sevizio, come per esempio l’assistenza medica, se fosse privata e soggetto a libera concorrenza? L’aspetto in questione è il mercato concorrenziale, gravemente compromesso dalle imposizioni dello Stato. In quest’ottica, paradossalmente, è lo Stato a favorire il trust, poiché sottrae spazio alla concorrenza. Sarebbe inutile per due medici, in una ideale società priva di Stato, fare cartello, perché esisterebbe sempre della concorrenza pronta a dare un servizio migliore.
Ecco come, quindi, per i libertari, lo Stato è inutile (in effetti, cosa produce lo Stato?) e dannoso. Ma il vero libertario, che è individualista, non rifiuta solo il concetto di Stato, ma anche quello di “Nazione”, o “Società”. Dire Società infatti significa attribuire un unico modo di agire e di pensare a una entità che in realtà è collettiva, cioè formata da più individui. In questo modo ammetteremmo una sorta di super-opinione, quella della maggioranza, che deve prevalere sulle opinioni individuali. Dato che in questo modo la libertà di pensiero è compromessa, lo Stato fa di tutto per collettivizzare. L’uomo pericoloso, per lo Stato, è colui che si estranea dal modo di pensare di massa, colui che, citando Mencken, “è capace di pensare da solo, senza essere influenzato dalle superstizione e dai tabù più correnti”.
In sostanza, l’utopico mondo del libertario, che possiamo definire assieme individualista e giusnaturalista anarco-capitalista, è governato non dalle leggi politiche, ma dalle leggi economiche. Economia, infatti, non significa solo commercio, ma è, per definizione, il complesso delle attività umane che servono al soddisfacimento dei bisogni dell’individuo.
L’economia di mercato è quindi, per il libertario, il modo corretto di vivere con le altre persone, seguendo i principi naturali dell’uomo.


ed ecco il secondo
UN NUOVO MODO DI CONCEPIRE LO STATO
Leggendo le pagine del libro “Per una nuova libertà”, scritto da Murray N. Rothbard, ci rendiamo conto di come la nostra visione del mondo e dello stato delle cose sia estremamente parziale. Le intenzioni dell’autore sono quelle infatti di aprire la mente del lettore, mettere in luce un modo di pensare del tutto diverso da quello a cui siamo abituati e soprattutto dimostrare come la realtà che ci è stata imposta e data come certa dall’alto non è l’unica possibile, ovvero l’esistenza dello Stato.
Rothbard infatti afferma che lo Stato è visto dagli esponenti del libertarismo come una banda criminale, giustificando ciò con il fatto che esso commette quotidianamente crimini e azioni che solo una simile organizzazione è in grado di compiere. Tuttavia esso non viene mai nè punito, né perseguito né tantomeno provoca scandalo nell’opinione pubblica, a differenza di una qualsiasi organizzazione criminale. Non c’è però nessuna attenuante per le continue aggressioni operate dai governi ai danni dei diritti fondamentali del cittadino, che come Rothbard sottolinea, sono il diritto alla proprietà di se stesso e del proprio corpo, alla proprietà e alla gestione dei beni da esso trovati e trasformati, ed il diritto a scambiare o donare gli stessi con chi sia interessato a farlo.
Su tutte spicca la violazione di questi diritti rappresentata dalla tassazione e dal sistema fiscale.
Per il teorico del movimento libertario infatti, questo non è altro che un furto, esercitato dallo Stato tramite la coercizione, ai danni della proprietà del cittadino che è riuscito a procurarsi con il proprio lavoro e la propria fatica. Inoltre il sistema rende il lavoro del singolo individuo una “servitù involontaria” poiché egli finisce col percepire un compenso alla propria opera inferiore a quello che gli spetterebbe in un sistema di libero mercato. Il concetto stesso di libero mercato, l’unico modello in grado di garantire il corretto funzionamento del sistema industriale moderno secondo Rothbard, viene violato dall’intervento in campo economico dello Stato, il quale mina il suo equilibrio con l’istituzione di monopoli, il sovvenzionamento di imprese di suo gradimento, la tassazione coercitiva, e l’imposizione di prezzi e tariffe su determinati beni. La concorrenza e l’iniziativa privata costituiscono invece un modello giusto e più redditizio per ogni individuo nell’ideale libertario, nonché l’unico modello in grado di risanare il sistema di erogazione dei servizi attualmente in mano allo Stato.
Dare in mano ai privati ed al meccanismo di libera concorrenza servizi essenziali quali la viabilità, la polizia, l’amministrazione della giustizia ecc.ecc. permetterebbe lo svilupparsi di servizi assolutamente più efficienti e a costi pù bassi, costi sostenuti dal cittadino direttamente tramite il pagamento a chi egli liberamente sceglie come erogatore del servizio. Ciò permetterebbe l’eliminazione del sistema delle tasse con cui si deruba il cittadino per finanziare servizi scadenti erogati dallo Stato, che continua a mantenerli tali perché non è incentivato a migliorarli: gli introiti saranno comunque garantiti dal sistema fiscale e non dal livello di gradimento di chi usufruisce del servizio.
I libertari si soffermano in particolare su questo punto per mettere in luce l’assurdità e la disonestà dello Stato, ma non mancano di sottolineare anche altri aspetti. Per esempio la coscrizione, considerata schiavitù collettiva, o la guerra, considerata omicidio di massa provocato dal desiderio imperialista di ampliare il proprio potere da parte dei governi; o ancora la disoccupazione, l’inflazione e la recessione economica, considerati sintomo dell’intervento dello Stato nell’economia, sono i motivi per i quali i libertari auspicano un’unica soluzione: l’eliminazione dello Stato ed il passaggio ad un sistema fatto di singoli individui che operano libere scelte, nel rispetto di regole e norme da tutti riconosciute come giuste e non lesive dei diritti fondamentali già ricordati.
Il problema però è che le azioni criminose e l’esistenza stessa dello Stato come entità suprema, sono giustificate dal senso di legittimazione conferitogli da cittadini “inebetiti” e continuamente indottrinati dagli intellettuali asserviti al potere centrale dal quale ricevono privilegi e benefici economici. Per questo motivo sono considerati come uomini pericolosi tutti coloro i quali cercano di sovvertire questo “ordine costruito” pensando da soli e contrastando la teoria dell’inevitabilità dello Stato. Uno di questi è appunto Rothbard, che a mio parere riesce appieno nelle finalità che si è preposto, di cambiare lo stato delle cose diffondendo il proprio malcontento e la sua concezione dello Stato come un’entità illegittima, criminale ed intollerabile.


Carini.
Specialmente nel secondo ho visto, oltre che una scrittura ottima, la passione di chi da Rothbard è stato toccato nel vivo.
Fosse così, il premio avrebbe raggiunto un risultato eccellente.


Salve,
sono l'organizzatore del premio. Quest'anno faremo la seconda edizione e vorremmo dare un premio ancora maggiore..2000 euro. Non ho ancora i dettagli ma il libro sarà "Ciò che si vede e ciò che non si vede" di Bastiat.
Chi avesse voglia di contribuire sia economicamente che nella diffusione può scrivermi a andluchi@tin.it


Archiviata con successo e soddisfazione la prima edizione del Premio Rothbard, Andrea Luchi, leader del Clan Libertario di Grosseto e organizzatore dell'evento, si è subito messo al lavoro per la seconda edizione della manifestazione.
Stavolta il premio andrà a premiare la migliore composizione scritta basata su una traccia ispirata dai pamphlets di Frederic Bastiat pubblicati nel libro “Ciò che si vede, ciò che non si vede” edito da Leonardo Facco Editore. I Pamphlets oggetto del concorso saranno i seguenti:“Ciò che si vede e ciò che non si vede”, “Proprietà e legge“,“Giustizia e fraternità“,“Lo Stato“,“Capitale e rendita“,“Maledetto denaro“.
In vista del concorso dovrebbero tenersi anche cinque lezioni di scuola di liberalismo, su cui sapremo ragguagliarvi più oltre.
Visto che quest'anno puntiamo ad aumentare il premio a 2.000 euro (più, quasi sicuramente, la partecipazione ad un seminario dell'IES http://www.ies-europe.org/), ricordiamo che chiunque volesse può contribuire alla causa con una donazione contattando l'organizzazione all'indirizzo email andluchi@tin.it
Vi terremo aggiornati costantemente sull'evoluzione della situazione da queste pagine.
tratto da www.movimentolibertario.it


ecco il bando definitivo
Il Circolo Culturale Rothbard, in collaborazione con L’Istituto Bruno Leoni (www.brunoleoni.it), istituisce il
PREMIO ROTHBARD
(seconda edizione)
IL PREMIO
Il premio andrà alla migliore composizione scritta basata su una traccia ispirata dai pamphlets di Frederic Bastiat pubblicati nel libro “Ciò che si vede, ciò che non si vede” edito da Rubbettino e Leonardo Facco.
I Pamphlets oggetto del concorso sono i seguenti:
“Ciò che si vede e ciò che non si vede”, “Proprietà e legge“,“Giustizia e fraternità“,“Lo Stato“,“Capitale e rendita“,“Maledetto denaro“.
Il libro potrà essere acquistato per 8 euro (invece dei 15 di copertina) presso l’organizzazione del concorso (vedi sotto).
COSA SI VINCE
Vi sarà un solo vincitore che riceverà:
2000 Euro e
Partecipazione gratuita (vitto e alloggio gratis, spese di viaggio a carico del vincitore) ad un seminario (di 1 settimana) dell’IES (Institute for Economic Studies, http://www.ies-europe.org). Dal 1989 l’IES, una organizzazione no-profit, ha la missione di scoprire, istruire e aiutare i più capaci e meritevoli tra gli studenti, gli insegnanti e gli intellettuali che hanno interesse a studiare e applicare i principi del liberalismo classico. Il seminario, della durata di una settimana si svolgerà
nell’estate del 2009 in un campus europeo e sarà tenuto in lingua inglese e/o francese. Docenti nelle varie sessioni
del seminario saranno dei professori universitari provenienti da tutta Europa: un Economista, uno Storico, un Filosofo ed un docente di Scienze Politiche. La partecipazione al seminario è soggetta ad una procedura di selezione da parte dell’IES.
CHI ERA BASTIAT
Bastiat (Bayonne 1801, Roma 1850), è stato tra i più radicali ed intransigenti difensori della libertà in ogni sua forma. Intellettuale di provincia, Bastiat entra nella scena culturale parigina solo negli ultimi anni della sua breve vita, imponendosi come figura di riferimento del movimento favorevole alla libertà economica ed elaborando un liberalismo rigoroso e coerentemente schierato a difesa della proprietà privata e contro le politiche interventiste statali.
COME FUNZIONA IL PREMIO
La prova scritta si svolgerà nel mese di Aprile del 2009 (la data ed il luogo della prova verranno comunicati in un secondo momento ai partecipanti). Si utilizzeranno le tipologie di prova scritta adottate per l’esame di maturità (analisi del testo, articolo, saggio breve, ecc.) e il tempo a disposizione per la prova sarà di tre ore e mezza.
Per aiutare i partecipanti a prepararsi adeguatamente alla prova, se vi sarà un numero congruo di iscritti, nel mese di Marzo del 2009 vi saranno a Grosseto 5 lezioni preparatorie (una a settimana, il pomeriggio) tenute da docenti universitari ed esperti della materia.
I candidati, dovranno presentare la propria iscrizione entro Gennaio 2009 inviando la propria domanda di partecipazione al seguente indirizzo: Andrea Luchi, Via Marche 56, 58100 Grosseto, oppure scrivendo al seguente indirizzo email: andluchi@tin.it. Nella domanda di partecipazione dovrà essere indicato, Nome, Cognome, Scuola di appartenenza, Città, Numero di telefono, Indirizzo email.
Ai candidati verrà data conferma o telefonica o scritta dell’accettazione della domanda di partecipazione.
La commissione giudicatrice esaminerà i vari elaborati e sceglierà il vincitore a suo insindacabile giudizio. Sarà premiata soprattutto la conoscenza critica del pensiero di Bastiat. La premiazione avverrà prima dell’estate 2009 in una sede pubblica che verrà comunicata ai partecipanti in un secondo momento. Tutti i partecipanti al concorso e le loro famiglie sono invitati a partecipare alla premiazione in quanto il nome del vincitore verrà reso noto soltanto in quella sede.
Per informazioni telefonare al 3477138830, oppure scrivere a: andluchi@tin.it.


preciso che il premio è aperto a studenti delle superiori ed universitari