



Questa scritta e' apparsa sul negozio dei genitori del ragazzo morto
La famiglia ha smentito e la scritta e' stata tolta
Questo e' l'onore ultras,che bravi ragazzi












Parliamoci onestamente, le forze dell'ordine sono molto sovradimensionate e la spesa che l'italia destina alla sicurezza è una delle più alte dei paesi europei.
Se la sicurezza fa comunque schifo, i problemi sono da ricercare altrove, ma non nella scarsità delle forze dell'ordine nè nella bassa spesa (al massimo si può dire che quella spesa dovrebbe essere utilizzata molto meglio, anzichè assumere un'infinità di poliziotti che poi non si addestrano e non si equipaggiano , se ne assumano meno e li si equipaggi come si deve e li si paghi meglio...ma i poliziotti stessi sarebbero contrari, e allora è il gatto che si morde la coda).
16-09-2003
Se mille poliziotti vi sembran pochi
Gianluigi Galeotti
Il Consiglio dei ministri del 4 settembre ha deciso di procedere per decreto alla assunzione di mille agenti, recuperandoli
dalle graduatorie del concorso dello scorso anno. L’obiettivo dichiarato è avere più pattuglie nelle strade e combattere
meglio limmigrazione clandestina.
Il provvedimento è stato commentato positivamente dalla stampa e anche dallopposizione. Si è parlato anche di una vittoria
di Giuseppe Pisanu su Giulio Tremonti, poco incline ad aumentare la spesa in questo settore. Le poche voci discordanti
avrebbero invece preferito più risorse per uffici, utilizzo di mezzi e attrezzature. Dobbiamo però riconoscere che
Tremonti ha ragione a opporsi agli aumenti della già cospicua spesa.
Non è una questione di numeri
Che il problema della sicurezza in Italia non sia questione di numeri, si tratti di soldi o di personale, è dimostrato dal
fatto che negli ultimi venti anni gli stanziamenti di bilancio sono aumentati in termini reali di oltre l80 per cento,
passando dai 7.200 milioni di euro del 1980 agli oltre 13mila milioni di questanno. E si tratta di una stima probabilmente
per difetto, dal momento che i non facili calcoli coinvolgono almeno sei ministeri, con sovrapposizioni non solo nel caso
delle due forze di polizia principali, ma anche delle altre forze direttamente o indirettamente coinvolte nella sicurezza
interna (guardia di finanza, polizia penitenziaria, guardia costiera e corpo forestale).
Resta il fatto, comunque, che già nel 1995 questa spesa risultava pari all’1,28 per cento del Pil, superiore al rapporto di
Germania (0,91 per cento), Regno Unito (0,86 per cento) e Francia (0,60 per cento).
Quanto al personale, nello stesso periodo laumento è stato superiore al 60 per cento. Cosicché, aggiungendo polizia
municipale e polizie provinciali, le forze pubbliche oggi preposte al rispetto della legge in Italia ammontano a 400mila
unità. Un numero che ci pone al primo posto tra i paesi europei in rapporto alla popolazione, come mostra un calcolo
olandese del 1999:
Nel gruppo di paesi che hanno un rapporto forze di polizia-popolazione superiore alla media europea, lItalia precede
Spagna, Francia e Grecia. Germania e Regno Unito hanno invece valori inferiori del 15 per cento alla media.
In conclusione, negli ultimi venti anni l’Italia ha adeguato il livello delle forze dellordine su un piano prettamente
quantitativo, con un aumento della spesa che ha sostanzialmente seguito landamento della criminalità.
Tuttavia, a questo non è corrisposto un miglioramento della sicurezza collettiva. Un fatto che non stupisce, perché in
nessun paese allaumento delle forze di polizia segue automaticamente la diminuzione del crimine.
Nel frattempo, però, è nettamente migliorata la tecnologia di produzione di sicurezza (tecniche di controllo,
informatizzazione, ecc.), perché allora insistere nellaumento degli organici?
Dalla quantità alla qualità
La risposta alla richiesta di sicurezza dei cittadini è da cercare piuttosto nei miglioramenti di professionalità, nel proficuo
impiego delle tecniche che rendono più produttivo il personale, in remunerazioni che tengano conto della diversità dei
compiti svolti (a parità di grado e di anzianità, lo stipendio, inclusi gli straordinari, di un addetto alla mensa oggi è uguale a
quello di un agente della squadra mobile). Ma soprattutto, in una chiara divisione di compiti tra le varie forze
dellordine: il vero nodo della questione, che nessuna forza politica ha mai voluto affrontare seriamente.
Occorre favorire la vocazione specifica dei vari corpi, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni. Il fatto che tutti
tendono a occuparsi di tutto, con responsabilità che si intersecano sino a paralizzarsi, alimenta la dispersione delle risorse.
Il coordinamento delle varie forze dell’ordine, del resto, ha dimostrato i suoi limiti (la leggenda metropolitana vuole che
il controllo elettronico nelle grandi città venga utilizzato anche per "controllarsi" a vicenda negli interventi).
Se non si procede in questo senso, permangono segnali sbagliati che portano a privilegiare la quantità delle singole forze,
accentuando linefficienza dell'impegno pubblico totale.
Si potrebbe iniziare con i servizi negli stadi. Costano somme folli in termini di personale, straordinari e automezzi (anche
nelle piccole città, spesso ancor più impegnative delle grandi). Questo tipo di sorveglianza potrebbe essere contrattato e
fatto pagare ai privati, in questo caso le società di calcio.
E lo stesso discorso vale per i servizi prestati alle istituzioni pubbliche e agli stessi organi costituzionali. Chi si avvale
di servizi " senza costo" tende a chiederne più di quanto sarebbe efficiente: paradigmatico il carabiniere-motociclista
utilizzato per il recapito della corrispondenza istituzionale. Ma così, ancora una volta, viene privilegiata la quantità e svilita
la qualità dellimpegno del personale.
[ copyright ]
Powered by Tomato Interactive


MA che collegamenti fatte porca miseria!
Cosa c'entrano i poliziotti che ieri sera subivano indifesi fuori dagli stadi e non, indifesi e rinchiusi nelle caserme, con Gabriele che è morto perchè un poliziotto irresponsabile ha sparato e l'ha ucciso in un autogrill!
Ma è così difficile da capire??![]()

