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Discussione: icliwb

  1. #21
    uruguayo
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    Citazione Originariamente Scritto da H.I.M. Visualizza Messaggio
    si, appunto, tutti abbiamo convinzioni morali, ogni scelta è espressione di una propria moralità. Non tutte le preferenze morali individuali sono però compatibili con la società libertaria, ecco perchè è importante che assieme al NAP si diffonda anche cultura libertaria.
    Quanto a me, io mi sbilancio senza problemi: simpatizzo decisamente per il thick libertarianism. (ciò non toglie che anch'io apprezzi ciò che dice e scrive Block, e ci mancherebbe.
    Mi meraviglia che Block ne faccia una questione di opportunità. Non è una questione astratta, ma trattandosi di principi io avrei fatto un discorso diverso, non certo centrato sulle dispute accademiche. Ma dici una cosa molto giusta: se il libertarismo vuole avere una chance deve promuovere un certo tipo di valori e di cultura che sono necessari per concretizzare e mantenere l'assenza dello stato. Certo che sperare nelle élites culturale, almeno nella mia visione, non è il massimo.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da H.I.M. Visualizza Messaggio
    Lo so che non è morto

    E' che ho da poco letto che Block è al centro di una polemica che attraversa il movimento libertario USA, dal versante leftist a quello rightist.
    Si tratta della questione, che ad alcuni può apparire marginale (per me non lo è), del così detto Thick libertarianism Vs Thin Libertariansim;
    il libertarismo forte che, oltre ai principi giuridici ed economici precipuamente libertari, diffonde anche altri valori (ad esempio a destra quelli tradizionali e legati alla famiglia o alla religione mentre a sinistra quelli della tolleranza, dell'antirazzismo etc) e un determinato tipo di cultura, conto il libertarismo debole che non si cura affatto di questi aspetti e si preoccupa esclusivamente che venga rspettata la libertà negativa degli individui.
    Block, Barnett (che è anche pro-war) ed altri farrebbero volutamente parte di questo secondo gruppo, mentre Hoppe, Rockwell, Kinsella etc a destra, Roderick T. Long, Sheldon Richman e per Bylund, per fare alcuni nomi, a sinistra farebbero parte del primo.

    Strategicamente penso sia un errore sottovalutare la questione valori/cultura. Penso che i thick libertarians di "destra", usando opportunamente quegli argomenti, abbiano delle possibilità in più di persuadere delle ragioni ancap i non-libertari di destra che, per temperamento e tensione individuale, possono trovare affinità col pensiero libertario; così come quelli di sinistra, insistendo sui temi su cui i leftists sono più sensibili, possono fare altrettanto.
    Diciamo che è marketing politico e da questo punto di vista potrebbe apparire poco attraente. Tuttavia, gli argomenti in ballo sono per nulla secondari, e lasciarli i mano agli statalisti mi sembra miope per un movimento il cui scopo principale è diffondere awareness.

    Sono andato abbondantemente OT. Chiedo scusa
    Ciao HIM, avevo sentito anch'io una roba del genere. Poiché mi interessa immensamente mi potresti dare qualche riferimento? C'è anche Tom Palmer a sinistra?
    Saluti.

  3. #23
    Ran Tasipi
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    Citazione Originariamente Scritto da Boaro Visualizza Messaggio
    Ciao HIM, avevo sentito anch'io una roba del genere. Poiché mi interessa immensamente mi potresti dare qualche riferimento? C'è anche Tom Palmer a sinistra?
    Saluti.
    Orso! Qual buon vento?

    Io ne ho letto quest'estate in un'intervista a Roderick T. Long, credo sia roba di giugno/luglio che ha a che vedere coi libertari polacchi. Purtroppo non ho un link e non so chi sia Tom Palmer.

    Comunque se cerchi su Google Long e Charles Johnson (è di quest'ultimo la definizione Thick Vs Thin) dovresti trovare qualcosa.

    Ciao.

  4. #24
    Ran Tasipi
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    Citazione Originariamente Scritto da teo scarpellini Visualizza Messaggio
    Mi meraviglia che Block ne faccia una questione di opportunità. Non è una questione astratta, ma trattandosi di principi io avrei fatto un discorso diverso, non certo centrato sulle dispute accademiche. Ma dici una cosa molto giusta: se il libertarismo vuole avere una chance deve promuovere un certo tipo di valori e di cultura che sono necessari per concretizzare e mantenere l'assenza dello stato. Certo che sperare nelle élites culturale, almeno nella mia visione, non è il massimo.
    Teo, dalle élites culturali ce ne scampi il cielo, se con questo intendi l'oligarchia intellettuale platonica.
    Sulle élites naturali (che non necessariamente devono essere "intellettuali"), invece, sai come la penso, ne abbiamo parlato altrove. Io ritengo che in una società libera, siano fisiologiche e nasceranno spontanee grazie alla libera competizione di idee e comportamenti che incentiverà la creazione di un' aristocrazia a cui gli uomini decideranno spontanemente e liberamente di rivolgersi, senza il bisogno che l'intellettuale di turno li incanti con giochetti di prestigio dialettici.

  5. #25
    uruguayo
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    Citazione Originariamente Scritto da H.I.M. Visualizza Messaggio
    Teo, dalle élites culturali ce ne scampi il cielo, se con questo intendi l'oligarchia intellettuale platonica.
    Sulle élites naturali (che non necessariamente devono essere "intellettuali"), invece, sai come la penso, ne abbiamo parlato altrove. Io ritengo che in una società libera, siano fisiologiche e nasceranno spontanee grazie alla libera competizione di idee e comportamenti che incentiverà la creazione di un' aristocrazia a cui gli uomini decideranno spontanemente e liberamente di rivolgersi, senza il bisogno che l'intellettuale di turno li incanti con giochetti di prestigio dialettici.
    Sai vero che tuoi (ma non solo) post come questo li salvo e ogni tanto me li rileggo senza pagarti un euro di copyright? Notte.

  6. #26
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    Pensa che ho in mente di scrivere un libro dove sono pubblicati tutti post del forum "libertarismo"....non vi do una lira non vi do....

  7. #27
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    Cool

    Citazione Originariamente Scritto da H.I.M. Visualizza Messaggio
    Teo, dalle élites culturali ce ne scampi il cielo, se con questo intendi l'oligarchia intellettuale platonica.
    Sulle élites naturali (che non necessariamente devono essere "intellettuali"), invece, sai come la penso, ne abbiamo parlato altrove. Io ritengo che in una società libera, siano fisiologiche e nasceranno spontanee grazie alla libera competizione di idee e comportamenti che incentiverà la creazione di un' aristocrazia a cui gli uomini decideranno spontanemente e liberamente di rivolgersi, senza il bisogno che l'intellettuale di turno li incanti con giochetti di prestigio dialettici.

    Non condivido la pensata derivante dal pensiero di Hoppe. Sarebbe come dire che in un libero mercato si verrebero a formare dei monopòli indistrutibili, il che è impossibile. La società libera è talmente dinamica che non si formerebbero mai elites e monopoli costantamente dominanti nel mercato dei beni e delle idee.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da H.I.M. Visualizza Messaggio
    Orso! Qual buon vento?

    Io ne ho letto quest'estate in un'intervista a Roderick T. Long, credo sia roba di giugno/luglio che ha a che vedere coi libertari polacchi. Purtroppo non ho un link e non so chi sia Tom Palmer.

    Comunque se cerchi su Google Long e Charles Johnson (è di quest'ultimo la definizione Thick Vs Thin) dovresti trovare qualcosa.

    Ciao.
    Grazie, pare non ci sia un granchè, ma cercherò con più calma...
    Tom Palmer è un prof. left-libertarian che ha spesso avuto da ridire sulle tesi di Hoppe (quest'ultimo ricambia appellandolo, tra l'altro "ambasciatore dell'omosessualità).
    Ogni volta che Hoppe parla con disprezzo di "certi libertari che affollano il Cato Institute" il riferimento è Palmer.

  9. #29
    il pescatore
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio



    Non condivido la pensata derivante dal pensiero di Hoppe. Sarebbe come dire che in un libero mercato si verrebero a formare dei monopòli indistrutibili, il che è impossibile. La società libera è talmente dinamica che non si formerebbero mai elites e monopoli costantamente dominanti nel mercato dei beni e delle idee.
    dato che un libero mercato VERO non è mai esistito non si può sapere, al massimo si possono fare previsioni, ma certamente non si può negare a prescindere la possibilità della nascità di monopoli o posizioni dominanti, anche temporanee, in un determinato mercato.

    p.s.: nel caso nascesse un monopolio o simile attraverso un VERO libero mercato, quindi attraverso le libere scelte dei singoli individui, questo sarebbe assolutamente legittimo, nulla da spartire, quindi, con i monopoli statali.

  10. #30
    Ran Tasipi
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    Citazione Originariamente Scritto da il pescatore Visualizza Messaggio
    dato che un libero mercato VERO non è mai esistito non si può sapere, al massimo si possono fare previsioni, ma certamente non si può negare a prescindere la possibilità della nascità di monopoli o posizioni dominanti, anche temporanee, in un determinato mercato.

    p.s.: nel caso nascesse un monopolio o simile attraverso un VERO libero mercato, quindi attraverso le libere scelte dei singoli individui, questo sarebbe assolutamente legittimo, nulla da spartire, quindi, con i monopoli statali.
    Esatto, quel che è certo è che in un mercato liberato, è difficile se non impossibile che una volta raggiunta una posizione dominante (che comunque, attenzione, sarebbe frutto delle libere preferenze degli individui) si possa mantenere indefinitamente.

    ps. Grazie a Teo per la stima, anche se penso ci siano interventi migliori dei miei in qesto forum. Ad ogni modo sono contrario alla proprietà intellettuale, quindi: COPIA PURE.

 

 
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