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Discussione: Sciacalli Bastardi!

  1. #1
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    Predefinito Sciacalli Bastardi!

    Giovanna Reggiani la donna aggredita ieri sera a Tor di Quinto a Roma, è morta stasera alle ore 19,34.
    Già da ieri attorno al suo corpo si sono avventati i soliti sciacalli, BASTARDI !
    Si rimpallano l’un l’altro la responsabilità della violenza, della emergenza criminalità. Attuano della sporca speculazione politica , tutti, come Ponzio Pilato dichiarano di non avere alcuna responsabilità dello stato delle cose, ciascuno di loro ha le mani pulite !
    SCIACALLI BASTARDI!!!

  2. #2
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    Predefinito

    Comunicato stampa Roma, 1 novembre 2007
    controviolenzadonne.org
    che ha indetto una - Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne a Roma il 24 novembre - condanna fermamente l'approccio securitario con cui le istituzioni stanno affrontando il caso della donna violentata e in coma da ieri, dopo aver subito un aggressione a Roma presso la stazione ferroviaria di Tor di Quinto.
    Ancora una volta la violenza maschile viene ricondotta a un problema di sicurezza delle città e di ordine pubblico, strumentalizzando a fini politici il dramma di donne che vengono stuprate e in molti casi uccise.
    La violenza contro le donne continua a essere trattata come devianza di singoli o come responsabilità da addossare alla nazionalità degli aggressori e degli omicidi, mentre è strutturata all'interno della società e della famiglia, e deriva dal dominio storico di un sesso sull'altro.
    L'aggressività maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente (dati Onu) per le donne in tutto il mondo.
    Senza un reale cambiamento culturale e politico che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo non può esserci salto di civiltà.
    La violenza sessista contro le donne è una delle emergenze sociali e politiche più pressanti e il silenzio delle istituzioni sul tema non è più accettabile.
    Le donne di tutta Italia, i Centri antiviolenza e l'associazionismo femminile e femminista che hanno aderito all'appello del sito www.controviolenza.org scenderanno in piazza sabato 24 novembre a Roma per condannare la violenza maschile contro le donne e per affermare, come protagoniste, la libertà di decidere delle loro vite nel pubblico e nel privato.
    http://www.controviolenzadonne.org/html/stampa.html

  3. #3
    Gioa
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    Certo mi dispiace per quello che è successo.

    Poi a proposito d'immigrazione non ho capito cosa intendono fare le autorità italiane, ho sentito che vogliono espellere tante persone sono migliaia, mi chiedo come, e poi mi chiedo ma dopo che li espellono, cosa succede se questi ritornano?

    Ho posto un pò la mente su come risolverei il problema dell'immigrazione in una terra di cui sarei un'autorità che dovrebbe praticare la decisione che si creda la più giusta.
    Mi sono reso conto che si deve partire dal valutare le motivazioni della richiesta d'accoglienza, e dal cambio di politica sociale, penale e giudiziaria.
    Però voglio sottolineare che c'è ne di lavoro da fare.
    Un saluto

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Percaso Visualizza Messaggio

    Ho posto un pò la mente su come risolverei il problema dell'immigrazione in una terra di cui sarei un'autorità che dovrebbe praticare la decisione che si creda la più giusta
    " poni un pò la mente " anche su questo :
    -Ancora una volta la violenza maschile viene ricondotta a un problema di sicurezza delle città e di ordine pubblico, strumentalizzando a fini politici il dramma di donne che vengono stuprate e in molti casi uccise.
    La violenza contro le donne continua a essere trattata come devianza di singoli o come responsabilità da addossare alla nazionalità degli aggressori e degli omicidi, mentre è strutturata all'interno della società e della famiglia, e deriva dal dominio storico di un sesso sull'altro.
    L'aggressività maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente (dati Onu) per le donne in tutto il mondo.
    Senza un reale cambiamento culturale e politico che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo non può esserci salto di civiltà.
    La violenza sessista contro le donne è una delle emergenze sociali e politiche più pressanti e il silenzio delle istituzioni sul tema non è più accettabile.

  5. #5
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    CAROGNE ALL' OPERA
    Davanti all'ingresso di Regina Coeli si sono fermate numerose persone per chiedere informazioni sull'andamento dell'interrogatorio. Un militante del movimento "La Destra" ha appeso per pochi attimi uno striscione sul muro di fronte al carcere di via della Lungara recante la scritta "Pena di Morte per questo infame". Accanto allo striscione una bandiera della formazione politica.
    ROMENI AGGREDITI A ROMA DA GRUPPO CON BASTONI
    Tre cittadini romeni sono stati aggrediti a colpi di bastone ed altri oggetti, a Roma, da alcune persone, forse una decina, che avevano il volto coperto da caschi e passamontagna. E' successo poco dopo le 20.30 nel parcheggio del supermercato Lidl tra via Casilina e via di Torraccia, nella zona periferica di Tor Bella Monaca. Secondo quanto si è appreso, uno dei tre romeni sarebbe ferito in modo più grave. I feriti sono stati trasportati e ricoverati negli ospedali di Tor Vergata e Frascati, una cittadina dei Castelli Romani. I medici dei pronto soccorso non hanno ancora stabilito l'entità delle lesioni. I carabinieri della capitale hanno avviato immediate ricerche del gruppo di persone arrivate improvvisamente nel parcheggio del centro commerciale Lidl, luogo di ritrovo di cittadini romeni.
    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._68916107.html

  6. #6
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    Riprendo il 3d aperto nell’ occasione dell’ assassinio di Giovanna Reggiani.
    Oggi, per il ferimento e lo stupro della ragazza del Lesoto, si ripete lo stesso teatrino svoltosi mesi fa per Giovanna:
    - Gli SCIACALLI sono già all’opera !
    Leghisti e company strumentalizzano l’ avvenimento per chiedere la cacciata degli stranieri; Alemanno accusa l’amministrazione uscente del Campidoglio di esserne la responsabile, dimenticandosi, che nella scorsa settimana, altri tre casi di stupro ( denunciati ) sono avvenuti nella Milano governata dal centro-destra.
    Il centro-sinistra si difende asserendo : che i responsabili degli ultimi casi sono stati arrestati.
    A tutti loro non ho che da ripetere il titolo di questa discussione:
    -SCIACALLI BASTARDI !
    A tutti vorrei ricordare, che nella stragrande maggioranza, la violenza sulle donne viene esercitata nell’ambito familiare.
    Proviamo a far chiarezza su alcuni luoghi comuni:
    GLI STEREOTIPI
    Tanti sono i luoghi comuni che impediscono una corretta lettura delle situazioni di violenza: ne riportiamo e confutiamo alcuni.


    "La violenza domestica è presente in contesti familiari culturalmente ed economicamente poveri."

    La violenza domestica è un fenomeno trasversale: non è riconducibile a particolari fattori sociali, né economici, né razziali, né religiosi.

    "La violenza domestica è causata da occasionali e sporadiche perdite di controllo."


    La violenza domestica risponde alla volontà di esercitare potere e controllo sulle donne; per questa ragione l'episodio violento non è quasi mai leggibile come un atto irrazionale, ma è quasi sempre un atto premeditato.

    Gli stessi aggressori affermano che picchiare è una strategia finalizzata a modificare i comportamenti delle proprie compagne.

    "La violenza domestica è causata dall'assunzione di alcool e/o droghe."


    Esistono alcoolisti e tossicodipendenti non violenti, così come esistono uomini violenti, tossicodipendenti e alcolisti, che agiscono condotte violente in assenza di assunzione di alcool e/o droghe; la grande maggioranza degli uomini violenti non è né alcolista né tossicodipendente.


    "La violenza domestica non incide sulla salute delle donne. "


    La Banca Mondiale riconosce la violenza domestica come un problema di salute pubblica, in quanto incide gravemente sul benessere psico-fisico delle donne.


    "I partner violenti sono portatori di psicopatologie."


    Solo il 10% dei maltrattatori presenta problemi psichiatrici. L' attribuzione della violenza a soggetti psicotici è solo un " escamotage" per tenere separato l'ambito della violenza da quello della normalità, è una forma di esorcizzazione.


    "I partner violenti hanno subito violenza da bambini."


    Non esiste necessariamente un rapporto di causa-effetto tra violenza subita nell'infanzia e violenza agita da adulti.


    "Alle donne che subiscono violenza piace essere picchiate."


    Le donne scelgono la relazione, non la violenza

    Tanti sono i fattori e i vincoli che trattengono le donne e impediscono loro di prendere in tempi brevi la decisione di interrompere una relazione violenta: la paura di perdere i figli, le difficoltà economiche, l' isolamento, la disapprovazione da parte della famiglia, la riprovazione e la stigmatizzazione da parte della società.
    CHE COSA E'
    La violenza domestica si presenta spesso nella forma della violenza composita, si associano varie tipologie di violenza: fisica, psicologica, economica, sessuale.

    "Violenza fisica"

    Picchiare con o senza l'uso di oggetti. Spintonare, tirare per i capelli, dare schiaffi, pugni, dare calci, strangolare, ustionare, ferire con un coltello, torturare, uccidere.


    "Violenza psicologica"


    Minacciare, insultare, umiliare, attaccare l'identità e l' autostima, isolarla, impedire o controllare le sue relazioni con gli altri, essere sbattute fuori casa, essere rinchiuse in casa.


    "Violenza economica"


    Sottrarre alla donna il suo stipendio, impedirle qualsiasi decisione in merito alla gestione dell'economia familiare, obbligarla a lasciare il lavoro o impedirle di trovarsene uno, costringerla a firmare documenti, a contrarre debiti, a intraprendere iniziative economiche, a volte truffe, contro la sua volontà.


    "Violenza sessuale"


    Fare battute e prese in giro a sfondo sessuale, fare telefonate oscene, costringere a atti o rapporti sessuali non voluti, obbligare a prendere parte alla costruzione o a vedere materiale pornografico, stuprare, rendersi responsabili di incesto; costringere a comportamenti sessuali umilianti o dolorosi, imporre gravidanze, costringere a prostituirsi.

    LE DINAMICHE
    La violenza domestica può insorgere in qualsiasi momento della relazione: a volte si presenta subito, a volte si verifica in concomitanza della nascita di un figlio; a volte subentra dopo tanti anni di matrimonio; anche la frequenza e la gravità degli episodi di violenza sono estremamente variabili.
    La violenza domestica consiste in una serie di strategie agite dal partner al fine di poter esercitare il proprio controllo sulla compagna, spesso anche sui figli.
    Il partner violento agisce in modo tale da creare un clima di tensione e di isolamento che si realizza attraverso minacce, divieti, colpevolizzazione e denigrazione della donna; è in questo clima che si inscrive l' episodio di violenza. Solitamente la frequenza e la gravità degli episodi tendono ad aumentare col tempo, sino a quando le donne, dopo vari tentativi di ricomposizione e recupero della relazione (tentativi che vedono la messa in campo di varie strategie di sopravvivenza, quali la minimizzazione degli episodi di violenza e l'autocolpevolizzazione), non decidono di sottrarre sé stesse e i propri figli a tale situazione di sopraffazione.
    LE CONSEGUENZE
    Le conseguenze della violenza domestica possono essere molto gravi.

    Gli effetti più frequenti della violenza sono:
    "sul piano psicologico"


    la perdita di autostima, l'ansia e la paura per la propria situazione e per quella dei propri figli, l'autocolpevolizzazione, un profondo senso di impotenza, la depressione;

    "sul piano fisico"


    oltre ai traumi dagli esiti reversibili, l'insorgere di problemi psico-somatici, disturbi del sonno, danni permanenti alle articolazioni, cicatrici, perdita parziale dell'udito e/o della vista, etc.;

    "materiale e relazionale"


    la perdita del lavoro, la perdita della casa e di eventuali altre proprietà, la perdita di un certo tenore di vita; l'isolamento, l'assenza di comunicazione e di relazioni con l'esterno, la perdita di relazioni amicali.
    E' inoltre importante ricordare che la violenza produce effetti e conseguenze gravissime non solo sulla donna, ma anche sui figli, sia che siano essi stessi maltrattati, sia che "semplicemente" assistano agli episodi di violenza.

    "Conseguenze sui figli e le figlie"


    I bambini e le bambine che assistono a scene di violenza domestica o che ne sono stati/e vittime in prima persona, mostrano problemi di salute e di comportamento, tra cui disturbi di peso, di alimentazione o del sonno.

    Possono avere difficoltà a scuola e non riuscire a sviluppare relazioni intime positive. Possono cercare di fuggire da casa o anche mostrare tendenze suicide.
    http://www.nondasola.it/dati/domestica.htm

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    Riprendo il 3d aperto nell’ occasione dell’ assassinio di Giovanna Reggiani.
    Oggi, per il ferimento e lo stupro della ragazza del Lesoto, si ripete lo stesso teatrino svoltosi mesi fa per Giovanna:
    - Gli SCIACALLI sono già all’opera !
    Leghisti e company strumentalizzano l’ avvenimento per chiedere la cacciata degli stranieri; Alemanno accusa l’amministrazione uscente del Campidoglio di esserne la responsabile, dimenticandosi, che nella scorsa settimana, altri tre casi di stupro ( denunciati ) sono avvenuti nella Milano governata dal centro-destra.
    Il centro-sinistra si difende asserendo : che i responsabili degli ultimi casi sono stati arrestati.
    A tutti loro non ho che da ripetere il titolo di questa discussione:
    -SCIACALLI BASTARDI !
    A tutti vorrei ricordare, che nella stragrande maggioranza, la violenza sulle donne viene esercitata nell’ambito familiare.
    Proviamo a far chiarezza su alcuni luoghi comuni:
    GLI STEREOTIPI
    Tanti sono i luoghi comuni che impediscono una corretta lettura delle situazioni di violenza: ne riportiamo e confutiamo alcuni.


    "La violenza domestica è presente in contesti familiari culturalmente ed economicamente poveri."

    La violenza domestica è un fenomeno trasversale: non è riconducibile a particolari fattori sociali, né economici, né razziali, né religiosi.

    "La violenza domestica è causata da occasionali e sporadiche perdite di controllo."


    La violenza domestica risponde alla volontà di esercitare potere e controllo sulle donne; per questa ragione l'episodio violento non è quasi mai leggibile come un atto irrazionale, ma è quasi sempre un atto premeditato.

    Gli stessi aggressori affermano che picchiare è una strategia finalizzata a modificare i comportamenti delle proprie compagne.

    "La violenza domestica è causata dall'assunzione di alcool e/o droghe."


    Esistono alcoolisti e tossicodipendenti non violenti, così come esistono uomini violenti, tossicodipendenti e alcolisti, che agiscono condotte violente in assenza di assunzione di alcool e/o droghe; la grande maggioranza degli uomini violenti non è né alcolista né tossicodipendente.


    "La violenza domestica non incide sulla salute delle donne. "


    La Banca Mondiale riconosce la violenza domestica come un problema di salute pubblica, in quanto incide gravemente sul benessere psico-fisico delle donne.


    "I partner violenti sono portatori di psicopatologie."


    Solo il 10% dei maltrattatori presenta problemi psichiatrici. L' attribuzione della violenza a soggetti psicotici è solo un " escamotage" per tenere separato l'ambito della violenza da quello della normalità, è una forma di esorcizzazione.


    "I partner violenti hanno subito violenza da bambini."


    Non esiste necessariamente un rapporto di causa-effetto tra violenza subita nell'infanzia e violenza agita da adulti.


    "Alle donne che subiscono violenza piace essere picchiate."


    Le donne scelgono la relazione, non la violenza

    Tanti sono i fattori e i vincoli che trattengono le donne e impediscono loro di prendere in tempi brevi la decisione di interrompere una relazione violenta: la paura di perdere i figli, le difficoltà economiche, l' isolamento, la disapprovazione da parte della famiglia, la riprovazione e la stigmatizzazione da parte della società.
    CHE COSA E'
    La violenza domestica si presenta spesso nella forma della violenza composita, si associano varie tipologie di violenza: fisica, psicologica, economica, sessuale.

    "Violenza fisica"

    Picchiare con o senza l'uso di oggetti. Spintonare, tirare per i capelli, dare schiaffi, pugni, dare calci, strangolare, ustionare, ferire con un coltello, torturare, uccidere.


    "Violenza psicologica"


    Minacciare, insultare, umiliare, attaccare l'identità e l' autostima, isolarla, impedire o controllare le sue relazioni con gli altri, essere sbattute fuori casa, essere rinchiuse in casa.


    "Violenza economica"


    Sottrarre alla donna il suo stipendio, impedirle qualsiasi decisione in merito alla gestione dell'economia familiare, obbligarla a lasciare il lavoro o impedirle di trovarsene uno, costringerla a firmare documenti, a contrarre debiti, a intraprendere iniziative economiche, a volte truffe, contro la sua volontà.


    "Violenza sessuale"


    Fare battute e prese in giro a sfondo sessuale, fare telefonate oscene, costringere a atti o rapporti sessuali non voluti, obbligare a prendere parte alla costruzione o a vedere materiale pornografico, stuprare, rendersi responsabili di incesto; costringere a comportamenti sessuali umilianti o dolorosi, imporre gravidanze, costringere a prostituirsi.

    LE DINAMICHE
    La violenza domestica può insorgere in qualsiasi momento della relazione: a volte si presenta subito, a volte si verifica in concomitanza della nascita di un figlio; a volte subentra dopo tanti anni di matrimonio; anche la frequenza e la gravità degli episodi di violenza sono estremamente variabili.
    La violenza domestica consiste in una serie di strategie agite dal partner al fine di poter esercitare il proprio controllo sulla compagna, spesso anche sui figli.
    Il partner violento agisce in modo tale da creare un clima di tensione e di isolamento che si realizza attraverso minacce, divieti, colpevolizzazione e denigrazione della donna; è in questo clima che si inscrive l' episodio di violenza. Solitamente la frequenza e la gravità degli episodi tendono ad aumentare col tempo, sino a quando le donne, dopo vari tentativi di ricomposizione e recupero della relazione (tentativi che vedono la messa in campo di varie strategie di sopravvivenza, quali la minimizzazione degli episodi di violenza e l'autocolpevolizzazione), non decidono di sottrarre sé stesse e i propri figli a tale situazione di sopraffazione.
    LE CONSEGUENZE
    Le conseguenze della violenza domestica possono essere molto gravi.

    Gli effetti più frequenti della violenza sono:
    "sul piano psicologico"


    la perdita di autostima, l'ansia e la paura per la propria situazione e per quella dei propri figli, l'autocolpevolizzazione, un profondo senso di impotenza, la depressione;


    "sul piano fisico"


    oltre ai traumi dagli esiti reversibili, l'insorgere di problemi psico-somatici, disturbi del sonno, danni permanenti alle articolazioni, cicatrici, perdita parziale dell'udito e/o della vista, etc.;


    "materiale e relazionale"


    la perdita del lavoro, la perdita della casa e di eventuali altre proprietà, la perdita di un certo tenore di vita; l'isolamento, l'assenza di comunicazione e di relazioni con l'esterno, la perdita di relazioni amicali.
    E' inoltre importante ricordare che la violenza produce effetti e conseguenze gravissime non solo sulla donna, ma anche sui figli, sia che siano essi stessi maltrattati, sia che "semplicemente" assistano agli episodi di violenza.

    "Conseguenze sui figli e le figlie"


    I bambini e le bambine che assistono a scene di violenza domestica o che ne sono stati/e vittime in prima persona, mostrano problemi di salute e di comportamento, tra cui disturbi di peso, di alimentazione o del sonno.

    Possono avere difficoltà a scuola e non riuscire a sviluppare relazioni intime positive. Possono cercare di fuggire da casa o anche mostrare tendenze suicide.
    http://www.nondasola.it/dati/domestica.htm
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  8. #8
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    Liberazione – 20.4.08

    C'è uno stupro da usare per le elezioni? - Piero Sansonetti
    Chi legge abitualmente questo giornale sa che pubblichiamo una rubrica domenicale, curata da una nostra collaboratrice bravissima, Beatrice Busi, nella quale si raccontano i dettagli di cinque o sei assassinii, o pestaggi, o stupri. Molto simili l'uno all'altro: un marito - o un fidanzato, o un amante o uno spasimante, o un padre, o un nonno - che uccide la «sua» donna, o la «sua» bambina. La rubrica si chiama "Finché morte non ci separi". Vi fa ridere? Non c'è niente da ridere. Bea non ha mai avuto difficoltà a riempire la colonna che noi le affidiamo tutte le domeniche (questa domenica la trovate a pagina 7). Dà un'occhiata alle agenzie di stampa e tutto il suo lavoro consiste nello scrivere le storie che trova, con un linguaggio che sta sul filo tra la rabbia, l'ironia e l'eleganza. Le riesce molto bene. Chissà perché tutti questi delitti, che sono decine e decine, trovano spazio solo su questa modesta e sobria rubrica di Liberazione . E chissà perché su nessuno di questi delitti si accende un dibattito politico forte e teso, come quello che invece si accende ogni volta che il delitto viene commesso non da uno di famiglia ma da un estraneo, e soprattutto, si accende, se questo estraneo è straniero, o addirittura è rom o romeno (per i giornali e i dirigenti politici italiani la differenza tra rom e romeno è assolutamente trascurabile: il romeno, più o meno, è rom, il rom è delinquente, e quindi va deportato assieme a tutta la sua famiglia, anche se ancora non ha commesso nessun delitto, prima o poi lo commetterà...). Così è successo ieri. Una donna, africana, è stata aggredita vicino alla fermata del treno a La Storta, una stazioncina di periferia, a Roma, è stata ferita con un coltello, è stata violentata. L'aggressore è stato fermato, è rumeno. La violenza è diventata immediatamente un fatto politico. Come all'inizio di novembre, quando fu uccisa la signora Reggiani, a Tor di Quinto, e il partito democratico lanciò una campagna giustizialista contro i rom, per calcoli politici. Rase al suolo alcune baraccopoli. Stavolta è la destra che chiama l'opinione pubblica al linciaggio: «Spianiamo i campi nomadi». Guidata da Alemanno. Il quale spera di vincere le elezioni a sindaco in questo modo. Non vi pare un'infamia?

  9. #9
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    Gli esami non finiscono mai - Giaculatorie - 22/04/08


    I due candidati più ballottati d’Italia hanno scelto tra i tanti temi a disposizione un tema identico: la sicurezza, forse perché facilitati da esemplari tracce messe a disposizione dai giornalai negli ultimi giorni. Uno dei due è in qualche modo raccomandato perché ha frequentato un corso preparatorio tenuto da docenti laureati ad honorem che a breve andranno a insegnare a palazzo Chigi. L’altro è un ripetente, tirato su a pane e cicoria, un passato da figlio dei fiori che gli ha donato col tempo la gioia di essere padre di una margherita. Torniamo al tema. Il primo, duro e puro, opta per ronde e randelli, il secondo, più piacione, di monili per signora da inquietante binomio vagamente contradictio in adiecto: braccialetti antistupro. Eh si perché viene spontaneo con un nome così chiedersi se sia proprio da mettere al braccio…Il 28 aprile consegneranno i temi, solo uno dei due sarà maturo, ma a giudicare dagli svolgimenti delle premesse a noi ci paiono entrambi già troppo maturi, cioè quasi marci, si insomma: immangiabili entrambi.
    http://www.megachip.info/modules.php...cle&artid=6585

  10. #10
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    Violenza sessuale a La Storta
    Dinamica dubbia, verbali secretati



    Bruno Musci, uno dei due testimoni che ha chiamato i carabinieri a La Storta


    ROMA - Non sarebbe ancora tutto chiaro nella vicenda della studentessa originaria del Lesotho, violentata ed accoltellata dal romeno Joan Rus la sera del 17 aprile scorso a Roma.

    La procura ha disposto la secretazione dei verbali dell'interrogatorio del romeno imputato della violenza e della ragazza. Alcuni aspetti riguardanti la ricostruzione dei fatti devono essere approfonditi, e tra questi l'orario in cui è avvenuta la violenza ed il momento in cui sono stati allertati i carabinieri. Da oggi, ad indagare sulla vicenda saranno due pm: al sostituto procuratore Erminio Amelio è stata affiancata la collega Maria Monteleone.

    L'ultimo ad essere sentito, ieri, è stato Bruno Musci, testimone del fatto insieme con Massimo Crepas. L'uomo, sentito per circa quattro ore dal pm Monteleone, ha ribadito quanto già raccontato ai carabinieri la sera del 17 aprile, ossia di essersi fermato con la sua auto in luogo appartato nei pressi della stazione ferroviaria La Storta per fare un bisogno fisico e di aver notato Rus che violentava la studentessa. Solo dopo aver incrociato una pattuglia dei carabinieri, è la versione del teste, è stato dato l'allarme.

    Non è escluso che durante l'atto istruttorio siano state fatte domande a Musci sui suoi rapporti con Gianni Alemanno alla luce del suo sostegno al piano di sicurezza del candidato sindaco di Roma per il Pdl. "Si lascia intendere chissà che cosa intorno allo stupro della ragazza del Lesotho", ha detto Gianni Alemanno. "E' una cosa talmente fantascientifica che non so se fa più ridere o piangere. Come si fa a strumentalizzare il dolore?" E allo sfidante Francesco Rutelli che ha definito "sospette alcune vicende degli ultimi giorni. Ci penserà la magistratura a giudicare", Alemanno ribatte deciso: " Si è toccato il fondo. Sono preoccupato di come Rutelli sta affrontando quest'ultimo scorcio di campagna elettorale".
    (25 aprile 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/04/sez...-dinamica.html
    Mi chiedo se era il caso che la magistratura secretasse il tutto ad appena due giorni dal voto nella Capitale
    e poi...e poi è veramente vomitevole ciò che sta accadendo, qualunque sia la verità, stanno facendo campagna elettorale sulla pelle di quella povera ragazza !!! Che schifo!

 

 
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