





Eh no caro...i referendum non cancellano la storia, al limite la modificano. E che l'Italia sia una semplice espressione geografica è una baggianata bella e buona. D'altra parte le espressioni geografiche non si dotano di una Costituzione, così come non rimangono unite per 140 anni (solo er dare due dati incontestabili...) senza significativi movimenti secessionisti (al di fuori di qualche realtà, come la Sardegna, VdA e Tirolo).


Non credo che la storia sia una cosa "giusta" o "Sbagliata".
Neanche se Dio mi parla mi convince che l'Italia abbia un senso storico. Fino al 1860 non abbiamo avuto nulla in comune, nemmeno le unità di misura e le monete. Cosa avevamo in comune? La lingua? Ma nemmeno per sogno, al momento dell'unità quello che poi chiamarono italiano lo parlavano si e no 100000 persone, meno dell'1% della popolazione. Il sistema economico? Eh si certo, dal latifondo meridionale ai mezzadri toscani-emiliani e in parte veneti al sistema già industriale del triangolo mi-ge-to. Le tradizioni? Oltre al fatto che eravamo tutti cattolici cosa c'era che ci teneva insieme? Un'appartenenza comune ad un'etnia?Ma se siamo frutto di successivi mescolamenti...
Ad unirci furono contestualmente situazioni di politica internazionale, la supremazia di uno stato regionale sugli altri e il fatto che un manipolo di malati mentali decidesse di inventarsi l'italia.






A parte la tua retorica proto-leghista, sulla quale non mi dilungo, io ti ho citato due fattori che rendono l'Italia ben altro che una espressione geografica (ma, comunque, ti posso rimandare ai testi di Salvatorelli, che sono brevi) e tu ti sei ben guardato da contestarli. Ci si sveglia nel 2007 e si dice che la storia recente dell'italia non è mai esistita...![]()




ma perchè non torniamo tutti nelle caverne? così la piantiamo con tutti questi modernismi e salviamo le nostre tradizioni!

