Il maresciallo Chiattoni era sul divano con la fidanzata a guardare la tele quando suonò il telefono.
La Fra non si mosse, non aveva bisogno di parlare per farsi capire.
" Va bene. Vado io. "
L'orologio integrato nel telefono segnava le ventitre.
" Pronto. Ciao Beppe.... si, lo so.. domani pomeriggio al circolo per fare le macchine.. io ti dico subito che se porto la mia posso prendere solo un passeggero. Ah il capello mi perdona per averlo menato? Come se ne venisse a lui.. Ma novità ? C'è dell'altro ?"
La voce del capitano all'altro capo si fece seria.
" Si. C'è dell'altro. Da come parlava Giò questo pomeriggio diresti che è sudamericano ? Di dove ti sembrava ? "
" Boh.. anche se è venuto da Montevideo non è detto che ci sia nato. Comunque anche se fosse dovrebbe essere nato da genitori italiani. Direi campani, forse delle mie parti. "
" Sentendolo parlare ti è sembrato un napoletano. O anche beneventano come te.. "
" Si.. "
" Allora mi spieghi perchè io ho sentito la stessa cadenza che ha mio padre ? Per me poteva essere di Pontremoli, di Fivizzano.. "
" Bè non è possibile, l'ho sentoto parlare tuo padre, non ha niente a che fare col modo d'esprimersi di questo qui ! "
" Piè, io so cosa ho sentito.. "
" Non so.. forse questo ha imparato l'italiano senza inflessioni e siamo noi che ci illudiamo di trovare qualcosa di familiare.. Ma sai che c'è ? Io sono troppo stanco per pensarci adesso. "
" Va ben, volevo solo controllare. Buonanotte. "
" A domani. "
Era veramente stanco, anche la televisione non gli interessava più, decise di andare subito a dormire.
" Amò, io vado a letto. "
" Ricordati di non dare fastidio alla gatta.. "
" Fastidio gliene do solo se la trovo sulla coperta. E lei lo sa. "
La camera era di sopra e la gatta naturalmente sulla coperta. Lo aveva sentito arrivare, ma era rimasta al suo posto con l'atteggiamento di sfida proprio dei felini, solo all'ultimo momento balzò giù e si nascose sotto il comò.
Chiattoni si comportò come se non l'avesse neppure vista e cominciò a cambiarsi. Sapeva che la curiosità l'avrebbe attirata allo scoperto prima o poi.
A un certo punto infatti la gatta uscì dal nascondiglio, gli si avvicinò un attimo per annusarlo e strusciarsi, poi fece l'errore di dargli la coda. Era il momento che lui aspettava.
" Calcio piazzato da tre puntiiiiii !!! "
La gatta volò oltre la porta nel corridoio facendo : " Gnaooooo !! "
Immediata come una eco arrivò da sotto l'urlo della Fra : " Pietrooooo !! "
Perfetto.
Tutto perfetto.




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