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Discussione: La Cerca

  1. #11
    Crocutale
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    Predefinito Rif: La Cerca

    Due capitoli completi e nessuno dice nulla ?

  2. #12
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    Predefinito Rif: La Cerca

    Ah, il ritorno del tuo gruppo TNT !!! Ero sempre rimasto col dubbio di come proseguiva la storia ! deppiù deppiù !

  3. #13
    Crocutale
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    Predefinito Rif: La Cerca

    Ho ancora meno lettori di Manzoni..

  4. #14
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    Predefinito Rif: La Cerca



    qualcuno che legge c'è .......


    :sofico:

  5. #15
    Crocutale
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    Predefinito Rif: La Cerca

    Giorno 3 :

    Beppe aveva dato appuntamento allo Spartaco per le nove del mattino, al negozio, ma al suo arrivo non fu sorpreso di trovare solo Gebedia intento a mettere in fila i suoi fiori come soldatini.

    Entrò con un accenno di saluto romano e si diresse subito verso il minifrigo del circolo, dove oltre alle birre tenevano il caffè freddo. Dopo aver posato sul tavolo caraffa e bicchiere, non contento, andò alla vecchia scala in blocchi di tufo che saliva all’appartamento del padrone di casa.
    Sotto la scala era stato ricavato un ripostiglio in cui penzolavano salami e soppressate, tutta roba non kasher perché qualunque altra cosa il Gebedia se la sarebbe mangiata mentre gli altri non c’erano. Molte volte avevano riso pensando alla faccia dei rabbini se avessero saputo di quel ripostiglio, ma in realtà quelli hanno cose migliori da fare che perquisire le case degli altri.
    Alla fine armato di giornale, caffè lungo, soppressata e altamura, si dispose ad aspettare Spartaco, se aveva detto nove forse si sarebbe fatto vedere verso le undici.
    Ma comunque l’alternativa era starsene a lavorare in ufficio.

    Quella volta Sparta fu anche onesto, arrivò un quarto d’ora prima delle undici.

    “ Comodo eh ? S’era detto le nove. “

    “ Massii, ma dovevo fare la doccia, poi Alfredo ha telefonato che stava facendo lo spezzatino.
    Allora sono andato a prenderne un po’ e l’ho portato a casa col sacchetto prima di venire qua. “

    Spartaco tirò fuori dalla tasca un foglio spiegazzato e lo spianò sul tavolo.

    " Allora lo avete preso? Quando è arrivata la pattuglia alla gelateria era già uscito. Io gliel'ho detto da che parte è andato ! "

    Era l'identikit del capellone, preciso come quello che Beppe aveva ricevuto al comando, qualcuno aveva fatto delle copie non autorizzate.

    " Macchè, è ancora uccel di bosco. Comunque questo è materiale in uso per una indagine in corso, c'è il segreto d'ufficio, come hai fatto a procurartelo ? "

    " Me lo hanno dato. E' stato distribuito a tutti gli ambienti patriottici ! "

    " Spetta, lo so cosa intendi tu per patriottico. I tuoi amici che vogliono rifondare l'impero romano e conquistare il mondo ? Movimento Pagano Tradizionale ? "

    " Essì, ma ho sentito altri che non sono del nostro gruppo, anche gente che non ha interessi politici, pure loro lo hanno. "

    " Esempio? I cyberfetish tifoniani che vanno al Jungle ?.. "

    " Si, si, anche loro! Ieri sera in gelateria c'era anche uno di loro, ci ho parlato ! "

    Dosi si mise a guardare per aria, poi si alzò e andò a prendere una birra mentre metteva in ordine le idee.
    Aveva chiesto dei cyber thelemiti per un motivo preciso: sapeva che potevano avere una cosa soltanto in comune col MPT. Facevano entrambi parte del pulviscolo di organizzazioni gravitanti attorno alla massoneria di rito egizio, gruppi minuscoli, ma distribuiti a riempire ogni nicchia di mercato immaginabile. A sua volta la massoneria egizia era nient'altro che un'agenzia di servizi a pagamento per le massonerie vere. Era persino possibile che fosse stato il Colonnello in persona, su ordine dall'alto, a consegnare copia dell'identikit al reggente attuale del rito egizio, Lorenzo Sarto, che amava farsi chiamare il Grande Tessitore.
    La birra era troppo fredda, Beccaccia aveva la mania di metterla nel congelatore.
    Se ogni gruppuscolo di nullafacenti amici del Tessitore era stato mobilitato, non sarebbe passato molto prima che il ricercato capitasse ancora nella loro rete. A questo punto il manuale del perfetto paraculo consigliava di non dire nulla e starsene in ufficio a leggere Topolino, in attesa di un'altra chiamata come quella della sera prima.

    " E se lo trovano cosa fanno ? "

    " Cosa vuoi che si faccia... ci è stato chiesto di segnalarlo a vista alle forze di pubblica sicurezza. "

    " Abbello, allora assicurati che chiamino me, lo sai il mio numero. E' un caso mio questo. "

    Tutto sistemato, per festeggiare si aprì un'altra Giraff, ore undici, c'era giusto il tempo di farsi vedere in ufficio e verificare che il Chiattoni stesse lavorando come dovuto, poi pranzo da qualche parte.
    Salutati gli amici prese l'autobus in Piazza Venezia, scese davanti alla Stazione e passò sull'altro che stava per partire verso Viale Romania. Caldo opprimente, somala anziana con borsa della spesa, coreano incravattato probabile addetto d'ambasciata, due possibili borseggiatori, c'era persino un italiano; un punkabbestia collassato due posti avanti con gli occhi semichiusi. Non c'era l'accendino nella tasca.
    In un lampo rivide l'accendino sul tavolo del circolo, e l'identikit, e il tabacco della pipa, aveva lasciato tutto li. In se non era una cosa grave, ma gli dimostrava che due birre bevute al mattino si facevano sentire, gli venne la rabbia per essersi lasciato andare. L'autista stava accendendo il motore. Dal finestrino vide arrivare il bus diretto verso Piazza Venezia, fu questo a fargli scattare l'impulso.
    Saltò in piedi spaventando la signora somala, uscì dal bus quasi sfondando la porta che si stava chiudendo, corse tra la gente quasi finendo sotto le ruote di un pullman carico di turisti. Sentì vagamente urlare " A MATTOOOOO!! " mentre saliva sul nuovo bus che lo avrebbe portato indietro. Non c'era senso in quel che aveva fatto, eppure si sentiva meglio, la botta d'ansia era sparita veloce come era arrivata.
    Ultima modifica di Perseo; 05-05-10 alle 12:36

  6. #16
    Bye bye & kisses
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    Cool Rif: La Cerca

    Legge anche la moderatora, che però non vuole interrompere la saspans...

  7. #17
    Crocutale
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    Predefinito Rif: La Cerca

    Alle ore 11.47 Dosi era di nuovo al circolo, Spartacus se n'era andato, ma intanto erano arrivati Gigi Naso e il Picciò.

    " Bella Bè ! "
    " Hoo, dottore ! In tempo per l'aperitivo. Ti preparo subito una bella mescola. "
    La mescola, l'aperitivo ufficiale del negozio di fiori fatto con Pinot grigio e Bitter Campari.

    " Non è neanche mezzogiorno. " - Rispose Dosi guardando l'orologio - " E siete già a dar giù di mescola, bravi. Io non ce le faccio così presto. "
    " Cocchinoo, te sei pagato coi miei soldi per stare in giro tutto il giorno a fare il pajasso, per questo puoi fare le cose quando ti va. Noi invece, lavoratori, prendiamo l'aperitivo quando troviamo un attimo libero. "
    " Ecco, allora lavora di più, che io voglio prendermi il SUV l'anno prossimo. "
    Intanto si era seduto al tavolino e stava raccogliendo le sue cose, con Gigi dietro di lui appoggiato allo schienale della sedia.

    " Ma questo è il ritratto di quello che stai cercando ? "
    " Si proprio quello. "
    " Ma sai che martedi, dopo che sei andato via, sono andato da un cliente che doveva rinnovare la cancelleria. C'è un custode che ha una stanza, praticamente abita li, ogni volta mi offre il caffè. Bè, mi ha detto che il giorno prima erano successe cose strane in quella strada e ha descritto uno che sembra questo... "

    Beppe cercava di fare l'indifferente, ma nella sua risposta c'era un filo di fretta in più.
    " Mi dai l'indirizzo ? "
    " E' Ciaccia, minuterie metalliche, sta sulla Nomentana. Appena prima dell'incrocio con Viale Kant c'è sulla destra un'officina abbandonata tutta rotta, si svolta li. "
    Era lontano, avrebbe dovuto tornare a casa e prendere la macchina. Oppure telefonare al Conte Oliver che lo venisse a prendere con l'auto di servizio. A pensarci la cosa migliore sarebbe stata mandare qualche galoppino nel pomeriggio a raccogliere la deposizione del custode.
    Il peggior nemico del perfetto paraculo è la curiosità.

    " Picciò devo andare in missione. Mi presti l'insetto meccanico ? "

    " Non è roba per sporadici schiacciamoscerini. "
    Più che dalla battuta rimasero tutti impressionati dalla calma. Una richiesta così sacrilega avrebbe potuto giustificare anche un dosicidio.

    " Sticà, devo farmi la Nomentana a piedi ? Evvìa, se te lo graffio puoi rivolgerti ai Carabinieri. "

    " Secco nun ce stamo a capì. Pe'mmè te ne poi annà a piedi anche fino all'Aniene. "

    " Posso darti qualcosa in pegno per l'insetto ? "

    " Un bel culo aoh ! "

    " Un bel culo.. " - fece eco Dosi fingendo di prendere alla lettera - " Allora il mio non va bene.. preferiresti uno col drago tatuato sopra? "

    Il Picciò rimase incerto, era sul punto di dire qualcos'altro, ma alla fine morse l'esca.
    " Ma de che parli. Quella cinese col drago tatuato sul culo? La conosci ? "

    " Ah no ? Intanto ti dico che è vietnamita, non cinese. Vuoi conoscere anche tu ? Te la presento alla prima occasione.. "

    Pochi istanti dopo era già in sella col casco troppo stretto appoggiato sul capoccione. Il proprietario stava elencando una lunga lista di raccomandazioni.
    " ... E quando parcheggi metti il cavalletto, ma non spingere troppo.. Poi chiudi la valvola che sennò mi s'ingolfa... "
    Per tagliare corto si mise a dar gas fino a sovrastare la voce, poi senza attendere altro partì scoppiettando in direzione Porta Pia.

  8. #18
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    Predefinito Rif: La Cerca

    La strada indicata da Gigi non conteneva abitazioni, solo capannoni di piccole aziende, a quell'ora deserti. Non c'era marciapiede, solo una striscia di asfalto piena di buche, cespugli di Artemisia spuntavano tra il margine e i muretti, salendo fino al'altezza della cintura con le loro foglie ondeggianti simili a penne d'uccello.
    Beppe aveva parcheggiato con cura la vespa e procedeva a piedi in cerca della piccola fonderia e del suo custode, la luce intensa del sole e il silenzio creavano l'impressione di muoversi in un sogno, preso da quell'atmosfera di abbandono immaginava di vagare tra le rovine lasciate da un conflitto nucleare. Potevano esserci mutanti in agguato, branchi di cani inferociti dalla fame, non avrebbe dovuto lasciare il ferro a casa.
    In realtà c'era solo un gatto che andava per fatti suoi, tutto arancione con gli anelli bianchi. Poco più avanti un uomo dietro una bassa inferriata che si protendeva dalla facciata di una delle costruzioni. Stava curando un giardinetto di fronte all'entrata, baffi bianchi, doveva essere la persona che cercava. Dosi però non attaccò subito discorso, la sua attenzione venne attirata da quel che c'era dall'altra parte della strada, proprio di fronte alla fonderia Ciaccia.
    Un deposito con l'insegna di Araldi Autotrasporti.
    Lui sapeva cosa era nascosto dietro quel nome: una rete logistica dei servizi segreti. E il sospetto, o qualcuno somigliante, era stato visto proprio li davanti.
    Era veramente necessario interrogare il custode, aprì il portafoglio mentre si avvicinava, per un attimo esitò tra il tesserino vero e quello falso da giornalista.
    Ma un giornalista con un identikit non sarebbe stato credibile.

    " Buongiorno, è lei il custode qua ? "
    Il tipo rispose con un suono indefinibile, doveva essere un assenso comunque.

    " Carabinieri. Mi risulta che siano successe cose in questa via alcuni giorni fa. Posso farle qualche domanda ? "

    " Deh, è lunedi che c'è stato movimento, dopo non è successo più nulla. Vuole un caffè ? "


    L'alloggio del custode era un miniappartamento con divano apribile, angolo cottura, uno sgabuzzino che faceva da armadio e un tavolo basso di legno nel mezzo.
    Il divano era stato ceduto all'ospite, che era così rivolto verso la finestra e poteva notare la buona visuale che si aveva sulla strada. Il custode era davanti a lui, seduto su di uno sgabello impagliato. L'identikit era steso sul tavolo tra lo zucchero e la caffettiera, non si vedevano portaceneri.

    " Proprio quello che ho visto lunedi, preciso, arrivò a piedi dalla strada, come lei poco fa, e mi chiese dove si trovasse Araldi. "

    " Scusi se interrompo, ma ricorda che ora fosse ? "
    Il caffè era molto carico.

    " Ma saranno state le dieci, le undici, comunque nella mattina. Allora mi chiese dove fosse Araldi, no ? Ci stava proprio davanti, io gliel'ho detto, e lui ha ringraziato ed è entrato. Poi sono tornato qui a fare le mie cose, saranno passati una ventina di minuti e c'è stata una esplosione.. un fracasso.. sono corso a vedere, proprio questa finestra. "

    Si alzò, andò alla finestra e fece segno a Beppe di avvicinarsi.

    " Guardi, da qui si vede il cancello, il deposito principale dove mettono i camion, ma poi c'è a sinistra quello spiazzo vuoto. Ecco, fino a lunedi in quello spazio c'era un prefabbricato lungo, di quelli col tetto inclinato. Se va a guardare più da vicino vedrà che il terreno è ancora bruciacchiato. Quando ho guardato da questa finestra era in fiamme, con un getto di fumo che usciva da un buco di sopra.
    Stavo per chiamare i pompieri, ma ho visto quelli della Araldi che uscivano dal deposito grande con gli estintori, allora ho pensato che li avessero già chiamati loro e sono uscito in strada a vedere se volevano aiuto. A quel punto vedo quello di prima sbucare dal fumo, tutto nero, spettinato co' sti capelloni, i vestiti che fumavano.. boia deh.. sembrava uno delle comiche. Io sono rimasto ingrullito a guardarlo e quello come se fosse tutto normale mi ha chiesto per la fermata dell'autobus. Anzi, mi ricordo le parole precise, ci rimasi male perchè lo disse proprio in livornese: Deh dove lo piglio il busse per tornà in centro ? Gli ho detto dove doveva andare, lui educatissimo ha ringraziato e se n'è andato. Alla fine hanno spento l'incendio, pompieri non si sono visti, ma nel pomeriggio vennero i camion di Araldi, vuotarono il capannone bruciato e infine lo smontarono. A sera era rimasto lo spiazzo vuoto che lei vede adesso... "



    Di nuovo in vespa sulla Nomentana Beppe Dosi cercava di mettere in ordine la storia. Si era già capito che il capellone era sorvegliato, ma ora si scopriva che lui stesso collaborava con i servizi. Per cosa? Esperimenti segreti ? Forse i morti erano la conseguenza di un esperimento sfuggito di mano ? Un incidente.. lui si spaventa.. scappa.. il Colonnello viene incaricato di ritrovarlo. Plausibile, ma le morti erano frutto di una circostanza eccezionale o poteva farlo ancora ? Uno scienziato pazzo in fuga con un'arma segreta come nei film. Fantasia ? Ma poi il particolare del modo di esprimersi, secondo il custode toscano era un livornese, il fruttivendolo invece era convinto che fosse un romano de Roma. Un imitatore ? Uno scienziato pazzo che fa imitazioni nel tempo libero ? Troppo traffico.

    Lasciato l'insetto davanti alla porta del Picciò si avviò a piedi verso casa, fortuna che non abitavano distanti. Nel camminare richiamò un numero dalla memoria del telefonino, sotto il nome Zotina.

    " Zota, sono io, come stai ? Si, ieri non ho potuto, mi spiace, domani vengo sicuramente. No.. cinema settimana prossima.. domenica vado anche io a Predappio col resto della truppa. Ma senti, in realtà ho chiamato per lavoro. Hai ancora Araldi Trasporti come cliente, vero ? Ecco, allora ho bisogno di sapere cosa stavano facendo nel loro deposito sulla Nomentana lunedi scorso, o almeno cosa hanno spostato da li nel pomeriggio. Si, quando hai tempo... certo che ti voglio bene.. ciao. "

    Con un sospiro ripose il cellulare. Tornava sempre utile avere la sorella avvocatessa.

  9. #19
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    Predefinito Rif: La Cerca

    Il maresciallo Chiattoni guardò di sfuggita l'orologio posato sull'angolo della scrivania, le quattro passate da qualche minuto. Era dalla mattina che esaminava i documenti sul caso e non erano ancora finiti. Quel negriero di Dosi lo aveva lasciato a sbrigare tutto il lavoro mentre lui stava in giro a divertirsi. La parte più importante era la chiavetta con le immagini delle telecamere di sicurezza dell'aeroporto.
    Data: giovedi della settimana passata, sei giorni prima dei fatti sotto indagine. Aveva guardato il filmato già quattro volte. Una persona identica a quella descritta dal fruttarolo sbarcava da un aereo proveniente da Montevideo, Uruguay; al controllo si imetteva nella fila dei cittadini comunitari, passava senza difficoltà, usciva dall'aeroporto senza bagagli e infine prendeva un taxi.
    Tassista già rintracciato e interrogato: riconosce la descrizione del ricercato e afferma di averlo lasciato in zona Piazza Navona.
    Con un sospiro ripassò per l'ennesima volta i suoi appunti.
    Punto primo: La sicurezza dell'aeroporto aveva ricevuto la descrizione solo il giorno prima. Come avevano fatto in una sola serata a esaminare tutti i filmati dell'ultima settimana e avere anche il tempo di cercare il tassista ? Era possibile solo se qualcuno sapeva già dove guardare. Fin dall'inizio si era sentito addosso la sensazione che i superiori sapessero più di quel che dicevano. La sensazione era diventata certezza.
    Punto secondo: Uno che arriva da un altro continente senza bagagli deve avere già un posto in cui andare. Un posto in cui sa di avere vestiti di ricambio. Un appartamento privato, che spiegava perchè la ricerca negli alberghi non avesse avuto successo. Possibile che fosse intestato a lui?
    Questo portava direttamente al punto terzo: Il nome. Aveva esaminato l'elenco dei passeggeri dell'aereo con l'intenzione di mandare gente a interrogarli uno per uno, lo richiamò sullo schermo del portatile.
    John Dillinger. Questo aveva trovato, uno dei passeggeri viaggiava sotto il nome John Dillinger, va bene il nome falso, ma questo si metteva anche d'impegno a prendere per il culo.
    E doveva avere un documento falso, forse più di uno. Almeno era un buon motivo per trattenerlo quando lo avessero trovato.
    Era possibile che fosse arrogante al punto di aver intestato anche l'appartamento a quel nome ?
    Si immaginava il modulo di richiesta: " ..Verificare se esistano immobili intestati a tale Dillinger John. Nome possibilmente falso .. " Come se non ci fossero già abbastanza barzellette sui carabinieri in giro.
    Decise di parlarne prima col capitano, ci mettesse lui la faccia se voleva fare un tentativo.

    L'altra questione molto interessante era legata al vescovo missionario Tillemans, il religioso morto dopo aver discusso col ricercato. Il cadavere era stato consegnato alle autorità vaticane prima che fosse possibile sottoporlo ad autopsia, da quel momento non se ne era saputo più nulla, tranne una cosa. Anche lui era arrivato in aereo dall'Uruguay. Chiattoni aveva subito verificato gli orari: circa un quarto d'ora dopo la partenza del capellone il vescovo aveva eseguito una prenotazione last minute ed era saltato su un aereo diretto a Francoforte. Li aveva preso una coincidenza per Roma, dove era arrivato sei ore dopo il capellone stesso. Un inseguimento. Terminato pochi giorni dopo con la sua morte.
    Uno squillo, il telefono stava sull'altra scrivania, si diede la spinta per arrivarci con le ruote senza alzarsi dalla sedia.

    " Pronto conte Oliver, sono Alan, sto venendo li. Preparati a uscire che andiamo a comprarci i rayban. "

    " Beppe, sto lavorando. Al posto tuo anche ! Qui c'è un sacco da fare, ci vai un'altra volta a pigliarti gli occhiali. "

    " Va bene, ho capito, allora vengo li e andiamo a comprarci i rayban, ciao. -click- "

    Il maresciallo tirò una fila di moccoli che sapeva solo lui prima di tornare al caso.
    I resti mortali di Tillemans non potevano essere esaminati, ma c'erano gli altri quattro. Tutti privi di documenti autentici, nessuna foto segnaletica che corrispondesse, il cinese era l'unico identificabile.
    Anche il rapporto sulle autopsie era nel portatile, ma non voleva aprirlo. Non voleva dover vedere ancora quella foto, quello morto con la felicità congelata sul volto. La maggior parte degli esami erano stati compiuti su di lui perchè era l'unico ad avere gli organi interni ancora intatti. Quelli degli altri si erano putrefatti a una velocità inusuale anche per il clima estivo. Anche in questo il sorridente si distingueva.
    I medici legali avevano cercato qualcosa che potesse spiegare in quale maniera proprio quelle persone fossero state colpite tra la folla. Un chip, un marcatore nel sangue, un qualche stato patologico in comune. Non avevano trovato nulla, ma promettevano di continuare a lavorarci e inoltrare un nuovo rapporto quando ci fossero state novità. La causa del decesso comunque era arresto cardio-circolatorio e paralisi polmonare. Cioè in un certo attimo, per motivi sconosciuti, l'intero blocco cuore-polmoni aveva smesso di funzionare. Nulla di utile per l'indagine al momento.
    Tornò a pensare all'appartamento; il fruttarolo che aveva parlato col capellone riferiva l'impressione che potesse essere del suo stesso rione. Possibile che la casa fosse veramente da quelle parti e avesse raccolto il modo di parlare ? Succede facilmente agli stranieri che imparano la lingua da zero. Se stava li poteva anche conoscere un barbiere vicino a lui, se aveva un minimo di testa doveva aver già fatto tagliare la chioma per modificare il suo aspetto. Poteva essere un punto di partenza.
    Ancora il telefono.

    " Pronto, Chiatta, io sono qui sotto, ti aspetto fuori dal portone, spicciati. "

    Con un sospiro spense il portatile e scese, incontrò un tenente, ma anche quello s'era messo in borghese e stava uscendo prima dell'orario, quindi non disse nulla.
    Se non altro nel tragitto per il negozio ebbero il tempo di scambiarsi le novità.

    " No, ma che trastevere. " - diceva Dosi - " Te lo dico io dove è stato fino a martedi: galleria Esedra, dove ci stanno gli appartamenti dei Servizi. Poi è scappato e ha trovato qualche altro posto. Per questo hanno chiamato noi a cercarlo. Però la trovata dei barbieri potrebbe starci. Domani facciamo un giro .. "

  10. #20
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    Predefinito Rif: La Cerca

    La luce del sole pomeridiano si rifletteva sulle file di occhiali, la radio passava Fleetwood Mac e Dosi provava allo specchio ogni modello che ci fosse. Chiattoni attendeva annoiato, lo sguardo vagava tra la commessa di bella presenza e l'altro cliente col berretto rappettaro. Sapeva già che alla fine Beppe avrebbe preso quelli a goccia anni seddanda, gli altri li provava solo per divertimento, il dubbio riguardava il momento dell'acquisto. Lo avrebbe fatto o non l'avrebbe fatto ?
    Gli occhiali già provati erano tutti a mucchio, stava in posa con l'ultimo paio, il momento si avvicinava. Mostrava l'acquisto alla commessa e quella comunicava il prezzo, Chiattoni sudava.

    " Senta, ma voi non lo fate uno sconto per le forze dell'ordine ? "
    Si, tutto come aveva temuto..
    " Perchè lo Stato.. Un occhio di riguardo.. "
    Il maresciallo si calò sugli occhi le lenti a specchio sue e uscì a capo basso sperando non si vedesse che stava con quello sfigato atomico.

    Poco dopo anche Dosi usciva raggiante con i rayban pagati tre euri in meno e il cartellino del prezzo ancora penzolante da un'asta.
    Chiattoni si avviò senza aspettare per allontanarsi al più presto dal luogo del misfatto.

    " Che figura.. ma almeno leva quel cartellino che sembri una candid camera ! Ma comunque cosa ci devi fare con i rayban da non potere aspettare un altro momento ? "

    Dosi un po ascoltava sorridendo e un po si specchiava nelle vetrine, strappò via il cartellino senza far saltare gli occhiali.

    " Stasera il superiore dei francescani fa una festa per il suo compleanno, nel chiostro del convento, mi ha invitato. "

    " E tu vai di notte con gli occhiali scuri ? "

    " Noi sanbabilini nun ce li levamo mai i rayban, aoh "

    " A parte che i sanbabilini sono milanesi e non dicono aoh. Ma tu sei sanbabilino mò ? Non eri irlandese due giorni fa ? "

    " Il passato è passato. " Concluse Dosi imperturbabile.

 

 
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