







E' stato fatto un lavaggio del cervello ai popoli abitanti la penisola italiana. Mi pare evidente.
Per di piu nel 1860 non c'era un'opinione pubblcia formata da nessuna parte nella penisola. La maggioranza della gente erano contadini e poco capivano di chi li dominava. Se avessero capito che l'obiettivo era togliergli la loro identità forse si sarebbero ribellati...anzi diciamo meglio che tra brigantismo, anarchismo ed emigrazione si sono ribellati...ma sono stati soffocati dai tanti bava beccaris...che hanno affollato questo paese.
Cmq la Scozia non ha avuto movimenti indipendentisti dall'annessione fino al 1960...eppure è una nazione.




Mi pare palese.
Ma scusa se un paese è formato alla sua unità da etnie, lingue, tradizioni e culture diverse e dopo 160 anni è omogeneo non ti sorge naturale il dubbio che siano state fatte delle opere forzose di livellamento della cultura in una presunta identità nazionale creata ad arte da classi dirigenti bisognose(e parliamo di 800-inizio 900) di "FARE gli italiani". Non esistevano gli italiani.
Ora puoi tranquillamente dire che esiste una comune lingua, una comune identità nazionale (non di tutti, ma di moltissimi) ma le culture, i comportamenti, le tradizioni sono e rimangono diverse, soprattutto nei luoghi piu diversi dal modello imposto e nei luoghi in cui piu forte era l'identità comune precedentemente: sardegna, veneto, friuli, sicilia e certe aree della lombardia (bergamo-brescia, che SONO venete).


Ti risponderanno in vicentino (o forse in dialetto d Chiampo: non so fino a che punto diverga da quello di Vicenza città)... il che comunque non è un rispondere in "veneto".
In effetti un dialetto "veneto" (od una lingua "veneta", se di lingua si vuole parlare) unitario non esiste affatto ... esistono invece un sacco di dialetti parlati nelle varie città del Veneto, spesso e volentieri diversissimi tra loro; un veneziano, se sente parlare qualcuno in dialetto bellunese, mica ci capisce un granchè, anzi ...


adesso vediamo di fare gli europei...



