
Originariamente Scritto da
Lollo87Lp
Però dovresti spiegarci quale stato nazionale, prima di esserlo, è perfettamente uniforme in tutto il suo territorio. Altrimenti fai una tautologia, se dici che uno stato nazionale prima di essere stato nazionale non ha i caratteri dello stato nazionale.
Ripeto, se voi veneti preferivate la via francese o spagnola l'unificazione sarebbe stata più semplice, si ammazzavano tutti i veneti, si soffocava nel sangue una lingua (o un gruppo di dialetti) e si imponeva con le armi la lingua del vincitore. La lingua che noi parliamo oggi, quella in cui sto scrivendo questo messaggio e quella grazie alla quale possiamo confrontare le tesi venetiste di Enrico e quelle non-venetiste di Alberich, si è imposta in primis per ragioni di prestigio culturale (in quanto, essenzialmente, fiorentino colto del Trecento, non a caso alla base della lingua letteraria dei più grandi scrittori italiani, da Leopardi a Tasso a Manzoni) e, in secundis, per l'azione aggregatrice dell'esercito, della scuola, della radio e della tv nazionali (come se poi fosse una stranezza, bah).
Ultima cosa, non è vero che l'Italia non è mai esistita, era un'entità abbastanza definita già nell'età classica (a livello prevalentemente geografico) e basterebbe leggere Dante o altri per capirne di più. Tra l'altro la cultura italiana è stata, nei secoli, relativamente uniforme, nonostante la divisione politica (come se poi il dominio austriaco o spagnolo fosse più sensato e "rispettoso delle tradizioni" rispetto all'autodeterminazione dell'Italia repubblicana) e c'era una piena consapevolezza dell'Italia come entità unitaria.
p.s. lettura consigliata a tutti: B. Terracini, Conflitti di lingua e di cultura