





No Alberich, evidentemente nel tuo gretto nazionalismo patriottardo italiano non capisci i fenomeni che ti circondano.
AL di là della riscoperta degli aspetti culturali antichi, che sono solo il sintomo di un problema, lo stato nazionale è in crisi. Morto. Caput. Hasta siempre. Addio.
Ora è il tempo delle grandi aggregazioni continentali, soprattutto in europa, in cui gli stati sono troppo piccoli per pesare nell'epoca dell'interdipendenza globale.
E questa europa sarà inevitabilmente federale, ma non formata dagli statazzi nazziunali di adesso, ma da entità piu coerenti e coese, come sarebbero le regioni, riviste e corrette rispetto a confini imposti ed assurdi.
Un'Europa delle Regioni. E se guardi, se apri gli occhi, vedrai che gli stati stanno, da 20 anni a questa parte, correndo a delegare materie sempre piu a livello sopranazionale e subnazionale.
Si stanno, grazie a dio, svuotando da soli.
E verrà un giorno in cui questa robaccia che puzza di muffa esploderà, come sta succedendo in Spagna, in Belgio, in Gran Bretagna.


Grazie della lezione Enrico, fa sempre comodo sentirsi ripetere cose che già si sanno. Sul gretto nazionalismo patriottardo non mi esprimo, però venendo da un protoleghista mi preoccupa poco![]()




E' simpatico che un federalista in Italia, per colpa di una m*rda di partito inventato da un dentista, sia costretto a sentirsi definito come quelli che odia di piu.
Ma perchè non mi considerate per quello che sono? Un federalista alla catalana, che applica qui il pensiero dei partiti di là, sognando che un giorno avvenga anche qui quello che sta succedendo là?![]()




Ehm ... oddio, in realtà la situazione dialettale in Veneto è molto più frammentata di così ... se a Venezia centro storico si usa ancora per lo più l'antico "gastu ...?" per dire "hai ...?" nelle frasi interrogative (ma lo usa anche mia mamma, 71enne - e per riflesso lo uso anch'io, 43enne, quando parlo in dialetto - pur se noi siamo di terraferma), già a Venezia Mestre o Venezia Marghera (notoriamente stesso Comune) si sente invece più spesso dire "ti ga ...?'", mentre a Venezia Chirignago (sempre lo stesso Comune!) si dice "gheto ...?" ... e via andare ...
Il trevigiano ed il veneziano poi sono ancora più lontani: un bambino piccolino per un veneziano è un "puteo" o un "picenìn", ma per un trevigiano è un "ceo" ... etc, etc..
Insomma NON è di una lingua che stiamo parlando, nè di tre o quattro soli ceppi ben identificabili, ma di una intera congerie di dialetti, believe me!


Si non hai tutti i torti. Servirebbe una codificazione, come sta facendo la regione, come fu fatto con il catalano (che aveva lo stesso problema) 30 anni fa.
Cmq gheto/ te ghe si usa anche qui a vicenza, come a padova e verona.
La cosa che mi fa molto soffrire, però, pasolinianamente parlando, è vedere tutte queste belle lingue sparire, con la loro ricchezza di termini, di fronte ad una lingua aberrante e tecnica come l'inglese.
Quando mai in inglese puoi dire "sta pasta la xè sunà su?"![]()

