
Originariamente Scritto da
lucrezio
Cara Socrate,
immagino che ti riferissi ad una mia osservazione che commentava a sua volta delle tue frasi riportate da Jan.
Per prima cosa se la mia espressione "ma eri sobria?" ti è sembrata offensiva e non scherzosa , ti chiedo scusa.
Sull' argomento: quello che dici tu è verissimo se si parla di iscritti ad un partito o a un movimento che ricoprono cariche istituzionali o comunque sono nominati in qualunque organo esterno al partito o movimento stesso.
Se finisco in minoranza su una linea quando agisco nell' esercizio delle funzioni relative alla carica o accetto la disciplina di partito o mi dimetto dalla carica.
Ma se sono solo un dirigente o ancor più un semplice iscritto ( è il mio caso) se sono in minoranza non solo continuo la mia battaglia interna , ma faccio di tutto per far conoscere all' esterno che in quel partito o movimento c'è chi la pensa diversamente dalla linea ufficiale , in modo , tra l' altyro, anche da attrarre e magari iscrivere chi quella linea ufficiale non condivide, pur all' interno dei valori espressi da quel partito.
E' quello che hanno fatto Bucalossi o Scattolin nel PRI, o Zanone e Sogno nel PLI, tanto per fare un esempio.
I fedeli alla linea sono un altra cultura
