Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 30
  1. #1
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito sulla questione salariale

    Sulla questione salariale
    I lavoratori italiani sono in Europa i meno pagati e al tempo stesso, quelli più tartassati sulla busta paga. Ma il problema più imponente è che gli stipendi dei lavoratori italiani sono diventati sempre più inadeguati ad affrontare le spese per le cose prioritarie delle quali non si può fare a meno come gli alimentari, i libri scolastici, l’acqua, i trasporti pubblici. Il potere d’acquisto è sceso da quando è entrato in vigore l’Euro (capro espiatorio usato per nascondere la libertà concessa agli speculatori) del 20% secondo l’ ISTAT, ma attenzione, questo è un dato medio su tutti gli stipendi a prescindere dal lavoro svolto: nel corso degli anni ci sono state categorie come politici, magistrati, manager pubblici che hanno visto le loro già grasse retribuzioni lautamente aggiornate, i profitti per speculatori, giocatori di borsa, industriali sono saliti alle stelle, quindi per loro il potere d’ acquisto è triplicato, quadruplicato, mentre per gli operai ad esempio si è sicuramente dimezzato. Abbiamo assistito a rincari dei generi alimentari solitamente di 2, 3 volte il tanto che costavano prima del 2002, con un euro (quasi 2.000 vecchie lire) diventare come le mille lire quando si fa la spesa, mentre gli stipendi sono saliti di pochissimo, a percentuali molto inferiori rispetto ai rincari. Uno stipendio medio oggi infatti si aggira sui 1000-1200 euro, insufficienti per arrivare alla quarta settimana del mese, ma prima con l’equivalente in lire di 1000, 1200 euro, uno riusciva a mantenere una famiglia con 2 figli. Quando lavorando marito e moglie si riesce a sorreggersi per le cose essenziali della vita, può bastare un imprevisto tipo problemi di salute e si finisce in un buco nero; a proposito di sanità, oggi è ridotta ad uno squallido mercato tra ticket salati e l’intramoenia, il meccanismo per cui se dalla sanità pubblica ti serve un servizio urgente in tempi brevi (spesso quelli decisivi a salvarti la vita) devi pagare centinaia o migliaia di euro a seconda della prestazione, se non paghi, visita o intervento tra 4-5 mesi, quando sarà troppo tardi.
    Lo scarso potere d’acquisto penalizza disastrosamente i giovani, sui quali pesa una legge del 1992 che autorizza i datori di lavoro ad abbassare parecchio i salari dei lavoratori assunti da qualche anno per compensare “le perdite dovute al dover farsi carico di persone che ancora non hanno imparato bene il lavoro per il quale sono stati assunti”: così oggi negli uffici, nelle fabbriche, i giovani dipendenti percepiscono mediamente uno stipendio inferiore del 35% allo stipendio dei colleghi 50-enni che svolgono la stessa mansione, mentre alla fine degli anni 80 ricevevano il 20% in meno rispetto agli adulti, e così molti ragazzi lavoratori sono costretti a fare i “bamboccioni”, cioè a stare ancora nel nido familiare perché con paghe di 800 euro vivere fuori anche condividendo le spese con altri è il più delle volte impossibile.
    Fin qui abbiamo parlato di lavori a tempo indeterminato, infatti spostandoci verso il sempre più diffuso lavoro precario che corrisponde a meno diritti, gli stipendi vanno dai 500 agli 800 euro mensili, anche lavorando 48 ore alla settimana.
    Il problema dei salari racchiude poi alcune questioni particolari: pensiamo ai lavoratori dei call center, il cui stipendio consta di una parte fissa che va dai 400 ai 600 euro, e di una parte che dipende dai contratti ottenuti, definita “a provvigione”, risultati che sono ottenuti per caso, dato che sorvegliati come sono anche elettronicamente non si possono rilassare neppure 2 minuti, oppure ai lavoratori part-time degli iper-mercati che lavorano in media 3 o 4 ore giornaliere percependo quindi un basso stipendio, e che di conseguenza hanno necessità di svolgere un secondo lavoro ma non possono per l’ alta variabilità dei turni che impedisce di impegnarsi per un secondo lavoro.
    Si può ben dire che il basso potere d’acquisto delle retribuzioni contribuisce intensamente a fare dell’Italia uno dei paesi con il più basso tasso di natalità del pianeta.
    Altra conseguenza sociale è la nuova composizione dei poveri: se 15 anni fa il povero era in linea di massima il disoccupato, il lavoratore in nero nei cantieri edili o nei campi agricoli, il lavoratore saltuario o parziale, prevalentemente residente nel Sud e nelle isole, adesso si è aggiunto un altro tipo di povero: colui che svolge un lavoro “ordinario” (impiegato, insegnante, operaio di una grande fabbrica, infermiere) fisso o flessibile, il cui stipendio è insufficiente per sopravvivere.
    Ha anche ragione chi osserva che se disponiamo di meno soldi rispetto a 15 anni fa, sono di contro aumentate le nostre esigenze a causa dell’indottrinamento consumista, e non poter raggiungere le aspettative determina un forte senso di frustrazione.
    Sta di fatto che ormai vuoi per necessità (pensiamo alla casa) vuoi per stare al passo con un certo tenore di vita ci si indebita sempre di più tra prestiti da banche o da società finanziarie le quali praticano interessi dal 18 al 23% includendo le spese accessorie, tra pagamenti a rate spesso strutturati in maniera truffaldina. Così le magre retribuzioni paradossalmente diventano fonte di guadagno per le società finanziarie, il capitale industriale e quello distributivo continuano a guadagnare grazie al credito al consumo; tutti questi soggetti dissangueranno il consumatore che lavora per pagare debiti, e prenderanno i suoi beni nel caso non c‘è la faccia più a pagare le rate.
    I dipendenti statali, in passato categoria privilegiata nei rapporti con i partiti politici, adesso sono in agitazione perché molti di loro prendono uno stipendio che impedisce di arrivare a fine mese, situazione che si fa molto drammatica per via dei tremendi rincari di settembre e ottobre su alimentari, scuola, trasporti, mutui variabili per la casa e infine luce e gas; chiedono il rinnovo del contratto per il biennio 2006-2007 che prevede un aumento di dello stipendio di 101 euro, che è una miseria che se verrà concessa compenserà solo i rincari degli ultimi 2 mesi e non di tutti i mesi precedenti, e chiedono lo stanziamento di fondi per i contratti del biennio 2008-2009. I soldi per mantenere le basi americane, per arricchire concessionarie di videopoker e industriali giocherelloni ci sono sempre, questo è sicuro. Pertanto, ci associamo al grido di dolore degli statali, il cui contratto era scaduto in verità già dal 2005 e proponiamo aumenti ben più ampi di 101 euro.
    Altra richiesta degli statali è limitare il precariato nella pubblica amministrazione, la quale si sta avvalendo delle leggi Treu e Biagi con conseguente precarizzazione anche del pubblico impiego, così abbiamo gli insegnanti, i medici, gli impiegati precari, in una percentuale che sale al decrescere dell’età; ciò ha gravi conseguenze sulla qualità del servizio, ad esempio nella sanità pubblica dove quasi il 12% del personale medico e infermieristico è precario: l’aumento degli incidenti negli ospedali a danno dei pazienti è infatti dovuto al fatto che a curarci sono precari di 40 anni che hanno l’ ansia di non vedersi rinnovato il contratto, chirurghi apprendisti da 300 euro mensili che vengono sovraccaricati di compiti per i quali non sono preparati, infermieri e medici di oltre 30 anni d’età con contratto a termine da 800 euro al mese che lavorano ad orari e turni massacranti, tutte situazioni che leniscono la concentrazione e la lucidità necessarie per compiti così delicati.
    Ritornando alla questione salariale, noi chiediamo l’introduzione del salario minimo garantito per i lavoratori, chiediamo che se un lavoratore accusa grossi problemi di salute, li venga ridotto l’orario di lavoro percependo la stessa retribuzione dei colleghi sani, chiediamo il ripristino del meccanismo di adeguamento automatico dei salari al costo della vita, per permettere ai lavoratori di soddisfare le esigenze primarie della vita, e non per i motivi che vuole il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi che ha proposto di aumentare i salari per rilanciare i consumi e quindi la crescita economica. Noi vogliamo liberare l’uomo dalla tirannia del consumismo, vogliamo un economia di sussistenza finalizzata al sostentamento del popolo, non l’economia di mercato finalizzata alla massimizzazione dei profitti dei capitalisti o nelle intenzioni “più buoniste” ad una produzione di enorme ricchezza in termini di soldi e beni da distribuire equamente tra i popoli e i cittadini. La spinta a produrre quanta più ricchezza possibile per quanto la si cerchi di rendere meglio accessibile ai cittadini conduce alla schiavitù dei cittadini stimolati subdolamente e a volte persino costretti a comprare beni in una quantità di gran lunga superiore alle loro esigenze reali o beni che sono inutili, comporta lo sfruttamento, anche se “gradito”, dei lavoratori per dare il massimo, porta allo sfruttamento indiscriminato della natura e delle risorse che ci offre, molto sopra alle capacità di sopportazione del pianeta, il quale violato e sfruttato se non ci daremo una regolata, catastroficamente seppellirà la superbia progressista dell’uomo “occidentalizzato”.
    Alfredo Ibba
    27 ottobre 2007



    www.avanguardia.tv

  2. #2
    Kommunaktivist
    Ospite

    Arrow

    Citazione Originariamente Scritto da alfredoibba Visualizza Messaggio
    Sulla questione salariale
    I lavoratori italiani sono in Europa i meno pagati e al tempo stesso, quelli più tartassati sulla busta paga. Ma il problema più imponente è che gli stipendi dei lavoratori italiani sono diventati sempre più inadeguati ad affrontare le spese per le cose prioritarie delle quali non si può fare a meno come gli alimentari, i libri scolastici, l’acqua, i trasporti pubblici. Il potere d’acquisto è sceso da quando è entrato in vigore l’Euro (capro espiatorio usato per nascondere la libertà concessa agli speculatori) del 20% secondo l’ ISTAT, ma attenzione, questo è un dato medio su tutti gli stipendi a prescindere dal lavoro svolto: nel corso degli anni ci sono state categorie come politici, magistrati, manager pubblici che hanno visto le loro già grasse retribuzioni lautamente aggiornate, i profitti per speculatori, giocatori di borsa, industriali sono saliti alle stelle, quindi per loro il potere d’ acquisto è triplicato, quadruplicato, mentre per gli operai ad esempio si è sicuramente dimezzato. Abbiamo assistito a rincari dei generi alimentari solitamente di 2, 3 volte il tanto che costavano prima del 2002, con un euro (quasi 2.000 vecchie lire) diventare come le mille lire quando si fa la spesa, mentre gli stipendi sono saliti di pochissimo, a percentuali molto inferiori rispetto ai rincari. Uno stipendio medio oggi infatti si aggira sui 1000-1200 euro, insufficienti per arrivare alla quarta settimana del mese, ma prima con l’equivalente in lire di 1000, 1200 euro, uno riusciva a mantenere una famiglia con 2 figli. Quando lavorando marito e moglie si riesce a sorreggersi per le cose essenziali della vita, può bastare un imprevisto tipo problemi di salute e si finisce in un buco nero; a proposito di sanità, oggi è ridotta ad uno squallido mercato tra ticket salati e l’intramoenia, il meccanismo per cui se dalla sanità pubblica ti serve un servizio urgente in tempi brevi (spesso quelli decisivi a salvarti la vita) devi pagare centinaia o migliaia di euro a seconda della prestazione, se non paghi, visita o intervento tra 4-5 mesi, quando sarà troppo tardi.
    Lo scarso potere d’acquisto penalizza disastrosamente i giovani, sui quali pesa una legge del 1992 che autorizza i datori di lavoro ad abbassare parecchio i salari dei lavoratori assunti da qualche anno per compensare “le perdite dovute al dover farsi carico di persone che ancora non hanno imparato bene il lavoro per il quale sono stati assunti”: così oggi negli uffici, nelle fabbriche, i giovani dipendenti percepiscono mediamente uno stipendio inferiore del 35% allo stipendio dei colleghi 50-enni che svolgono la stessa mansione, mentre alla fine degli anni 80 ricevevano il 20% in meno rispetto agli adulti, e così molti ragazzi lavoratori sono costretti a fare i “bamboccioni”, cioè a stare ancora nel nido familiare perché con paghe di 800 euro vivere fuori anche condividendo le spese con altri è il più delle volte impossibile.
    Fin qui abbiamo parlato di lavori a tempo indeterminato, infatti spostandoci verso il sempre più diffuso lavoro precario che corrisponde a meno diritti, gli stipendi vanno dai 500 agli 800 euro mensili, anche lavorando 48 ore alla settimana.
    Il problema dei salari racchiude poi alcune questioni particolari: pensiamo ai lavoratori dei call center, il cui stipendio consta di una parte fissa che va dai 400 ai 600 euro, e di una parte che dipende dai contratti ottenuti, definita “a provvigione”, risultati che sono ottenuti per caso, dato che sorvegliati come sono anche elettronicamente non si possono rilassare neppure 2 minuti, oppure ai lavoratori part-time degli iper-mercati che lavorano in media 3 o 4 ore giornaliere percependo quindi un basso stipendio, e che di conseguenza hanno necessità di svolgere un secondo lavoro ma non possono per l’ alta variabilità dei turni che impedisce di impegnarsi per un secondo lavoro.
    Si può ben dire che il basso potere d’acquisto delle retribuzioni contribuisce intensamente a fare dell’Italia uno dei paesi con il più basso tasso di natalità del pianeta.
    Altra conseguenza sociale è la nuova composizione dei poveri: se 15 anni fa il povero era in linea di massima il disoccupato, il lavoratore in nero nei cantieri edili o nei campi agricoli, il lavoratore saltuario o parziale, prevalentemente residente nel Sud e nelle isole, adesso si è aggiunto un altro tipo di povero: colui che svolge un lavoro “ordinario” (impiegato, insegnante, operaio di una grande fabbrica, infermiere) fisso o flessibile, il cui stipendio è insufficiente per sopravvivere.
    Ha anche ragione chi osserva che se disponiamo di meno soldi rispetto a 15 anni fa, sono di contro aumentate le nostre esigenze a causa dell’indottrinamento consumista, e non poter raggiungere le aspettative determina un forte senso di frustrazione.
    Sta di fatto che ormai vuoi per necessità (pensiamo alla casa) vuoi per stare al passo con un certo tenore di vita ci si indebita sempre di più tra prestiti da banche o da società finanziarie le quali praticano interessi dal 18 al 23% includendo le spese accessorie, tra pagamenti a rate spesso strutturati in maniera truffaldina. Così le magre retribuzioni paradossalmente diventano fonte di guadagno per le società finanziarie, il capitale industriale e quello distributivo continuano a guadagnare grazie al credito al consumo; tutti questi soggetti dissangueranno il consumatore che lavora per pagare debiti, e prenderanno i suoi beni nel caso non c‘è la faccia più a pagare le rate.
    I dipendenti statali, in passato categoria privilegiata nei rapporti con i partiti politici, adesso sono in agitazione perché molti di loro prendono uno stipendio che impedisce di arrivare a fine mese, situazione che si fa molto drammatica per via dei tremendi rincari di settembre e ottobre su alimentari, scuola, trasporti, mutui variabili per la casa e infine luce e gas; chiedono il rinnovo del contratto per il biennio 2006-2007 che prevede un aumento di dello stipendio di 101 euro, che è una miseria che se verrà concessa compenserà solo i rincari degli ultimi 2 mesi e non di tutti i mesi precedenti, e chiedono lo stanziamento di fondi per i contratti del biennio 2008-2009. I soldi per mantenere le basi americane, per arricchire concessionarie di videopoker e industriali giocherelloni ci sono sempre, questo è sicuro. Pertanto, ci associamo al grido di dolore degli statali, il cui contratto era scaduto in verità già dal 2005 e proponiamo aumenti ben più ampi di 101 euro.
    Altra richiesta degli statali è limitare il precariato nella pubblica amministrazione, la quale si sta avvalendo delle leggi Treu e Biagi con conseguente precarizzazione anche del pubblico impiego, così abbiamo gli insegnanti, i medici, gli impiegati precari, in una percentuale che sale al decrescere dell’età; ciò ha gravi conseguenze sulla qualità del servizio, ad esempio nella sanità pubblica dove quasi il 12% del personale medico e infermieristico è precario: l’aumento degli incidenti negli ospedali a danno dei pazienti è infatti dovuto al fatto che a curarci sono precari di 40 anni che hanno l’ ansia di non vedersi rinnovato il contratto, chirurghi apprendisti da 300 euro mensili che vengono sovraccaricati di compiti per i quali non sono preparati, infermieri e medici di oltre 30 anni d’età con contratto a termine da 800 euro al mese che lavorano ad orari e turni massacranti, tutte situazioni che leniscono la concentrazione e la lucidità necessarie per compiti così delicati.
    Ritornando alla questione salariale, noi chiediamo l’introduzione del salario minimo garantito per i lavoratori, chiediamo che se un lavoratore accusa grossi problemi di salute, li venga ridotto l’orario di lavoro percependo la stessa retribuzione dei colleghi sani, chiediamo il ripristino del meccanismo di adeguamento automatico dei salari al costo della vita, per permettere ai lavoratori di soddisfare le esigenze primarie della vita, e non per i motivi che vuole il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi che ha proposto di aumentare i salari per rilanciare i consumi e quindi la crescita economica. Noi vogliamo liberare l’uomo dalla tirannia del consumismo, vogliamo un economia di sussistenza finalizzata al sostentamento del popolo, non l’economia di mercato finalizzata alla massimizzazione dei profitti dei capitalisti o nelle intenzioni “più buoniste” ad una produzione di enorme ricchezza in termini di soldi e beni da distribuire equamente tra i popoli e i cittadini. La spinta a produrre quanta più ricchezza possibile per quanto la si cerchi di rendere meglio accessibile ai cittadini conduce alla schiavitù dei cittadini stimolati subdolamente e a volte persino costretti a comprare beni in una quantità di gran lunga superiore alle loro esigenze reali o beni che sono inutili, comporta lo sfruttamento, anche se “gradito”, dei lavoratori per dare il massimo, porta allo sfruttamento indiscriminato della natura e delle risorse che ci offre, molto sopra alle capacità di sopportazione del pianeta, il quale violato e sfruttato se non ci daremo una regolata, catastroficamente seppellirà la superbia progressista dell’uomo “occidentalizzato”.
    Alfredo Ibba
    27 ottobre 2007



    www.avanguardia.tv
    Solo una domanda Alfredo: come fai a stare dalla parte dei lavoratori e militare in un partito nazifascista? Non ti sembra una contraddizione?

  3. #3
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Nazkol Visualizza Messaggio
    Solo una domanda Alfredo: come fai a stare dalla parte dei lavoratori e militare in un partito nazifascista? Non ti sembra una contraddizione?
    Nessuna contraddizione.

  4. #4
    Kommunaktivist
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da alfredoibba Visualizza Messaggio
    Nessuna contraddizione.
    Alfredo non pretendo che tu condivida subito il mio pensiero, ma cmq ti dico che il nazifascismo non ha mai avuto niente di "sociale" e "socialista", anzi tutt'altro! Attualmente gli unici esempi di vero socialismo nazionale a-marxista sono i Kibbutz e i Moshav israeliani!

  5. #5
    SubZero
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Nazkol Visualizza Messaggio
    Solo una domanda Alfredo: come fai a stare dalla parte dei lavoratori e militare in un partito nazifascista? Non ti sembra una contraddizione?
    ma che cazzo stai dicendo?

  6. #6
    SubZero
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Nazkol Visualizza Messaggio
    Alfredo non pretendo che tu condivida subito il mio pensiero, ma cmq ti dico che il nazifascismo non ha mai avuto niente di "sociale" e "socialista", anzi tutt'altro! Attualmente gli unici esempi di vero socialismo nazionale a-marxista sono i Kibbutz e i Moshav israeliani!

  7. #7
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    15 Jan 2007
    Località
    O Hitler a Mosca, o Stalin a Lisbona! Fuori gli yankee!!
    Messaggi
    8,542
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Nazkol Visualizza Messaggio
    Alfredo non pretendo che tu condivida subito il mio pensiero, ma cmq ti dico che il nazifascismo non ha mai avuto niente di "sociale" e "socialista", anzi tutt'altro! Attualmente gli unici esempi di vero socialismo nazionale a-marxista sono i Kibbutz e i Moshav israeliani!


  8. #8
    SubZero
    Ospite

    Predefinito

    il nostro amico Nazkol è molto più confuso del previsto

    forumista in buonafede o ennesimo clone???

  9. #9
    Kommunaktivist
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da SubZero Visualizza Messaggio
    ma che cazzo stai dicendo?
    Sto semplicemente dicendo la verità e cerco di illuminare alcune menti confuse come Alfredo e altri che a mio avviso sono fuori posto in certi sedicenti partitelli sovversivi!

  10. #10
    SubZero
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Nazkol Visualizza Messaggio
    Sto semplicemente dicendo la verità e cerco di illuminare alcune menti confuse come Alfredo e altri che a mio avviso sono fuori posto in certi sedicenti partitelli sovversivi!

    quello fuori posto è il tuo (malfunzionante)cervello

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 24-10-08, 22:08
  2. sulla questione rom
    Di veneto85 nel forum Padania!
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-07-08, 21:14
  3. Trichet: no alla rincorsa salariale
    Di olgi nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 13-05-08, 20:05
  4. Problema salariale
    Di Rochefoucauld nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 17-12-07, 12:29
  5. Problema salariale in Italia...
    Di Mikbologna nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 128
    Ultimo Messaggio: 11-12-05, 20:52

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito